I ragazzi autoreclusi

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 30 gennaio 2006

La passione per la vita langue sempre di più. Soprattutto tra i giovani, e soprattutto nei paesi più ricchi. Ora i media incominciano a parlare più spesso, anche aiutati dai primi film sull’argomento, del fenomeno degli hikikomori, i giovani (pare circa un milione) che in Giappone rimangono per anni chiusi nella loro stanza, riducendo al minimo le comunicazioni con l’esterno. Si tratta nell’80% dei casi di maschi. A volte anche molto giovani, meno di 14 anni, e possono restare chiusi nella loro stanza anche per più di 15 anni. La psichiatria ha, giustamente, subito fornito un nome al nuovo disagio: “acute social withdrawal”, ritiro dal sociale in forma acuta. Leggi il resto dell’articolo

Per uscire dal manierismo moralistico: educare alla vita

Claudio Risé, abstract dall’articolo di Caterina Giojelli, Se ci fosse un’educazione il popolo starebbe meglio: girotondo di opinioni a partire da una lettera di Giancarlo Cesana al Foglio. Magdi Allam, Risé, Giorello, Pace, Marcenaro, Galan, Fouad Allam, Tempi n. 5 del 26/01/2006.
Il testo integrale dell’articolo è disponibile qui.

«Se ci fosse un’educazione, il popolo starebbe meglio». Certo, l’abbiamo detto assieme ad altri, nel frattempo vertiginosamente cresciuti, e il tutto è visibile su appelloeducazione.it.
Penso però che questo intervento di Giancarlo Cesana offra l’opportunità, e l’indicazione, per vedere meglio come questa mancanza di un’autentica educazione si accompagni all’offerta di un manierismo perverso e immobilizzante. Quello che porta, ad esempio, a guardare la vita e le sue vicende (come dice qui Cesana) dal buco della serratura, rimanendo in una posizione di voyeurismo moraleggiante, che tende ad inchiodare la vita del Paese su un dibattito sull’agire “elegante”, confuso con l’agire legale. Leggi il resto dell’articolo

«Voglio che l’altro sparisca»

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì

«Vorrei che quella persona (o quella gente, o quella città) sparisse dalla faccia della terra»: ci sono individui che coltivano di queste fantasie, a volte segretamente, a volte meno. Se sono politici, o capi di stato, la cosa può diventare drammatica. Come dimostra la storia di Hitler, che ha insanguinato il mondo. Leggi il resto dell’articolo

Dio non è morto

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì

Dio non è morto. La profezia lanciata clamorosamente dal filosofo Nietzsche alla fine del 1800, riproposta poi dai suoi epigoni cent’anni dopo, verso la fine del 1900, sembra smentita. L’attuale presidente americano George W. Bush, ad esempio, è stato rieletto dopo una campagna tutta giocata su temi d’ispirazione religiosa: valori della famiglia, contenimento dei divorzi, e degli aborti. In Italia, un gigantesco rilevamento della pratica religiosa, promosso dalla Chiesa cattolica, ha dimostrato che non ci sono praticamente variazioni tra l’affluenza ai riti religiosi negli ultimi trentacinque anni. Leggi il resto dell’articolo

Perché gli uomini devono svegliarsi

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì

E’ urgente che gli uomini si sveglino. In fretta. Ecco alcuni dati di tendenze che consigliano questo risveglio. Il primo è quello, noto, ma in aumento, nel divario nelle aspettative di vita. Secondo l’Istat, siamo oggi a 76 anni per gli uomini, e 83 per le donne. La vita si allunga, ma meno per i maschi, rispetto alle donne. Il secondo è quello nell’incremento nelle separazioni nella “terza età”, dove crescono di più le richieste femminili, soprattutto nelle regioni meridionali. Il terzo è quello della sopravvivenza alla morte del coniuge: elevata quella delle donne, la cui vita non finisce con la vedovanza, molto bassa fra gli uomini, autentici “vedovi inconsolabili”. Cosa hanno in comune questi dati, e cosa ci segnalano sui sentimenti, e lo stile di vita dell’uomo italiano? Leggi il resto dell’articolo

Il panico, e le sue buone ragioni

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì

Capita sempre più spesso che qualcuno si metta al volante e, avviato il motore, non ce la faccia più a mettere la marcia, e andare. O gli si chiuda la gola al momento di fare il programmato discorsetto pubblico; o gli si imperli la fronte di sudore ghiacciato quando finalmente si ritrova in intimità con la persona amata. “Crisi di panico”: è la sempre più frequente diagnosi. Ma che cosa significa, esattamente? Perché uomini, e donne, sempre più spesso, non riescono a realizzare il programma che si erano dati, e si arrestano, pieni di ansia e di paura? Leggi il resto dell’articolo

Il ritorno della gonna (e della donna)

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì

E’ accaduta una cosa stimolante sia per i nostri pensieri, che per le nostre passioni. Sono tornate le gonne. Gli stilisti, dopo averle messe al bando per anni (proponendole, casomai, ai giovani maschi, come segno di nuove, bizzarre, identità), sembrano essersi ravveduti, e le hanno rimesse in passerella. Un po’ sopra al ginocchio, portate con camicette molto femminili, con trine e pizzi. Le cose giuste al posto giusto insomma. E, infatti, si cominciano a rivedere anche in giro, per le strade, nelle case, quando ci si incontra. Leggi il resto dell’articolo

