Chi è Letizia Moratti. Idee e realizzazioni/7

Benvenuta Sindaco Moratti

Claudio Risé, da “Il Giornale”, 31 maggio 2006, www.ilgiornale.it

Benvenuta, Sindaco Letizia!
Come al solito, dicevi la verità quando, accettando la candidatura, hai mormorato un po’ emozionata, dal salone del Palazzo Mezzanotte: «Ora ascolto il tuo cuore, Milano». L’hai ascoltato con attenzione, con umiltà, dignità, durante lunghi mesi di altrui fanfaronate, l’hai capito. Del resto non hai fatto fatica, perché quel cuore è anche il tuo, della tua storia. Il cuore di tuo padre, medaglia d’argento e partigiano di una delle formazioni più coraggiose, quella Brigata Franchi, di Edgardo Sogno (poi incarcerato da Violante), cui si deve, tra l’altro, la rocambolesca liberazione di Ferruccio Parri. Il cuore di tua madre Paola, che ha partecipato da vicino ai fermenti del liberalismo lombardo, in pieno fascismo. Leggi il resto dell’articolo

Le giovani star senza cuore

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 29 maggio 2006

C’è un nuovo eroe nell’immaginario collettivo: l’adolescente dark, il giovane legato al lato oscuro della personalità umana. La progressiva affermazione di questa nuova icona mediatica è visibile, ad esempio quando, sempre più spesso, un giovane criminale, ex adolescente, che sta ancora scontando la sua pena, diventa una star. Come mai Erika, che ha sterminato la propria famiglia, alla prima uscita di vita non strettamente carceraria (una partita di palla a volo), trova ad accoglierla televisioni e fotografi, e suscita, come già Pietro Maso, intense emozioni e dibattiti, a favore o torto? Il fatto è che, evidentemente, essa è già potenzialmente una star, una persona di cui il sistema delle comunicazioni può servirsi, nella sua incessante e spregiudicata fame di spettacolo e di alimentazione della curiosità. La ragazza era già una star, ancora prima delle riprese alla partita a palla a volo, perché rappresentava un’immagine oggi particolarmente presente e forte nell’inconscio collettivo: la/il giovane senza cuore. Leggi il resto dell’articolo

Il ritmo della vita

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 22 maggio 2006

Aprirsi al mondo, o chiudersi in casa? Considerare il confronto con gli altri e col loro modo di vedere la vita un’emozionante avventura, o un’insopportabile seccatura? Questi interrogativi non riguardano solo i gruppi no global, o i tradizionalismi, di destra o di sinistra. Riguardano tutti. E neppure da oggi, ma da sempre. La storia del mondo, infatti, è sempre stata caratterizzata dal succedersi di fasi espansive, tendenzialmente “globali”, nei quali imperi e civiltà tendevano ad estendersi a tutto il mondo allora conosciuto e ad essi adiacente, ed a fasi di implosione, nelle quali gli imperi si sfaldavano, e si ricostituivano unità più piccole, ricostruendo ed approfondendo la propria tradizione. Dalla quale nascevano, poi, nuove spinte espansive. Questo è stato, finora, il movimento che ha ritmato la vita della storia. Non dissimile del resto da quello, diastolico, di espansione, o sistolico, di contrazione, che regola il funzionamento del corpo umano. Spingere le energie, fino ad ogni propaggine del corpo, e poi richiamarle. O, come dice Goethe: «tirare dentro il fiato, o scaricarlo». Questo stesso movimento, di sviluppo ed esplorazione verso l’esterno, e di rientro poi in se stessi per elaborare quanto accaduto, presiede allo sviluppo della personalità umana. Leggi il resto dell’articolo

L’agone, e le sue angosce

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 15 maggio 2006

Nella lingua greca, che è all’origine della nostra cultura, l’”agone”, il luogo della gara e del gioco, è vicino all’”agonia”, l’angoscia, l’ansia che accompagna ogni gara. Seguendo la vicenda delle inchieste sul calcio, sarà quindi meglio sbarazzarci di una sorpresa retorica: quella che il mondo dello sport non sia sempre solare e positivo, ma possa generare illeciti, e comportamenti negativi. Come tutte le grandi passioni, infatti, anche quella del gioco porta l’uomo su quella sottile lama che separa l’estasi dall’abisso. E’ proprio questo a costituirne la forza, ed anche le potenzialità di sviluppo per l’uomo. Leggi il resto dell’articolo

Inconscio, sessualità e sacro: quel che resta del dr. Freud

Claudio Risé, da “Vita e pensiero”, aprile 2006

Nel maggio 2006 ricorrono i 150 anni dalla nascita di Sigmund Freud. E’ inevitabile chiedersi cosa resti attuale della sua vastissima produzione intellettuale e scientifica, esperienza clinica, e dei mutamenti indotti dal fondatore della psicoanalisi nella cultura del suo tempo, in cui affondano le loro radici i nostri giorni, e le nostre idee. Azzarderei una prima risposta, abbastanza semplice. Il campo, oggi estremamente differenziato, di saperi ed esperienze che hanno in Freud un riferimento decisivo, si fonda su un elemento comune, che ne è anche il punto di forza: l’osservazione ed il trattamento dell’inconscio come strumento di cura e trasformazione del disagio psicologico. Il valore aggiunto che le diverse scuole psicoanalitiche continuano ad avere rispetto alle molteplici correnti psicologiche, che precedevano Freud, e che a lui ed ai suoi variegati allievi seguirono, è essenzialmente questo. Leggi il resto dell’articolo

Il tempo di andare in alto

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 8 maggio 2006

In questo momento della primavera, i gabbiani fermi alla mattina sui muretti dei lungomare italiani ci colpiscono di più, li guardiamo con maggiore attenzione. E quando si alzano ci muovono una nostalgia più forte. Perché anche dentro di noi, si solleva, ora quella passione per l’alto, per la verticalità, che si manifesta nel cuore dell’uomo quando il cielo si alza, e si va verso l’estate. La psiche umana, infatti, non è separata dai cicli della natura. Anzi, quando è in buona salute, è perfettamente accordata coi ritmi del cosmo e delle stagioni, e ne fa proprie le spinte. Ciò le dà una sensazione di benessere, anche perché moltiplica le sue energie, aiutandola ad utilizzare quelle del mondo, che vanno nella stessa direzione. Leggi il resto dell’articolo

Musica per crescere, e curare

Il progetto “Nati per la Musica”.

(Referente per l’Associazione Culturale Pediatri: Stefano Gorini, stgorin@tin.it)

Nati per leggere e nati per la musica: l’opportunità di non disperdere talenti

Lo sviluppo musicale del bambino

La musica in ospedale: un progetto e i primi risultati

“Nati per la musica”, un primo bilancio

“Sviluppiamo l’intelligenza musicale dei bambini”

Le prospettive della musica pre e postnatale. Riflessione sull’educazione musicale dalla gravidanza al primo anno di vita.

Siamo tutti paranoici?

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 1 maggio 2006

“Siamo tutti paranoici”?, era il titolo di un dibattito che furoreggiava nella cultura francese, poco prima che (non solo a Parigi) cominciassero gli incendi nelle banlieues, le periferie urbane. La risposta è stata ambigua, ma di certo non negativa. La passione-timore per qualcuno che con la sua stessa presenza ti perseguita e ti minaccia, ha preso possesso dell’europeo dell’inizio del terzo millennio. Egli teme ossessivamente l’altro: non però l’autenticamente diverso, colui che viene da lontano, che appartiene ad un’altra cultura. Nel caso della Francia, ad esempio, non era tanto sui giovani islamici non integrati che si appuntavano i timori del parigino medio. Piuttosto, l’attenzione ostile riguardava i gruppi antiabortisti francesi, una cui manifestazione, di preghiera in ginocchio, sul sagrato di Notre Dame fu attaccata violentemente dalla polizia, che arrestò l’ultraottuagenario pediatra, leader del gruppo, che intonava l’Ave Maria. Leggi il resto dell’articolo