Liberazione sessuale tra mito e realtà

Claudio Risé, da “Tempi”, 9 novembre 2006, www.tempi.it

Ricordate la liberazione sessuale, il corpo è mio e lo gestisco io, l’ubriacatura tra onnipotenza e narcisismo che ha fatto da grancassa alla marcia veloce del nuovo diritto su famiglia e persone, il divorzio, l’aborto? Beh, slogan, e soprattutto costumi, sono tutti in via di revisione, rapida, e in tutto il mondo, quello sviluppato, e quello meno. Naturalmente i giornali non ne parlano, e il dibattito politico descrive un popolo che corre in Comune per contrarre matrimoni fantasiosi, o scoprire nuovi, imprevisti, generi sessuali, con i quali identificarsi e scacciare la noia. Si tratta però di fantasie di ultracinquantenni bizzarri, le classi d’età cui appartengono la gran parte degli opinions makers, e dei politici tradizionali. I quali, non sapendo come affrontare la realtà, delirano su scenari immaginari, dove si può fare e dire tutto, perché tanto non esistono, o sono in via di sparizione.
Certo, Habermas, ma anche i suoi maestri della Scuola di Francoforte, a cominciare da Horkheimer, l’avevano già detto tanto tempo fa: «la ribellione dei giovani è un’inconscia disperazione dietro la quale si nasconde la non pacificata nostalgia della religione». E i “trend setters”, gli studiosi di nuove tendenze, hanno confermato che «nei prossimi anni all’egocentrica autorealizzazione come misura di tutte le cose, seguirà una rinascita di questioni esistenziali di valore e di senso». Ora, però, arrivano anche dati concreti.
La maggior ricerca attuale sui comportamenti sessuali, pubblicata dalla rivista inglese Lancet e riguardante 59 nazioni, ci informa che la monogamia è il regime sessuale saldamente dominante, in tutto il mondo. Sono i coniugati che fanno l’amore, la singleness è perlopiù una condizione di privazione sessuale. Solo nelle persone a reddito elevatissimo si manifestano comportamenti di nomadismo sessuale. Si tratta comunque, secondo i ricercatori, di ambienti numericamente molto ristretti.
Anche l’età delle prime esperienze sessuali, data in vertiginosa discesa, invece risale. Chi comincia presto, purtroppo, sembra farlo non perché ci sia una nuova cultura che lo sorregga, ma in totale assenza di consapevolezza. Da cui gravidanze indesiderate, aborti, malattie: tutti i penosi, e costosissimi, comportamenti distruttivi che erano stati alla base della “puritana” politica dell’amministrazione di George Bush verso i giovani e la famiglia. Che continua e si accentua anche in questo periodo, preelettorale e tutt’altro che favorevole.
E’ partita infatti in queste settimane una campagna della Casa Bianca per incoraggiare l’astinenza sessuale fuori dal matrimonio. Il programma, in cui il governo americano investe 50 milioni di dollari l’anno, è diretto ad adolescenti, e adulti, sotto i trent’anni. Evitare gravidanze indesiderate, ma anche il più vasto fenomeno dei figli fuori del matrimonio, rivelatosi negli anni fonti di gravi infelicità, e disturbi psicologici. Come le narrazioni popolari di ogni paese da sempre ci spiegano.

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4 Responses to Liberazione sessuale tra mito e realtà

  1. Andrea says:

    Comprendo e condivido l’analisi sull’ubriacatura da libertà anche perché ne sono vittima e complice pure io. Eppure non comprendo perché, in ampi settori della chiesa, alla quale attribuisco un importante magistero educativo, covi una sorta di ostilità alla libertà di scelta che si tramuta nell’idea di abolire le leggi su aborto e divorzio. Sono leggi umane figlie di un certo tempo, quindi perfettibili, ma perché abolirle? Ricordo la sua battaglia prof. Risè insieme ad altri per l’affidamento congiunto dei figli. Non è questo un modo per migliorare una legge, quella del divorzio. Non si può fare lo stesso con quella sull’interruzione di gravidanza?
    Saluti.

    Andrea

  2. Redazione says:

    Infatti delle proposte le abbiamo avanzate: vedi l’Appello per il padre, sul mio sito. Claudio Risé

  3. Matteo says:

    E riguardo a quanto mito della libertà sessuale come autodeterminazione di una identità in vista di un tirannico piacere sia penetrato nel nostro orizzonte di pensiero, che dire del film, sponsorizzato dal culturalissimo festival di Cannes, Shortbus? Possibile che il massimo che abbia da dirci la nostra vecchia europa sia del voyerismo pornografico?

    Matteo

  4. marco says:

    infatti è proprio un’analisi seria, mi piace il punto dove si dice: ci informa che la monogamia è il regime sessuale saldamente dominante, in tutto il mondo.
    bellissimo.
    come dire, nel resto del mondo c’e’ la pena di morte, la fame le guerre le malattie… e qui non piu perche’ qualche testa calda narcisista,per proprio compiacimento si è immolata per la libertà vera e non delle parole, dei posteri.
    ovvero ristabilire i buoni vecchi principi, vecchi appunto.
    la restaurazione è il mio volere.
    o no?
    mah.
    fa pensare molto tutto questo, citare sempre e solo gli altri per rendere piu forte la propria voce.

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