La coppia libera da figli

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 29 gennaio 2007

Tra i protagonisti della diminuzione degli italiani c’è un nuovo tipo di coppia. Silenziosa, senza grandi proclami, da non molto tempo ha un nome, anglosassone naturalmente. Sono i “childfree”, la coppia senza figli. Qualche convegno comincia ad occuparsene, come quello, a loro dedicato, appena concluso presso l’Università di Padova. Non si tratta, ricordiamolo subito, di persone che, per varie ragioni, non “possono” avere figli. No, i childfree, i figli proprio non li vogliono.
Chi sono dunque queste persone, di cui finalmente anche sociologia e demografia cominciano ad occuparsi? Ne possiamo fornire un ritratto perché, malgrado la loro intenzione di divertirsi, in realtà da anni frequentano gli studi di psicoterapia, che quindi li conoscono piuttosto bene. Un tratto evidente è la bellezza: sono figli del boom economico, ben riusciti, ben nutriti, e generalmente ben vestiti, ed al loro aspetto piacevole tengono molto. Non si tratta di una questione secondaria: i childfree sono proprio, molto spesso, degli emuli di Dorian Gray, il personaggio di Oscar Wilde che voleva rimanere per sempre giovane e bello, e che relega nella soffitta il ritratto su cui invece si imprimono le rughe ed i segni dell’invecchiamento, e dei vizi cui l’essere umano è (in misura maggiore o minore), fatalmente soggetto.
Anche loro hanno, del resto, il loro spietato ritratto, nel quale lo stesso Wilde rappresentava l’inconscio. Il loro, di inconscio, è popolato da immagini che appaiono regolarmente nei loro sogni, e sono tanto più mostruose ed inquietanti quanto più la coscienza è identificata con un ideale di bellezza e di aproblematicità.
Questo programma di bellezza, benessere ed armonia, conta molto nella decisione di queste persone di non avere figli. I figli infatti sono stupendi per chi li ama, ma ad un occhio allenato a guardare soprattutto se stesso appaiono alla nascita bruttarelli e sporchi di sangue. Continuano poi a portare con sé, oltre che fatica e preoccupazioni per i genitori, sporcizia, rischi, malattie, tutte cose ingombranti e poco desiderabili nell’universo asettico e patinato del childfree, letteralmente il: “libero da figli”.
Naturalmente, la loro decisone di non avere figli ha spesso una motivazione razionale. Quella economica c’è, ma non è la più diffusa, dato che in genere si tratta di persone che sanno amministrarsi abbastanza bene: il benessere economico è infatti un tratto importante del loro ideale di vita. Frequente è la dichiarazione di non voler contribuire alla sovrappopolazione di un mondo già affollato. L’argomento, anche quando è in buona fede, non tiene comunque conto della tendenza alla diminuzione della popolazione con l’aumentare del reddito, in atto in gran parte del mondo. In realtà, è il travestimento razionale della mancanza di un desiderio, e della presenza di una paura: quella dei figli, che i Childfree non vogliono.
L’origine profonda della paura dei bambini è nell’intuizione che la loro presenza spodesterebbe la centralità che questa coppia bella e smagliante vuole occupare nella propria vita. Le vacanze sarebbero più complicate, il tempo libero ne verrebbe sconvolto, ed anche la vita lavorativa, la carriera, le relazioni sociali, dovrebbero tenere conto di questi “nuovi arrivati”.
I due della coppia childfree sono di solito figli unici, o comunque prediletti, abituati da sempre all’attenzione esclusiva, soprattutto della madre, che ha di solito dominato la loro infanzia. Se va bene, riescono ad accudire l’altro (oltre a se stessi) come una madre attenta, un po’ pignola. Ma per i figli non rimane nulla.

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6 Responses to La coppia libera da figli

  1. Gabriele says:

    e allora?

  2. Elena says:

    Sono fiera di essere children free, gli incoscienti, egoisti e narcisisti sono quelli che mettono al mondo i bambini!

  3. siamo molto contenti che lei sia children free… al momento sono tutti
    guai in meno per i bambini.
    tanti auguri per il futuro.
    guido

  4. giulia says:

    Sono una ragazza di 23 anni con una esperienza famigliare abb.movimentata : abbandono del padre ,madre rinchiusa in un mondo utopico e molto lontano dalla visione di educatrice. Non ritengo sbagliato essere “children free” . Ritengo sia giusto chiedersi quanto possiamo dare ai nostri figli e soprattuto se abbiamo vglia di dare . Mettere al mondo figli per riempirgli di ansie e creargli un mondo confuso dove non si hanno punti di riferimento (lo dico per esperienza) ti fa apprezzare le persone “children free”. Non si è meno umaninon volendo figli, si è solo (forse ) molto più umani di coloro che li metteno al modo e li “abbandonano”alla vita non insegnandoli a costruire la propria vita . grazie giulia

  5. Roberto L. Zaini says:

    Su “Psicologia Contemporanea” ricordo di aver letto che esistono varie gradazioni nell’opposizione alla paternità/maternità; da quelli che “per ora aspettano a farne” a quelli che appunto neanche morti vorrebbero il bebè. Ma non la metterei tutta sul piano dell’egoismo: uno che si rende conto di poter essere un cattivo genitore compie un atto tutt’altro che egoistico, casomai altruistico, restando “child-free”.
    RLZ

  6. Redazione says:

    Ma oggi anche “pensare di non poter che essere un cattivo genitore” rischia di diventare sempre più un fatto narcisistico…
    Cordialmente, Paolo.

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