Coscienze alterate

Claudio Risé, da “Tempi”, 15 febbraio 2007, www.tempi.it

I ragazzi bruciano gli stadi, devastano, uccidono; le ragazze si esibiscono sdraiate sulla cattedra, per essere fotografate e mandate in video, o aggrediscono le amiche più sexy di loro. Tutti si chiedono: come mai? Tutti tacciono, però, che questi comportamenti non sono affatto naturali, nascono da un’alterazione psichica profonda. Il pudore, ad esempio, non è una “costruzione culturale”, come vorrebbero le teorie relativiste, è una pulsione umana istintiva.
Anni fa ci fu una famosa disputa su questo, che mise a rumore il mondo universitario internazionale. Da una parte c’era il famoso sociologo Norbert Elias, teorico del “processo di civilizzazione” che sosteneva appunto l’origine culturale del pudore, confermata da un disegno di alta epoca dove uomini e donne facevano il bagno, nudi. Dall’altra, l’antropologo Hans Peter Dürr, che aveva ben visto tra i “primitivi” la spinta primordiale al pudore, dimostrò che quel disegno non rappresentava una piscina pubblica, ma una casa di piacere, dove prostitute e clienti facevano il bagno.
Il prendere in castagna uno dei vati sulla cui opera è costruita la visione relativista costò la carriera a Dürr, i cui testi fondamentali non furono più tradotti fuori dalla Germania, se non da editori minori. Tuttavia la verità è questa: il pudore è impulso naturale, cui si rinuncia solo dietro denaro, o per alterazione della coscienza per fatti esterni.
Cosa dunque viene taciuto, nell’esposizione di questi fatti? Che questi adolescenti agiscono in uno stato di coscienza alterata. Da cosa? Da droghe, la cannabis e i suoi derivati innanzitutto, che viene usata dal 30% della popolazione scolastica, e che si vende tranquillamente davanti, o dietro, le scuole. La droga di cui il ministro della Sanità, Livia Turco, ha appena raddoppiato la dose minima consentita, permettendo così al venditore prudente di avere sempre in tasca una “dose consentita”, lasciando al bar dietro l’angolo, o nelle vicinanze, il resto, che andrà a prendere appena smerciata la prima, sufficiente comunque ad un’intera classe.
Non si dice che negli stadi lo smercio è aperto, e che i lavandini vengono divelti dopo essersi “fatti”. Raramente si fa un’analisi del capello, dopo una rissa, o un incidente, anche con effusione di sangue. Infatti, in Italia, i dati scarseggiano. Sappiamo però che nel mondo la maggior parte di atti di violenza vengono commessi sotto l’uso di cannabis. Sappiamo anche che prenderla sotto ai 15 anni induce psicosi, spesso non reversibili. Sappiamo che agisce sui centri cerebrali che presiedono alle funzioni inibitorie, che è il modo medico per parlare degli istinti protettivi, come appunto quello del pudore, o del risparmiare l’altro che non ti minaccia.
Sappiamo tutte le cose che hanno spinto gli altri grandi Stati a massicce campagne anti cannabis. Noi, però, tacciamo. Allora però ci si risparmino anche le interpretazioni sulla “gioventù perduta”, in realtà gettata da Stato e informazione muta in braccio alla droga.

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21 Responses to Coscienze alterate

  1. Giubizza says:

    Vabbé, ma se i ragazzi prendono sta roba ci sarà un motivo no? PErché non indaghiamo su questi motivi invece di fermarci all’effetto?
    Se il motivo è una pulsione naturale anche questa allora non vedo perché vietare queste droghe leggere…
    Se invece è una questione sociale allora bisogna affrontare questa questione alla radice!

  2. Giuliana says:

    Vorrei dire qualcosa sul senso del pudore.
    Io credo che non provare imbarazzo per la propria nudità non sia equivalente a non provare pudore: è ben diverso girare gioiosamente nudi su una spiaggia in cui è considerato normale dall’esibirsi in pose oscene. Il pudore è relativo ad un contesto, alla previsione della reazione di chi ho di fronte, alle implicazioni che penso siano legate a ciò che sto facendo…è legato all’idea di intimità…non credo che sia un dato a priori: nella nostra cultura mostrare i capelli è normale, per una musulmana è mancanza di pudore, come in alcune parti del mondo mostrare il viso, non è qualcosa di indipendente dal significato che si attribuisce ad un gesto. Senza attesa di scandalo non c’è pudore.
    Detto questo, io credo che sia più vicino alla follia che alla mancanza di pudore farsi filmare dai compagni di classe in pose oscene: un gesto di totale stupidità. Non mi stupisce che succeda, ma non so come sia possibile che succeda a scuola! Che sia esaltazione collettiva dovuta a sostanze psicotrope, o semplicemente esaltazione collettiva dovuta agli ormoni in crescita e catalizzata da un qualunque evento (forse basta aver guardato troppa televisione…) il problema è che non dovrebbe esserci proprio lo spazio/tempo fisico perchè possa verificarsi in una scuola. Comunque da quando abbiamo le puttane in parlamento, non vedo perchè per una ragazzina non dovrebbe essere giusto aspirare a fare carriera come porno star…non vedo come un padre potrebbe dimostrarle che sta facendo una cosa sbagliata…forse sarebbe bello se fosse solo un problema di droga.

  3. samuele says:

    Anche io ho avuto gli ormoni in adolescenza ma non ho mai ammazzato nessuno, e neppure sono andato in giro per le strade dela città a prendere a sassate le vetrine o le auto della polizia. Tantomeno ho ucciso un padre di famiglia rompendogli il fegato con un lavandino. Le cronache dei giornali dei giorni di Catania sono state molto chiare: le perquisizioni presso gli ultras hanno rivelato abbondanti quantità di armi, marijuana e ecstasy. Non sono cose inventate , ma vere: la Turco ha pubblicato le tabelle sugli arresti per marijuana come dire che almeno adesso evitiamo il carcere a tanti poveri ragazzi per uno spinello. Tutte balle: basta fare una ricerca nel sito della polizia o dei carabinieri: gli arresti sono sempre per spacciatori, con chili di marijuana, altro che il povero scolaretto. L’altra sera sul treno son saliti tre tipi (due uomini e una donna) che avevano appena fumato, li ho sentiti che ne parlavano. A un certo punto ragazzo e ragazza sono scesi, e il terzo è rimasto sul treno. Solo che era talmente scollegato che non capiva più manco dove eravamo, e ha passato i restanti trenta minuti a vagare avanti e indietro per la carrozza a chiedere a tutti continuamente dove fossimo come un folle. Questi non sono ormoni. E se c’è tua figlia o tuo figlio che torna dall’università sul vagone mentre in giro c’è uno così?
    Samuele

  4. Riccardo says:

    Salve, sono il Dr. Rondelli, Psicologo. Ieri sono stato a Milano ad una conferenza sul tema della droga, tenuta dal Professor Clerici, dal titolo “io mi faccio, tu ti fai, egli si fà, noi genitori che facciamo?”.
    Questo incontro doveva essere dedicato ai genitori. Devo dire che non mi ha soddisfatto, si parla sempre della droga oggi, come se fosse un fenomeno odierno, si fà del terrorismo nei confronti dei genitori, sembra che tutti vogliano correre ai ripari. Quello che mi stupisce è che si parla sempre degli effetti, della diffusione e di tutto ciò che porta il drogarsi. Ma questo secondo me rispecchia molto lo stato sociale in cui viviamo, “è la solita ipocrisia”. Permettetemi questa metafora:
    Se i giovani comprano armi liberamente, e sparano ai passanti, la risposta è; informiamoci su dove le vendono, da dove arrivano, chi le produce,si forniscono alle persone giubbotti antiproiettili, si fanno le statistiche ecc. ecc.
    Questo serve, daccordo.
    Ma la mia domanda è, perchè i giovani comprano armi? perchè? ma questa è una domanda che purtoppo fà riflettere troppo su noi stessi e la nostra società. E non piace….

  5. Redazione says:

    Alcuni di voi (Giubizza, Rondelli) chiedono: perchè i giovani fanno questo? Perché ” si fanno” di cannabis? Domanda legittima, e sicuramente da porsi. Ce n’è una precedente però:” I giovani sanno cosa fanno? Sanno che conseguenze avranno questa “droga leggera” (che L’Istituto Superiore di sanità ha dichiarato non essere affatto leggera), sul loro cervello, sulle loro capacità, sulla loro vita? No non lo sanno, perchè in Italia la risposta corrente nei media è: queste droghe non fanno nulla, sono innocue. Quindi via libera ai discorsi sui massimi sitemi, perché lo fanno, etc. Ecco, a me in questo momento interessa fare un discorso, modestissimo e un po’ noioso, sugli effetti. Perché nessun altro lo fa, ma i giovani devono sapere. Claudio

  6. samuele says:

    certo è giusto domandarsi le cause come dice Rondelli. Però è vero che i ragazzi non sanno molto sulla cannabis: sanno ciò che se ne dice sui libri, ma in italia non ci sono libri aggiornati e chiari sul tema e se ci sono sono libri di antiproibizionisti che magari dentro mettono in regalo la fogliolina oppure manuali su come coltivare meglio la pianta; sanno ciò che ne dice la stampa ma la stampa non ne parla, al limite in edicola ci sono riviste che inducono al consumo di cannabis oppure riviste pseudo scientifiche che ne danno un’immagine romanzata o bucolica (ad esempio il dossier sulla cannabis di geo del mese scorso presentava il marocco (la regione che vive vendendo fumo all’europa) come un’Arcadia di pastori (invece è la regione più protetta dal narcotraffico dati i guadagni da corporation multiglobal). Certo è giusto chiedersi il perché però intanto il tempo passa, l’onu sta avvertendo tutte le nazioni al mondo del pericolo insito e dei costi sociali, i casi di trattamento di adolrescenti in europa salgono alle stelle con danni che restano tutta la vita. Direi che intanto è meglio informare, poi uno scelte nella libertà tra un binario o l’altro, ma almeno ha delle informazioni su cui riflettere. Nella scuola ad esempio non si fa nulla per informare e se come insegnante dico certe cose sulla marijuana i ragazzi cadono dal pero. Provate anche voi in famiglia a chiedere ai vostri figli e vedrete dalle risposte che non conoscono i fatti
    samuele

  7. ivanova says:

    Prof. Risé ho letto con interesse questi articoli sulla cannabis. Le segnalo di questo ragazzo inglese che si è impiccato. Da tempo soffriva di depressione a causa della cannabis. I genitori hanno fatto aprire un’inchiesta per denunciare il governo che ha facilitato l’uso dicannabis in Inghilterra cambiando le tabelle. La storia del ragazzo è riportata da un giornale di Manchester in
    http://www.manchestereveningnews.co.uk/news/s/154/154247_cannabis_blamed_for_students_suicide.html

  8. Redazione says:

    Grazie Samuele (lascia perdere il prof., per fortuna siamo sul Web). Mi dispiace per il ragazzo. Ma non è il solo. Infatti in Inghilterra c’è ora una forte pressione (di educatori, giudici, medici, genitori), perché vengano ripristinate le vecchie tabelle, e la cannabis ricollocata tra le droghe dure. Ciao,
    Claudio

  9. raffaella says:

    io credo che non siano solo le droghe a modificare e determinare la volontà dei ragazzi. è determinante l’influenza dell’ambiente esterno e una particolare predisposizione personale.
    se il contesto ambientale è violento è molto difficile che in qualche modo il soggetto non si uniformi. se il contesto vuole ragazze disinibite, belle, magre, e magari con poche velleità intellettuali, è facile che le ragazze cerchino comunque di essere accettate dallo stesso.

    sicuramente la cannabis se assunta da un soggetto debole psicologicamente, come anche l’alcol, può portare ad una alterazione della volontà.

  10. appunto perché i piccoli e i deboli esistono è importante proteggerli mettendo in guardia loro stessi e chi responsabilmente si preoccupa della loro crescita.
    da adulto (meglio se informato e non ignorante) ognuno si prenda poi le sue responsabilità e corra i rischi che meglio crede. dio ci ha creati liberi di sbagliare, per poter capire più profondamente la verità.
    guido

  11. samuele says:

    non so se ha visto oggi i giornali coi ragazzi dell’istituto di lecco che per obbligare un altro a comprare haschisch lo hanno picchiato, poi dicono che la cannabis non rende agressivi. bullismo e cannabis è una dimensione da indagare
    samuele

  12. samuele says:

    Guardi i verbali sugli scontri di catania dal “Corriere della Sera”: “L’informativa sulla guerriglia che ha segnato il derby siciliano e ucciso l’ispettore Filippo Raciti racconta la violenza di quei giovani che si sono scagliati contro polizia e carabinieri in preda a una furia incontrollabile. Elenca i sequestri di armi e droga compiuti durante le perquisizioni ordinate per cercare di arrivare ai colpevoli. Fucili, pistole, coltelli, panetti di marijuana, centinaia di pasticche di ecstasy. E poi petardi, fumogeni, bombe carta. C’è chi all’arrivo delle pattuglie ha cercato di nascondersi in terrazza e di buttare la «roba», chi ha tentato di scappare. Molti si sono «sballati» prima dell’incontro” (cfr. Dentro senza biglietto: «Dovevamo colpire carabinieri e poliziotti», “Corriere della Sera”, 6 febbraio 2007.

  13. Michele says:

    Le psicosi non sono mai reversibili. Anche una persona di 40 anni può avere una psicosi.

    In ogni caso, chi scrive è un ragazzo di 24 anni, di professione sistemista informatico. Da “giovanissimo” ho fumato cannabis. Mai in dosi eccessive, facevo giusto qualche tiro per non passare da bigotto in compagnia, parlo quindi con cognizione di causa.
    La cannabis ha l’effetto contrario a quello che Lei descrive, ossia rilassa, amenochè non sia assunta con alcool e altre sostanze chimiche come ecstasy o cocaina.
    Io ora non solo non fumo più erba (perchè poi sono cresciuto e non ho più sentito il bisogno di farmi “accettare” da qualcuno, cosa che in adolescenza ci appare invece fondamentale), ma sono riuscito anche a togliermi di torno quel pacchetto e mezzo di sigarette che fumavo.
    Non solo: non ho mai divelto lavandini dopo uno spinello, nè ho mai desiderato farlo (Stiamo parlando di qualche film di fantascienza di quart’ordine spero…).

    I ragazzi fanno quelle porcherie perchè vivono in ambienti che glie lo permettono, non c’è altra spiegazione. La cannabis non c’entra, o perlomeno non ne è respnsabile in primis, ma se ci fa comodo rifugiarci in questo, e ci fa comodo farlo tramite un giornalismo bigotto e coi paraocchi, beh, facciamolo pure.

    Non so se ne era al corrente, ma questo suo articolo è apparso sul “Mantice”, un settimanale della parrocchia di un piccolissimo paesino nel Milanese, che ad essere sinceri, più che informazione cattolica sembrerebbe essere un giornaletto di propaganda politica… di destra.

    Beh insomma, Dott. Risè, ognuno faccia quello che sa fare.

    Saluti.

  14. caro michele,
    non si capisce bene perché da un parte ti affretti a dire che hai fumato poco e smesso subito, mentre dall’altra difendi l’erba a spada tratta dicendo che non fa niente.
    pretendi di parlare “con cognizione di causa” perché hai dato qualche tiro per non apparire bigotto..
    lascia perdere. la cognizione di causa non ce l’hai. te lo posso assicurare io che ho fumato in modo davvero “eccessivo” (quello che tu hai evitato), e mescolando, come fanno tutti quelli che fumano in quantità, qualsiasi tipo di droga.
    le allucunazioni, le persecuzioni paranoiche con le conseguanze del caso, gli scatti d’ira, le zuffe e quantaltro quindi, sono assolutamente frequenti e “normali” in quelli che fumano in quantità.
    ciao, guido

  15. Michele says:

    Intanto rileggendomi, mi sono auto-apparso un po’ troppo brusco.. me ne scuso, specie con il destinatario della mia “missiva”: non avevo queste intenzioni.

    Comunque Guido, mi affretto a dire che ho fumato poco e smesso subito perchè certamente non ne vado fiero, nè credo che sia giusto fumare erba, nè credo che l’erba non faccia niente, nè la difendo. Tantomeno a spada tratta.

    Dico che se i ragazzi bruciano gli stadi, devastano, uccidono, stuprano, e le ragazze si esibiscono sdraiate sulla cattedra per essere fotografate e mandate in video, o perchè no, facendo anche sessual-teatrini davanti ai compagni, non è perchè esiste la cannabis (perchè la cannabis non esiste da ieri pomeriggio) ma è perchè questi personaggi sono degli autentici idioti. Lo dici tu stesso che la cannabis va mescolata con altro per generare quello di cui parliamo. Lo avevo scritto anche io, del resto. E comunque non cambia le cose perchè quando io ho letto l’articolo mi è sembrato di leggere una morale che suona più o meno come “Quelli degli scontri a Catania, quelli che stuprano le bambine, fumano le canne: Non fumate le canne, perchè poi diventate come questi qua.”

    La società è cambiata -sicuramente troppo bruscamente- e nessuno è stato in grado di “limitare” questi cambiamenti, o perlomeno a fare in modo che questi cambiamenti non incidessero così marcatamente sulla vita dei ragazzi.

    Invece di contare quanti tiri di spinello ci siamo fatti in adolescenza, cominciamo magari a dedicare questi articoli ai Veri problemi.

    Un esempio lampante: Io prendo 550 Euro al mese (contratto di stage, che non prevede, oltretutto, nè ferie nè malattia) e lavoro 8 ore al giorno, oltre ad avere reperibilità 24/7.
    E mi va già bene. Attualmente, infatti, sono in causa col mio ex datore di lavoro perchè mi deve quasi 6000 (seimila) euro in retribuzioni saltate. E non è sicuro che, malgrado gli avvocati e la causa, riesca a recuperare il mio credito: il truffatore è in gamba.

    Ora: Mentre chi portava qualche canna in tasca adesso si trova magari ai domiciliari, questo signore oggi, va ancora avanti a truffare la gente e a far spuntare società fantasma come funghi e a collezionare denunce e bla bla bla.

    Cosa è peggio: Il cannaiolo o lo sfruttatore? Dei miei quasi 2 anni persi dietro questo idiota chi ne parla? Chi me li ridà? Chi ha dedicato un articolo allo sconforto di dover chiedere a mia madre se, per favore, poteva pagarmi la rata della macchina anche questo mese?

    Nessuno.
    Ma se si deve parlare male della cannabis, sono tutti in prima linea.
    Troppo facile, per questo sono intervenuto.

  16. si tratta di stabilire cosa fa male o cosa fa bene a un adolescente che deve crescere sano.
    le droghe portano fuori strada. quindi non vanno bene. se fossi un padre che deve indicare una strada ai miei figli direi questo:
    imboccare questa strada peggiora la situazione invece che aiutare. e quando cominci a camminare con lucignolo ti vengono le orecchie da asino.
    il resto caro michele mi sembrano sofismi che girano intorno, o peggio scansano, il problema centrale: l’educazione a diventare uomini.
    guido

  17. Giuliana says:

    Per Michele:
    su questo blog ci sono tantissimi altri articoli, su svariati argomenti, se crede può provare a leggerli: nessuno semplifica le cose considerando la cannabis come la causa universale di tutto il male del mondo. E’ accertato però che fa male, e che peggiora qualunque situazione, e che non risolve problemi nè può essere in alcun modo utile. Allora, perchè non se la prende con l’attuale governo, che invece di preoccuparsi degli argomenti dei quali lei parla, perde invece tempo ad aumentare la dose minima consentita di cannabis?

    Cordialmente,
    Giuliana

  18. antonello says:

    il corriere ieri sera riportava della madre che (pare) ha tentato di uccidere suo figlio tra botte e coltellate
    in casa sua ampie quantità di hascisc e marijuana
    evidentemente c’è molta gente che non coglie le verità elementari
    giusto dirle e sottolinearle
    antonello

  19. antonello says:

    dal corriere: forse chi dice che marijuana provoca paranoia…

    La donna, 23 anni, ha ammesso di detenere droga con finalità di spaccio
    «Era posseduto dal diavolo, l’ho accoltellato»
    La madre del neonato colpito domenica da un fendente alla gola e ora in pericolo di vita: «L’ho fatto perché me lo ha detto Dio»

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    AGRIGENTO – «L’ho fatto perchè me lo ha detto Dio. Mio figlio era posseduto dal diavolo». È quanto ha detto Marie Auguste Tineke Stevening, 23 anni, la donna che domenica ha accoltellato alla gola il suo piccolo Daniel di appena sei mesi davanti al gip del Tribunale di Agrigento Walter Carlisi che l’ha interrogata oggi per l’udienza di convalida. Maria Auguste Tineke Stevening ha anche ammesso di avere colpito il bimbo al collo con un coltello a serramanico ed ha confessato di detenere la droga trovata in casa sua, circa 500 grammi, tra hashish e marijuana, per fini di spaccio.

  20. Michele says:

    @Antonello
    La “verità elementare” sarebbe il fatto che una persona che fuma le canne uccide il proprio figlio a coltellate affermando che ha dovuto farlo, dal momento che era visibilmente posseduto dal diavolo?
    Se vogliamo fermarci a questo, allora hai dannatamente ragione.

    @Giuliana
    (Dammi del tu, sono un ragazzino!!! :D) Non l’ho specificato, ma io sono approdato su questo sito dopo aver letto questo articolo su quel “settimanale cattolico” che ho citato. Avendo di fronte unicamente questo articolo, e non essendo daccordo con la linea giornalistica intrapresa dall’autore, ho cercato la fonte (perchè sul giornaletto è stata scritta male) per potermi esprimere, essendo questo un mio diritto da consumatore. Come me, tante altre persone non conosevano nemmeno l’esistenza di questo blog, e si limitano quindi a questo singolo articolo che magari, come dici tu, preso da solo vale poco, ma del resto, questo è ciò che abbiamo letto quaggiù.
    Circa le affermazioni sul governo.. beh.. Non sono daccordo nel finire banalmente sempre lì.
    Dire che “si perde tempo” ad alzare la dose minima non ha alcun senso. Sembra che l’italia intera si sia fermata per discutere su “come e quanto far drogare sti ragazzetti”.
    Fermorestando che non credo nelle istituzioni nè nella politica, io non pretendo che tutti abbiano un buon lavoro, ben retribuito e tutto il resto, che l’economia giri alla grande e che la maggior parte degli italiani riescano ad arrivare dignitosamente a fine mese, perchè questa è fantascienza, io pretendo che chi sbaglia deve pagare, a prescindere da chi ci sia al governo e se questi fumi cannabis o meno.
    La donna che ha ucciso suo figlio a coltellate merita il carcere a vita, se non peggio. Il lungimirante “manager” che mi ha letteralmente sfruttato per due anni idem. Ancora peggio chi ha ucciso una persona per una partita di calcio.
    Tutti daccordo -lo ripeto- sul fatto che la droga, ivi compresa la canapa, faccia male e che non vada assunta, ma non per questo posso accettoare la generalizzazione, o quel che è peggio, la propaganda della generalizzazione.

  21. Giubizza says:

    Io penso che ciò che fanno le droghe oggi bene o male lo sappiano tutti, come penso che il problema non sia “chimico” ma sociale.
    Se i ragazzi si fanno è proprio perché questa roba fa quell’effetto al cervello da loro desiderato. Un mio amico appasionato di canne si faceva ed era informatissimo su tutto ciò che producevano queste sostanze. Anche se leggessero un trattato scientifico questi ragazzi, ammesso che lo capissero, continuerebbero a fare ciò che fanno.
    E inoltre siamo così sicuri che i ragazzi che fanno questi pasticci si droghino tutti?
    Io avrei dei forti dubbi…

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