La smania di potere del premier ridens ha soffocato la vitalità degli italiani

Claudio Risé, da “Tempi”, 31 gennaio 2008, www.tempi.it

Mentre scrivo non so se domani Romano Prodi sarà ancora Presidente del Consiglio. Del resto è un’incertezza che accompagna tutti gli italiani da molti mesi. Finora, “farcela”, “restare”, mettersi al potere nonostante l’appoggio del popolo sovrano fosse minimo fin da subito, e restarci anche quando diventò rapidamente ostilità e avversione, sono stati tratti caratteristici di questo governo.
I commentatori, anche di opposizione, hanno ammirato tanta caparbietà. Nessuno però si è chiesto l’effetto sul Paese di questo “stare fermi”, a dispetto dei santi. Strano, se ci pensate, perché in una democrazia matura le condizioni degli italiani dovrebbero suscitare più attenzione di quelle del Presidente del Consiglio. La nostra, però, non è una democrazia matura. È il centrosinistra, un regime a scenografia simildemocratica, che continua (con l’unica eccezione dei governi Berlusconi, che però hanno rinunciato a incidere sul suo apparato di potere) dal 1960 ad oggi. Come tutti i regimi, dunque, è molto più interessato agli umori, anche minimi, del vertice che alle condizioni del popolo.
Che effetto ha avuto sul popolo il fatto che l’interesse dominante di Prodi sia stato, per tutto il suo governo, quello di mantenere il potere a ogni costo e a qualsiasi prezzo per il Paese? Anche se gli investimenti internazionali in Italia scendevano, nei suoi due anni di comando, del 18 per cento, e il consenso degli elettori continuava a diminuire?
La fermezza di Prodi ha suscitato negli italiani dapprima un’enorme rabbia, sfociata in grandi manifestazioni di piazza. Ma anche in tanti episodi di violenza diffusa, il cui senso e pericolo non sono stati minimamente osservati, dato che il potere, l’unica cosa che interessa (non solo a Prodi), rimaneva nelle sue mani.
Poi, da tempo ormai, il sentimento dominante tra gli italiani è invece una grande tristezza, quella di cui ha parlato il New York Times, dicendo appunto che l’Italia stava diventando un “Paese triste”. Enorme stupore dei commentatori italiani di ogni colore, abituati a guardare appunto solo alle smorfie del potere e dunque offesi e sbalorditi da quest’osservazione.
Come sarebbe? L’Italia triste? Ma se Prodi è sempre lì, tutto contento? E anche il capo dell’opposizione non è forse un fuoco d’artificio di barzellette divertentissime? Sì, certo, questo è il potere, che ha le sue più o meno personali ragioni di rallegrarsi (uno perché se lo tiene; l’altro perché tanto peggio lo gestisce il primo, tanto più facile sarà prenderglielo). Ma l’italiano non respira potere, respira ossigeno. Respira, vorrebbe respirare, come ogni individuo sociale vivente, sapere, educazione, innovazione, libertà. Vorrebbe respirare, l’italiano vitale, interesse per i giovani, non lo schiacciarli per salvare i privilegi dei vecchi. Vorrebbe sentirsi nel proprio tempo, l’italiano, in un inizio di millennio dove ai sussulti autoritari delle vecchie ideologie travestite da nuove scoperte si oppongono gruppi sempre più numerosi di persone che rivendicano la dignità dell’uomo, creatura di Dio.
Le passioni di oggi però non interessano a Romano Prodi. Per questo, malgrado rida spesso, è un personaggio tristissimo, che con la sua inquietante inamovibilità ha indotto nel popolo italiano una grande tristezza.

Advertisements

3 Responses to La smania di potere del premier ridens ha soffocato la vitalità degli italiani

  1. Andrea says:

    Carissimo professor Risé,
    fosse come lei dice, liberatici del vecchio Prodi il popolo italiano dovrebbe da subito tornare a sorridere e sperare.
    Non sarà così per il semplice fatto che i mali italiani vengono da più lontano e, come ha scritto Barbara Spinelli sulla Stampa di domenica, nascono anche dall’incapacità di noi italiani di far vivere l’appartenenza alle istituzioni nel corpo sociale.
    Per chi vota sinistra il governo Berlusconi ha solo fatto scempio delle istituzioni. Per chi vota destra lo stesso giudizio vale per il governo Prodi.
    Così facendo, a forza di delegittimazioni reciproche, non si fa altro che svuotare la fiducia nelle istituzioni. E senza fiducia non c’è speranza.
    Io un lumicino di speranza lo coltivo ancora, pur sapendo che sarò smentito dai fatti. Spero in un governo di unità nazionale che riscriva la legge elettorale e semplifichi il numero delle forze politiche in parlamento. Sarebbe un piccolo segnale per testimoniare che alcune cose si possono fare insieme.
    Così si potrebbe unire gli italiani restituendo a tutti noi un po’ di speranza e di vitalità.
    Saluti.

    Andrea

  2. Redazione says:

    Chiunque abbia abitato in una democrazia sa che le istituzioni italiane sono lontane dall’essere democratiche (in nessuna democrazia un ministro darebbe dei “bamboccioni” a un’intera categoria di cittadini, e contribuenti, come ha fatto l’arrogante Padoa Schioppa). Per questo gli italiani comuni non sentono di appartenervi: hanno ragione, checché ne dica la signora Spinelli, e ne hanno la prova ogni volta che hanno a che fare con lo Stato. Detto questo, anch’io spero in un governo di unità nazionale. Che non a caso, dopo la sua non vittoria, Prodi ha subito rifiutato, pur non avendo una vera maggioranza. A conferma della scarsissima sensibilità democratica della classe politica da lui rappresentata. Saluti, Claudio

  3. Andrea says:

    LA nostra speranza è andata in fumo poche ore fa. Sull’errore del centrosinistra di voler andare al governo da solo, le do ragione. Io ho votato Prodi e solo dopo qualche mese mi sono accorto che avevamo preso un’abbaglio. La realtà ci dava torto: i numeri non mentono e la maggioranza non c’era.
    Ora però il centrodestra ha fatto l’errore speculare: pensare di poter vincere con una legge elettorale pessima e poco condivisa.
    Comunque andranno le elezioni, risalire la china sarà dura.
    Noi continuiamo a sperare. Come ho letto da qualche parte, “il popolo italiano è il più bravo in assoluto ad adare avanti anche senza un governo”.
    Saluti.

    Andrea

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: