Cannabis: gli altri Paesi la combattono, in Italia da Sinistra a Destra tutti la considerano molto chic

Padres. La Anti-Droga The Anti-Drug Action

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10 Responses to Cannabis: gli altri Paesi la combattono, in Italia da Sinistra a Destra tutti la considerano molto chic

  1. gigi says:

    La BBC ha appena pubblicato una nuova ricerca del governo canadese che dimostra che il fumo di cannabis è nettamente più cancerogeno del tabacco.
    http://news.bbc.co.uk/2/hi/health/7150274.stm

    Cannabis smoke ‘has more toxins’
    Inhaled cannabis smoke has more harmful toxins than tobacco, scientists have discovered.

    The Canadian government research found 20 times as much ammonia, a chemical linked to cancer, New Scientist said.

  2. antonello says:

    anche in Francia la campagna contro la cannabis degli anni scorsi si sta evolvendo verso la necessità di affrontare sempre più seriamente il problema, con particolare attenzione agli studenti: hanno citato addirittura l’ultimo articolo di Lancet su cannabis e psicosi
    http://www.drogues.gouv.fr/article5574.html

  3. antonello says:

    Il ministero della salute francese con l’osservatorio sulle droghe ha prodotto un nuovo lavoro per informare popolazione e operatori sul pericolo cannabis
    http://www.drogues.gouv.fr/article5343.html

  4. sonny says:

    Proprio in queste ore in Usa è stato pubblicato un nuovo documento della Casa Bianca che mostra l’effetto molto positivo delle campagne contro la droga e in particolare la cannabis lanciate negli ultimi 5 anni. Tutte le droghe sono scese e un quasi milione di giovani in meno usa la droga (860 mila) rispetto al 2001. Mica male!
    tutto in
    http://www.whitehousedrugpolicy.gov/news/youthdrug_declines.html

  5. ivano says:

    Il Corriere della Sera di oggi presenta il dietrofront in Olanda a causa dei disturbi mentali provocati dalla cannabis (che del resto il loro osservatorio nazionale sulle droghe, il Trimbos Institut, sta documentando da mesi)
    http://www.corriere.it/cronache/08_gennaio_15/olanda_spinelli_offeddu_d9cc0ee8-c339-11dc-b859-0003ba99c667.shtml

    Dietrofront. Il sindaco di Rotterdam ora chiude 29 «coffee shop»
    L’Olanda e i super spinelli:
    rendono tossicodipendenti
    Cresciuti del 25% i giovani in cura. Sotto accusa la «marijuana Ogm»: principio attivo troppo concentrato

    DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
    Un coffee shop olandese
    BRUXELLES — Negli ultimi due anni è aumentato del 25 per cento il numero dei giovani olandesi registrati presso ambulatori e ospedali per seguire una terapia contro la dipendenza da cannabis. Motivo presunto: l’eccessiva concentrazione negli spinelli di «thc» o tetraidrocannabinolo, il principio attivo della sostanza. Una concentrazione ottenuta, secondo alcuni esperti, anche grazie a semi modificati geneticamente, cioè alla cosiddetta «super-marjiuana Ogm» (la stessa che, nel 2003, fu al centro di inchieste ed arresti in Svizzera, nel Canton Ticino, e in altri Paesi).

    L’allarme olandese, giunto da fonti ufficiali, ha confermato nelle sue decisioni Ivo Osptelten, laburista convinto e sindaco di Rotterdam: entro il 2009, ha stabilito con un decreto, chiuderanno per sempre i battenti 29 coffeeshops, o bar dove si vende cannabis in tutte le forme, la metà di tutti i coffeeshops della città, situati nel raggio di 200 metri dalle scuole. «Vogliamo scoraggiarne l’uso fra i giovani — questa la spiegazione ufficiale —, è roba che fa male alla loro salute e al loro cervello».

    E Rotterdam è la seconda città d’Olanda, Paese che oltre trent’anni fa tenne a battesimo la «gedogen», o politica della tolleranza attiva verso le «droghe leggere». Oggi, su questi temi, lassù è in atto quasi una rivoluzione: lo spinello visto non più come simbolo di liberazione, ma di potenziale allarme sociale e sanitario. Un po’ perché il «turismo degli spinelli» in arrivo da tutta Europa è diventato in sé un problema per molte città, ma soprattutto per quella storia del «thc» superconcentrato. La sua concentrazione media era al 3-5% negli anni Settanta, e non superava il 10% una decina di anni fa: ma ormai — anche se i controlli costanti sono naturalmente impossibili — sfiorerebbe il 25%.

    Come nel resto dell’Europa, la cannabis resta anche in Olanda la sostanza stupefacente di uso più comune: secondo l’Osservatorio europeo sulla droga, hanno ammesso di averla usata almeno una volta nella vita circa 70 milioni di adulti europei, in media il 22% della popolazione fra i 15 e i 64 anni (con punte di oltre il 29% in Italia e in Gran Bretagna). E anche in Olanda, si sono registrate le stesse tendenze di fondo. Da un lato il numero dei consumatori si è stabilizzato, mentre salivano i consumi di cocaina. Dall’altro, nel caso degli spinelli, c’è stata la brutta sorpresa — o quasi— dei problemi di salute in aumento. Già nel rapporto 2006 dell’Osservatorio nazionale sulle droghe, riferito al 2001-2005, si delineavano le due tendenze: stabile il numero dei consumatori di cannabis fra i 15 e i 64 anni, e in aumento del 22% quelli che chiedevano di essere curati.

    Gli ultimissimi dati sono ancora più seri. Fra i soli consumatori in età scolare, l’aumento di coloro che hanno avuto problemi è stato invece del 12%, e soltanto dal 2004 al 2005. I pazienti registrati nei vari centri erano 1.950 nel 1994, e 5.500 nel 2005. La vendita della cannabis — limitata a 5 grammi per cliente — è ancora una realtà in tutti i coffeeshops dell’Olanda. Ma sono gli stessi coffeeshops che stanno scomparendo.

    Ad Amsterdam, la chiusura dei locali è stata giustificata con le ristrutturazioni urbanistiche nella «zona rossa». A Rotterdam, non c’è stato bisogno di scuse. A Maastricht, c’è un sindaco che chiede licenze più libere per i coffeeshops. Ma è un sindaco controcorrente.

    Luigi Offeddu
    15 gennaio 2008

  6. ivano says:

    Avrà visto come la marijuana è costata la vita a dei giovani e a un animale. Poi dicono che la marijuana rende tranquilli…….
    Dal Corriere in
    http://www.corriere.it/cronache/08_gennaio_18/zoo_san_francisco_cbc5a602-c5b8-11dc-8434-0003ba99c667.shtml

  7. samuele says:

    12-02-2008, ore 15:01:15

    Gb. Associazione propone avvisi anti-marijuana su cartine sigarette

    Fumare cannabis nuoce gravemente alla salute. E puo’ causare disturbi psichiatrici.
    Un’associazione britannica no profit per la salute mentale, Rethink, chiede che le avvertenze sui danni degli spinelli campeggino a caratteri cubitali sui pacchetti di cartine, utilizzate per confezionare le canne, come gia’ avviene per le sigarette. Per l’associazione, le scritte bordate di nero sui pacchetti di bionde hanno avuto un effetto notevole nell’impressionare i fumatori: lo stesso si dovrebbe fare, suggerisce Rethink nel rapporto ‘Educating Reefer’, per i consumatori di cannabis. E in questo caso il posto piu’ adatto per le avvertenze sui pericoli sono le cartine, accessorio indispensabile per chi fuma spinelli.

    ‘Dal momento che le cartine ‘king size’, di dimensioni piu’ grandi di quelle normalmente utilizzate per confezionarsi le sigarette ‘fai da te’, sono vendute proprio per fumare marijuana i produttori dovrebbero assumersi la responsabilita’ di avvisare i consumatori sui danni psichiatrici causati dal fumare cannabis’. Responsabilita’ scaricate dai produttori. Imperial Tobacco, che fabbrica uno dei marchi piu’ diffusi e noti di cartine, afferma che i loro prodotti ‘sono destinati a fumatori adulti di tabacco. Sappiamo che le cartine possono essere usate in associazione con la cannabis, ma questo non e’ un nostro fine commerciale e non lo approviamo’.

  8. antonello says:

    anche in Olanda pare ci stiano ampiamente ripensando, dato l’alto numero di giovani in trattamento. La libertà presunta sta diventando un allarme sanitario
    il Corriere in
    http://www.corriere.it/cronache/08_gennaio_15/olanda_spinelli_offeddu_d9cc0ee8-c339-11dc-b859-0003ba99c667.shtml

  9. ivano says:

    I giovani maschi consumano cannabis quanto più l’opinione sociale banalizza o accetta. Una nuova interessante ricerca

    5-03-2008, ore 13:41:17

    Usa. Solo gli adolescenti maschi a rischio sociale risentono della popolarita’ sociale della marijuana

    Per la ricerca pubblicata sul numero di marzo della rivista “Prevention Science”, il consumo della marijuana tra i giovani aumenta o diminuisce, e questo accade anche tra gli adolescenti maschi a rischio, mentre non accade per le adolescenti.
    Le probabilita’ di consumare la marijuana tra gli adolescenti a rischio riflette l’accettazione sociale della sostanza, mentre questo non si riscontra tra le ragazze, dove non incide la popolarita’ o meno della sostanza. Esse consumano la marijuana indipendentemente dalla diffusione della sostanza nel Paese.
    La ricerca e’ stata condotta su 44.751 studenti sui 17/18 anni tra il 1979 e il 2004, e ha misurato la propensione ai comportamenti antisociali, quali: il borseggio, il danneggiamento della proprieta’ altrui, le assenze ingiustificate a scuola, e il basso interesse verso eventi scolastici o religiosi. Il consumo regolare e’ stato fissato in quello settimanale, quello occasionale in due, o tre volte al mese.
    Michelle Little, ricercatrice della Prevention Research Center della Arizona State University, ha dichiarato che questa ricerca e’ importante per i programmi di prevenzione. “Genitori ed insegnanti devono essere al corrente che anche i ragazzini occasionalmente consumatori hanno piu” probabilita’ di avere comportamenti antisociali. La ricerca rivela che la riprovazione degli altri adolescenti e’ un ottimo deterrente. Per questo, per prevenire il consumo dobbiamo abbassare il livello di accettazione sociale tra gli adolescenti con campagne informative e programmi di prevenzione. Inoltre dobbiamo avere programmi di prevenzione che siano diretti contemporaneamente ai ragazzi e alle ragazze a rischio”.
    Studi precedenti avevano gia’ mostrato la relazione tra i giovani a rischio e la frequenza al consumo di droga, ma questa e’ la prima ricerca che mostra questa relazione nel corso di 26 anni, fornendo un importante database nazionale. La ricerca e’ stata limitata ai giovani “bianchi” o comunque di origine europea. Gli afro americani non sono stati intervistati perche’ mancavano dati statistici sufficienti.
    Il consumo della marijuana tra gli adolescenti e’ diminuito tra il 1979 e il 1992, mentre e’ aumentato tra il 1997 e il 1999, e la riprovazione sociale sulla marijuana era molto bassa nel 1992. “Nel periodo in cui la popolarita’ era bassa, gli adolescenti a rischio avevano meno probabilita’ di consumare la marijuana rispetto ai periodo di massima popolarita’ tra gli adolescenti non a rischio. Al contrario, i dati rivelano che le adolescenti hanno un consumo stabile indipendentemente dai periodi di alto o basso consumo sociale”, conclude la Little.
    Nei 26 anni di ricerche, mediamente il 61,1% degli studenti delgli ultimi anni delle scuole superiori non consuma marijuana, il 29,9% la usa occasionalmente fino a massimo di 3 volte al mese, e il 9% regolarmente.

  10. samuele says:

    Anche in Inghilterra stanno avviando corsi informativi per i genitori sui pericoli della cannabis. Lo ha appena riportato la BBC all’8 marzo. Molto interessante il lavoro di questa associazione
    http://news.bbc.co.uk/2/hi/europe/isle_of_man/7285312.stm

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