Droghe “leggere” e spinelli “innocui”? Un libro sbugiarda gli antiproibizionisti

(Di Nino Materi, da “Il Giornale”, 29 maggio 2007, www.ilgiornale.it)

Ecco i consigli per non perdere la testa e, a volte, la vita.

Già pare di sentirli: «Cosa scrive questo Claudio Risé? Gli spinelli non hanno mai ucciso nessuno. Perché lo Stato dovrebbe negare la libertà di farsi una canna? L’alcol fa più male e nessuno proibisce il vino…». Frasi pronunciate migliaia di volte da antiproibizionisti convinti, ma anche da chi – pur giurando di non aver fatto mai uso di droghe leggere – sostiene di difendere questa linea nel rispetto per le altrui «scelte di vita».
Poco importa che la cronaca registri episodi come quello di Vercelli, dove lo spinello fumato prima di guidare uno scuolabus è finito col costare la vita di due bambini innocenti; eppure per tanti – quella di farsi una canna – resta una personale «scelta di vita». Ma non tutti la pensano così. Leggi il resto dell’articolo

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Risé contro la favola delle droghe leggere

(Da Tempi, 24 maggio 2007, www.tempi.it)

È in libreria l’ultima fatica dello psicologo e psicanalista Claudio Risé, autore su Tempi della rubrica ‘Il buon selvatico’. Il titolo è Cannabis. Come perdere la testa, e a volte la vita (San Paolo ed.) perché Risé dedica la sua attenzione al problema della cannabis, la droga illecita più prodotta e consumata. Mentre nel resto del mondo cresce sempre più la consapevolezza della pericolosità di questa sostanza, in Italia, scrive Risé, essa è ancora avvolta da una mitica leggenda che la dipinge come innocua ‘droga leggera’. Leggi il resto dell’articolo

«Finalmente si agisce: cannabis vero pericolo»

(Intervista a Claudio Risé, di Enrico Lenzi, da “Avvenire”, 29 maggio 2007, www.avvenire.it)

«L’invio dei Nas nella scuola? Ben venga». Non ha tentennamenti Claudio Risé, psicoterapeuta e autore di un recente libro sulla Cannabis (edito dalla San Paolo), nell’appoggiare la proposta del ministro Turco. «Finalmente anche il nostro Paese forse apre gli occhi su quella che da molto tempo è una bomba a orologeria pronta ad esplodere».

Si riferisce alla sottovalutazione dei pericoli nell’uso della cannabis?
L’Italia è l’unico dei grandi Paesi occidentali a non aver realizzato negli ultimi anni una grande campagna informativa sui danni della cannabis, al contrario di quanto avviene negli altri Paesi. Leggi il resto dell’articolo

Gli USA riscoprono la famiglia

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 28 maggio 2007

Gli anni 70 stanno finendo ora, in tutto il mondo occidentale. Si sono prolungati per quasi un quarantennio: finché non sono finiti i soldi che hanno ispirato quello stile di vita, e non si sono accumulate le statistiche sui guai che comportava. Uno dei miti degli anni 70 più in crisi oggi è quello della “fine della famiglia”. A svelarlo sono (con molti altri indicatori), i dati di provenienza dagli Stati Uniti, dove quella crisi era più profonda, e pervasiva.
All’inizio del millennio i dati erano disastrosi: un matrimonio su due, negli Stati Uniti, finiva con un divorzio, e la previsione era quella di arrivare, nel giro di quindici anni, a due su tre. Da allora le cose hanno preso una piega diversa. Quella tendenza resta forte nelle classi sociali con scarsa istruzione, che le colloca ai livelli più bassi della società americana. Fra loro la percentuale è sempre quella: un matrimonio su due salta. Anche per la persistenza, nei gruppi meno istruiti, dei miti edonistici degli anni 70, ancora diffusi dagli strumenti più popolari del sistema delle comunicazioni: svalutazione del sacrificio, mito del piacere immediato e prolungato, preferenza all’appagamento dell’Ego rispetto a progetti condivisi e di lungo respiro, meno smaccatamente “brillanti”. Leggi il resto dell’articolo

La trasgressione muore di indigestione

Claudio Risé, da “Tempi”, 24 maggio 2007, www.tempi.it

Potremmo essere ormai verso la fine. La fine dell’onnipotenza, del “io sono mio”, del “carpe diem”, cogli l’attimo, inteso come ingorda bulimia, come svuotare il piatto senza pensare agli altri, al domani e al dopo, come rimozione assoluta dell’orizzonte temporale e del suo senso.
I segnali che qualcosa stia cambiando sono molti. Il popolo forte e tranquillo del Family day, naturalmente, è uno dei più vistosi, anche visivamente. Ma ce ne sono altri, meno visibili, eppure presenti. Leggi il resto dell’articolo

«Genitori: dite la verità ai vostri figli sulla cannabis»

(da “Il Legno storto”, 23 maggio 2007, www.legnostorto.com)

Mentre il silenzio politico e mediatico ignora le vittime degli ultimi gravi incidenti, lo psicanalista Claudio Risé lancia invece un allarme alle famiglie italiane e al mondo della scuola sul grave fenomeno dilagante.

«Genitori: dite la verità ai vostri figli sulla cannabis». Con queste parole, tratte da una urgente lettera che l’Associazione Psichiatrica Americana ha inviato a tutte le famiglie nel 2002, si conclude un capitolo del nuovo libro dello psicanalista Claudio Risé Cannabis. Come perdere la testa e a volte la vita (Edizioni San Paolo, 2007). Documentato sulla base delle più recenti ricerche nell’ambito delle neuroscienze e dell’osservazione medica, corredato da un approfondito esame delle ultime Relazioni al Parlamento sullo stato delle tossicodipendenze in Italia, il libro di Risé attraversa tutte le dimensioni e le problematiche legate al consumo di una droga che, dopo i gravi incidenti occorsi negli ultimi giorni, non sembra essere poi tanto “leggera”: quali sono i disturbi in cui incorrono i bambini nati da consumatrici di marijuana? chi sono gli adolescenti ricoverati in numero crescente per disturbi mentali presso le cliniche psichiatriche? se in Spagna sono state lanciate decise campagne contro la cannabis attraverso tutti i media, e in Francia si contano ogni anno i morti sulla strada a causa dello spinello, quale è il significato del silenzio e dell’indifferenza dei politici in Italia? Leggi il resto dell’articolo

La laica ipocrisia sulle droghe leggere

(di Luca Doninelli, da “Il Giornale”, 23 maggio 2007, www.ilgiornale.it)

I recenti attacchi alla libertà della Chiesa, che vorrebbero vietarle di esprimere la propria posizione in materia sociale e bioetica (una posizione cui compete anche, talora, l’esercizio della sua autorità), ci invitano a considerare culturalmente – e, quindi, anche editorialmente – più importanti quei campi nei quali l’attrito ideologico si fa pesante e ingiustificato.
Il criterio è presto detto: occorre (come raccomandava la vecchia apologetica cristiana) essere vigili e aggredire senza paura la menzogna e la contraddizione (ossia la sragione) soprattutto là dove essa si fa spudorata. Per questo ben vengano libri preziosi come Cannabis di Claudio Risé (ed. San Paolo, pagg. 210, euro 12,50), che mette allo scoperto una piaga che si estende sulla nostra cultura, sul nostro sistema di intervento sanitario, sul nostro sistema educativo, sulla nostra politica: il problema delle cosiddette droghe leggere – espressione del tutto insensata di un’ipocrisia del tutto italiana. Leggi il resto dell’articolo

A cosa serve l’autocritica

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 21 maggio 2007

I dirigenti di una casa automobilistica giapponese, un paio d’anni fa, si presentarono ai semafori per pulire i vetri alle auto, scusandosi per i difetti delle macchine da loro prodotte. Nikita Krusciov descrisse e chiese scusa per gli errori e orrori dell’epoca stalinista, a cui aveva in qualche modo partecipato. Giovanni Paolo II chiese perdono per la condanna di Galileo, le ingiustizie verso le donne, e molto altro. Gli italiani invece, specie i politici, non si scusano mai.
Abbiamo così visto un regime sostenuto da un sostegno plebiscitario, il fascismo, dissolversi senza che il giorno dopo nessuno (o quasi) osasse dichiarare di avervi appartenuto. Anche alla fine dell’epoca del CAF (il triumvirato Craxi – Andreotti – Forlani), accadde qualcosa di molto simile: finì senza autocritiche un regime (la “prima repubblica”), tra condanne e carcerazioni (a volte ingiuste, ma nessuno dei promotori lo riconobbe). Leggi il resto dell’articolo

La cannabis non è più un semplice sballo. Un libro spiega perché

(di Antonino D’Anna, da “Affari Italiani. Il primo quotidiano on line”, 19 maggio 2007, canali.libero.it/affaritaliani)

La canna? È droga e fa male. Tanto. Alla salute ed alla psiche. E il problema è che se ne parla sempre meno, tra l’indifferenza dei media e il compiacimento ideologico di chi la vede come uno strumento di evasione. È questo il cuore del problema evidenziato da Claudio Risé nel suo Cannabis – Come perdere la testa e a volte la vita (Edizioni San Paolo, 214 pagine € 12,50). L’autore, psicoanalista e membro del comitato scientifico della Fondazione Liberal, non ha peli sulla lingua: «La cannabis crea degli invalidi, psichici e fisici – scrive senza mezzi termini. Tacerne gli effetti, noti da anni in tutto il mondo, è da irresponsabili, o da complici. Noi non lo siamo», aggiunge, chiarendo dunque il suo punto di vista. Che non è affatto ideologico e si basa su dati seri, reali.
Il fenomeno della diffusione della cannabis (marijuana, hashish e olio di hashish) nel nostro Paese è infatti in costante aumento (cfr. Relazioni annuali al Parlamento sullo stato delle tossicodipendenze in Italia (1999-2005): ne aumentano la domanda e il consumo, l’esposizione all’offerta, il mercato illegale, il carattere di veicolo iniziatico ad altre sostanze stupefacenti, il suo utilizzo massiccio nell’uso combinato con queste ultime, il suo riscontro nelle segnalazioni alle prefetture per uso e possesso di sostanze stupefacenti, la presenza di minori assuntori di cannabis negli ambienti di detenzione. Leggi il resto dell’articolo

Sicurezza per la libertà: la via della nuova Europa

Claudio Risé, da “Tempi”, 17 maggio 2007, www.tempi.it

    Tra sussulti, ripensamenti, e disperati tentativi di restaurazione, stiamo finalmente uscendo dagli anni 70 del secolo scorso, dalla loro concezione della vita, e dalla terribile distruzione di forze morali, psicologiche e culturali che hanno prodotto in Occidente.
    Nicolas Sarkozy, malgrado le sue personali contraddizioni tra intuizioni profonde e utilizzazione spregiudicata dello spettacolo, segna certamente una svolta in Europa. Con lui, sale all’Eliseo un uomo che conosce le difficoltà della vita, che ha imparato le fatiche e il valore del radicamento e dell’identità, che non rappresenta soltanto l’ottimismo superficiale della borghesia agiata e abituata al potere, alla Chirac, alla Prodi, o alla Villepin. Leggi il resto dell’articolo

    Un male chiamato Cannabis

    (Intervista a Claudio Risé, di Simonetta Pagnotti, da “Famiglia Cristiana”, n. 20/2007, http://www.sanpaolo.org/fc)

    Altro che droga leggera: gli spinelli danneggiano il corpo e l’esistenza, proprio come eroina e cocaina e hanno un rapporto diretto con bullismo e stragi del sabato sera. In Usa e in Europa si corre ai ripari. In Italia siamo ancora prigionieri di falsi miti.

    L’ha dedicato a Vincenzo Muccioli, «che ha speso la propria esistenza perché lo sterminio finisca», e agli amici che erano ragazzi come lui verso la fine degli anni ’60, quando si diffuse la moda degli spinelli. Laura, Daniela, Paolo, Sacha e tanti altri: ci hanno rimesso tutti la vita, perché di cannabis ci si ammala e si muore.
    Claudio Risé, psicologo e psicoanalista, ha scritto un libro per rompere il muro d’omertà che, soprattutto in Italia, copre i danni devastanti della “maria”. Si intitola Cannabis, come perdere la testa e a volte la vita, edizioni San Paolo. Leggi il resto dell’articolo

    Bellezza, e difficoltà, della famiglia

    Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 14 maggio 2007

    Famiglia è bello, anche se scomodo. E’ questo l’aspetto forse più autentico della questione “famiglia”, messo in luce dal family day, ma soprattutto dal diffuso lavoro di riflessione e discussione che l’ha preceduto, e che lo continuerà. All’inizio poteva sembrare il vecchio scontro tra due retoriche (con relative appendici politiche). Da una parte quella che vede la famiglia come società “perfetta”, dall’altra quella che la considera come un residuo di epoche trapassate.
    Poi invece, nella lunga e capillare discussione su questa giornata, che ha finito per toccare un po’ tutti, famiglie e single, eterosessuali ed omosessuali, coppie unite e separate, persone che stanno insieme guardandosi di traverso ed altre che non si vedono più, a volte rimpiangendosi, è uscita lentamente la verità. Leggi il resto dell’articolo

    Cannabis. Come perdere la testa e a volte la vita

    I contenuti del libro (A cura della Redazione)

    Con la cannabis non bisogna più basarsi sulle informazioni date da studi ormai vecchi ma è necessario considerare ricerche nuove e aggiornate, che permettano di comprendere i motivi dell’impatto emergente di questa droga sulla salute mentale.
    Ted Legget, World Drug Report 2006, Onu

    «Nel nostro Paese non sono ancora state fatte campagne serie e di ampio respiro, né sui media né per iniziativa governativa, sui rischi della cannabis. Il nostro Paese è l’unico a non avvisare i giovani che, con lo spinello, rischiano la malattia e il danno cerebrale, cognitivo, e caratteriale. In Italia, anzi, si lascia loro credere che non è poi così grave, che in fondo tutti lo fanno, anche papà e mamma, anche il professore, anche il direttore, anche l’onorevole (e magari è vero, è proprio questo il problema…). L’Italia sembra anche l’unico Paese dove i politici credono, ancora, che la cannabis sia una “droga leggera”, e ne parlano in questi termini. È anche per questo che gli scienziati, per cambiare qualcosa, per evitare che lo sterminio dei giovani sognatori continui, hanno cominciato proprio da lì. Dal tentativo di convincere i politici che la cannabis non è una droga leggera. Un tentativo che, come vedremo fin dal primo capitolo, finora è in gran parte fallito. È proprio per dimostrare la falsità di questa vecchia tesi, datata, provinciale e pericolosa, e per contribuire alla salvaguardia dei giovani nel nostro Paese, che abbiamo scritto questo libro».

    (Dalla Premessa del nuovo libro di Claudio Risé, Cannabis. Come perdere la testa e a volte la vita, San Paolo Edizioni, 2007)

    Il nuovo odio

    Claudio Risé, da “Tempi”, 10 maggio 2007, www.tempi.it

    Il bossolo nella lettera. Le scritte sui muri. Le svastiche accanto ai nomi del Presidente della Cei, o del Papa. I messaggi deliranti di odio che si ricevono ogni volta che si scrive che non sempre i preti mangiano i bambini. Tutti gli indicatori sono ormai chiari: la Chiesa sarà al centro della prossima grande campagna di odio collettivo, così come Silvio Berlusconi è stato al centro dell’ultima, durata per tutti i cinque anni del suo governo.
    Le stesse signore che cinque anni fa brindavano perché gli venisse un brutto male, adesso dicono battute sull’accento tedesco del Papa. Non è piacevole, ma sarà anche peggio. Perché tutto ciò? Come mai fasce non irrilevanti della nostra società, diverse tra di loro per età, estrazione sociale, istruzione, rapporti col potere, sentono periodicamente il bisogno di immettere nel circuito sociale massicce dosi di odio? Leggi il resto dell’articolo

    La fiaba nera dei falsi abusi

    Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 7 maggio 2007

    La pedofilia dilaga negli asili italiani, quello di Rignano è solo l’ultimo. Centinaia i bambini coinvolti. Gli “orchi”, di solito, lavorano nella scuola materna: maestre, bidelli, coordinatrici, presidi. Tutti incensurati. Orrendi, e spesso colorati di satanismo, gli abusi.
    Queste accuse, si sono concluse, finora, con nove ordinanze di archiviazione, venti assoluzioni ed una condanna (da parte di un giudice ricusato perché si era detto deciso a condannare ben prima della sentenza). Leggi il resto dell’articolo