L’aborto espelle il padre dalla procreazione

Per la moratoria - Aborto? No, grazieClaudio Risé, da “Tempi”, 20 marzo 2008, www.tempi.it

L’aborto non è solo l’uccisione, fisica, del bambino che è stato concepito. E’ anche l’uccisone, simbolica, del padre. Egli infatti, dice la legge, non ha diritto di parola sul destino dell’essere umano che ha generato.
Ci sono stati casi, abbastanza strazianti, giunti alle cronache, nei quali i padri hanno cercato di far sentire la loro voce, hanno provato a parlare ai media, a scrivere al Presidente della Repubblica. Hanno detto che erano pronti a risarcire la madre per eventuali “danni biologici” (smagliature, depressioni post partum), per la mancata carriera, purché il bimbo nascesse. Non c’è stato nulla da fare.
Come dice lo slogan femminista: l’utero è mio, e lo gestisco io. E quindi, anche il bambino che ci sta dentro, è mio, cioè suo, della madre. La legislazione abortista ha quindi inaugurato la proprietà della madre sul figlio, ed espulso il padre da una presenza dotata di senso nella procreazione.
Il padre che non può dire la sua parola in favore della vita del figlio annuncia già la fase, già arrivata, del padre in provetta. La sostituzione dell’atto fisico, iscritto nella simbolica della vita e natura umana, con un’operazione tecnica, priva di rilevanza simbolica, e iscritta nei codici dell’umanità secolarizzata: proprietà, efficienza, controllo. Dove l’amore è un optional.
Quali sono le conseguenze dell’espulsione della presenza consapevole paterna dal ciclo riproduttivo? La prima è la fine della famiglia. Infatti, se la famiglia è formata dalla coppia uomo donna, e dai figli, una situazione nella quale il figlio può essere soppresso senza che al padre venga data possibilità di parola, non può più essere chiamata famiglia. Si tratta, in realtà, di un’istituzione monoparentale, costituita dalla madre e dai figli.
Non a caso la legge sul divorzio, e quella sull’aborto, vengono a brevissima distanza l’una dall’altra. Assieme, sanciscono il tentativo di metter fine alla famiglia, attraverso lo stesso strumento applicato in entrambe: l’espulsione del marito-padre dal ciclo riproduttivo, e dal processo educativo dei figli sopravvissuti.
Il maschio è impopolare, non completamente a torto: si è macchiato di notevoli misfatti, anche della mancanza di difesa e interesse per i figli che concepiva. L’assenza del padre tuttavia, e la sua riduzione al silenzio, priva i figli di una difesa e di una guida della quale egli non è sempre capace, ma di cui i figli hanno assolutamente bisogno. Come impietosamente mostrano le statistiche americane, nelle quali tutte le più gravi devianze vedono nel drappello di testa i figli cresciuti in famiglie dalle quali i padri sono stati cacciati dal divorzio.
Non minori sono le conseguenze sul maschile. Si lamenta spesso l’attuale fragilità dell’uomo: la sua fatica a progettare, a riprodursi, la sua depressione. Nessuno indaga, però, sul rapporto tra questi fenomeni, e la sua espulsione dal ciclo riproduttivo. In nessun’altra azione l’uomo si espone come nella riproduzione: di fronte a se stesso, all’altro, alla società, a Dio, al presente e al futuro. Se non può più farlo, perché, come nella vicenda di Medea, non può salvare i propri figli, il suo interesse alla vita stessa diminuisce.

Annunci

6 Responses to L’aborto espelle il padre dalla procreazione

  1. Diego Alloni says:

    Grazie Claudio del continuo allargamento della tua Weltanschauunblick.
    La confusione (e sovrapposizione identificatoria) tra concepimento e gravidanza, tra nascita e parto è diffusa strumentalmente dal PCI (politically correct all’italiana) ed intacca anche il mondo cattolico; ed anche le comunità dei papà separati.
    Eppure esiste una così netta distinzione tra questi concetti, già ontologica, ancor prima che scientifica.
    C’è tanto da lavorare ed anche la campagna elettorale può diventare strumento per la crescita di ognuno di noi e per una cultura stavolta veramente rivoluzionaria: l’unicità di ogni vita.
    Ciao
    Diego

  2. andrea says:

    la mia ragazza ha abortito a mia insaputa. avrei dato tutto per mio figlio. ora mi chiede di continuare a stare insieme poichè ha capito di aver sbagliato ma io non ce la faccio. chi mi ridarà mio figlio?? piango ogni giorno e non riesco più a lavorare. tutto grazie alla legge sull’aborto. maledetta.

  3. caro andrea,
    nella vita facciamo molti errori, anche gravissimi. ma qualcuno più grande di noi ce li perdona tutti. questa comprensione enorme e inaspettata ci lascia commossi. le nostre spalle si alleggeriscono di un peso schiacciante. le lacrime sono l’unica risposta possibile, insieme al riso che subentra, poco alla volta. è la gioia per la scoperta di un amore così grande, che non misura i nostri sbagli, non pesa i nostri errori e ci perdona. quando non riusciremmo a farlo noi. un amore che accoglie tutto e a tutto lascia la possibilità di trasformarsi in bene. un amore che non ti inchioda al passato ma apre alla vita.
    nel film The Mission, c’è una scena, in cui Robert De Niro incontra questo perdono e questo amore, insieme alla carezza degli indigeni che prima sterminava. è una scena bellissima, che descrive in pieno come non ho mai visto, la sproporzione tra il giudizio dell’uomo e quello di Dio. e le lacrime che scendono e sciolgono il ghiaccio del cuore.
    faccio tanti auguri a te e alla tua ragazza, perché possiate incontrare presto questo amore, per non abbandonare la speranza, la fiducia, e il piacere della vita.
    guido

  4. ivano says:

    Caro Andrea ti consiglio di dare un’occhiata al sito http://www.antonello-vanni.it/uomini_testimoniano_contro_aborto.htm dove abbiamo raccolto numerose storie simili alla tua (Uomini che abbattono il silenzio). Forse sapere che altri uomini hanno vissuto la stessa esperienza, senz’altro devastante, può in qualche modo aiutare.C’è voluto molto tempo per ammettere che l’aborto provoca disturbi psicologici nella donna (e ancora qualcuno lo nega), e ci vorrà ancora molto tempo per capire che li provoca nell’uomo. Gli unici studi al momento su questo tema li trovi nei libri sul padre di Claudio Risé, in particolare ti consigliamo Il mestiere di padre San Paolo Ed. (in cui alcuni uomini scrivono su questo tema) e Fatherhood aborted che vedi in http://www.amazon.com/Fatherhood-Aborted-Guy-Condon/dp/0842354239/ref=sr_1_1?ie=UTF8&s=books&qid=1235399630&sr=8-1
    Non serve a nulla collocarsi in una posizione passiva o di disperazione, ma vale la pena provare come dice Guido la via del perdono, dell’apertura a un evento che nonostante il male anche fatto (e che non va negato) ci dischiuda la porta per qualcosa di meglio, soprattutto che noi possiamo donare agli altri, frutto di un’esperienza anche dolorosa. ivano

  5. armando says:

    Caro Andrea,
    devi farti coraggio ed essere generoso. Se le lacrime della tua fidanzata sono autentiche, e non ho motivo per pensare il contrario, rappresentano un grande valore da non buttare. Se vi volete bene siete sempre in tempo a ri-costruire qualcosa di importante insieme, e forse il dolore attuale di entrambi potrà trasformarsi in una grandissima forza e unità d’intenti. Sii insomma generoso verso la ragazza che ha sbagliato e magari cogli questa occasione per impegnarti contro la cultura di morte che ci pervade. “Dal letame nascono i fiori”, recitava una splendida canzone del compianto Fabrizio De Andrè.
    armando

  6. andrea says:

    grazie di cuore a tutti voi…siete di enorme aiuto davvero. farò leggere le vostre parole anche a lei e spero di darvi quanto prima la notizia di una nuova gravidanza illuminata da una luce diversa: la luce del Padre.a presto…

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: