La fabbrica dei cittadini cretini

Claudio Risé, da “Tempi”, 28 settembre 2006, www.tempi.it

Ultima perla del ministro dell’Istruzione Pubblica, Giuseppe Fioroni: «La scuola deve semplicemente formare buoni cittadini». Grazie dell’informazione, ministro. Prima di tutto perché chiarisce a quale idea di scuola lei si rifà: l’“Ecole républicaine”, alla francese, formatrice appunto di “citoyens”, quella che è stata definita di recente, da insigni pedagoghi in libri molto venduti, la “Fabrique des cretins”, la fabbrica dei cretini. Perfettamente indottrinati su femminismo, no global, e violenza delle religioni, ma digiuni delle grandi correnti di sapere, e di fare, su cui si è costruito l’Occidente. Una fabbrica di cretini – bravi cittadini, che faceva cantare già molti anni fa al poeta Georges Brassens: «Io sono l’erbaccia cattiva, cara brava gente, bravi cittadini. Io non mi lascio né ammassare, né mangiare dai ruminanti». Leggi il resto dell’articolo

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I bambini, e la speranza del mondo

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 25 settembre 2006

Siamo sicuri di voler bene ai bambini? Questo sentimento così frequentemente proclamato appare tutt’altro che certo. Qualche esempio? La bambina bielorussa martirizzata nel suo paese, non riconsegnata dai genitori affidatari per evitarle una catastrofe psichica e affettiva, che però l’elegante sottosegretaria italiana Daniela Melchiorre, assieme per la verità ad altri giuristi, vuole fermamente restituire ai suoi aguzzini. Oppure il ragazzino prelevato dalla forza pubblica, malgrado sia svenuto alla sola vista degli agenti, per essere riportato in Belgio dalla mamma, da cui era fuggito, per raggiungere a Milano il papà che l’aveva sempre accudito prima che la mamma se ne andasse da casa con un altro uomo. O anche il bimbo, piccolissimo, che ruzzolava su e giù da un Eurostar già in partenza, ieri, sotto i miei occhi, senza che né la mamma seduta (e da me allertata), immersa in conversazioni con la babysitter, né nessuno dei viaggiatori muovesse un dito, o dicesse qualcosa per sottrarlo al suo gioco fatale, tranne il sottoscritto. Guardato con molta diffidenza da più di un viaggiatore: di che ti impicci (anche se più tardi il capotreno mi confermava: il treno non ferisce, uccide). Leggi il resto dell’articolo

Il silenzio dei valori

Claudio Risé, da “Tempi”, 21 settembre 2006, www.tempi.it

Le donne uccise quando ti lasciano, le nonne soppresse per sfilargli dal portafoglio 20 euro e giocarli al videopoker, la ragazza aggredita e ferita dalle coetanee perché troppo bella. Insomma la vita cattiva, senza regole, da dove viene, e dove ci porta? Di quale cultura è figlia e quali stati di latitanza della coscienza e della ragione produce? Innanzitutto, è una vita senza educazione, non educata. Leggi il resto dell’articolo

Lo sciopero dei padri artificiali

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 18 settembre 2006

Le vie della riproduzione artificiale, al di fuori della famiglia tradizionale, sono più complicate di quanto sembri. Non dal punto di vista tecnico (dove le possibilità sono enormi), ma da quello affettivo, psicologico. Insomma dal punto di vista umano. Ne sa qualcosa il governo britannico, che già undici anni fa fece una legge molto innovativa in questo campo, prevedendo libertà di donazione del seme, e anonimato per il donatore. Ci fu un grande successo mediatico, ed anche economico, un grosso sviluppo delle “cliniche della fertilità”, ed una massiccia offerta di seme, pagato circa 22 euro a prestazione. Più le spese di trasporto. Il primo maggio di quest’anno, però, sempre un governo Blair abolì l’anonimato per il donatore. Di colpo, di fronte alla prospettiva di sentirsi chiamare papà, l’offerta di seme dei donatori anonimi si contrasse vistosamente. Le scorte, all’epoca molto massicce, Leggi il resto dell’articolo

Don Giovanni in 4 righe

(da “Gente”, n. 38, 13 settembre 2006)

Amori proibiti.

Don Giovanni, l’ingannatore, di Claudio Risé.
Perché le donne si innamorano del celebre libertino?
Perché le attira, le lusinga e consuma la preda con rapace voracità.
Però non le sa amare.

Bolzano vs. Roma. Per i figli

Claudio Risé, da “Tempi”, 14 settembre 2006, www.tempi.it

Il ministro Giuseppe Fioroni, ha sospeso le sperimentazioni di nuove forme e organizzazioni di insegnamento previste dalla riforma Moratti. Applaudono, naturalmente, i sindacati, che in quelle sperimentazioni e nuove forme vedevano una minaccia al proprio immobilismo, una spinta a nuove spinte formative e selezioni dei docenti, insomma il rischio di dover imparare nuove cose, e lavorare di più. Ma c’è qualcuno che non ci sta, con fastidio del neoministro, e strepiti sindacali. Chi è il trasgressore? Un cripto berlusconiano, qualche morattiano infiltrato nella plumbea amministrazione della scuola italiana per scardinare le contro-riforme del centro sinistra? Tutt’altro. Si tratta di uno dei più fedeli alleati di questo governo, e di tutti quelli, con la stessa formula, che l’hanno preceduto: la Provincia Autonoma, di Bolzano, saldamente governata dal partito di lingua tedesca Sud Tiroler Volkspartei, con l’appoggio, in cambio di qualche poltrona da parata, delle formazioni uliviste Leggi il resto dell’articolo

I neuroni dell’altruismo

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 11 settembre 2006

Sui giornali è comparsa una notizia: “ecco perché i ragazzi sono più egoisti: per via dei neuroni”. Le neuroscienze infatti hanno scoperto che solo gli adulti usano spesso la corteccia prefrontale del cervello, che sviluppa empatia e comprensione delle motivazioni altrui. Gli adolescenti ne usano un’altra, più focalizzata sullo svolgimento dell’azione. Questa scoperta, come altre nell’affascinante sviluppo delle neuroscienze, conferma come il funzionamento cerebrale accompagna in modo perfetto le esigenze della vita e dello sviluppo umano. La psicologia, come la filosofia e tutte le scienze umane, conoscono da sempre, infatti, l’egoismo giovanile, un tratto caratteristico del modo di sentire e di comportarsi delle persone non ancora pienamente mature. Questo aspetto ha una precisa funzione nella vita della persona: dirigere le energie sull’affermazione personale, senza disperderle in una serie d’emozioni verso l’ambiente e le persone di riferimento Leggi il resto dell’articolo

Tu, chi dici che io sia? Domande per un serio test di integrazione

Claudio Risé, da “Tempi”, 7 settembre 2006, www.tempi.it

Meglio parlare ancora dello straniero. Sia, naturalmente, perché nel mondo globale è un protagonista; sia perché lui viene da noi, e noi andiamo da lui, con navi da guerra e spedizioni militari. Sarà sempre più presente nella nostra vita, e quindi occorre capire qualcosa di più del nostro rapporto con lui. Anche perché, essendo la nostra una società burocratica (come Max Weber aveva visto fin dall’inizio del 900), anche lo straniero tende a diventare una questione burocratica: permessi di soggiorno, tempi prefissati per la cittadinanza, risoluzioni dell’Onu per mandarci i soldati. Si procede per dispositivi giuridici, ma la questione di chi sia l’altro, lo Straniero, quale la sua identità, quale il suo essere, non è dibattuta, e non sembra interessare nessuno. Ciò, d’altra parte, non deve stupire. Leggi il resto dell’articolo

Perché Natascha non lo chiama mostro

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 4 settembre 2006

Come mai si comporta così, perché dice queste cose? Come mai Natascha Kampusch, anni 18, fuggita da otto anni e mezzo di prigionia e segregazione
scoppia in singhiozzi all’annuncio del suicidio del suo carceriere, chiede di non chiamarlo “mostro”, vuole tempo prima di rivedere i suoi genitori, esige di giudicare da sé le sue esperienze? In tutta Europa, sui media, nelle radio, nelle famiglie, ci si continua a porre queste domande, e non solo per curiosità morbosa. Dietro a quest’interesse si nasconde, infatti, quello per il mistero nascosto in ogni incontro tra le persone. Ed anche per il fenomeno, poco studiato, per il quale non sempre comportamenti illegali, e con aspetti di violenza più o meno forti, suscitano nell’altro odio, e avversione. Leggi il resto dell’articolo

Ospitalità o cinismo

Claudio Risé, da “Tempi”, 31 agosto 2006, www.tempi.it

Utopia, o cinismo? La lunga scia di sangue che l’invasione immigratoria non controllata sta lasciando dietro di sé nel nostro paese, chiede di essere riconosciuta per quello che è. Il corpo di una comunità non è così diverso dal corpo, e dalla psiche, di un essere umano. Non basta essere lì per appartenervi, e collaborare alla sua crescita. Nel nostro mondo iperscientista, ci si dimentica che esistono cellule (condizionate da traumi, intossicazioni, fattori patogeni di vario tipo), che, invece di aiutare l’organismo in cui si trovano, lo aggrediscono, distruggendolo. Più di un secolo dopo la psicoanalisi, ancora non si riconosce nello psichismo collettivo della società, ciò che si vede ad occhio nudo nell’individuo. La presenza cioè di nuclei d’ombra, che agiscono contro le finalità della personalità, per farla esplodere, od impossessarsene. Leggi il resto dell’articolo