I tormenti del giovane povero

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì

Duri. Avari. Capaci di pensare solo a se stessi. Molti giudicano così i giovani d’oggi. E non hanno tutti i torti. I giovani, almeno quelli che riescono ad entrare nel mercato del lavoro, sono di certo molto più calcolatori di quanto furono i loro padri, alla loro età. Non consentono a sogni e utopie di occupare la loro testa, e il loro cuore. Sono preoccupati del futuro, e si vede. Appaiono cauti, e non troppo generosi, almeno fino a quando non sono sicuri di poterselo permettere. Sfruttano i “benefits”, le economie assicurate dal poter rimanere nella casa familiare fino a quando possibile; rinviano i figli, e le relative spese, fino ai termini ultimi consentiti dalla natura. Governanti e Capi di Stato li esortano ad osare di più, a riprodursi con maggiore generosità. Loro fanno, per ora, orecchie da mercante. Cerchiamo però di capire cosa stringe il loro cuore. Dalla loro parte stanno, infatti, alcuni fatti oggettivi, ed un ampio scenario collettivo. Leggi il resto dell’articolo

Trasparenza

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì

Trasparenza: ecco una parola (e una richiesta) di fronte alla quale la persona davvero sincera rimane, almeno un po’, perplessa. Non parliamo poi dell’abuso della stessa parola. Alla Regione Lombardia l’Assessorato alla cultura si chiamava (forse ancora si chiama): “alla cultura, e alla trasparenza”, due cose che non c’entrano nulla l’una con l’altra. Leggi il resto dell’articolo

Rinnovarsi col nuovo anno

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì

L’attenzione all’ecologia comincia da ognuno di noi. Il primo “oikòs”, il terreno natale, del quale ognuno deve, e può occuparsi, è il nostro corpo, la vita nella quale lo coinvolgiamo, gli impegni che gli affidiamo. La sensibilità all’ambiente comincia dall’attenzione verso noi stessi. Per questo è decisivo il tempo in cui siamo oggi, la fine di un anno, e l’inizio di un altro, nuovo. In questi giorni, infatti, ognuno di noi, se ascolta dentro di sé, avverte una grande spinta verso il cambiamento. Leggi il resto dell’articolo

Il Fanciullo Divino e la speranza

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì

Sommerso tra i pacchi dei doni, soffocato dalle carte da regalo, defilato quanto a promozione pubblicitaria, tra qualche giorno, in ogni caso il Bambino sarà là, nella capanna. Con qualsiasi cura la si prepari. E per chi non la fa, e non ha tempo da perdere con presepi ed altre anticaglie, sarà comunque presente, nel suo immaginario, nelle sue fantasie, magari non desiderate. Perché il Gesù Bambino è un protagonista del nostro inconscio collettivo. Leggi il resto dell’articolo

Non me ne vado

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì

Non me ne vado! E’ come un crampo che prende, a volte, l’essere umano quando deve lasciare una posizione di potere (ne abbiamo diversi esempi in questi giorni), oppure anche una casa, un posto di lavoro, dove magari non si è trovato neppure troppo bene, un partner. E’ la sindrome del “rimango dove sono”, la pulsione a fissarsi alla situazione abituale, il rifiuto di ogni cambiamento. Leggi il resto dell’articolo

I padri sono anche teneri

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 23 gennaio 2006

I padri sono teneri. Si svegliano di notte quando i bambini piangono, spingono le carrozzine quando la famiglia fa la spesa, giocano con i piccoli, si divertono a stare con loro. Tutto questo stupisce una buona parte dei media, che presentano questo comportamento come una “nuova tendenza”, ma forse non più che una moda. O addirittura (quando i padri in questione sono famosi, come Pierferdinando Casini), come pubblicità personale. Leggi il resto dell’articolo

Non di solo pane vive l’uomo

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 16 gennaio 2006

Il benessere è bello, ma insufficiente a rendere felice l’uomo. Non solo: risulta invece che dia più voglia di vivere un po’ più di sole nelle tue giornate, che uno Stato sociale perfettamente organizzato. Di questi aspetti però, dell’insoddisfazione che lascia nell’essere umano la sicurezza unita alla ricchezza, e a quella freddezza climatica e ambientale dei paesi che hanno egregiamente realizzato entrambe le cose, non si discute mai. Leggi il resto dell’articolo

Madre e padre dopo la separazione

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 9 gennaio 2006

Gli interessati sono tanti: un milione e centomila tra bambini e giovani, nati dal 1975 in poi, trecentomila dei quali non hanno mai visto una famiglia unita. Questo non è un appello umanitario per qualche disastro extraeuropeo: sto parlando di bambini e giovani italiani. Tanti sono, infatti, i bimbi nel nostro paese, coinvolti negli ultimi trent’anni in vicende di separazione e divorzio. Leggi il resto dell’articolo