La scoperta dei nuovi padri

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 20 marzo 2006

Il primo giorno dell’applicazione dell’affido condiviso, i tribunali italiani sono stati invasi da una marea di padri che ne chiedevano l’applicazione. Che volevano riconosciuta (come la legge prevede, nell’interesse del bambino) la loro qualità di genitori, con responsabilità ed oneri relativi, anche dopo la separazione. Il fenomeno ha stupito molti, soprattutto nei media. La passione per la paternità è, infatti, una delle meno riconosciute. Eppure, secondo le stime del Tribunale di Roma, almeno quarantamila padri chiederanno di vedere di più i loro bambini affidati alle madri, ma anche di impegnarsi più incisivamente nella loro educazione e nella loro crescita. Tutte grane di cui il padre menefreghista descritto dallo stereotipo corrente farebbe volentieri a meno. Mentre questi padri, che per due legislature hanno inseguito e tempestato di lettere deputati ed esperti, per ottenere una legge che non li cancellasse dalla vita dei loro figli (come invece accadeva quotidianamente in un gran numero di tribunali), sembrano disposti a tutto pur di prendersele, quelle grane. Come mai?
Il fatto è che i padri, come anche le madri, le donne, stanno cambiando molto velocemente. Qualche decina d’anni fa l’immagine dell’uomo sentimentalmente leggero, marito dalla fuga facile, e padre magari affettuoso ma poco incline alle responsabilità, aveva un suo fondamento. Si trattava, oltre a tutto, di uomini cui nessun padre aveva trasmesso “il mestiere”. I padri del novecento, sballottati da una guerra mondiale ad una campagna militare, anche quando erano sopravvissuti, non avevano potuto che affidare alle mogli l’educazione dei figli, che da loro non avevano quindi appreso nulla circa la paternità, le sue bellezze, e la sue responsabilità. Anche quando erano padri, questi uomini continuavano ad essere soprattutto dei figli, riversando sulle mogli (vissute come madri), richieste ed aspettative di accudimento e di cura, e guardando spesso ai figli come importuni concorrenti.
Fu anche la loro debolezza ad accelerare ed inasprire la richiesta di libertà delle donne. Che vollero liberarsi, certo, da un ruolo subalterno e poco valutato. Ma anche di mariti deboli, pieni di bisogni, e riluttanti ad assumersi le loro responsabilità. Tra le “prime leve” di padri separati ce n’erano molti di uomini così: insicuri, improvvisamente espulsi dalla famiglia, senza più né moglie, né figli, né casa. Fu un bagno di sangue, non solo metaforico, consumato in gran parte in silenzio, rotto a tratti dai bagliori di qualche dramma.
Da allora, soprattutto negli ultimi quindici anni, molte cose cominciarono a cambiare. Molti padri si misero in discussione. Scoprendo così che l’identità paterna, per loro, non era certo meno importante che quella sessuale, o quella professionale. Era un pezzo della loro esistenza, vissuta con tanta maggiore intensità quanto più percepivano che i figli avevano un assoluto bisogno di loro per costruire pienamente la loro personalità (aspetto che questa legge mette bene in luce). D’altra parte, per le donne, soprattutto nei centri e nei ceti più ricchi, libertà significava, sempre più spesso, liberarsi di un marito non più amato. Come già da tempo accade negli Stati Uniti dove il 75% dei divorzi sono chiesti dalle donne, di solito per ”incompatibilità”. Pur impreparati, molti uomini hanno imparato ad accettare la situazione, trovando il modo di salvare il salvabile, cioè i figli. Occorreva una legge: con grandi fatiche l’hanno ottenuta. Ora è il momento di crescere, anche affettivamente. Padri e figli. Ognuno al proprio posto, ma insieme.

Annunci

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: