Mai nessuno che parli di doveri

Claudio Risé, da “Tempi”, 28 giugno 2007, www.tempi.it

La marcia di Assisi non si chiamerà più “per la pace”. Lo ha annunciato il coordinatore della manifestazione creata all’inizio degli anni Sessanta da Aldo Capitini, il teorico italiano della non violenza. Anche se le sinistre sono insorte contro questa «normalizzazione» di Assisi, si tratta probabilmente di una buona idea.
La pace è naturalmente un sacrosanto obiettivo, tuttavia in questo rito, nato e cresciuto in ambiente cattolico, era da tempo difficile distinguere la pace interiore e profonda che nasce dall’incontro con Gesù Cristo dalla condizione politico-giuridica di assenza di guerra. Che in sé è vistosamente meno dolorosa del conflitto aperto, ma non ha nulla a che vedere con la pace di Cristo. Anzi, spesso viene utilizzata (per esempio da dittature spregiudicate), proprio per tenere lontani sia Cristo sia la pace profonda e reale di cui egli è portatore. Leggi il resto dell’articolo

Le proteste di chi lavora

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 25 giugno 2007

La passione per la politica è in caduta libera. Ad ogni nuovo sondaggio, il governo perde consensi, ormai ben inferiori, da tempo, alla metà degli intervistati. Nasce il nuovo Partito Democratico, ma tra clamorose fughe di aderenti illustri, e scarsissimo interesse di pubblico, malgrado lo spazio dedicato dai media.
L’opposizione guadagna consensi, ma accompagnati da un’attenzione assai critica, e pochi entusiasmi. Gli italiani sembrano averne abbastanza. Ma di cosa esattamente, e perché?
Il dato che più colpisce è la grande insofferenza manifestata da tutte le categorie produttive. Ogni volta che Presidente del Consiglio e ministri si incontrano con chi lavora, volano fischi e dure contestazioni. Tutti hanno protestato: dagli operai agli industriali, dai commercianti agli artigiani, dai commercialisti ai taxisti. Come se il “fare” del governo si muovesse in direzione contraria a quella degli italiani che, appunto, “fanno”, lavorano. Leggi il resto dell’articolo

Gli intellettuali postcomunisti, e la vita buona e felice

Claudio Risé, da “Tempi”, 21 giugno 2007, www.tempi.it

Ci sono momenti da non lasciar sfuggire tra la massa confusa di eventi. Per esempio l’incontro tra Partito Democratico e intellettuali della sinistra, sul tema: “Idee per un’etica pubblica”. Un incontro a due facce.
Da una parte, un punto di arrivo, dunque un momento di bilancio. E’ infatti da sessant’anni che il Partito Comunista “dialoga” con una fetta preponderante degli intellettuali italiani, ed è interessante chiedersi che cosa ne sia uscito. Dall’altra parte è interessante vedere cosa gli intellettuali abbiano oggi da dire al nuovo partito cui le vecchie formazioni figliate dal PCI hanno dato vita, e cosa questo voglia, o possa farne. Leggi il resto dell’articolo

Io e l’altro

Tracce - Giugno 2007 (Intervista a Claudio Risé, di Davide Perillo, da “Tracce”, Giugno 2007, www.tracce.it)

«L’istinto, questo fascio di forze, è il vero, grande, rimosso della cultura moderna»

Psicanalista e scrittore, Claudio Risé studia la psiche dell’uomo nella concretezza dei suoi atteggiamenti e dei comportamenti. Per Tracce ha accettato di lasciarsi provocare da alcuni spunti offerti da don Carrón agli ultimi Esercizi della Fraternità di Cl, cui ha partecipato, mettendo in gioco gli strumenti della sua professione.

«Rigeneranti». È la prima parola che usa Claudio Risé, psicologo, psicanalista, scrittore e columnist di vaglia, per indicare i «suoi» Esercizi della Fraternità. Parola azzeccata: dice molto di più della ventata di freschezza che pure, a Rimini, hanno sentito tutti. Ri-generare, in fondo, vuol dire «generare di nuovo», «ricreare». Riaccendere l’umano, insomma.
«Ero stato molto colpito l’anno scorso da quella virata improvvisa di don Carrón sul cuore», spiega Risé: «Importantissima e molto chiara. Quest’anno è andato avanti. A cominciare da quei cenni insistiti sul desiderio». Leggi il resto dell’articolo

Così maschio che diventò donna

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 18 giugno 2007

Gli uomini hanno sempre avuto la passione delle donne. Fino a qualche anno fa, però, era meno visibile un’altra passione, analoga ma diversa. Quella cioè di diventare donne, di vestirsi o apparire donna, o di interessarsi a uomini che avevano fatto appunto questo percorso: da uomo a donna. Proprio in questi giorni, ad esempio, si attende nelle sale italiane una delle icone del maschile cinematografico, John Travolta, che si è anch’egli arreso al transgender, almeno al cinema.
L’interprete della Febbre del sabato sera, di Grease – Brillantina, o di Pulp Fiction, sarà infatti il protagonista del musical Hairspray (fin qui siamo sempre dalle parti di “Brillantina”). La novità è che la protagonista è una donna, la voluminosa Edna Turnblad, stiratrice e lavandaia a domicilio a Baltimora anni 60, preoccupata delle frustrazioni che la figlia, la ancor più grassa Tracy, rischia di trovare nella sua ambizione di sfondare nel mondo dello spettacolo. Impresa non semplice, anche perché è grassissima. Leggi il resto dell’articolo

Scuola, droga e violenza: un cocktail esplosivo

(Di Antonio Perugini, Procuratore Pubblico del Ticino (CH), dal “Giornale del Popolo”, 13 giugno 2007, www.gdp.ch)

Si stanno moltiplicando le invocazioni d’aiuto da parte di sedi scolastiche (l’ultima in ordine di tempo la scuola media di Bellinzona) per i casi di allievi ormai ingestibili a seguito di atti di violenza, di bullismo, di vandalismo e di erotismo sfrenato. Dal resto della Svizzera non passa settimana senza la notizia di episodi uno più scabroso ed orrendo dell’altro (con o senza telefonino), ad opera di minorenni e commessi nella cerchia scolastica. All’estero non si è da meno e in Italia il Governo avrebbe addirittura intenzione di far intervenire i NAS (nuclei anti-droga) nelle sedi scolastiche per combattere lo spaccio e il consumo di droga, con tanto di perquisizione di zainetti e WC.
In Ticino si moltiplicano, accanto ai progetti “Visione giovani” e quello pilota del DECS, le richieste di una più marcata presenza della polizia nelle vicinanze o addirittura all’interno delle sedi scolastiche. Ma cosa sta succedendo alla nostra gioventù? V’è forse stato un mutamento genetico in senso lombrosiano per produrre tanta insofferenza e delinquenza precoce? Leggi il resto dell’articolo

Chi ha tradito la tradizione

Claudio Risé, da “Tempi”, 14 giugno 2007, www.tempi.it

Un padre che sta cresimando la figlia, ed è quindi impegnato in un confronto con quel che resta della tradizione, mi scrive, ponendomi due domande. La prima è questa. «Ho cinquant’anni ed appartengo alla generazione che ha fatto, o subìto, il 68. La mia generazione, si dice, ha prodotto uno strappo con la storia precedente ed ha creduto di poter ricostruire la propria vita a prescindere da qualunque dato appartenente alla tradizione. Ma siamo stati noi gli attori di questo strappo, o le prime vittime di qualcosa già avvenuto in quella che l’ha preceduta?
Invece che un’uccisione del padre non c’era forse stato un suicidio dello stesso, tramite il quale una generazione ha deposto la propria responsabilità verso quella successiva?». Leggi il resto dell’articolo

Giovani, droghe e fumo negli occhi

La trasmissione di Rai Radio 3 Radio3mondo del 13 giugno 2007.

Il conduttore Maurizio Ciampa discute di “Giovani, droghe e fumo negli occhi”, con Claudio Risé, autore di Cannabis. Come perdere la testa e a volte la vita, Giovanni Martinotti, psichiatra del “Day Hospital per la psichiatria e le tossicodipendenze” del Policlinico Gemelli di Roma, Maria Grazia Dardanelli, preside dell’Istituto d’Arte Tiburtino terzo, Salvatore Natoli, docente di Filosofia della Politica alla II Università di Milano.

Scarica ed ascolta l’Audio della puntata: Link

Le psicodroghe

(Di Lia Damascelli, dalla rubrica Salute, “Io Donna”, allegato del “Corriere della Sera”, 9 giugno 2007, www.corriere.it)

Si può morire per aver “fumato”? Il caso del quindicenne milanese dice di sì. Perché lo spinello è diventato pesante e circolano mix di hashish, cocaina e anfetamine. Un esperto spiega i pericoli e le conseguenze.

