Uccidetevi pure. Firmato il ministro

Claudio Risé, da “Tempi”, 23 novembre 2006, www.tempi.it

Alcuni sostengono che la nostra società si voglia suicidare. Diffido delle spiegazioni generiche, ed anche del pessimismo. Credo però che ci siano persone che, più o meno consapevolmente, sono impegnate a diffondere la morte. Per esempio alcuni nostri governanti, persone che, appunto, hanno il potere di promuovere comportamenti favorevoli alla vita, ed al suo sviluppo, oppure alla morte, ed alla sua diffusione. Prendiamo il decreto del ministro della Sanità, Livia Turco, sulla droga. Negli stessi giorni in cui il ministro raddoppiava la quantità di droga consentita per uso personale, portandola, per la cannabis, ad un grammo, equivalente a 20-30 spinelli, ed il deputato di Rifondazione Caruso prometteva di piantare altri semi nelle fioriere davanti ai due rami del Parlamento, la Asl di Milano denunciava un «pericoloso strizzarsi l’occhio sulle tolleranze» tra adulti e ragazzi in materia di droga.
Il risultato è che ormai, non ci sono più categorie al riparo dalle droghe (neppure i boys scout, ma già si sapeva), ed i grandi trafficanti di droga, quelli che la tolleranza verso le sostanze doveva appunto far fuori, hanno virtualmente in mano la città. Silvio Garattini, presidente dell’istituto Mario Negri, un uomo non certo di destra, e neppure conservatore, definisce la decisione della Turco «un segnale sbagliato… dobbiamo evitare che l’uso diventi abitudine, un’abitudine che non va nella direzione di una società serena, equilibrata». Ed ha ammesso che manca informazione. E’ vero.
Ad esempio noi non sappiamo quanti dei comportamenti che ogni giorno ci scuotono e ci preoccupano, dalle professoresse pedofile ai giovani sadici, alle violenze sessuali, si accompagnino all’abitudine agli stupefacenti. Ma, se nelle fogne di Milano è stato trovato un vasto campionario di ogni tipo di droga, dai derivati della cannabis alle amfetamine, a quelle più pesanti, è molto probabile che una relazione ci sia. D’altronde, cara signora Turco, è proprio per questo che ci si droga, per “alterarsi”, per vedere la realtà diversa da quella che è. E’ del tutto naturale, quindi, che l’uso di sostanze produca dei comportamenti alterati. Che non sono solo il blando rallentamento motorio attribuito alla cannabis dai suoi fautori. Ci sono anche i timori paranoidi, con reazioni violente, che vengono dalla percezione di stare perdendo il contatto con la realtà. O le immaginazioni persecutorie che “aggiustano” la realtà alle proprie aspettative: di mio sarei un genio, ma siccome l’insegnante, o il capufficio è sadico, e cattivo, non mi promuove.
Perché allora facilitare l’uso di droghe in una società dove essa già si diffonde tra ogni categoria giovanile, producendo disorientamento, apatie, accessi di violenza, indifferenza morale, fatiche nell’apprendimento? Come non riconoscere, in questo messaggio sdrammatizzante, nei confronti di abitudini che producono drammi e distruggono esistenze, una sorda avversione alla vita, all’impegno, al miglioramento di sé e del mondo?

Annunci

19 Responses to Uccidetevi pure. Firmato il ministro

  1. armando ermini says:

    In occasione della discussione della legge varata dal precedente governo, un manifesto di Rifondazione Comunista, affisso sui muri di tutta Italia, recitava: “Giusto o sbagliato, non può essere reato”. Uno stupefacente, e questo si criminale e diseducativo, messaggio di indifferenza etica. Non dico che si debba finire in carcere per qualche spinello, ma tutti noi, dalla così detta società civile a quella politica, passando attraverso la scuola e la famiglia, dovremmo essere impegnati a mostrare ai ragazzi il significato e le conseguenze dell’assunzione di sostanze stupefacenti. Sarebbe stato già diverso se quel manifesto avesse recitato: “Anche se è sbagliato, non può essere reato”. Ma non è stato così, e non per caso. Ora la Turco che raddoppia (ma perchè non triplicarla?), la dose di cannabis ammessa. E poi ci si meraviglia che i richiami alla “cultura della legalità” rimangano lettera morta. Ovvio, se la legalità muta ad ogni cambio di governo!
    armando

  2. ivano says:

    Agli insegnanti lo stato chiede, a livello di formazione, corsi interi (anche con esami da sostenere) sulle problematiche giovanili e in particolare la droga, dotandoli di statistiche europee allarmanti a riguardo e di prospetti sugli effetti negativi individuali e sociali, poi però è lo stesso stato, o meglio questo governo, in modo a mio parere incostituzionale, a mettere in mano letteralmente ai ragazzi ciò che alla scuola e ai docenti è chiesto di combattere. Secondo me sarebbe ora che la scuola smettesse di preoccuparsi solo dei posti di lavoro e iniziasse a farsi domande su questo atteggiamento incoerente e inquietante. O meglio di chi si stanno facendo gli interessi? Dei narcotrafficanti, o dei giovani e di chi si impegna favorevolmente per essi? Tanto vale togliere gli insegnanti e Dante dalle scuole e mettere gli spacciatori dietro le cattedre. Forse è questo l’obiettivo. Ivano

  3. Il cannibalismo del governo Prodi sembra un piano organizzato da Putin per avvelenare gli italiani.
    Purtroppo e’ troppo improbabile perche’ sia vero. Forse potremmo pensare che queste assurdita’ e comportamenti alterati siano frutto di un profondo conflitto di interessi. Prodi dichiaro’ che gli italiani sono tutti pazzi. Che sia un effetto del THC?

  4. Giuliana says:

    Forse le droghe sono un mezzo per rendere innocuo e schiavo il popolo dei consumatori, e un bell’esercito di schiavi, alcuni pronti ad uccidere per una dose, è quasi meglio di un esercito di fanatici religiosi, più facile da dominare, con meno rischio che si risvegli un barlume di coscenza, completamente dipendente, insomma per chi vuole il potere fine a se stesso mi sembra ottimo. Marx diceva che la religione è l’oppio dei popoli, ma perchè complicarsi la vita con la religione quando è sufficiente l’oppio?

  5. Alessandra says:

    Non sto a leggere tutta sta cosa visto che già dall’inizio c’è una grossa inesattezza politico/culturale. La canapa indiana e i suoi derivati non sono droghe. Se le consideriamo tali, allora è droga pure la camomilla, la malva, la calendula e tutte le erbe officinali. Senza considerare tutti gli usi che se ne potrebbero fare escludendo l’uso puramente ludico… Quando si parla di un argomento, bisognerebbe prima informarsi invece di voler a tutti i costi recitare la parte dei perbenisti ignoranti.

  6. ivano says:

    Cara amica se fossi in lei invece perderei qualche minuto a leggere articoli di questo tipo, se ci tiene alla vita dei nostri ragazzi. Provi un pò a vedere la scheda dell’Osservatorio regionale sulle tossicodipendenze del Veneto (e di tutte le regioni italiane) in
    http://www.dronet.org/sostanze/schedu.php?categoria=3&titolo=Cannabis
    Sono ben delineati tutti i gravi rischi in cui i ragazzi incorrono (e fanno incorrere gli altri) facendo uso di queste sostanze. C’è di che preoccuparsi di questa trappola tesa sulla nostra società
    Ivano

  7. anonimo polemico says:

    ‘percezione di stare perdendo il contatto con la realtà’

    Mi sa che sei tu che stai perdendo il contatto con la realtà… al prossimo nonno che abusa della nipote fai il test della cannabis.

  8. Condivisibile, in tutto e per tutto. i giovani e i meno giovani cercano una strada, facile in apaprenza, per rispondere al vuoto che li pervade. Aboliti i punti di riferimento che erano i valori religiosi e tradizionali, ora non si sa che fare se non assecondare, come dice Benedetto XVI, “l’io e le sue voglie”.

  9. Roberto says:

    E’ vero, questi sono segni che mostrano non solo la volontà di ridurre la libertà o un disamore per la vita, ma addirittura la volontà di abbandonarla, di abbandonare la libertà e il rapporto con la realtà.

  10. ivano says:

    Segnalo il Parere del Comitato Nazionale di Bioetica, Presidenza del Consiglio dei Ministri, sui danni provocati dal tabagismo nei minori, in questo caso reso più grave dalll’utilizzo di sostanze stupefacenti. Ma l’ha letto il Ministero della salute? Si trova in
    http://www.governo.it/bioetica/testi/Tabagismo210303.pdf
    Ivano

  11. Mauro says:

    Eccellente articolo.
    Questo governo e’ completamente schizofrenico. Volevano vietare gli alcolici ai minori e sulle autostrade, e poi ti legalizzano la marijuana, che (mi spiace per la signora Alessandra) e’ ben piu’ pericolosa dell’alcol in quanto psicotropa e puo’ produrre molti effetti negativi: dissociazione delle idee, esperienze di depersonalizzazione e allucinazioni, distorsione del tempo e dello spazio, diminuzione della memoria e dell’attenzione, disturbi della coordinazione e della percezione, apatia, disinteresse, atteggiamenti parassitari e tratti di aggressività impulsiva, ecc. Inoltre, la piu’ lunga permanenza nell’organismo rispetto ad altre droghe provoca effetti di accumulo.
    Direi che puo’ bastare…

  12. Anna says:

    Quello che non sopporto sono le motivazioni assolutamente risibili addotte dal Ministro per giustificare questa scelta gravissima.

    Non è possibile che non si renda conto – e se non se ne rende conto non è degna di fare il ministro – della gravità della sua scelta.

    Il fatto è che gran parte degli adulti, abbondantemente rappresentati da questo governo, vogliono essere lasciati in pace dai giovani.
    E allora gli danno la droga invece che offrirgli ciò di cui essi hanno bisogno: degli educatori che li introducano nell’affronto di tutta la realtà in modo positivo.

  13. Appello di genitori e insegnanti: no allo Stato che droga/Raccolta di firme per il bene dei nostri figli
    in http://www.antonello-vanni.it/insegnanti_e_genitori_nodroga.htm

    Segnalo questa raccolta di firme, che raccoglie ora dopo ora da tutta Italia, la voce di madri, padri, associazioni di genitori, giornalisti, medici, psichiatri, pedagogisti…

    Si tratta di un documento che con alcuni colleghi abbiamo comunicato a tutte le scuole, alle famiglie interessate, media e comunità civile: mediante la griglia della Costituzione Italiana e delle leggi sulla scuola, di cui si riportano alcuni aspetti salienti e pertinenti, si chiede il ritiro del Decreto Ministeriale che ha agevolato il possesso di sostanze stupefacenti cannabinoidi. Al momento abbiamo già ricevuto l’adesione dell’Ass. nazionale Genitori Scuole Cattoliche, di giornalisti medici e psichiatri, e l’attenzione di esperti delle tossicodipendenze, Asl, studiosi del disagio giovanile.
    Il documento vuole essere la voce degli insegnanti di tutte le scuole, dalla materna alla superiori, che non accettano di vedere svilita la propria professionalità o il proprio impegno formativo ed educativo, proprio dallo stesso Stato che ha affidato loro questa mission già di per sè difficile e di grande responsabilità; vuole poi essere la voce dei genitori che desiderano il bene per il futuro dei propri figli e non accettano il fatto che questo cammino venga reso difficile dai “cocci aguzzi di bottiglia” disseminati proprio da chi dovrebbe essere il garante della incolumità fisica dei cittadini stessi.
    Il documento si trova in
    http://www.antonello-vanni.it/insegnanti_e_genitori_nodroga.htm

    Vi prego però laddove questa voce fosse condivisa di far girare il documento, e di pubblicarlo, linkarlo o esporlo per quanto vi è possibile.
    Grazie e cordiali saluti Antonello Vanni, insegnante

  14. Ivano says:

    Prof. Risé leggendo questi post capisco meglio i suoi libri, quelli sul Maschio Selvatico o la Donna Selvatica, o l’ultimo che ha scritto Il Selvatico, il padre,il dono: lei ha scritto dei libri in cui spiega la necessità di avvicinarsi al mondo selvatico, un mondo certo non facile, ma schietto e diretto, un mondo a contatto con la realtà e il vivente, che crede e capisce ciò che vede, ma appunto questa vicenda della droga mi mostra che il mondo in cui viviamo è diverso: da un lato abbiamo uno stato che spende soldi per informare la gente sui pericoli della droga (con gli osservatori regionali, la formazione degli insegnanti sul disagio, l’impegno a livello sociale) poi però nello stesso tempo fa leggi che aprono la porta alla droga stessa e quindi al disagio giovanile e delle famiglie. Mi sembra un mondo un pò schizofrenico, che si prende in giro (si fa per dire) da solo, e che crea solo disorientamento nelle persone. Ad esempio in questi insegnanti dell’appello sopra citato: hanno ben ragione, prima li obbligano a fare corsi e incontri su questi problemi, poi però è lo stato che mette facilmente in tasca la droga ai ragazzi. Il Selvatico, che propone lei, mi sembra più onesto, ingenuo, ma appunto vivo e sano. Credo rileggerò di nuovo i suoi libri
    Ivano.

  15. diego negrotti says:

    ciao a tutti, io sono diego del MPV di Cremona, condivido pienamente la campagna da voi proposta e sostenuta e cercherò di far girare la mail e battermi anche per questo obbiettivo, grazie e buon lavoro a tutti

  16. Samuelebrac says:

    Cito da un recente libro di pedagogia speciale di uso universitario: tra le cause che possono provocare danni al feto e malformazioni nel nascituro: “l’lsd e la marijuana sono pericolose perché aumentano il rischio di malformazioni soprattutto se assunte nel primo periodo della gravidanza” (pedagogia speciale per preparare alla vita, la scuola, brescia, p. 43). Quindi penso proprio che le leggi che favoriscono l’uso di queste sostanze siano veri atti criminali. A volte infatti pagano le creature innocenti. grazie per i suoi articoli samuele

  17. Alberto says:

    Voglio vedere se le mie critiche sono ritenute “interessanti alla navigazione”…
    Vorrei dire al prof. Risé che ho letto tutti i suoi libri e che “il Maschio Selvatico” e “Essere Uomini” mi hanno influenzato parecchio.
    Ora leggo questo articolo e non so cosa pensare: sono molto deluso. L’intelligenza è sempre minacciata dal conformismo, dai condizionamenti, dal tornaconto: questo Marx lo aveva capito molto bene, anche se ora non è più “di moda”…
    Ora lei prof. Risé ha tutto il diritto di essere di destra (si vede che non si riesce ad essere intellettualmente liberi) ma quello che scrive sugli spinelli è (lo dico con rispetto) al livello del benpensantismo alla “Libero”…
    Buon senso comune, paternalismo… non è questo il MASCHILE vero di cui lei auspica il ritorno, e come sempre la nostra risata vi seppellisce (al presente, ogni santo giorno…)
    Alberto

  18. gigi says:

    Personalmente, al contrario di quello che tu Alberto dici, come lettore degli stessi libri di cui parli (Essere uomini, Il maschio selvatico) riconosco grande coerenza nelle proposte di Risé. Nei suoi libri quando parla del maschile o della paternità (che non c’entra con il paternalismo da te citato) Claudio parla di “essere uomini” come responsabilità, dono della propria attenzione per il bene degli altri, interesse e passione per la vita concreta che ci circonda, presenza del padre nella vita dei figli per garantire la sicurezza del loro cammino di realizzazione nella vita. Mi sembra ben diverso da quel “rinchiudersi nel presente”, magari in modo narcisistico, di cui tu parli, e che è del resto un segno della dipendenza che pervade la nostra società e il maschile che vuole tornare autentico. Questo è anche essere uomini: dire sì al bene, no al male. E senza tanto ridere perché ormai è rimasto poco su cui ancora guardare con serenità.
    luigi

  19. armando ermini says:

    Anch’io sono un lettore di Risè, e penso che Alberto, con tutto il rispetto, non ne abbia ben compreso il senso. Che è quello di un richiamo forte, fortissimo, ad una virilità che non cede alle mode del momento, che sa assumersi le responsabilità che le competono in quanto portatrice del principio paterno, anche a costo di essere etichettati dal vero benpensantismo odierno come reazionari, il che poi, visto come vanno le cose, è più un elogio che un’offesa. D’altra parte anche il marxista(?) Pasolini fu definito un reazionario. Lasciamo dunque perdere Marx, il richiamo al quale è un autogol clamoroso. Lui sosteneva che la religione è l’oppio dei popoli, ossia una droga che incatena. Aveva torto sulla religione, ma non sull’effetto delle droghe. E d’altra parte se la religione incatenerebbe in quanto droga metaforica, quali catene più ferree della droga vera? E’ così difficile da capire per gli orfani di Marx, diventati su questi temi così pannelliani da non accorgersi che il potere “gode” nel vedere tanti ragazzi preoccupati della dose quotidiana di cannabis piuttosto che di criticarlo duramente, da qualsiasi parte politica lo si faccia?
    La verità è che lo sballo è il nuovo conformismo, e che il conformismo non si addice al maschile. Non per caso sono maschi la maggioranza di coloro che di droga crepano.
    I “reazionari” saranno, forse, seppelliti da una risata, i nuovi conformisti, purtroppo, lo saranno, e non metaforicamente, dagli eccessi di sballo. Se e quando se ne accorgeranno sapranno chi ringraziare, ma per loro sarà forse troppo tardi.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: