Per uscire dal manierismo moralistico: educare alla vita

Claudio Risé, abstract dall’articolo di Caterina Giojelli, Se ci fosse un’educazione il popolo starebbe meglio: girotondo di opinioni a partire da una lettera di Giancarlo Cesana al Foglio. Magdi Allam, Risé, Giorello, Pace, Marcenaro, Galan, Fouad Allam, Tempi n. 5 del 26/01/2006.
Il testo integrale dell’articolo è disponibile qui.

«Se ci fosse un’educazione, il popolo starebbe meglio». Certo, l’abbiamo detto assieme ad altri, nel frattempo vertiginosamente cresciuti, e il tutto è visibile su appelloeducazione.it.
Penso però che questo intervento di Giancarlo Cesana offra l’opportunità, e l’indicazione, per vedere meglio come questa mancanza di un’autentica educazione si accompagni all’offerta di un manierismo perverso e immobilizzante. Quello che porta, ad esempio, a guardare la vita e le sue vicende (come dice qui Cesana) dal buco della serratura, rimanendo in una posizione di voyeurismo moraleggiante, che tende ad inchiodare la vita del Paese su un dibattito sull’agire “elegante”, confuso con l’agire legale. Dimenticando, ad esempio le ragioni della semplicità, della sopravvivenza, dello sviluppo o della necessità, tutte cose che eleganti non sono, ma fanno parte della vita nei suoi aspetti più naturali, dunque più sani.
Dov’è che affonda le sue radici questo manierismo moralistico, che si è sostituito all’educazione alla vita e alla sua verità? Non è una domanda teorica: se non sappiamo da dove viene il virus non potremo mai combatterlo veramente. Penso, con molti altri, che l’origine di questo processo, che ha sostituito l’educazione alla vita con uno spiarla attraverso un sentimento perverso e imbarbarito, affonda in quello snodo centrale del processo di secolarizzazione che è stata la rivoluzione francese. Allora lo Stato rivoluzionario (che poi è il modello di gran parte degli attuali Stati europei) ha voluto togliere dalla vita degli uomini Dio, e qualsiasi sua possibile rappresentazione sulla terra. Questo mondo senza Dio però, naturalmente, produce il Terrore. Non solo quello delle carcerazioni, e delle ghigliottine ma, in modo più continuo e pervasivo, il terrore di ciò che l’uomo senza Dio può fare. All’occhio di Dio si sostituisce così l’occhio (più tardi le intercettazioni) del giudice. La legge naturale, divina, viene rimpiazzata con un proliferare di leggi, i famosi dispositivi di controllo, giudiziario e comportamentale (di cui si è così ben occupato Michel Foucault). È questa costruzione artificiale, ideologica e giudiziaria, che tende ad imbrigliare l’uomo, che non si fida più di se stesso, perché non può più contare su Dio, in quella “ortopedia dell’anima”, che è il manierismo (nel senso di innaturale e stereotipato) culturale e comportamentale dominante. Ed è sempre questa rete di convenzioni artificiose, e sostanzialmente false, che si sostituisce all’educazione alla verità e alla vita, che è poi quel Dio fatto uomo che le ha annunciate, su cui è fondata la nostra civiltà, e la nostra umanità.

Annunci

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: