“Corpo elettorale”: una bella espressione da prendere sul serio

Claudio Risé, da “Liberal” quotidiano, 2 febbraio 2008, www.liberal.it

“Corpo elettorale”: davvero una bella espressione. Peccato che chi la usa, essenzialmente il personale politico e i politologi, non la prendano mai davvero sul serio. Insomma non pensino mai che è veramente un corpo. Metaforico, ma non poi così tanto, perché costituito, appunto, da tanti corpi. Il cui benessere dipende da regole precise.
Una (Goethe, che di corpi se ne intendeva, ci aveva scritto su bellissime poesie, e dotte riflessioni) è quella dell’inspirazione ed espirazione. I corpi, con la loro psiche, vivono così: inspirando, ed espirando. Se fanno uno solo dei due movimenti, muoiono.
Il governo Prodi, ancora prima di incominciare, fino dai funebri incontri televisivi con Berlusconi in cui Prodi prometteva più serietà, ed ancora serietà, è stato tutta un’inspirazione, un trattenere il fiato. Un po’ perché sembrava sempre cadere, da un momento all’altro. Un po’ perché l’inspirazione è il movimento del no: si incamera l’aria, invece di mandarla generosamente fuori. E’ avida e prudente, l’inspirazione. E Prodi è stato tutto un no: No Tav, no al ponte sullo stretto, no alla spesa, no agli spagnoli nelle autostrade, agli americani nella Telecom: no, no, e ancora no. Per paura, naturalmente: la vera signora dell’inspirazione coatta.
Di qui, la catastrofe respiratoria che ha colpito il famoso “corpo elettorale”. Perché rimanere all’inspirazione, senza cacciarla fuori e cambiarla, quell’aria ormai stantia, riempie il corpo di anidride carbonica, e gli impedisce di ossigenarsi. Finché, ormai cianotico e sfinito, Prodi è caduto. Certamente, perché un P.M. ha arrestato la signora Mastella. Ma quello è stato solo lo strumento giuridico per poter dichiarare la verità fisica: il governo Prodi era morto, e da un pezzo.
Allora però il nostro povero corpo elettorale, che tratteneva il respiro da un anno e mezzo, che quindi da ottimista era diventato pauroso e triste, intossicato più dell’aria di Pianura (Na), ha sperato di poter finalmente respirare. Proprio come gli Spiriti Selvaggi (noti a Napolitano e a Sraffa), che sono forti, ed anche un po’ selvaggi, proprio perché inspirano ed espirano quando gli pare, e non al comando dei dignitari del palazzo, che finalmente lo consentono.
Espirare, in questo caso voleva dire buttar fuori l’aria viziata di Prodi, e finalmente votare. Fare finalmente il movimento dell’audacia (l’espirazione, appunto) e del cambiamento. Buttar fuori anidride carbonica, e sperare di mandar dentro nuovo ossigeno. Che arrivi alle cellule cerebrali e consenta la produzione di nuove idee. Anche di speranze.
Invece no. Marini esplora. Forse farà un governo “di scopo”. Vale a dire contratto anche lui, pieno di paure. Per esempio: paura di fallire lo scopo, di andare al di là dello scopo, o di perderselo per strada, perché a furia di rimanere contratti nell’inspirazione, anche la memoria va a farsi benedire.
E’ un momento critico, per il nostro “corpo elettorale”, di cui i sottili pensatori dei nostri giochi politici continuano a sottovalutare la fisicità, la realtà, i forti bisogni. Si sostituiscono a lui, al corpo degli elettori, pensando di fare meglio.
Ma non è vero: se siamo in queste condizioni, universalmente riconosciute come pessime, è perché i sottili maghi della politica qui ci hanno portato. La situazione si fa dunque pericolosa. Perché se non puoi respirare liberamente, come accade appunto nelle dittature, dove non ti fanno votare mai, ti deprimi. Vieni negato come soggetto, la tua sovranità va a quel paese, assieme con la tua autostima, e le tue speranze. Non hai più voglia di fare.
Può però anche accadere che alcuni “spiriti selvaggi”, tanto da ostinarsi a respirare ancora, cerchino proprie, autonome strade per farlo. Di solito sono vicoli ciechi: bossoli nelle lettere, spazzature incendiate, massi sulle rotaie. Non è però mai bello a vedersi, e produce un’aria pessima da respirare.
Tra inspirazione prolungata e coatta, ed aria fetida, potrebbe anche essere che il corpo (e la psiche), elettorale o no, non ce la faccia più. Ossigeno, please.

Annunci

One Response to “Corpo elettorale”: una bella espressione da prendere sul serio

  1. Marco Maggi says:

    Non è che dall’altra parte si respiri questa gran aria fresca.

    Un settantenne con la buccia rifatta che cerca l’ultima affermazione personale diventando Presidente della Repubblica.

    Una pletora di partitini che fanno scena, ma sono stati incapaci di formare e proporre un gruppo dirigente che sia alternativo a Tremonti (l’unico che ha una vera competenza per stare al governo) e quindi ne sono ostaggio.

    E la farsa della non-fondazione del nuovo partito delle libertà? Berlusconi che si fa riprendere da una telecamera amica, attorniato da un cerchio di 4 metri di fedelissimi e un po’ piú in là nessuno. Falso come una pubblicità sui biscotti.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: