Corvi ed inquietudine dei credenti

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 28 maggio 2012, www.ilmattino.it

Come reagisce il vasto e multiforme popolo cattolico allo svolazzare di corvi sui documenti riservati del Papa, ai periodici licenziamenti dei banchieri vaticani, all’inquietante ritrovamento all’interno delle Basiliche di tombe con resti imprevisti e assai sconcertanti? Nei colloqui di questi giorni con lo psicoterapeuta emerge subito la curiosità e lo sconcerto. Che non diventa gossip, ma si rivela invece materiale prezioso per la ricerca e la trasformazione psicologica personale.
La Chiesa è infatti per i cattolici, in modo più o meno chiaro, un’immagine del bene. Il cattolico la vorrebbe pulita, accogliente, perfetta. Come del resto vorrebbe essere anche lui (almeno quando si mette in discussione, andando in terapia): bravo, affidabile, apprezzato dagli altri e tranquillo dentro di sé. Ed è proprio sul volersi in un modo, e essere in un altro, voler essere impeccabili, ed essere molto discutibili (il volere le cose buone, e fare quelle cattive lamentato da San Paolo), che si organizza ogni nevrosi, con relativi malesseri e potenziali scissioni della personalità. Leggi il resto dell’articolo

Divorzi, si litiga di meno

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 21 maggio 2012, www.ilmattino.it

Una buona notizia, di gran peso, dal fronte famiglia. Finalmente sembra che gli italiani comincino ad essere stufi dei divorzi guerreggiati, dove l’altro è il nemico, e i bambini (in nome loro si combattono le battaglie più cruente) le fatali vittime. Dopo oltre 40 anni di questa musica, che ha bruciato una buona quantità di reddito nazionale e rovinato la vita a decine di migliaia di persone, si incomincia a cambiare spartito.
Si fa sempre più strada il “diritto collaborativo”. Di che si tratta? Di una pratica piuttosto nuova, anche se negli Stati Uniti esiste da anni: la separazione-divorzio riguarda entrambi i coniugi, regola alcuni loro rapporti per il resto della vita, e quindi i due devono procedere di comune accordo (anche se non è semplice).
Ad esempio non va bene il bambino che per salomonica (nel migliore dei casi) sentenza viene tagliato in due (in proporzioni diverse), e diviso tra un genitore e l’altro: crea scissioni gravi nel bambino, e sviluppa nei genitori nevrosi e squilibri, più preoccupanti di quanto essi credano. Leggi il resto dell’articolo

Lettera Carron / Risé: la lotta tra la luce della grazia e l’oscurità della pesantezza

(Di Claudio Risé, da “Il Sussidiario”, 16 maggio 2012, www.ilsussidiario.net)

Don Julian Carron, con la sua lettera a Repubblica, ha ripetuto, e quindi proposto a chi la leggeva, il gesto introduttivo alla meditazione cristiana e al Mistero della Messa: Signore pietà.
Atto sorprendente in un’epoca e un costume in cui l’esibizione di forza e irreprensibilità ( come di tutto ciò che cattura lo sguardo altrui: bellezza, sfrenatezza, successo), è esercizio e quasi dovere quotidiano, all’interno di quel culto dell’immagine ansiosamente praticato dai più (e, per quel che ho capito, presente anche tra le accuse mosse nella campagna politica contro il Presidente della Lombardia, Roberto Formigoni e Comunione e Liberazione).

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Ritroviamo un linguaggio comune

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 14 maggio 2012, www.ilmattino.it

Bisogna parlarsi. Se non vogliamo che i bagliori degli incendi greci ci raggiungano, che la vita quotidiana venga inghiottita da risse e spari, dobbiamo ricominciare a parlarci, ad ascoltarci, a progettare insieme, gli uni con gli altri. I genitori coi figli, gli uomini con le donne, lo Stato coi cittadini, le Autorità con le persone comuni.
Occorre abbattere i muri che ci separano, trasformando in Comunità le attuali gabbie di individui arrabbiati e minacciosi, potenzialmente violenti.
La prima grande risorsa per tornare a crescere e far ripartire lo sviluppo è rappresentata dalle energie degli altri.
Ogni psicologo sperimenta come dietro la depressione e l’astenia psichica ci sia un deficit di scambio, di ascolto, di abbraccio dell’altro. Per ritrovare le forze perdute occorre abbattere molti muri: ogni malessere individuale, infatti, si nutre di un malessere sociale e lo alimenta. Leggi il resto dell’articolo

La crisi e il rischio “depressione di massa”

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 7 maggio 2012, www.ilmattino.it

I suicidi delle persone rovinate dalla crisi, diversi tra loro, hanno in comune un elemento: la convinzione che “non farcela” sia una colpa, una lesione della dignità personale, come ha scritto Paganelli. Un’idea comprensibile, ma sbagliata, che genera gesti rinunciatari e autodistruttivi. È necessario che autorità e media la smentiscano con chiarezza.
Nell’economia di mercato affrontare il rischio d’impresa è una virtù, di cui lo Stato riconosce la dignità profonda, comunque vada.
Lavoratori ed imprenditori sono i veri eroi della Repubblica “fondata sul lavoro”, come dice la Costituzione. La loro qualità sociale non è condizionata all’esito positivo dei bilanci, ma deriva dall’aver scelto l’attività sulla quale si fonda il funzionamento di gran parte della società moderna: il lavoro in azienda, piccola o grande, con le sue fatiche e i suoi pericoli. Sia il rischio di un’impresa, anche piccola, sia quello che si assume il prestatore d’opera.
Anche chi cerca una lavoro, senza trovarlo, è un dignitoso lavoratore, anche se al momento sfortunato. Leggi il resto dell’articolo

Ogni bambino è diverso

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 30 aprile 2012, www.ilmattino.it

Nuovi pericoli per i bambini, in arrivo dalla rete e dagli sviluppi dell’elettronica. I guai, questa volta, non vengono dall’insaziabile curiosità dei bimbi, che a volte li mette a rischio, ma da quella dei genitori, che potrebbe fare molto male ai bambini. Di che si tratta?
Stanno circolando (ma le più sofisticate arriveranno tra poco), delle applicazioni per cellulari intelligenti, I Pad, computer, per “rassicurare” i genitori sul fatto che i loro figli siano “come tutti gli altri”.
Le prime avevano carattere medico: i genitori inserivano i dati del figlio, quanto mangia, dorme, quanti pannolini cambia e così via, e le applicazioni fornivano indicazioni, terapie, consigli. Partendo, naturalmente, da confronti con l’ipotetico “bimbo sano”, cioè quello “medio”, corrispondente alla media dei comportamenti individuali. Il quale, ecco uno dei problemi di questo modo di guardare ai bambini (come anche alle donne, ai vecchi, a chiunque), non esiste. Perché le variabili sono infinite e con sfumature non valutabili con dati quantitativi. Leggi il resto dell’articolo

Creatività. Istruzioni per l’uso

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 23 aprile 2012, www.ilmattino.it

L’accordo è unanime: bisogna crescere, innovare, tornare allo sviluppo (magari più equilibrato). Per questo però servono nuove idee. Da dove vengono?
L’Europa deve evitare di adottare una visione troppo cupa e ansiosa dell’innovazione e dello sviluppo.
Le idee che cambiano la vita nostra e degli altri, non nascono infatti da estenuanti studiate o seminari barbosi. Nascono (spiegano le neuroscienze) quando ci concediamo di non pensare a niente di speciale, di andare a zonzo con la mente.
Non è un caso che tutta la rivoluzione dei computer sia nata e cresciuta in California, dove ci sono ottime università ma anche si va al mare, a spasso, si fa surf. Con grande indignazione dei paesi della costa est, quella atlantica (oggi più declinante), che considerano i californiani dei fannulloni, quasi dei “mediterranei”. Però le idee più rivoluzionarie sono nate lì, e hanno anche prodotto un fiume di denaro. Come mai darsi la libertà di non pensare a nulla, e un po’ di godersela, genera idee fantastiche? Leggi il resto dell’articolo

Dalla passione la rinascita

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 2 aprile 2012, www.ilmattino.it

Passione, morte, resurrezione. Queste tre tappe, riproposte ancora una volta nella prossima settimana, non appartengono solo alla storia di Gesù, ma ad ogni trasformazione e sviluppo umano.
Il successo ha sempre un termine, molti si allontanano, occorre rientrare dentro se stessi e accettare con passione la fine di come si è stati. Solo così si risorge, si entra nel rinnovamento.
La vita umana cresce sempre attraverso esperienze pasquali. Ma non è semplice vederlo e accettarlo davvero.
L’idea della fine e della resurrezione è presente nella maggior parte delle antropologie (non solo nel Cristianesimo), e parla appunto della necessità del cambiamento, che deve passare sempre attraverso una perdita: di abitudini, di situazioni consolidate, di modi di essere.
Il nostro tempo, la modernità, fatica però più di altre epoche ad accettare questa visione. Anche se una delle sue scienze più giovani e più promettenti, la neuroscienza, ha dimostrato che è proprio così che il cervello si forma e cresce, attraverso un continuo sviluppo, che passa attraverso distruzioni e trasformazioni, dalla giovinezza fino alla fine della vita. Leggi il resto dell’articolo

Buona giornata del papà

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 19 marzo 2012, www.ilmattino.it

Il giorno del papà, che si festeggia oggi, diventa sempre più sentito. Non solo occasione di regali, o lavoretti per impegnare i bimbi delle elementari. Di anno in anno questa festa scandisce ormai le tappe del riconoscere cosa significhi essere padri oggi, e della conseguente trasformazione degli uomini e di tutti i rapporti familiari. Ci allontaniamo così sempre di più da quella triste etichetta di “società senza padri”, come antropologi e psichiatri definivano l’Occidente negli anni 70.
E’ stata ed è, quella dei papà, una lunga marcia, emozionante ed anche dolorosa, che contribuisce a cambiare non solo i rapporti tra le persone, ma anche il clima affettivo ed emotivo del nostro tempo.
L’aspetto più evidente è certamente l’ancora incompiuto “ritorno del padre”, una figura di cui negli anni 70 nessuno sapeva più che dire, se non che, appunto, non c’era, mentre oggi la sua presenza torna ad essere evidente, anche se spesso in modo drammatico.
Si tratta di un ritorno davvero “epocale”, perché era stato nell’Ottocento, con l’avvento dell’industrializzazione, che la figura paterna si era ritirata dall’educazione dei figli, da allora affidata alla madre, per dedicarsi alla particolare attività economica che allora nasceva: l’azienda. Fino ad allora il mondo del lavoro, sia nei campi che nelle botteghe artigiane delle città, era stato anche la principale scuola di vita dei figli, nella quale il padre era insieme papà e maestro d’arte e mestiere. Leggi il resto dell’articolo

I miti che generano depressione

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 12 marzo 2012, www.ilmattino.it

Un europeo su dieci è depresso. Le donne il doppio degli uomini, e i giovani più degli adulti. Lo rivela l’ultimo sondaggio importante svolto in Italia, Francia, Inghilterra, Spagna e Germania, che conferma i dati precedenti. Sappiamo così che non aumenta. Ma cosa succede quando si entra in depressione, e perché accade?
Alcuni aspetti diventano sempre più evidenti: ad esempio i tratti “sociali” della depressione, i suoi legami col lavoro, la famiglia, e il modello di sviluppo attuale.
I depressi vengono messi in difficoltà dal carattere “performativo” del nostro modello sociale che richiede in continuazione di “funzionare” bene nei diversi campi, dal lavoro alla sessualità.
Ridurre la persona a produttore (di denaro, successo, piacere), suscita in molti l’ansia di “misurare” direttamente quanto siano adeguati alle richieste degli altri e del collettivo. A questo punto, se non si è sostenuti da una forte autostima, e da molta concretezza e umiltà, è facile deprimersi. Leggi il resto dell’articolo

La tentazione di chiudersi

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 5 marzo 2012, www.ilmattino.it

“Sei venuto a sparare?… Voglio vederti sparare”. Il monologo del militante No Tav sporto sullo scudo del carabiniere silenzioso non è solo provocazione. Più simile invece a quel particolare rovesciare la colpa e il male sull’altro, trasformandolo in nemico (potenzialmente assassino), che sta dietro alle tragedie storiche dell’ultimo secolo, l’ultima delle quali fu la stagione degli anni di piombo. Accade anche in drammi privati, raccontati al terapeuta di solito dopo che sono accaduti.
Gradualmente l’altro diventa un individuo pericoloso, che qualunque cosa dica, o faccia, ti vuole far fuori. Mentre le persone attorno a lui, quelli che condividono la sua posizione sono partecipi del “complotto”.
La prima caratteristica di queste costruzioni immaginarie, personali o collettive che siano, è che alla loro origine non c’è (nella stragrande maggioranza dei casi), nessuna specifica patologia. Sono invece presenti due caratteristiche che, insieme, possono generare problemi: un forte senso critico, e l’insicurezza. Leggi il resto dell’articolo

La neuroplasticità: il movimento è il nostro destino

Guarda Tocca Vivi (Di Claudio Risé, dal libro Guarda, tocca, vivi. Riscoprire i sensi per essere felici, Sperling & Kupfer, 2011)

Il movimento e la conseguente trasformazione sono il nostro destino, e la consapevolezza di questo fatto è ciò che consente alla vita dell’uomo moderno di essere all’altezza del suo tempo.
Solo verso il 1990, mentre esplodeva l’Unione Sovietica e la globalizzazione riceveva una nuova, decisiva spinta, cominciarono a essere prese in considerazione le ricerche neuroscientifiche che dimostravano che il cervello umano non è una struttura definita, che si formerebbe nell’infanzia e sarebbe sostanzialmente compiuto e immutabile entro i 20 anni, bensì un insieme dinamico di circa 100 miliardi di neuroni, ognuno dei quali con migliaia di sinapsi, impegnati in un continuo movimento di formazione, trasformazione, morte e rigenerazione, prodotto fondamentalmente da noi stessi. È, infatti, ciò che noi facciamo e pensiamo, le nostre esperienze e il nostro comportamento, a modellare e costituire il nostro cervello. Leggi il resto dell’articolo

Paure e incubi dell’uomo macchina

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 27 febbraio 2012, www.ilmattino.it

Quali sono le paure più diffuse in questo “tempo della crisi”? A giudicare da quanto si vede in psicoterapia, la paura della povertà è presente ma non sempre genera malessere psichico. Quella l’uomo la conosce (magari nel racconto familiare), anche se non l’ama; sa che ci si può convivere.
La paura che fa star male, e che oggi si diffonde, è quella di venir trattati sul lavoro e nella società come cose. Ciò spiega anche buona parte della riluttanza giovanile a inserirsi nelle aziende.
Giovani pieni di buona volontà, che si cimentano con ambite (anche se assai esigenti) opportunità di lavoro, di notte sognano di diventare gradualmente macchine, robot, o di venire divorati dagli squali.
Raramente si tratta di persone viziate, con poca voglia di lavorare sodo. Sono in genere intelligenti, ambiziosi, con forte senso del dovere, tanto da accettare ritmi di lavoro superiori alle 10 ore al giorno, come è ormai corrente nei posti “importanti” delle grandi città. Non hanno vizi, né nevrosi particolari. Leggi il resto dell’articolo

Divorzio breve: una legge che rende malati i nostri figli

(Intervista a Claudio Risé, di Paolo Nessi, da “Il Sussidiario”, 24 febbraio 2012, www.ilsussidiario.net)

DIVORZIO BREVE. Ciò che tradizionalmente si intende definire “società” assume via via la parvenza di un pulviscolo indifferenziato. Le forme relazionali che di consueto si instauravano tra le persone sono, sempre più spesso, sostituite da temporanei e quasi accidentali interscambi tra singoli. Come leggere, altrimenti, l’ennesimo passo del Parlamento italiano nella direzione di favorire sempre di più non tanto la famiglia, quanto chi ne ha una e vuole disfarsene?
Ieri, infatti, la Commissione Giustizia della Camera ha completato l’esame degli emendamenti sulla proposta di legge relativa al divorzio breve. Tutte le correzioni sono state ritirate, salvo quella del relatore Maurizio Paniz che prevede la riduzione a un anno per il periodo di separazione prima di ottenere il divorzio (ora è di tre) mentre sarà di due anni in caso della presenza di figli minori. Cosa sta succedendo all’Italia (e al mondo)? Lo abbiamo chiesto a Claudio Risé.

Come interpreta la decisione della Commissione?
Mi sembra che la società occidentale si sia incamminata ormai da tempo, almeno dagli anni 70, sulla strada della precarietà dei rapporti tale per cui il rapporto breve viene reputato pratica normale, mentre quello di chi decide di impegnarsi per tutta la vita è valutato eccezionalmente.

[continua a leggere su ilsussidiario.net]

Il mondo va in città

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 20 febbraio 2012, www.ilmattino.it

La popolazione mondiale sta correndo verso le grandi città. Nel 2030 il 60% dell’umanità vivrà nelle metropoli. In Cina, questo cambiamento è ormai realtà.
Le megalopoli, però, sviluppano anche numerosi malesseri: dalle cardiopatie alle psicosi, dall’obesità alla schizofrenia. Ma allora perché 180 mila persone al giorno vanno proprio lì? Non solo perché nelle città c’è più lavoro, e più denaro. Ci sono anche altre opportunità. Da riconoscere e valorizzare, per renderle utilizzabili.
Chi ogni giorno va in città, cerca (col denaro e il lavoro), più socializzazione, modelli e stili di vita più numerosi e variati, maggiore cultura, possibilità ampie di istruzione per i figli. Leggi il resto dell’articolo

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