Per la cannabis si muore: anche sulle strade

(Da “Social News”, anno 4, numero 9, novembre 2007, www.socialnews.it)

Maggio 2007. Autobus scolastico si ribalta a Vercelli: due bambini morti (uno sul colpo, l’altro dopo una notte di coma cerebrale). Nel sangue dell’autista tracce di cannabis: aveva fumato uno spinello qualche ora prima. Sembra una notizia insolita in Italia, un Paese in cui marijuana e hashish sono circondate dalla “leggenda rosa” secondo cui questa droga sarebbe innocua o addirittura apprezzata per chi vuole rilassarsi ed essere felice per qualche ora.
In realtà molti governi occidentali hanno capito da tempo che l’uso di questa sostanza psicoattiva è letale, laddove si ricorra al suo consumo prima o durante la guida: gli Usa ad esempio hanno dimostrato, mediante esami svolti con l’analisi del capello, che ogni anno il 15% delle persone che ha avuto (o provocato) gravi incidenti anche mortali ha fumato marijuana e che nei giovani tra i 15 e i 20 anni le principali cause di morte sono due: l’inesperienza alla guida e l’uso di marijuana.
Non solo: la Francia già da alcuni anni registra almeno 230 morti all’anno per “ubriachezza da cannabis” e recentemente il ministero della Salute francese ha dichiarato in un libro di quasi 200 pagine sulle droghe, destinato a tutti i cittadini, che questi 230 morti hanno meno di 25 anni.
Vai alla scheda del libroPer questi motivi, in Usa, Francia, Confederazione elvetica, Australia, Svizzera (si veda ad esempio http://www.la-verita.ch/index_noflash.htm…) non sono mancati e non mancano seri interventi di informazione e prevenzione: dalle campagne mediatiche ai cartelloni esposti ai bordi delle strade, dalle strategie educative nelle scuole e nelle agenzie di scuola-guida ai siti internet specifici sul tema. Invece in Italia si tace, non si svolgono adeguati e specifici esami, non si informa nelle scuole, nelle agenzie, e neppure sulle corsie delle autostrade.
Eppure i gravi rischi cui espone questa droga in associazione alla guida erano già stati esposti nella Relazione annuale al Parlamento sullo stato delle Tossicodipendenze del 1999 (firmata da Livia Turco), che riportava dati e studi sul tema: chi utilizza cannabis ha disturbi nella percezione visiva ed acustica, perde la capacità di cogliere tempi e spazi in modo adeguato, non è in grado di controllare gli arti per frenare, sterzare, cambiare la traiettoria del veicolo in modo utile, ha i tempi di reazione molto rallentati e il sistema di allerta dell’organismo è completamente offuscato.
Tutti fatti molto noti anche al Dipartimento di ricerca sulla sicurezza stradale dell’Istituto Superiore di Sanità, che dopo aver verificato la stretta relazione tra incidenti gravi e mortali (soprattutto nei giovani) e uso di sostanze psicotrope, e dopo aver condotto ampi questionari nelle scuole osservando che la consapevolezza del pericolo dell’uso di cannabis alla guida del motorino o del veicolo è in costante diminuzione presso le età più vulnerabili, ha affermato: «Essendo [la cannabis] una sostanza molto diffusa, esiste una tendenza a considerarla una ‘non droga’. E’ necessario però ricordare che è la sostanza più frequentemente rilevata a seguito di incidente stradale grave […] il suo uso alla guida dovrebbe essere decisamente e normativamente scoraggiato al pari di altre sostanze».

Su questo tema e per l’incolumità sulle strade dei cittadini (anche i più piccoli) si veda il capitolo su “cannabis e guida”, nella Parte Seconda del libro Cannabis. Come perdere la testa e a volte la vita: “Cannabis. Un pericolo da ri-conoscere”.

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8 Responses to Per la cannabis si muore: anche sulle strade

  1. enrico pagano says:

    esiste, purtroppo, una parte politica che sostiene la deleteria distinzione tra droghe “leggere” e “pesanti”, non arrivando a comprendere che le prime sono spesso propedeutiche alle seconde.

    da tale astrusa amenita’ e’ scaturito il raddoppio delle dosi minime consentite, cui ha posto un freno, fortunatamente, il T.A.R. del Lazio (assai attivo in questo scorcio di legislatura).

  2. samubrac says:

    Anche il Prefetto di Parigi ha dichiarato guerra alla cannabis dicendo che, dato tutti i mali che porta con sé (criminalità, danni alla salute…) “il tempo dell’ingenuità è passato”.
    Notizia in
    http://droghe.aduc.it/php/articolo.php?id=17498

  3. samubrac says:

    15-01-2008, ore 17:22:50, aduc

    Nigeria. Giade (Ndlea): cannabis la piu’ grande sfida per l’Africa

    Il presidente del National Drug Law Enforcement Agency (NDLEA), Ahmadu Giade ha dichiarato che la cannabis e’ la piu’ grande sfida per l’Africa e la Nigeria, e le droghe sono un pericolo per l’umanita’ e la loro distruzione sono una prova della superiorita’ delle forze dell’ordine sui signori delle droghe.
    Dichiarazione fatta durante la distruzione di 101,652 kg. di narcotici sequestrati negli stati di Anambra, Delta ed Edo. Cerimonia ha cui hanno partecipato organizzazioni militari e paramilitari, studenti e membri delle famiglia reale.
    Per Giade: “Il pericolo delle droghe e’ palpabile, e’ difficile ignorarlo. Il controllo della cannabis e’ la piu’ grande sfida della Nigeria e dell’Africa. La droga e’ cresciuta prosperosa e sta distruggendo la nostra societa’, ma noi abbiamo la capacita’ di sconfiggerla”, ha concluso.

  4. AB says:

    Immersi nell’indifferenza generale, sollecitati a conseguire una qualunque visibilità degna dell’altrui attenzione, privi di un solido ambito valoriale di riferimento, non è facile confrontarsi con le proprie debolezze. Per vivere la quotidianità in deficit d’amore e con poche o nulle relazioni interpersonali non utilitaristiche, bisogna avere radici profonde. Se ci si colloca con fede nel Disegno che travalica la comprensione umana, si accetta la propria vulnerabilità. Se ci si colloca nel contesto con una visione materialistica la sofferenza che ne deriva va attutita. La cannabis è un “anestetico” socialmente “accettato” e facilmente reperibile. Farsi una canna diventa quasi una necessità per trascinarsi in un mondo che si avverte come ostile. La propria e l’altrui vita perdono di significato.

  5. Antonello says:

    Caro signor Risè, ma lo sa che l’autista che ha causato l’incidente ha ammesso di aver avuto una congestione per la “bottiglia di birra ghiacciata bevuta prima di mettersi alla guida”.
    Eppure i giornali parlano solo della terribile marijuana, benche le tracce di cannabis risalissero alla sera prima ( e non a qualche ora prima) e l’autista non ne fosse più sotto l’effetto.
    Questa è disinformazione…..
    Che poi ci siano imbecilli che si mettono alla guida “fusi” è un altro discorso (anche se un “fuso” sarà comunque sempre meno pericoloso rispetto non solo a chi beve, ma anche a chi guida superando i limiti di velocità…)
    Quindi, prima di dire che di cannabis si muore, riporti i fatti come stanno, non li rigiri a suo favore, perchè così la sua ipotesi rimane comunque errata…
    E magari si rilegga anche il il rapporto sulla cannabis recentemente esternato in GB…. (cannabis meno dannosa di alcool e sigarette…)
    So che questo messaggio verrà censurato, poichè un eventuale contradditorio con il sottoscritto confuterebbe, senza ombra di dubbio, le sue ipotesi, però so che verrà anche letto…

    saluti

  6. redazione says:

    Caro amico, va invece sottolineato che dis-informa chi non sa e non riconosce che la cannabis rimane in circolo ben più di 24 ore (anche un mese nel consumo cronico) poiché si deposita nei tessuti grassi del corpo intossicando l’intero organismo, fatto che non scagiona dalla colpa l’autista che aveva fumato cannabis (fatto che rimane in ogni caso grave per chi guida mezzi pubblici). Molto più importante è che lei visiti il sito del Ministero della salute francese “Cannabis e guida” in cui vengono presentate le statistiche (i numeri veri) dei morti sulle strade francesi a causa di questa droga. Con ciò si conferma che quanto qui presentato non sono affatto ipotesi, ma realtà. Visiti il sito http://www.cannabisetconduite.fr/
    La Redazione

  7. anton says:

    1 novembre 2008, dal Corriere della sera

    Guidava senza patente: gli era stata già ritirata. Tre carbonizzati nell’Astigiano
    Canna e valium, poi uccide una ragazza

    29enne fa un sorpasso e travolge l’auto di una 19 enne. Caso analogo nel Bresciano. Ciclista investito a Pescara
    MILANO – Un operaio di 29 anni, Alessandro Mega, che aveva fumato cannabis e ingerito Valium, e viaggiava senza patente, ritiratagli qualche mese fa, ha causato, la notte scorsa, un incidente stradale in cui è morta una giovane, Roberta Caracci, studentessa di 24 anni di Arese (Milano). È accaduto a Bollate, nel Milanese, e l’uomo è stato arrestato dai carabinieri.

    LA RICOSTRUZIONE – Secondo la ricostruzione degli stessi carabinieri di Bollate (ascolta l’audio con il comandante Necci), la vettura di Mega, che procedeva ad altissima velocità, ha effettuato un sorpasso azzardato e ha invaso la corsia di marcia opposta, scontrandosi frontalmente con la 500 su cui si trovava la vittima. Roberta Caracci è morta mentre il personale del 118 tentava di rianimarla. Mega è stato portato all’ospedale di Bollate dove gli sono state riscontrate contusioni alle gambe giudicate guaribili in 12 giorni ed è stato sottoposto ad accertamenti per verificare la presenza di droghe o alcool. Le analisi hanno riscontrato la presenza di cannabis e Valium e per questo è stato arrestato per omicidio colposo e guida sotto l’effetto di sostanze psicotrope. L’operaio era anche senza patente: gli era stata ritirata dai carabinieri della compagnia di Rho (Milano) la scorsa estate, poichè guidava sotto l’effetto di alcool. Roberta Caracci, sul cui corpo il pm di turno, Brunella Sardoni, ha disposto l’autopsia, rientrava da una serata in compagnia di amiche che la seguivano in auto e hanno assistito alla tragedia.

  8. P says:

    Quest’articolo è palesemente patetico.
    è evidente che mettendosi alla guida sotto sostanze quali la marijuana è quantomai pericoloso e imprudente.
    è allo stesso modo evidente che la stessa cosa valga per l’alcool, che però è legale.
    L’irresponsabilità di una persona non deriva dalla legalità o meno di una sostanza, ma dalla persona stessa!
    Quanti sono i morti annualmente per consumo di alcool e per incidenti stradali dovuti a questo?
    Il motivo per il quale i governi adottano questo tipo di linea repressiva è per i guadagni trasversali che esse gli generano.
    Se la droga leggera arriva comunque, perchè è errore legalizzarla e togliere la principale fonte di sussistenza alle mafie e ai vari commerci di contrabbando?è giusto che ragazzi finiscano in prigioni della peggior specie per mesi per aver avuto in casa 2 o 3 canne?
    Varie ricerche hanno dimostrato che la pericolosità di questa sostanza è inferiore all’alcool e al tabacco e scienziati di tutto il mondo hanno convenuto nel definire anacronistica l’illegalizzazione di questa pianta.
    Gli psicofarmaci ritenuti legali sono infinitamente più dannosi e se ci si informa un attimo si scoprirà che questa è una vera panacea naturale che ha da sempre accompagnato l’uomo nella sua storia e che può portare a cure per malattie gravissime che altrimenti risulterebbero molto più dannose per il malato(già sottoposto a debilitazioni per la sua malattia).
    Articoli pseudo-giustizialisti disinformati e disinformanti come questo non fanno che giustificare i loschi traffici dei pochi a scapito della salute dei cittadini e dei benefici anche economici che TUTTI potremmo ricavare attraverso una legalizzazione organizzata e intelligente.
    Conoscere è libertà.
    Informatevi prima di scrivere o di dar retta a tali ipocrisie.

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