La crisi e il rischio “depressione di massa”

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 7 maggio 2012, www.ilmattino.it

I suicidi delle persone rovinate dalla crisi, diversi tra loro, hanno in comune un elemento: la convinzione che “non farcela” sia una colpa, una lesione della dignità personale, come ha scritto Paganelli. Un’idea comprensibile, ma sbagliata, che genera gesti rinunciatari e autodistruttivi. È necessario che autorità e media la smentiscano con chiarezza.
Nell’economia di mercato affrontare il rischio d’impresa è una virtù, di cui lo Stato riconosce la dignità profonda, comunque vada.
Lavoratori ed imprenditori sono i veri eroi della Repubblica “fondata sul lavoro”, come dice la Costituzione. La loro qualità sociale non è condizionata all’esito positivo dei bilanci, ma deriva dall’aver scelto l’attività sulla quale si fonda il funzionamento di gran parte della società moderna: il lavoro in azienda, piccola o grande, con le sue fatiche e i suoi pericoli. Sia il rischio di un’impresa, anche piccola, sia quello che si assume il prestatore d’opera.
Anche chi cerca una lavoro, senza trovarlo, è un dignitoso lavoratore, anche se al momento sfortunato. Leggi il resto dell’articolo

Ogni bambino è diverso

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 30 aprile 2012, www.ilmattino.it

Nuovi pericoli per i bambini, in arrivo dalla rete e dagli sviluppi dell’elettronica. I guai, questa volta, non vengono dall’insaziabile curiosità dei bimbi, che a volte li mette a rischio, ma da quella dei genitori, che potrebbe fare molto male ai bambini. Di che si tratta?
Stanno circolando (ma le più sofisticate arriveranno tra poco), delle applicazioni per cellulari intelligenti, I Pad, computer, per “rassicurare” i genitori sul fatto che i loro figli siano “come tutti gli altri”.
Le prime avevano carattere medico: i genitori inserivano i dati del figlio, quanto mangia, dorme, quanti pannolini cambia e così via, e le applicazioni fornivano indicazioni, terapie, consigli. Partendo, naturalmente, da confronti con l’ipotetico “bimbo sano”, cioè quello “medio”, corrispondente alla media dei comportamenti individuali. Il quale, ecco uno dei problemi di questo modo di guardare ai bambini (come anche alle donne, ai vecchi, a chiunque), non esiste. Perché le variabili sono infinite e con sfumature non valutabili con dati quantitativi. Leggi il resto dell’articolo

I miti che generano depressione

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 12 marzo 2012, www.ilmattino.it

Un europeo su dieci è depresso. Le donne il doppio degli uomini, e i giovani più degli adulti. Lo rivela l’ultimo sondaggio importante svolto in Italia, Francia, Inghilterra, Spagna e Germania, che conferma i dati precedenti. Sappiamo così che non aumenta. Ma cosa succede quando si entra in depressione, e perché accade?
Alcuni aspetti diventano sempre più evidenti: ad esempio i tratti “sociali” della depressione, i suoi legami col lavoro, la famiglia, e il modello di sviluppo attuale.
I depressi vengono messi in difficoltà dal carattere “performativo” del nostro modello sociale che richiede in continuazione di “funzionare” bene nei diversi campi, dal lavoro alla sessualità.
Ridurre la persona a produttore (di denaro, successo, piacere), suscita in molti l’ansia di “misurare” direttamente quanto siano adeguati alle richieste degli altri e del collettivo. A questo punto, se non si è sostenuti da una forte autostima, e da molta concretezza e umiltà, è facile deprimersi. Leggi il resto dell’articolo

Divorzio breve: una legge che rende malati i nostri figli

(Intervista a Claudio Risé, di Paolo Nessi, da “Il Sussidiario”, 24 febbraio 2012, www.ilsussidiario.net)

