Giornata gaddiana

Claudio Risé, presentazione di: La contemporaneità a Milano. L’incontro di cultura e tecnica nell’opera di Carlo Emilio Gadda, giornata di studio organizzata al Teatro Studio di Milano, il 16 marzo 2006, dall’assessorato alla Cultura del Comune di Milano, in collaborazione con il Politecnico di Milano e il Piccolo Teatro. A cura di Dante Isella e Andrea Silvestri, da una proposta di Claudio Risé.

«Qualche parola sulla proposta che, calorosamente raccolta e valorizzata dall’Assessore alla cultura Stefano Zecchi, ha portato a questa giornata di studio, e ascolto.
Milano ogni anno getta nel mondo migliaia di prodotti culturali di rilevanza nazionale e internazionale: collezioni di moda, realizzazioni urbanistiche e architettoniche, libri, oggetti di consumo, proposte di design, spettacoli teatrali, modelli di costume, di stile di vita e di cultura. Di fronte a questo generoso dispendio di ricchezza e vitalità creativa, la tentazione del sistema delle comunicazioni è di mettere ognuna di queste cose in una vetrina, opportunamente presentata ai media, e di identificare poi Milano e la sua cultura con questi diversi momenti espositivi, e di spettacolo. Mi sembra questo un rischio fortemente riduttivo, su cui non appiattirsi.
Per non smarrirci in un vetrinismo culturale inconsistente ed effimero, credo occorra invece chiederci cosa assicuri in realtà la ricchezza della multiforme produzione culturale di Milano, e cosa le conferisca quella sua caratteristica unità di metodo e di stile, ed anche di continuità nel tempo. Penso che il terreno comune della laboriosità creativa e culturale milanese sia, dal vescovo Ambrogio, agli interventi di Leonardo sul nostro territorio, ai fratelli Verri, ai protagonisti del fare cultura dei nostri giorni, l’attenzione ambrosiana al fare bene, e quindi al saper fare. Vale a dire, appunto, la costante, milanesissima attenzione a coniugare l’idea e l’ispirazione con la tecnica, e con la scienza. Unire il fare poetico (come, ad esempio, gli inni di Ambrogio) al perfezionamento del sapere come farli: l’attenzione alla metrica, e la musica.
Nel nostro tempo, Gadda è stato uno straordinario protagonista e testimone di questa vocazione milanese ad unificare (meglio: vivere unitariamente) il campo della bellezza, con quello della riflessione e dell’esperienza della scienza e della tecnica. E’ appunto per ritrovare e riunire i diversi aspetti della sua testimonianza, di vita ma anche di metodo, che abbiamo pensato a questa giornata, a cui parteciperanno alcuni fra i maggiori esperti della sua opera.
A cominciare dal Prof. Dante Isella che ha coordinato, col Prof. Andrea Silvestri, i lavori di questo incontro, e a cui cedo quindi subito la parola, con un caloroso ringraziamento per il suo impegno».

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