Dall’inferno della cannabis e dello spinello

Claudio Risé, da “Tempi”, 27 settembre 2007, www.tempi.it

Qualche informazione dal vostro inviato nell’inferno della cannabis e dello spinello, visto che i politici e i giornalisti dell’“alcool e fumo fanno molto più male” continuano a non darvele (e a non leggerle, anche perché spesso sono scritte in altre lingue, non ben masticate nel paese dei balocchi e mortedelle).
Le organizzazioni inglesi che seguono la delinquenza minorile hanno scoperto che dal 2004 (quando il governo Blair degradò la cannabis a droga leggera, classe C), ad oggi i giovani inglesi seguiti dai servizi sociali hanno aumentato il loro uso di cannabis dal 25 al 75%. In molte zone l’uso di questa droga è abituale nel 90% dei giovani che hanno guai con la giustizia. E i guai sono spesso provocati proprio dal bisogno di procurarsi denaro per finanziare l’abitudine di spinelli e chillum (pipe) di cannabis.
A Sheffield per esempio, ha stabilito una ricerca del King’s College, il 25% dei giovani delinquenti lo è diventato per finanziarsi il fumo. Queste ricerche demoliscono completamente la precedente convinzione del governo inglese (tuttora indiscussa in quello italiano) che “l’uso della cannabis non ispira comportamenti criminali”. La polizia di Sheffield, ma non solo, ha dichiarato al contrario che l’incremento dell’uso di cannabis «minaccia l’esistenza della società». Leggi il resto dell’articolo

Misurare le donne, una fantasia inutile

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 24 settembre 2007

Normalizzare la donna è fra le più persistenti fantasie umane. In uno dei miti più antichi, il Dio-Figlio, Marduk, getta una rete di ferro sulla Grande Dea, per costringerla a star ferma (la mobilità femminile inquietava anche allora), ma anche per vederla bene, per “prenderne le misure”. Aspirazione viva tutt’oggi, tanto che il governo spagnolo ha riempito le piazze di apposite cabine, dove le donne sono appunto invitate a mettersi in mutande e reggiseno, per farsi misurare.
Non si tratta di una fantasia esclusivamente maschile: anche alle “donne d’ordine”, come sono a volte le ministre, l’inafferrabilità ed il mistero femminile dà sui nervi. Infatti la ricerca, lanciata dal governo, è però realizzata da una donna, Angelas Heras, direttrice dell’Istituto Nazionale del Consumo. L’obiettivo, ha detto «è quello di promuovere un ideale di bellezza sana», in un Paese dove l’anoressia colpisce mezzo milione di persone, in gran parte donne. Leggi il resto dell’articolo

Classi miste, o single sex

Claudio Risé, da “Tempi”, 13 settembre 2007, www.tempi.it

Negli Stati Uniti si sta ripensando alla bontà delle classi miste, e si moltiplicano le classi “single sex”, o maschili, o femminili. La ragione è semplice: la casistica ha dimostrato che maschi e femmine sono diversi, e che stare assieme, soprattutto negli anni cruciali dell’adolescenza, non serve a nessuno dei due.
L’ideologia egualitaria, intesa come assenza di differenze portatrici di valore, che aveva presieduto all’ideazione delle classi miste, ha dimostrato anche qui la sua inconsistenza. Negare la differenza non promuove nessuno, e indebolisce le specifiche qualità di tutti. La ricchezza e irriducibilità della persona umana ha, tra le sue caratteristiche, quelle specifiche del proprio genere, che (malgrado il modello uni-bisessuale annunciato come prossimo dal professor Veronesi), continua a condizionare e ispirare i comportamenti e i talenti degli umani. Leggi il resto dell’articolo

La nostalgia di un padre sconosciuto

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 17 settembre 2007

La nostalgia di un padre sconosciuto, che non ti ha iniziato alla vita, può distruggere la vita di un uomo. Aleksander, ad esempio, aspettava uomini avanti negli anni in uno dei grandi parchi della città, con una bottiglia di vodka in mano. Raccontava sempre la stessa storia: voleva berne un goccio con qualcuno, seduto su una panchina, per ricordare il cane morto da poco. Gli anziani erano colpiti da questo giovane sensibile, e dalla vodka “Veles” (un dio pastore del paganesimo russo).
Poi Aleksander, e la vodka, facevano il loro effetto. Gli uomini si ubriacavano, e il giovane li uccideva, fracassandogli il cranio. A volte infilava nella loro testa dei rametti del bosco, immedesimandosi col dio pastore (quindi guida, inziatore) Veles, cui era dedicata la vodka. Man mano che la conversazione avanzava, si sentiva loro padre. Appena arrestato ha dichiarato: «Io ero come un padre per quelle persone. Ero io che aprivo loro la porta di un altro mondo». Leggi il resto dell’articolo

Non sarà l’uomo-bestia a salvarci dall’Alzheimer

Claudio Risé, da “Tempi”, 13 settembre 2007, www.tempi.it

L’autorità britannica per la fertilizzazione e l’embriologia umana (Hfea) non ha affatto deciso, come ha spiegato con la consueta chiarezza Angelo Vescovi su Il Giornale, la produzione di embrioni chimerici uomo-animale. Eppure moltissimi media hanno dato per buona la notizia, falsa. Tuttavia la Hfea ha comunque detto che deciderà se procedere ad autorizzare sperimentazioni di clonazione ibrida, su cellule animali ma con nucleo e patrimonio genetico di una cellula umana.
Neurobiologi come Angelo Vescovi hanno già spiegato perché questo non porterà da nessuna parte. Rimane però interessante, in questo delirio di chimere, vedere che significato psicologico ha, nella storia dell’uomo, la fantasia di unirsi all’animale, di mischiare elementi dei due mondi. Si tratta infatti di un’idea da sempre presente nell’inconscio collettivo dell’uomo. E presente ancora oggi, non solo nell’inconscio (e conscio) collettivo, come in queste storie di chimere inventate, lanciate con la stessa enfasi riservata allo star system, ma anche in quello personale, dove, in precisi momenti della loro vita e della loro salute mentale, gli individui sognano esseri a statuto misto, in parte uomo e in parte animale. Leggi il resto dell’articolo

La corrida e il sacrificio della violenza

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 10 settembre 2007

Abolire le corride? E’ un vecchio dilemma, periodicamente riproposto ai dirigenti politici dei due paesi europei dove si celebrano, la Spagna e la Francia. Ora la passione per cavalli e tori (e corride) del Presidente francese Sarkozy, ha rilanciato il tema in Francia, nel sud della quale i giochi violenti tra uomini e tori sono molto popolari, e fanno parte della cultura locale. Cos’è, però, veramente la corrida? Perché questa strana festa di morte ancora affascina gli esseri umani?
“Perché appaga gli istinti più violenti”, è la risposta più frequente. Non è però sicuro che sia così semplice, anche se la violenza c’entra sicuramente con la popolarità di questa festa. Però la violenza, nella corrida, è più qualcosa da riconoscere nella sua potenza, che qualcosa a cui cedere passivamente. Secondo molti, c’è insomma più “combattimento” con la violenza nella corrida, che in una partita di calcio. Leggi il resto dell’articolo

Liberarsi dallo spinello

(Dalla rubrica “Psiche lui” di Claudio Risé, in “Io Donna”, allegato al “Corriere della Sera”, 8 settembre 2007)

«Il mio terzo figlio, 23 anni, spinella da quando ne aveva 15. Intervenendo siamo solo riusciti a creare intervalli nell’assunzione. E’ stato in psicoterapia, interrotta quando ha cominciato a lavorare. Ora regge il lavoro, ma non ha smesso l’uso. Lo psicologo valuta positivamente che lavori e che abbia un rapporto migliore con noi. Anche se sono spesso io a dare l’allarme, mio marito è presente e attento e abbiamo sempre sofferto e valutato insieme».
Lettera firmata

Cara amica, il peggio potrebbe essere passato. Il rischio più elevato nell’uso dei derivati della cannabis è infatti legato all’assunzione precoce, prima dei quindici anni, ed alla grave crisi, di tipo psichiatrico, che questo può provocare nel quinquennio successivo, come è stato dimostrato da una serie di ricerche molto ampie condotte nel mondo negli ultimi 10 anni.
Questa crisi si accompagna, ed è spesso annunciata, da mutamenti nella personalità, tra i quali, molto significativo, il passaggio da una sorta di dipendenza dal gruppo (in cui matura l’abitudine dello spinello), ad una posizione di tipo paranoide, con isolamento dagli altri che vengono caricati di contenuti ostili e persecutori. Il tutto è accompagnato dai tipici effetti dell’uso di cannabis: diminuzione della memoria breve, della volontà, e della determinazione nell’individuare e raggiungere degli obiettivi. Leggi il resto dell’articolo

La tradizione vivente nei dialetti

Claudio Risé, da “Tempi”, 6 settembre 2007, www.tempi.it

Si sta recuperando il dialetto. E’ un processo lento, e non riguarda tutti. Molti, vittime contemporaneamente della scuola fotocopie&progetti, e delle centoparole televisive, del dialetto hanno solo caricature di accenti, e l’italiano non l’hanno mai imparato. Molti altri però (racconta un’indagine Istat del 2006), lo stanno riutilizzando. Nel modo più sano, e cioè non come forma esclusiva, ma in forma mista, alternato all’italiano. Per dire cose, o esprimere concetti, che l’italiano non offre, o perlomeno non con la stessa pregnanza.
Così l’uso misto, di italiano e dialetto insieme, è passato dal 24,9% del 1988 al 32,5% del 2006. Un 7% in più che conferma che la tendenza non va verso la sparizione dei dialetti, ma verso il loro mantenimento “specializzato”, in funzione supplente della lingua ufficiale. Leggi il resto dell’articolo

La presentazione di “Cannabis” al Meeting 2007

(Dal sito dell’Associazione Meeting per l’amicizia fra i popoli, www.meetingrimini.org)

Anni fa Aleksandr Solgenitsin disse che l’Europa sarebbe stata infestata dal terrorismo internazionale e dalla droga. Mai parole furono più azzeccate. Della seconda questione, quella della diffusione dell’uso di droghe, si occupa questo libro [Cannabis. Come perdere la testa e a volte la vita, Ed. San Paolo] di Claudio Risé.
Come ha sottolineato Camillo Fornasieri, Direttore del Centro Culturale di Milano, «è un libro che non vuole proporre dei consigli o un punto di vista, ma vuole mostrare e diffondere una serie di fatti, notizie e verità relative all’uso di cannabis che solitamente non si trovano sui mass media». Ma perché un libro di questo tipo da parte di un autore che si è sempre occupato di altri problemi e di diversi ambiti di ricerca e analisi? Leggi il resto dell’articolo

La Grande Madre Diana Spencer

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 3 settembre 2007

Diana Spencer, già divinizzata dalle masse, è ora sacralizzata anche dai suoi figli. La cerimonia organizzata dai principi William e Harry per ricordare pubblicamente la madre morta dieci anni fa è un evento del tutto speciale. Innanzitutto, è la prima volta nel mondo contemporaneo che membri di una famiglia a capo dello Stato (ad eccezione dei dittatori), condividono in una cerimonia religiosa col popolo, ed in questo caso col mondo intero, la commemorazione di un loro lutto.
Consapevoli o no, essi hanno così portato nell’ambito del sacro (rafforzato dal fatto che il Re d’Inghilterra è anche capo della Chiesa anglicana), la figura e il ricordo della loro madre, Diana, già divenuta oggetto di culto popolare.
Come ha detto una grande esperta di comunicazione, la giornalista Tina Brown, ex direttrice di Vanity Fair, e autrice di un libro su Diana, «a far sì che il mondo non la scordi mai sarà suo figlio. Che, una volta Re, assicurerà all’adorata mamma un posto speciale nell’Olimpo dei grandi». Leggi il resto dell’articolo

Il padre, i figli e la scuola: un nuovo impegno

Da settembre a fianco dei figli nella scuola. La nuova iniziativa della “Lista per il Padre”

La presenza del padre: un dono di cui i figli hanno bisogno per costruire la propria sicurezza e libertà (da C. Risé, Il mestiere di padre, San Paolo, 2004)

La presenza della figura paterna è decisiva nel buon esito della vita scolastica dei figli. Numerosi studi mostrano che laddove il padre è autenticamente coinvolto nel percorso formativo dei figli la possibilità che i suoi ragazzi arrivino ai gradi più alti degli studi è quasi doppia, così come doppia è la loro motivazione allo studio e la qualità del loro apprendimento. Non solo: i ragazzi ben seguiti dal padre in questo ambito sono tra quelli che hanno i comportamenti meno problematici e più idonei all’ambiente scolastico, e riportano le minori percentuali di bocciature, sospensioni e abbandoni.
Per questo, per il bene dei figli e delle nostre comunità, invitiamo con amicizia tutti i padri ad essere sempre più vicini ai figli a partire da quest’anno scolastico. Leggi il resto dell’articolo