La sfida di San Silvestro

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 31 dicembre 2007, www.ilmattino.it

Notte impegnativa, quella che viene. Si fa festa, si dà il via ai botti, si buttano via vecchie cose, ma dietro tutta questa attività gioiosa c’è una speranza: che molte cose cambino. Che quanto di vecchio e stantio c’è nella vita personale, e collettiva, se ne vada. Che a mezzanotte cominci un tempo nuovo. Per questo, nell’impero romano, il dio di questa giornata, e del mese che inizierà, era Giano, dio dai due volti, il vecchio, che guarda all’indietro, e il giovane, che guarda avanti.
La crescita felice del nuovo dipende dal farsi da parte del vecchio. Questo tema, vanno scoprendo neuroscienziati e psicoterapeuti, si colloca al centro dell’esperienza della felicità nell’essere umano. Strettamente legata alla volontà e capacità di cambiare: lo dimostrano le ricerche più diverse, da quelle sul cervello, a quelle sugli affetti e sulla psiche. Leggi il resto dell’articolo

Annunci

Cannabis: gli altri Paesi la combattono, in Italia da Sinistra a Destra tutti la considerano molto chic

Padres. La Anti-Droga The Anti-Drug Action

La magia che conserva il Natale

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 24 dicembre 2007, www.ilmattino.it

Anche se qualche orrore accadrà purtroppo anche oggi, e domani, in questi giorni ci siamo sentiti tutti più buoni e sereni. Ancora una volta, nel suo modo sorprendente, la magia del Natale ha funzionato.
Non importa che il fragore del consumo sia diminuito, complice l’economia non florida, o che il malessere (individuale e collettivo) sia davvero dietro l’angolo. In queste ore nella nostra vita c’è in po’ più di serenità, di speranza, di dolcezza verso gli altri. Da dove viene?
Per il credente è facile rispondere: sta per nascere il Bambino che ci salverà dal male, il figlio di Dio, come non essere toccati da un evento così straordinario? Non tutti, tuttavia, hanno la fede cristiana. Non solo ma anche molti credenti vivono in modo problematico e tormentato la loro religione. Eppure, anche la gran parte di loro è in qualche modo toccata dalla specialissima atmosfera che inizia nel periodo prenatalizio dell’Avvento, per culminare nella Notte Santa. Leggi il resto dell’articolo

Il fanciullo che viene

Claudio Risé, da “Tempi”, 20 dicembre 2007, www.tempi.it

Ci sarebbero molte cose da commentare. Ma, anche se sono accadute oggi, o domani, sono tutte molto vecchie. Di ieri, ed anche di molto prima. Hanno l’odore cadaverico di ciò che è morto da molto tempo: sono notizie zombie, che camminano per il mondo senza sapere di non avere più nulla di vitale, gossip da camera mortuaria, novità di un tempo finito, che continua per inerzia.
Non riesco a parlare di nulla del genere perché ogni volta, in questo tempo, sono preso dall’assoluto stupore di ciò che sta per accadere, per avvenire tra noi, e dentro di noi. Quel bambino divino, così piccolo, così indifeso, così potente. Silenziosa promessa del Padre. In mezzo a questo frastuono di parole, proclami, certezze garantite per la prossima ora e mezza. Un bimbo che viene dall’eternità, che ci è dato per l’eternità. Leggi il resto dell’articolo

L’aborto, la famiglia ferita e una nuova speranza

(Intervista a Claudio Risé, a cura di Cristiano Gatti, da “Il Giornale”, 22 dicembre 2007, www.ilgiornale.it)

Certo si fa prima a lavare via tutto questo sangue domestico con un pratico luogo comune, classico armamentario da cronisti svogliati, genere «improvvisa esplosione di follia tra le mura domestiche». Ma sì: un bel raptus, una bella depressione, e passiamo pure agli altri titoli del nostro notiziario…
Purtroppo tutti quanti sappiamo che non è così semplice. La semplificazione aiuta a rimuovere gli incubi, ma non a comprendere. Sono grato a Claudio Risé – che dalla sua postazione di psichiatra e psicanalista è un acuto osservatore di umanità – per aver sgombrato molta nebbia. Per aver detto due o tre cose molto chiare. Per non essersi perso, come tanti suoi colleghi di grido, nelle chiacchiere da talk-show di metà pomeriggio o di prima serata. Chi abbia voglia di chiarire che cosa davvero stia succedendo nella famiglia italiana – vecchio o giovane, uomo o donna, di destra o di sinistra – può leggersi questa intervista.
Si può dissentire, ma non è tempo perso.

Risé, sorpreso da tanti delitti domestici?
«No. Ci siamo costruiti un certo modo di vivere: i nodi stanno venendo al pettine». Leggi il resto dell’articolo

Claudio Risé a “Controluce”

Controluce, la rubrica di Michele Fazioli (RTSI)Claudio Risé a “Controluce” (Radio Televisione della Svizzera Italiana), intervistato da Michele Fazioli, parla di Cannabis, Don Giovanni e soprattutto di Gesù Bambino (16 dicembre 2007).

Visita il sito della RTSI e Guarda il Video dell’intervista (con RealPlayer)

Il dono in prigione

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 17 dicembre 2007, www.ilmattino.it

Lentamente ma inesorabilmente, procedendo nascosti dagli slogan della liberazione sessuale a 360 gradi, stiamo diventando dei bacchettoni capaci di stupire anche i nostri nonni più intransigenti. L’ultima trovata è la legge, attualmente in discussione al parlamento tedesco, che prevede che se un sedicenne offre una merenda, o qualsiasi dono, a una coetanea, e poi fa qualcosa di erotico con lei (la legge va dalle “effusioni spinte” al sesso vero e proprio), diventa perseguibile penalmente. Anche se lei è consenziente.
Ciò che inquieta il legislatore infatti non sono le molestie (già oggi punite), ma il corteggiamento, coronato dal successo, nel quale abbia avuto una qualche parte uno o più doni. Leggi il resto dell’articolo

Trasformare la violenza maschile è un compito religioso: non bastano codici e conferenze

Claudio Risé, da “Tempi”, 13 dicembre 2007, www.tempi.it

Molti lettori sanno che ho dedicato gran parte degli ultimi 20 anni alla psicologia dell’uomo, al padre come iniziatore alla vita, alla relazione tra il maschio, il dono e il sacrificio di sé, alla sua spinta spirituale. Negando la quale è destinato a sprofondare nel fango, o a perdersi tra gli oggetti, le cose.
Come la metto, allora, con i padri che uccidono mogli e figli, o ne abusano, coi mariti e fidanzati che non sanno donare alle loro donne la libertà che pur loro appartiene, con quelli che minacciano: “Se mi lasci ti uccido”, e poi lo fanno? Leggi il resto dell’articolo

La violenza che nasce dalla follia

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 10 dicembre 2007, www.ilmattino.it

La violenza è la grande emergenza del nostro tempo. Anche accantonando gli oltre settanta paesi del mondo nei quali, in ognuno di questi anni, si è combattuta una guerra, la nostra vita è costellata da violenze, che i media ci ricordano ogni volta che accendiamo la TV o leggiamo un giornale. La violenza domestica dei mariti che uccidono le mogli, le madri che sopprimono i figli, le infinite sopraffazioni ed abusi che avvengono tra le mura delle famiglie, tradizionali o “di fatto”.
La violenza metropolitana del quartiere degradato, o di quello dove la ricchezza si accompagna all’inciviltà. La violenza politica, quella etnica, quella razziale, quella delle associazioni criminali, quella che si scatena nelle scuole, o, in modi più camuffati, nei luoghi di lavoro. E si potrebbe continuare. Leggi il resto dell’articolo

Identità sessuale: le “etichette” che ne compromettono lo sviluppo

Il manifesto della Regione Toscana(Intervista a Claudio Risé, a cura di Gioia Palmieri, dal “Giornale del Popolo”, 7 dicembre 2007, www.gdp.ch)

Recentemente un manifesto della Regione Toscana, in collaborazione con il Ministero delle Pari Opportunità italiano, ha esposto un cartellone pubblicitario che mostrava un neonato con una targhetta al polso che portava la scritta: “omosessuale”, accompagnata dallo slogan: “L’orientamento sessuale non è una scelta”. Non si sono fatte attendere reazioni di sdegno, soprattutto in ambito omosessuale, dove è stata denunciata la scelta di “affibbiare” etichette per combatterne altre.
Ne abbiamo preso spunto per toccare la questione con il prof. Claudio Risé, psicoterapeuta e autore della prefazione al libro di Joseph Nicolosi: “Oltre l’omosessualità. Ascolto terapeutico e trasformazione” (San Paolo edizioni, 2007).
«Non mi sento di sostenere che la posizione omosessuale sia per forza di cose patologica o deviata. È’ una posizione che porta con sé una notevole dose di guai, ma anche quella eterosessuale non mette certo al riparo dai problemi», precisa al primo colpo lo psicoterapeuta al GdP.
«Una stupidissima campagna che fa dell’omosessualità un fatto genetico, quando non lo è, regala però a un neonato un’etichetta che non è la sua. Non perché sia infamante, ma perché un neonato avrà diritto, crescendo, di esprimere il suo orientamento sessuale senza che la Regione Toscana gliene regali uno dalla culla». Leggi il resto dell’articolo

Cannabis, madre di tutte le droghe

Claudio Risé, da “Tempi”, 6 dicembre 2007, www.tempi.it

È uscita la relazione dell’Osservatorio europeo sulle tossicodipendenze. I grandi giornali italiani ne hanno riferito dicendo che, rispetto agli Stati Uniti, l’Europa sta meglio «per via delle politiche di riduzione del danno (legalizzazione delle cosiddette droghe leggere, ambulatori e nuclei mobili che distribuiscono siringhe sterili, terapie al metadone, eccetera)», politiche che l’America rifiuta. Naturalmente non è vero.
Negli Stati Uniti la droga più consumata e che funziona come base di decollo verso tutte le altre, la cannabis, è diminuta dal 2001 del 25 per cento, trascinando verso il basso anche il consumo di alcool (-13), che in Europa sembra aumentare, e quello di sigarette (-29). In Europa la cannabis (come la cocaina) sta rallentando, appunto, solo nei paesi che hanno smesso di vaneggiare di droghe leggere e lanciano vaste campagne di dissuasione dall’uso di erba e hashish. Così i tassi per la cannabis si sono stabilizzati o hanno cominciato a scendere in Spagna e sono calati di circa 3-4 punti percentuali in Francia e nel Regno Unito, tutti i paesi di cui nel mio libro sulla cannabis ho presentato le forti campagne contro questa droga. Leggi il resto dell’articolo

Dove scende il consumo di droga, e perché

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 3 dicembre 2007, www.ilmattino.it

La tendenza dell’Occidente ad intossicarsi non è invincibile. Molti giovani, e adulti, diventano ostili alle droghe. Il fatto è che un’informazione accurata sui danni delle sostanze intossicanti ne diminuisce l’attrazione, e dunque l’uso.
Le ultime rilevazioni, degli U.S.A., della U.E. e dell’O.N.U., mostrano infatti che in molti paesi stupefacenti e sostanze che inducono dipendenza non crescono più, e sembrano aver imboccato la via della discesa. Vediamo dove, e perché.
Il punto centrale è l’informazione. Gli Stati Uniti, che ancora prima della presidenza Bush avevano avviato grandi campagne sui danni fisici e psichici provocati dalla droga più usata e dalla quale si parte per tutte le altre, la cannabis, hanno registrato dal 2001 una diminuzione della “madre di tutte le droghe” del 25%. Leggi il resto dell’articolo