DIVORZIO BREVE. Ciò che tradizionalmente si intende definire “società” assume via via la parvenza di un pulviscolo indifferenziato. Le forme relazionali che di consueto si instauravano tra le persone sono, sempre più spesso, sostituite da temporanei e quasi accidentali interscambi tra singoli. Come leggere, altrimenti, l’ennesimo passo del Parlamento italiano nella direzione di favorire sempre di più non tanto la famiglia, quanto chi ne ha una e vuole disfarsene?
Ieri, infatti, la Commissione Giustizia della Camera ha completato l’esame degli emendamenti sulla proposta di legge relativa al divorzio breve. Tutte le correzioni sono state ritirate, salvo quella del relatore Maurizio Paniz che prevede la riduzione a un anno per il periodo di separazione prima di ottenere il divorzio (ora è di tre) mentre sarà di due anni in caso della presenza di figli minori. Cosa sta succedendo all’Italia (e al mondo)? Lo abbiamo chiesto a Claudio Risé.

Come interpreta la decisione della Commissione?
Mi sembra che la società occidentale si sia incamminata ormai da tempo, almeno dagli anni 70, sulla strada della precarietà dei rapporti tale per cui il rapporto breve viene reputato pratica normale, mentre quello di chi decide di impegnarsi per tutta la vita è valutato eccezionalmente.

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Tra i giovani e gli adulti deve tornare il dialogo

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 30 gennaio 2012, www.ilmattino.it

Difficili da raggiungere. Così appaiono agli adulti gli adolescenti di oggi. Chiusi nel «mondo dei pari» di età, ormai diventato sempre più un filtro difficile da superare per chi deve comunicare con loro, magari per proteggerli, educarli, o trasmettere informazioni indispensabili alla vita. I genitori, gli insegnanti impegnati, gli altri adulti che si trovano a comunicare con loro raccontano la stessa impressione, a volte dolorosa. I ragazzi comunicano quasi soltanto coi coetanei.
Vivono in una “città dei ragazzi”. I muri di questa fortezza che li ha resi a lungo “invisibili”, come li definì il sociologo Ilvo Diamanti, non li hanno però costruiti i ragazzi. Bensì i loro padri, delusi dal naufragio delle speranze di cambiamento degli anni 70, sconcertati dalla “fine delle ideologie” dopo la deflagrazione dell’Unione Sovietica, inquietati dalla globalizzazione. Leggi il resto dell’articolo

Siamo sinceri, per non avere paura

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 28 novembre 2011, www.ilmattino.it

Tutti i media esortano a non aver paura, non lasciarsi prendere dal panico, spiegando perché non vi siano ragioni fondate per farlo. Questa volta tocca all’economia, in altre occasioni si parlava di epidemie, di clima, o di altre minacce. Sono inviti dall’efficacia limitata, come quando il terapeuta cerca di persuadere il paziente che non c’è ragione di cadere nel panico quando scende per strada, perché non può succedere nulla di terribile. I motivi per non aver paura sono altri.
Le persone, sane o malate, non si lasciano convincere quando si spiega loro che non c’è nulla da temere, per la buona ragione che sentono, dentro di sé, che non è affatto vero, non è così. A far crescere le paure, infatti, non è il pericolo, compagno non eliminabile dell’esistenza, bensì il mito moderno della sicurezza perpetua.
Nel corso della sua storia l’uomo ha sempre saputo di essere esposto ad ogni sorta di pericolo, nei confronti del quale, se era sano, cercava di allertare i sensi, e, se era religioso, si rimetteva a Dio. Leggi il resto dell’articolo

I nuovi nemici dell’amore

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 21 novembre 2011, www.ilmattino.it

Ci si innamora sempre meno. Le statistiche dei single, ovunque il gruppo più numeroso e in crescita, sono lì a dimostrarlo. Ma non solo quelle.
Negli studi di psicoterapia, il “mal d’amore” più denunciato è sempre meno l’innamoramento infelice, e sempre più l’incapacità di innamorarsi. Eppure la scienza ci ha spiegato molto dello strano fenomeno dell’innamoramento. Quanto tempo richiede: pochissimo, un quinto di secondo. Quali organi lo promuovono: uno solo, il cervello. Ma non serve.
Sembra anzi che più ne sappiamo dell’innamoramento, più ci sfugga dalle mani. O dalla testa. Leggi il resto dell’articolo

Il successo del piccolo borgo antico

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 5 settembre 2011, www.ilmattino.it

Il grande successo turistico italiano di quest’anno? I piccoli paesi, col loro borgo secolare ben mantenuto, pochi abitanti, case storiche, botteghe artigianali: la memoria italiana dal Medio Evo in poi.
Non solo da noi, d’altra parte, è forte la nostalgia del borgo, del nucleo abitativo tradizionale, raccolto in un fazzoletto di metri quadri, e amato innanzitutto dai suoi abitanti. Quando il grande si rivela pericoloso, inquinato, stancante, si riscopre di nuovo che “piccolo è bello”.
La Francia ha avviato già da anni, con crescente successo, la certificazione dei Villaggi più belli di Francia, con la loro guida e la loro promozione turistica. Ed anche in Italia, i Borghi più belli d’Italia (oggi 202, ma già con una lista d’attesa di 300 desiderosi di entrare), sono ricercati sempre di più come meta turistica, viaggio romantico, sogno di una vita diversa (hanno tra l’altro il loro Festival proprio in questi giorni, a Castell’Arquato e Vigoleno, sulle colline piacentine).
Non è solo un fenomeno di marketing, quanto la spia di bisogni diversi, di una condizione psicologica complessiva nella quale si trovano sempre più persone, di ogni età. Leggi il resto dell’articolo

L’eroe delle vacanze

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 15 agosto 2011, www.ilmattino.it

Ferragosto, come Pasqua e Natale, è uno degli snodi, anche psicologici, dell’anno. Tutti segnano un cambiamento dell’umore e del sentire, un prima e un dopo, aprono bilanci, e chiedono energie per nuovi progetti.
In questi giorni le vacanze stanno spesso finendo, e più le abbiamo attese più ci chiediamo come siano davvero andate. Intanto pensiamo già allo scenario del ritorno alla routine quotidiana, e non riusciamo a non pensare, almeno fuggevolmente, alle prove che ci aspettano.
Il bilancio dopo vacanze non è dei più facili, così come tutt’altro che semplice è stato, per solito, attraversare questo periodo così atteso.
Le richieste di terapia post vacanza sono frequenti, e molto spesso non semplici da affrontare. Una delle principali difficoltà deriva dal fatto che spesso ci si aspetta dalle vacanze una quantità di cose, in parte contradditorie: riposo e divertimento, conferme affettive ma anche novità, benessere fisico e socialità intensa. Poiché bisognerebbe avere sette diverse vite e sette diverse personalità per realizzare programmi così estesi, accade spesso che le vacanze un po’ di amaro in bocca lo lascino. Tanto più poi che ognuna di quelle aspettative ha i suoi costi economici, fonte spesso di ulteriori problemi. Leggi il resto dell’articolo

Psicofarmaci e rockstar

Claudio Risé, da “Il Mattino” di Napoli del lunedì, 8 agosto 2011, www.ilmattino.it

Vasco Rossi ha ringraziato i farmaci per avergli salvato la vita. In molti altri casi però, dal lontano Elvis Presley al più recente Michel Jackson (ed altri dopo), farmaci regolarmente prescritti sono stati considerati causa della morte.
Qual è dunque la verità nel mondo dell’arte e dello spettacolo: i farmaci salvano, o uccidono? Sono indispensabili alla vita dell’artista, oppure si tratta di un lusso pericoloso?
Già nel greco antico “farmaco” indicava sia la medicina, che il veleno. Il mondo greco conosceva bene l’alterazione nella capacità di percezione e di visione delle persone ed associava al farmaco la magia, e il carattere illusorio dei suoi effetti. Fedra, maga, fece credere a un re di ringiovanirlo, facendolo bollire.
La questione è dunque complessa, da sempre. Non ha senso rifiutare i benefìci (spesso indispensabili) della chimica contemporanea ringraziata da Blasco. Leggi il resto dell’articolo

Il mondo delle spiate

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 18 luglio 2011, www.ilmattino.it

Il mondo è degli spioni? Viene da pensarlo, dopo che il più grande editore del mondo è finito nei guai per aver spiato in vari modi gran parte della popolazione inglese, compresa l’intera famiglia reale. Già prima di questo episodio, comunque, spiate, intercettazioni, informazioni confidenziali occupavano da mesi (o anni), l’intero sistema di comunicazione.
Come mai il frugare nella vita degli altri, famosi o sconosciuti, assicura ricchezza e potere? Dove nasce la passione della spiata?
Va detto subito che la voglia di ficcare il naso nella vita degli altri non è solo un’invenzione dei tempi moderni. L’occhio dell’essere umano è sempre stato attento a cosa faceva il suo vicino. Sia perché in tempi più rozzi da ciò poteva dipendere la tua stessa vita, sia perché l’uomo è un essere relazionale e ciò che fa l’altro lo interessa, può dischiudere nuove attività, prospettive, piaceri, e, naturalmente, conflitti. Leggi il resto dell’articolo

Psicologia della corruzione

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 11 luglio 2011, www.ilmattino.it

Il corrotto è il grande protagonista dei nostri giorni. Tanto da occupare ormai da tempo, nei paesi sviluppati, il centro dell’attenzione collettiva. Non solo nelle cronache politiche e giudiziarie, dove naturalmente troneggia, ma anche in quelle finanziarie, militari, ecclesiastiche, accademiche.
Chi è però il corrotto, qual è la sua psicologia, come si diventa tali? Cosa favorisce la moltiplicazione dei corrotti, perché in certe epoche essi si moltiplicano, e in altre sembrano sparire?
L’osservazione empirica, sia statistica che clinica, toglie di mezzo alcuni diffusi luoghi comuni sull’argomento. Leggi il resto dell’articolo

La movida dei ragazzi in corsa verso lo sballo

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 27 giugno 2011, www.ilmattino.it

Da tre giorni tutti si chiedono perché e come mai. Perché a Milano un giovane di 21 anni, descritto da vicini e custodi di casa come gentile e corretto, ha ucciso e buttato nella spazzatura il suo migliore amico, di vent’anni, per poi violentare e uccidere l’ex fidanzata, sorella dell’amico.
Si ricorda la “socialità” dell’assassino, che aveva, come testimoniano i genitori, “tantissimi amici, e una vita sempre in mezzo alle gente”. È spesso così. Ma sarebbe meglio preoccuparsene.
L’essere sempre “con gli altri” dei nostri adolescenti, e il correre su Facebook per ritrovarli se per caso restano un momento da soli, segnala una preoccupante incapacità di rimanere anche per poco con se stessi, di riflettere.
L’ascolto interiore, la scoperta e coltivazione di sé è indispensabile nell’adolescenza per la costruzione della personalità. Leggi il resto dell’articolo

La riscoperta dei sensi

Guarda Tocca Vivi(Claudio Risé ne parla a Melog 2.0 di Gianluca Nicoletti, 17/06/2011, www.radio24.ilsole24ore.com)

Cosa rimane oggi della nostra sensorialità? I nostri sensi appaiono sempre più impoveriti, sottostimolati, appiattiti dal virtuale, dagli automatismi e dalle astrazioni.

Ascolta l’Audio

Matrimonio d’amore, la fine di un mito?

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 20 giugno 2011, www.ilmattino.it

La famiglia si ripensa. Non tanto attraverso i discorsi sociologici di uffici ed agenzie che se ne occupano a spese dello Stato, ma nella pratica, nei gesti e comportamenti delle persone.
Il crollo nella celebrazione dei matrimoni, il loro crescente scacco (nelle zone più sviluppate dell’Occidente 2 su 3 falliscono), la diffusione dei «singles» (ormai il gruppo più diffuso nelle grandi città), testimoniano di grandi mutamenti, più complessi di quelli rivendicati da politici e media.
In genere, le agenzie politiche e mediatiche tendono a continuare un discorso prevalentemente «sentimentale», che cerca di cogliere «le nuove forme dell’amore». Mentre, osservando cosa succede, soprattutto tra i giovani, emergono valutazioni diverse: progetti di vita, interessi, solidarietà. Leggi il resto dell’articolo

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