Perché gli uomini devono svegliarsi

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì

E’ urgente che gli uomini si sveglino. In fretta. Ecco alcuni dati di tendenze che consigliano questo risveglio. Il primo è quello, noto, ma in aumento, nel divario nelle aspettative di vita. Secondo l’Istat, siamo oggi a 76 anni per gli uomini, e 83 per le donne. La vita si allunga, ma meno per i maschi, rispetto alle donne. Il secondo è quello nell’incremento nelle separazioni nella “terza età”, dove crescono di più le richieste femminili, soprattutto nelle regioni meridionali. Il terzo è quello della sopravvivenza alla morte del coniuge: elevata quella delle donne, la cui vita non finisce con la vedovanza, molto bassa fra gli uomini, autentici “vedovi inconsolabili”. Cosa hanno in comune questi dati, e cosa ci segnalano sui sentimenti, e lo stile di vita dell’uomo italiano?
C’è, innanzitutto, una sorta di minore vitalità. L’uomo appare come più spaventato, meno attaccato alla vita, e la conclude prima. Non credo che la maggiore fatica fatta per provvedere alla famiglia sia tuttora una buona spiegazione per questo stato d’animo. Oggi anche le donne lavorano, aggiungendo così gli impegni fuori casa a quelli domestici, che continuano a gravare per la maggior parte su di loro. Non è quindi perché più affaticati che gli uomini dimostrano un minore attaccamento alla vita. Il punto di debolezza maschile sembra piuttosto un altro, ed è messo bene in rilievo dai dati sulla sopravvivenza alla vedovanza, e sulla disponibilità femminile a separarsi da anziani. Si tratta, per la precisione, della persistente dipendenza che molti uomini continuano a manifestare nei confronti della propria compagna. Alla quale tendono e rivolgere delle richieste di accudimento che sono il prolungamento di quelle rivolte, nell’infanzia, alla madre; ma che la donna adulta, oggi, rifiuta appena può. E’ questa profonda dipendenza che oggi dà connotati maschili alla dichiarazione frequente nei romanzi rosa, o fotoromanzi femminili di un tempo: «non posso vivere senza di te».
Il medico, e lo psicoterapeuta, scoprono questa improvvisa debolezza, quando l’uomo si decide a chiedere aiuto per i malesseri che accompagnano l’abbandono della compagna, o la sua scomparsa. Il maschio rimasto da solo, infatti, fatica a badare a se stesso. Non ne ha voglia. Spesso non sa neppure come si fa, perché non l’ha mai fatto. Quella “cura di sé”, cui si dedicava con metodo Marco Aurelio da ragazzo (per poi raccomandarla ai giovani, diventato Imperatore), non sembra più una virtù maschile.
A questo universo problematico si oppone però una nuova tendenza, forse non ancora rappresentata adeguatamente dalle rilevazioni statistiche. Si tratta di quell’esercito di giovani che per ragioni diverse (scarse retribuzioni, ricerca di un nuovo stile di rapporto con l’altro sesso, maggiore mobilità nel lavoro), affronta in deliberata solitudine (almeno organizzativa, se non sentimentale), consistenti periodi della propria giovinezza. Durante i quali sviluppa, appunto, quella cura di sé che manca invece a quei coetanei che passano in automatico dalle cure della madre, a quelle della moglie. Anche a questi “nuovi” maschi capita di cercare l’aiuto dello psicoterapeuta, o del medico, nella loro messa a fuoco di uno stile di vita adeguato ad affrontare le difficoltà dell’esistenza. Essi suscitano però un’impressione del tutto diversa da quella dei fragili mogliedipendenti. Questi sono uomini che cercano di assumersi in prima persona la responsabilità della propria vita, e la capacità di badare a sé. E’ probabile, quindi, che sappiano badare meglio anche agli altri. Almeno speriamo.

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One Response to Perché gli uomini devono svegliarsi

  1. Roberto L. Ziani says:

    Perdoni la citazione forse impertinente, prof.Risè, ma il Suo bell’articolo mi ricorda alcune frasi che Chuck Palahniuk mette in bocca a Tyler Durden mentre colloquia con il se’ stesso borghese in Fight Club (un romanzo che mi pare Lei abbia citato due volte in un libro): “Siamo una generazione di uomini cresciuti dalle donne, mi chiedo se un’altra donna sia davvero la risposta che cerchiamo.”
    Stia bene.
    RLZ

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