Amfetamine, cannabinoidi, cocaina e tante molecole sintetiche che hanno effetti euforizzanti, rilassanti, allucinogeni. I rischi? Non tanto quello di morire per “overdose” come nel caso dell’eroina, ma questo non significa che fumo, inalanti e pastiglie siano meno pericolosi. Il caso del ragazzo di 15 anni morto in classe lo scorso 16 maggio dopo aver fumato “crack” – una miscela di coca e altre sostanze – ne è la tragica riprova.
Non sempre, per fortuna, la conseguenza dell’uso di stupefacenti è così “estrema”. I loro effetti però non sono solo quelli che si possono misurare nell’immediato. Un uso cronico di queste sostanze, ha conseguenze che si misurano soprattutto nel tempo. Come sottolinea Claudio Risé nel libro Cannabis – come perdere la testa e a volte la vita appena pubblicato dalle edizioni San Paolo, l’aumento del consumo di cannabinoidi è connesso all’aumento di casi di psicosi: secondo dati americani del 2006 – riferisce Risé – circa il 12 per cento delle persone che fanno un uso cronico di hashish e suoi derivati presenta una malattia mentale seria. Per approfondire la questione abbiamo sentito Riccardo Gatti, direttore del Dipartimento dipendenze della Asl di Milano.

Che caratteristiche ha oggi il consumo di droga?
Negli ultimi 10-15 anni si è verificato un profondo cambiamento culturale: una volta fare uso di droghe era un comportamento trasgressivo, riservato solo a una parte della popolazione giovanile. Oggi è un’abitudine che rientra in uno stile di vita diffuso: esattamente come ci si veste in un certo modo, si frequentano certi locali, si hanno determinati gusti e amicizie, così si prendono certe sostanze. Leggi il resto dell’articolo

Cronache dello sballo, “vetro-erbe”, e cannabis Ogm

(Di Franco Sala, da “Il Giornale”, 14 giugno 2007, www.ilgiornale.it)

Paralizzato dopo il concerto rock: «Avevo fumato uno spinello»

Trascorre una serata ad ascoltare un concerto rock, poi a letto. Domenica mattina, è il 27 di maggio, non riesce a reggersi sulle gambe. Chiama il padre. L’uomo intuisce la gravità della situazione. Il ragazzo, 17 anni, di Muggiò, non riesce più a stare in piedi. Un’ambulanza porta il giovane studente all’ospedale di Desio. Nel referto i medici parlano di una paralisi diffusa e di «presunta assunzione di stupefacenti con altro». Poche parole. Bastano per chiamare i carabinieri.
Al reparto di neurologia arrivano gli uomini del capitano Vincenzo Barbato: sentono il ragazzo e inoltrano l’informativa alla Procura di Monza, parlando di tracce di «hashish potenziato». Leggi il resto dell’articolo

La famiglia, e l’accoglienza del diverso

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 11 giugno 2007

Non è vero che l’egoista sia il vero protagonista del nostro tempo. In questi giorni, hanno festeggiato il venticinquesimo anno di vita le “Famiglie per l’accoglienza”, un’associazione di più di 5000 persone che si dedica ad accogliere nelle proprie case chi ne ha bisogno. Bambini innanzitutto, ma anche anziani, o adulti in difficoltà. Gli associati si dedicano ad adozioni, ma si impegnano anche nell’esperienza difficile dell’affido, dove il bambino poi se ne va per la sua strada.
Presente in 82 province italiane, ed in altre sei nazioni nel mondo (Brasile, Irlanda, Romania, Spagna e Svizzera), quest’associazione controcorrente (ma non fuori dal suo tempo: in Internet è presente, col sito www.famiglieperaccoglienza.it), è rivelatrice di un disagio, e di una direzione di ricerca. Leggi il resto dell’articolo

Il problema “cannabis” nella scuola italiana

La trasmissione di Radio 24 Viva Voce, di Giuseppe Cruciani, dedicata nella puntata del 6 giugno 2007 al problema della diffusione della cannabis nelle scuole italiane.

Ascolta l’Audio del dibattito tra Claudio Risé, autore di Cannabis. Come perdere la testa e a volte la vita, Alberto Berardocco, Preside dell’Istituto Gadda di Paderno Dugnano, Paola Mastrocola, insegnante e scrittrice, Roberto Tripodi, Preside dell’Istituto Volta di Palermo: Link

Spinelli, delinquenza giovanile e figura paterna

(Di Gioia Palmieri, dal “Giornale del Popolo”, 8 giugno 2007, www.gdp.ch)

Lo spinello accende la delinquenza giovanile

Cannabis. Come perdere la testa e a volte la vita. Il libro denuncia di Claudio Risé che raccoglie tutti gli allarmi, gli studi, i dati scientifici e statistici della comunità internazionale sulle droghe “leggere”.

Per la maggior parte dei teenager accendersi uno spinello è come scolarsi una pinta di birra, con la differenza che coloro che alzano il gomito non sono di certo accompagnati da quell’aura fascinosa e affascinante del fumatore di cannabis. Un po’ perché questo rievoca quell’atmosfera, mai fuori moda, del contestatore sessantottino. Un po’ perché la fumata sembra favorire la fratellanza e promuovere l’appartenenza alla comunità.
I politici, i personaggi noti, la stampa e gli scienziati che per decenni hanno avvallato questa “leggenda rosa”, cioè che la cannabis sia una droga leggera e dagli effetti blandi, oggi si ritrovano finalmente smentiti, in minoranza. Leggi il resto dell’articolo

Droga, altro “depistaggio” della Turco

Scarica e diffondi l'opuscolo: Cannabis&Spinello, dieci consigli per non perdere la testa e a volte la vita

(Di Désirée Ragazzi, dal “Secolo d’Italia”, 1 giugno 2007)

Esistono già ampi studi scientifici che confermano la tossicità degli spinelli. Ma la sinistra finge di non capire.
Nel libro di Claudio Risé l’analisi dei danni provocati dalla “canna”: tra l’altro è la sostanza spesso trovata nel sangue delle vittime della strada.

Se voleva gli effetti speciali, ha sbagliato scelta, tempi e luogo. Nella giornata mondiale contro il fumo, Livia Turco s’inventa l’ennesima commissione che deve studiare gli effetti tossici delle droghe, del fumo e dell’alcool. Un chiaro tentativo di scagionare gli spinelli che, solo qualche mese fa, aveva tentato di liberalizzare aumentandone le dosi. Un tentativo finito nel nulla grazie allo stop del Tar.
Ora ci prova in maniera subdola, dando incarico al presidente dell’Istituto superiore di sanità di avviare un «rapporto scientifico sulla tossicità e la dipendenza dalle sostanze d’abuso, compresi il fumo e l’alcool, al fine di programmare adeguate politiche di contrasto e di prevenzione». Che chissà a quali conclusioni arriverà.
La decisione è stata resa nota ieri in occasione della presentazione del rapporto Doxa-Iss che ha evidenziato un aumento del consumo in Italia di sigarette. «Ritengo necessario e urgente — spiega il ministro in una lettera inviata al presidente dell’Istituto Enrico Garaci — avviare uno studio che possa, in tempi brevi fornire un quadro esaustivo dell’incidenza delle dipendenze sulla popolazione italiana». Leggi il resto dell’articolo

Cannabis: rivediamo le posizioni che ne sdrammatizzano il consumo

Un manifesto della Campagna francese contro la cannabis(A cura della Redazione)

«Il modo più efficace per far diminuire il consumo di cannabis è la disapprovazione sociale, precisa ed aperta, del suo uso, e cioè esattamente il contrario di ciò che molti politici, e il personale mediatico, fanno in Italia» (Claudio Risé, da Cannabis. Come perdere la testa e a volte la vita, Ed. San Paolo, 2007)

Per vincere la battaglia contro la diffusione del consumo di droghe, e della cannabis in particolare, è urgente superare le posizioni culturali e politiche più arretrate, ma anche quelle "politiche altalenanti" incapaci di autocritica, perciò di ostacolo ad un progetto educativo ed informativo di ampio respiro.

Mentre gli altri Paesi hanno dimostrato negli ultimi anni (gli Stati Uniti già da molto prima), il loro impegno in questa decisiva direzione (sopra, un manifesto della Campagna francese contro la cannabis), l’Italia è in grave ritardo, anche per il peso dei "miti giovanili" del suo personale politico.

Claudio Risé ne ha parlato nel suo intervento alla Rubrica 10 minuti del TG2.

Guarda il Video della puntata del 1 giugno 2007: Link