L’esempio dei potenti

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 26 febbraio 2007

Quanto conta l’esempio dei potenti (politici, miliardari, star), per lo sviluppo di pensieri e passioni positive tra la gente? La risposta è la stessa, da millenni: conta moltissimo. Il gesto del potente è “esemplare”. Qualsiasi esso sia viene vissuto come indicazione ed esempio di comportamento da innumerevoli persone. Che dire allora di due deputati che su un treno di lusso azzuffano fisicamente e verbalmente, con insulti e oscenità, mettendo in imbarazzo i malcapitati presenti?
E che, più tardi, finiscono con lo sconcertare tutti i cittadini, cui naturalmente l’episodio viene riferito dai media? Si tratta, come i lettori avranno capito, della rissa (sul treno che li riportava a casa) tra il segretario del Pdci toscano, Nino Frosini, e il senatore Nicola Rossi, ex Pdci anche lui, la cui astensione aveva contribuito al tracollo del governo Prodi. Rossi dice di aver ricevuto “un cazzottone in faccia”, Frosini di aver dato un buffetto. Il dialogo, comunque, gridato tra le poltone dell’Eurostar, e raccolto dai cronisti dei giornali, è di quelli che si colgono nelle risse stradali pesanti, tra interlocutori di misera educazione. Leggi il resto dell’articolo

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Il degrado di politica e cultura colpisce i giovani

Claudio Risé, da “Tempi”, 22 febbraio 2007, www.tempi.it

“Maxima debetur puero reverentia”, al fanciullo si presti il massimo rispetto. Il principio latino non è moraleggiante o retorico, ma politico. I fanciulli, infatti, i giovani, gli adolescenti, sono la comunità di domani. Disinteressandoci di loro, o profittandone per i nostri comodi, noi distruggiamo il mondo dopo di noi, quello dei nostri figli. Questo stiamo facendo. Per esempio con i Pacs. Di questa legge ciò che più mi colpisce è il carattere egoistico, e senile.
In un Paese la cui popolazione corre un rischio di estinzione nel giro di pochi decenni, e nel quale esiste un enorme problema di spazi abitativi ed esistenziali per i giovani fuori dalla famiglia d’origine, negli anni delle formazioni universitarie e professionali, si fa una legge che tutela interessi opposti. Quelli delle coppie che non si assumono nessuna responsabilità verso l’altro e la società, con convivenze che (anche quando eterosessuali) hanno un tasso di natalità bassissimo, proprio perché guardano all’interesse individuale. Ad esse si garantiranno pensioni che eroderanno le previdenze destinate ai giovani che entrano ora nel mondo del lavoro. Leggi il resto dell’articolo

Che rischio questi Dico

Risé: una legge che deresponsabilizza i giovani

(Intervista a Claudio Risé, di Luciano Moia, da Avvenire, 23 febbraio 2007, www.avvenire.it)

«Una legge diseducativa, deresponsabilizzante e culturalmente molto rischiosa». Non ha esitazioni Claudio Risé, psicanalista, scrittore, autore di numerosi saggi sul tema dell’educazione e della paternità, tra cui Il mestiere di padre, San Paolo edizioni, nella valutazione dei Dico, il discusso ddl sulle convivenze.

E’ d’accordo con chi sostiene che i Dico, imprimendo un sigillo giuridico a un patto affettivo che si vuole leggero e disimpegnato, rischiano di avere pesanti ricadute educative nei confronti dei giovani?
«Penso che sia una legge fortemente lesiva sul piano della crescita del senso della responsabilità personale. Mi sembra che già ci siano sufficienti disposizioni legislative per chi intende unirsi sia con il rito religioso, sia con quello civile. E queste norme tutelano efficacemente, e in modo coerente con gli obiettivi della comunità, queste intenzioni. Colgo invece come in una legge come questa sia presente una sorta di inseguimento a normare chi d’altra parte si rifiuta di assumersi qualsiasi responsabilità di fronte allo Stato.
Credo che questa pretesa da parte dello Stato di normare chi non vuole in nessun modo rendere conto alla comunità delle proprie scelte personali, sia perfino autoritaria. E’ un tentativo di portare la legge nell’intimità delle persone nei confronti delle quali questa pretesa è un fatto più invasivo che protettivo. Siamo arrivati a uno Stato che si infila tra lenzuola dei cittadini. E non vedo come queste persone, che rifuggono dall’assumersi più impegnative responsabilità, possano compiacersi di una prospettiva del genere. Leggi il resto dell’articolo

Medicina per la vita

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 19 febbraio 2007

Qual è il posto della scienza nella vita umana? In quali confini deve stare? Domanda attuale da noi, ed in altre parti del mondo. Vedere come la questione si pone altrove, può aiutare anche noi a capirla meglio. In Pakistan, dove la poliomielite è endemica, è stato ucciso il medico Abdul Ghani. Lavorava in ospedale, ed era impegnato nella campagna di vaccinazione antipolio lanciata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e dall’Unicef, l’agenzia ONU per la difesa dell’infanzia.
Per svolgere il suo lavoro era uscito dall’ospedale, ad incontrare alcuni capi tribù contrari alla vaccinazione, che dichiarano portatrice di sterilità, e quindi contro l’Islam che ha bisogno di figli, di uomini, per affermarsi nel mondo. Una bomba attivata a distanza ha fatto esplodere l’auto che lo trasportava. Leggi il resto dell’articolo

Coscienze alterate

Claudio Risé, da “Tempi”, 15 febbraio 2007, www.tempi.it

I ragazzi bruciano gli stadi, devastano, uccidono; le ragazze si esibiscono sdraiate sulla cattedra, per essere fotografate e mandate in video, o aggrediscono le amiche più sexy di loro. Tutti si chiedono: come mai? Tutti tacciono, però, che questi comportamenti non sono affatto naturali, nascono da un’alterazione psichica profonda. Il pudore, ad esempio, non è una “costruzione culturale”, come vorrebbero le teorie relativiste, è una pulsione umana istintiva.
Anni fa ci fu una famosa disputa su questo, che mise a rumore il mondo universitario internazionale. Da una parte c’era il famoso sociologo Norbert Elias, teorico del “processo di civilizzazione” che sosteneva appunto l’origine culturale del pudore, confermata da un disegno di alta epoca dove uomini e donne facevano il bagno, nudi. Dall’altra, l’antropologo Hans Peter Dürr, che aveva ben visto tra i “primitivi” la spinta primordiale al pudore, dimostrò che quel disegno non rappresentava una piscina pubblica, ma una casa di piacere, dove prostitute e clienti facevano il bagno. Leggi il resto dell’articolo

Droghe leggere: una vigliaccata

Ma io critico i genitori complici sullo spinello
(di Claudio Risé, da “Il Foglio”, 09 febbraio 2006, www.ilfoglio.it)

Gli amanti della canapa indiana, dell’afgano nero e del marocchino rosso non capiscono il legislatore italiano rigido e duro, che nulla sa della cannabis, e non capisce che si tratta solo di un po’ di innocua euforia sotto forma di fumo. Ma è proprio così? Questa autorappresentazione tranquillizzante, così come la presentazione della droga leggera come qualcosa di sostanzialmente innocuo e portatore di allegria, è invece essa stessa sia frutto dell’uso prolungato della stessa, sia collaudato strumento di diffusione dell’erba e della sua cultura.
Pur essendo questo stereotipo del tutto corrente, e complessivamente vincente in Occidente (al di fuori dell’“anomalia italiana”), dove l’uso di queste sostanze è ampiamente tollerato, esso corrisponde però a una rappresentazione della realtà del tutto falsificata. Leggi il resto dell’articolo

Aiuto ai giovani in formazione

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 12 febbraio 2007

La vitalità di un Paese si vede nell’attenzione che manifesta, con le leggi, per i giovani. In questo, l’Italia appare sempre più un paese vecchio. Non solo per la bassa natalità, ma perché le sue leggi si occupano di adulti, e non sembrano interessate a sostenere i giovani in difficoltà. Come conferma la normativa sui Pacs, che riguarda convivenze in genere adulte, senza occuparsi affatto dei giovani che dovrebbero uscire di casa, per formarsi e affrontare una vita più autonoma.
Dal punto di vista dello sviluppo del paese, infatti, come ha detto l’avvocato Annamaria Bernardini De Pace: «se una coppia decide di non sposarsi, non si assume doveri, non cerca di tutelarsi attraverso polizze e contratti privati, la società non può inseguirla, stendendo sopra di essa una coperta, per metterla comunque al riparo. Qui emerge un nodo culturale: le nuove generazioni non sono educate alla responsabilità personale». Anche perché, come sappiamo, ogni anno si sposta in avanti l’età di uscita dalla casa genitoriale, che ormai è verso i 30 anni per i maschi, anche oltre quella soglia per le femmine. Leggi il resto dell’articolo

Le buone notizie vanno onorate

Claudio Risé, da “Tempi”, 8 febbraio 2007, www.tempi.it

Le buone notizie vanno onorate. Ci aiutano a sperare, riaccendono una luce che ogni tanto sembra soffocare. Onore dunque al regolamento approvato all’unanimità dalla Regione Lombardia, che stabilisce che i bambini che non hanno potuto, o cui non è stato consentito di nascere, vengano seppelliti, e non buttati nella spazzatura, come accadeva fino a ieri (tranne in qualche struttura, per iniziativa personale di medici e dirigenti, come all’Ospedale Mangiagalli di Milano). Una decisione umana, che rende più umano il mondo attorno a noi, e noi stessi. Perché la barbarie è contagiosa, lasciarla imperversare senza far nulla ci imbarbarisce, senza accorgecene.
La decisione della Lombardia è un atto di pìetas, che ripara al cinismo precedente, e propone un atteggiamento psicologico e affettivo più rispettoso della vita. Ma è anche altro. Leggi il resto dell’articolo

A che serve il corteggiamento

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 5 febbraio 2007

Qual è il significato psicologico del corteggiamento? Si tratta soltanto di “vecchio stile”, di cui gli uomini e le donne d’oggi fanno volentieri a meno, o c’è qualcosa di più sostanzioso, e profondo? E’ un costume datato, un residuo maschilista, o piuttosto un istinto umano? Viene da chiederselo, leggendo le reazioni polemiche di alcune femministe italiane alle dichiarazioni televisive della bella attrice Fanny Ardant, un’icona femminile del cinema, e del femminismo francese.
La Ardant ha detto delle galanterie televisive di Berlusconi: «è un uomo che ama le donne, che dice alle donne sei bella, sei affascinante…. beh, è soltanto un modo di alleggerire la vita». Un modo garbato, quello dell’Ardant, per dire che il corteggiamento fa parte della vita, e del saper vivere. Queste dichiarazioni hanno fatto, però, scalpore. Rivelando, innanzitutto, una spaccatura tra “italiane” e “francesi”, che sorprende un po’, in piena Unione Europea, globalizzazione, e dopo almeno cinquant’anni di internazionalismo femminista. Leggi il resto dell’articolo

Diseducazione: la bruttezza delle immagini

Claudio Risé, da “Tempi”, 1 febbraio 2007, www.tempi.it

È ipocrita perseguire i pedofili e lasciare che circolino tutta una serie di prodotti mediatici che alterano l’affettività e i comportamenti dei minori. La difesa dei tre ragazzini di Sassari che hanno violentato una bambina di 9 anni, spiegando poi ai carabinieri «l’abbiamo visto fare in tv», non è naturalmente accettabile, ma non dice una falsità. Il sistema delle comunicazioni, dal modo più subdolo e insinuante del voyeurismo televisivo, spesso accompagnato da false deplorazioni moralistiche, fino ai prodotti dichiaratamente costruiti per sollecitare nell’infanzia spinte violente, o di perversione, rappresenta oggi un interlocutore molto pericoloso nella formazione dei nostri figli.
Il rischio dell’offerta di immagini, giochi, trame narrative perverse è reso più incisivo dall’estrema plasticità della psiche e dell’affettività infantile e adolescenziale. L’adolescente guarda il mondo con occhi spalancati e vuole conoscerlo tutto, anche e soprattutto nei suoi aspetti più conturbanti ed eccitanti, che sono quelli che lo emozionano di più. Leggi il resto dell’articolo