La cannabis è tutto tranne che una droga leggera

(Recensione a cura di “OsservatorioDroga.IT”, Rivista telematica di informazione e approfondimento, www.osservatoriodroga.it)

Il fenomeno della diffusione della Cannabis (marijuana, hashish e olio di hashish) nel nostro Paese è in costante aumento, ne aumentano la domanda e il consumo, l’esposizione all’offerta, il mercato illegale, il carattere di veicolo iniziatico ad altre sostanze stupefacenti, il suo utilizzo massiccio nell’uso combinato con queste ultime, il suo riscontro nelle segnalazioni alle prefetture per uso e possesso di sostanze stupefacenti, la presenza di minori assuntori di Cannabis negli ambienti di detenzione.
Il libro di Claudio Risé Cannabis. Come perdere la testa e a volte la vita espone la fotografia della situazione del consumo in Italia, esamina il fenomeno e le sue caratteristiche dal punto di vista della dipendenza, con particolare attenzione all’adolescenza e all’adulto, propone un percorso per il “non uso” e una lunga serie di testimonianze cruciali. Il tutto da un punto di vista obiettivo.
«La nostra infatti, scrive nel capitolo primo l’Autore, non è una posizine ideologica, ma terapeutica. La cannabis crea degli invalidi, psichici e fisici. Tacerne gli effetti, noti da anni in tutto il mondo, è da irresponsabili, o da complici. Noi non lo siamo».
Chiunque, dopo aver letto l’opera ricca anche di un impianto di referenze e bibliografico davvero non comune grazie alla collaborazione del prof. Antonello Vanni, potrà concludere che tutto è la cannabis tranne che una droga “Leggera”.
(Osservatorio Droga.it)

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3 Responses to La cannabis è tutto tranne che una droga leggera

  1. ivano says:

    ecco il sommario abstract della ricerca di The Lancet: la conclusione è l’invito ai giovani a non usare la cannabis data l’evidenza ormai chiara del rischio di psicosi in età più avanzata.
    http://www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140673607611623/abstract
    The Lancet 2007; 370:319-328
    DOI:10.1016/S0140-6736(07)61162-3
    Articles
    Cannabis use and risk of psychotic or affective mental health outcomes: a systematic review
    Theresa HM Moore MSc a, Dr Stanley Zammit PhD a c , Anne Lingford-Hughes PhD a, Thomas RE Barnes DSc d, Peter B Jones PhD e, Margaret Burke MSc b and Glyn Lewis PhD a
    Summary
    Background
    Whether cannabis can cause psychotic or affective symptoms that persist beyond transient intoxication is unclear. We systematically reviewed the evidence pertaining to cannabis use and occurrence of psychotic or affective mental health outcomes.
    Methods
    We searched Medline, Embase, CINAHL, PsycINFO, ISI Web of Knowledge, ISI Proceedings, ZETOC, BIOSIS, LILACS, and MEDCARIB from their inception to September, 2006, searched reference lists of studies selected for inclusion, and contacted experts. Studies were included if longitudinal and population based. 35 studies from 4804 references were included. Data extraction and quality assessment were done independently and in duplicate.
    Findings
    There was an increased risk of any psychotic outcome in individuals who had ever used cannabis (pooled adjusted odds ratio=1·41, 95% CI 1·20–1·65). Findings were consistent with a dose-response effect, with greater risk in people who used cannabis most frequently (2·09, 1·54–2·84). Results of analyses restricted to studies of more clinically relevant psychotic disorders were similar. Depression, suicidal thoughts, and anxiety outcomes were examined separately. Findings for these outcomes were less consistent, and fewer attempts were made to address non-causal explanations, than for psychosis. A substantial confounding effect was present for both psychotic and affective outcomes.
    Interpretation
    The evidence is consistent with the view that cannabis increases risk of psychotic outcomes independently of confounding and transient intoxication effects, although evidence for affective outcomes is less strong. The uncertainty about whether cannabis causes psychosis is unlikely to be resolved by further longitudinal studies such as those reviewed here. However, we conclude that there is now sufficient evidence to warn young people that using cannabis could increase their risk of developing a psychotic illness later in life.
    Affiliations

    a. Academic Unit of Psychiatry, University of Bristol, Bristol, UK
    b. Department of Social Medicine, University of Bristol, Bristol, UK
    c. Department of Psychological Medicine, Cardiff University, Cardiff, UK
    d. Department of Psychological Medicine, Imperial College, London, UK
    e. Department of Psychiatry, Cambridge University, Cambridge, UK
    Correspondence to: Dr Stanley Zammit, Department of Psychological Medicine, Cardiff University, Cardiff CF14 4XN, UK

  2. samuele says:

    anche l’ansa riporta la ricerca

    Ansa – Ven 27 Lug – 20.46

    Ricerca Gb, la cannabis raddoppia rischi psicosi
    LONDRA – Si fanno piu’ forti le voci che in Gran Bretagna chiedono una ‘riclassificazione’ della Cannabis, da cui si ottiene l’hascisc, attualmente depenalizzata, in particolare dopo che la rivista Lancet ha pubblicato uno studio per il quale anche un uso minimo di canapa indiana – anche un solo spinello – aumenta del 41% il rischio di esser vittime di malattia psicotiche come la schizofrenia.
    Per i consumatori abituali, questo rischio sale a una percentuale che va dal 50 al 200%, dicono i ricercatori britannici, Theresa Moore (Universita’ di Bristol) e Stanley Zammit (Universita’ di Cardiff). I due hanno passato in rassegna i 35 studi piu’ recenti sull’argomento, osservando il legame tra cannabis e stati psicotici e notando “un aumento importante dei casi di psicosi tra le persone che usano questa sostanza”. I ricercatori non escludono che ci siano altre spiegazioni per questo aumento delle patologie tra i consumatori di hascisc, “ma, malgrado le incertezze, il pubblico deve essere informato su questa droga molto diffusa”.
    Lancet, nel suo editoriale, ricorda un suo commento pubblicato nel 1995 nel quale sosteneva che non c’erano rischi, neanche a lungo termini, legati al fumo della cannabis: “Ma i lavori pubblicati da allora portano a concludere che la cannabis accresce il rischio di malattie psicotiche. Il governo dovrebbe investire in campagne d’educazione lunghe ed efficaci sui rischi che la cannabis presenta per la salute”. Oltretutto, il tipo piu’ recente di cannabis – detta skunk in inglese – ha una potenza molte volte maggiore rispetto ai tipi che si fumavano, ad esempio, negli anni Ottanta: questo ha portato nei mesi scorsi l’Independent a rivedere la sua posizione sulla depenalizzazione di questo stupefacente.(ANSA)

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