La magia che conserva il Natale

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 24 dicembre 2007, www.ilmattino.it

Anche se qualche orrore accadrà purtroppo anche oggi, e domani, in questi giorni ci siamo sentiti tutti più buoni e sereni. Ancora una volta, nel suo modo sorprendente, la magia del Natale ha funzionato.
Non importa che il fragore del consumo sia diminuito, complice l’economia non florida, o che il malessere (individuale e collettivo) sia davvero dietro l’angolo. In queste ore nella nostra vita c’è in po’ più di serenità, di speranza, di dolcezza verso gli altri. Da dove viene?
Per il credente è facile rispondere: sta per nascere il Bambino che ci salverà dal male, il figlio di Dio, come non essere toccati da un evento così straordinario? Non tutti, tuttavia, hanno la fede cristiana. Non solo ma anche molti credenti vivono in modo problematico e tormentato la loro religione. Eppure, anche la gran parte di loro è in qualche modo toccata dalla specialissima atmosfera che inizia nel periodo prenatalizio dell’Avvento, per culminare nella Notte Santa.
Come mai questo bimbo nella mangiatoia finisce con il commuovere, ogni anno, anche chi che non lo considera sacro, a volte neppure pensa a lui? Il fatto è che si realizza nell’evento del Natale un fenomeno che gli storici delle religioni, ma anche gli psicologi del profondo, conoscono bene. Si tratta della potenza che il rito, condiviso per lungo tempo da molte persone, finisce con l’assumere nell’inconscio collettivo e, da lì, nella vita di tutti. Anche chi coscientemente non crede, insomma, viene toccato nel profondo, anche se inconsciamente, dall’enorme energia che la preparazione e la celebrazione del rito ha prodotto nella psiche di tutti i popoli che si sono riconosciuti in quel rito, nel corso del tempo.
Questo contatto, tra la psiche individuale e l’inconscio collettivo già presente in ognuno di noi, trasforma e modifica, per un periodo più o meno lungo, il nostro clima psicologico. In questa trasformazione, naturalmente, contano molto le caratteristiche simboliche e affettive presenti e attive nel rito. Nel Natale, ad esempio, compare il simbolo che più fortemente influenza la felicità dell’uomo: proprio quello del cambiamento e della trasformazione. Che realizzandosi, ci fa passare da una condizione precedente e ormai vecchia, stanca, priva di energia, a una nuova, proiettata in un futuro pieno di speranza.
Nella narrazione dei Vangeli, ma anche nella simbologia del presepio, tutto ciò è rappresentato nel contrasto tra il vecchio re, Erode, pronto ad uccidere gli «innocenti» per evitare l’arrivo del tempo nuovo, annunciato e portato dalla nascita del nuovo re, il bambino Gesù.
Anche la maggior parte dei nostri malesseri, e delle nostre sofferenze di origine psichica, è sempre legata a una vecchia condizione da cui non riusciamo a uscire, e che viene interrotta solo quando compare, (dentro e fuori di noi) una nuova forza, capace di liberare le energie vitali e pure, fino allora inutilizzate. Nel presepio tutto ciò è rappresentato con le figure dei bambini (sempre immagine del nuovo) e dei pastori che portano doni, ma anche con quelle degli animali e delle piante (tutte energie vitali), che infatti circondano ed accolgono il bambino, partecipando all’adorazione.
Ci sono anche vecchi che accolgono il nuovo, come i re magi ad esempio, e corrispondono appunto a quegli aspetti psichici più «saggi», che aspettano con ansia l’avvento del cambiamento, e si inchinano dinanzi ad esso, anziché contrastarlo.
Al nuovo si portano doni: vale a dire che ci si offre, generosamente, senza contropartita, rischiando. Anche questa scelta ci fa star meglio. E rinnova, ogni anno, il Natale.

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One Response to La magia che conserva il Natale

  1. AB says:

    Il Natale, con i suoi stessi rituali, rappresenta la rigenerazione ovvero la ricongiunzione tra l’Io apparente e l’Io reale. In ogni cultura la palingenesi dell’uomo si sposa con il trascendente. Ecco perchè in questo giorno ci sentiamo immersi in un’atmosfera particolare e diventiamo protagonisti più o meno consapevoli del Mistero.

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