Il selvaggio stile della politica

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 03 aprile 2006

Perché la passione politica, e la sua comunicazione, diventano spesso aggressive fino alla violenza? Come mai leaders all’apice del potere, e avanti nell’età, si lanciano accuse pesantissime, impensabili in qualsiasi altro ambito professionale? I toni accesi delle elezioni italiane non sono, d’altra parte, un caso isolato. Anche negli altri Stati le campagne elettorali danno luogo a confronti sempre più duri, senza esclusione di colpi. Per non parlare dei paesi non democratici, dove i capi politici rischiano perfino la vita. Una vita, del resto, non garantita neppure nelle più salde democrazie: basta pensare alla fine di Aldo Moro, in Italia, al premier Olof Palme, in Svezia, ucciso nel 1986 a Stoccolma, mentre rincasava con la moglie, dopo un cinema, o agli assassini dei Kennedy.
E’ come se il “processo di civilizzazione” che ha trasformato lo stile di relazione, e di comunicazione nelle altre attività umane, nella politica fosse rimasto solo una vernice superficiale. Che al confronto con la realtà salta subito via, scoprendo le pulsioni arcaiche di distruzione assoluta dell’avversario, e le forme di comunicazione più primitive: l’anatema e l’insulto.
Gli interessi in palio nella politica non bastano a spiegare questa violenza. La maggior parte della grandi aziende multinazionali oggi ha giri d’affari superiori ai bilanci di molti Stati, eppure i loro vertici, e le aziende tra di loro, adottano forme di competizione dure, ma di stile molto più controllato. Pur nella quasi assenza di norme scritte, le lotte tra i giganti dell’economia si svolgono in una forma comunicativa molto più pacata e corretta di quelle (da noi regolamentate fino allo spasimo) tra i leader politici, che pure di correttezza parlano in continuazione.
Una parte importante, nel sostanziale primitivismo della lotta politica, rispetto ad esempio alla lotta economica, è certamente giocata dal “target”, dai destinatari della politica, che sono le masse, e non più gli individui, a cui sono invece diretti i messaggi economici. Pesa sulla comunicazione politica l’interesse dei suoi capi a suscitare passioni collettive, più che opinioni individuali, come accade invece nei messaggi inviati dalle aziende. Come ha osservato tutto il pensiero psicoanalitico, da Freud a Reich a Jung, nel passaggio dall’individuo alla massa lo spazio lasciato alla ragione si restringe, quello dell’emozione viene invece dilatato già dai messaggi dei leader, che tendono a sottolineare i contenuti astratti, ideologici rispetto ai dati di realtà, che sono quelli che sono.
In questa deriva irrazionale, sono gli istinti peggiori ad essere i più lusingati. L’invidia per la ricchezza ed il successo, o, al contrario, l’ostentazione di questi stessi aspetti, diventano terreno di scontro per masse indotte dalle organizzazioni politiche ad abbandonare principi eterni della civiltà, come il rispetto per chi è riuscito a costruire ed affermarsi, ma anche la discrezione nel non agitare il proprio successo come una clava. Così facendo, la politica rinuncia a qualsiasi aspirazione nel migliorare le conoscenze e i comportamenti degli individui, dimissionando da ogni funzione educativa, già abbandonata da gran parte delle famiglie, e dalla scuola. Ma soprattutto contribuisce a sostituire individui pensanti e dotati di giudizio critico in quelle “masse amorfe” che secondo gli studiosi del totalitarismo consentirono quei regimi senza libertà che resero fosco il novecento. Come l’estetica sa bene, la forma è sostanza. Lo stile della prepotenza denuncia barbarie, seppur incravattate.

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One Response to Il selvaggio stile della politica

  1. Roberto L. Ziani says:

    Individui mediocri ed ignoranti adoperano questi due filtri per esprimersi: il traguardo del posto “facile potente e ben pagato” è in testa a molti come quelli, abituati a sopraffare ed esagerare già in gioventù e in compagnia.
    Nessuno stupore, purtroppo. Si toglierebbero credibilità da soli in effetti, ma c’è troppa gente smemorata davanti alle urne…
    Stia bene.
    RLZ

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