Una firma per la vita. L’iniziativa di un gruppo di ragazzi sardi

Per la moratoria - Aborto? No, grazie(A cura della Redazione)

Un gruppo di amici sardi (di Oristano), ci ha inviato un volantino autoprodotto e generosamente distribuito ad Oristano e dintorni.
E’ con vero piacere che l’abbiamo ricevuto.
Ne riproponiamo in questa sede il testo, anche volendo testimoniare l’allegra mobilitazione per la vita di ragazzi e ragazze, uomini e donne, che in questa campanga elettorale – lontano dalle televisioni e dai canali partitici tradizionali, stanno riscoprendo l’unico vero senso possibile del “fare politica”: onorare la vita.

UNA FIRMA PER LA VITA

Salve, siamo un gruppo di ragazzi di Oristano che si è preso a cuore una causa importante: quella della sensibilizzazione sul problema dell’aborto che, oggi, è quasi totalmente rimosso dalla nostra società: nel mondo, secondo l’OMS, ogni anno sono praticati 53 milioni di aborti, un numero quasi pari a quello delle vittime della Seconda Guerra Mondiale.
I popoli del mondo libero elaborarono, in risposta agli orrori di quella Guerra, la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, che contiene tutti quei diritti che spettano ad ogni essere umano. Noi riteniamo che anche la vita nascente sia a tutti gli effetti vita umana e quindi degna di godere di tali diritti. Nel caso della pratica dell’aborto proprio questi vengono di fatto negati, in un atto che toglie il primo e fondamentale diritto: quello della vita.
Il dramma dell’aborto, poi, non riguarda solo il bambino su cui incombe una minaccia che attacca la vita nella sua condizione di maggiore vulnerabilità: è un problema anche della donna e dell’uomo autori del concepimento. L’una infatti è privata della maternità, l’altro della paternità, dimensioni che connotano il naturale divenire dell’esistenza umana nella sua maturità e pienezza.
Non si può non notare che, nella nostra società, si mettano in evidenza gli aspetti “positivi” dell’aborto: ad esempio, che ci si liberi da un peso perché magari “non è il momento giusto”, che non ci si sente all’altezza, o non ci si deve sentire condizionati da un impegno così faticoso come quello dell’essere genitori. E’ invece del tutto assente, o quasi, la consapevolezza delle conseguenze psicologiche ed esistenziali a cui possono andare incontro le donne o gli uomini nel periodo successivo all’aborto, come se fosse un banale trauma quotidiano, o uno dei normali momenti difficili della vita. Se manca questa consapevolezza, però, la “scelta” non è davvero libera.
Riteniamo pertanto che sia essenziale confrontarsi su tutti questi fatti. Crediamo perciò che la riflessione inaugurata dalla proposta della moratoria sull’aborto promossa da “Il Foglio”, sia assolutamente positiva. Per chi volesse saperne di più: www.ilfoglio.it/moratoria
Segnaliamo inoltre l’iniziativa de “Il Documento per il padre” dello psicanalista Claudio Risé, volta a stimolare una maggiore attenzione sulla relazione tra il padre e la vita nascente, oltre che a proporre una revisione della Legge 194 finalizzata a permettere ai padri che lo desiderano di poter far valere la propria voce in favore del nascituro.
Il “Documento per il padre” si trova in http://www.claudio-rise.it/documento_per_il_padre.htm
A Claudio Risé, che si candida con la lista “Aborto, no Grazie” per portare al centro del dibattito politico il tema della sacralità della vita umana, facciamo i nostri migliori auguri per la riuscita di questa “sfida”!

Fabrizio, Roberto, Massimo, Massimiliano, Erika e Francesca

Contatto: furbizio.85@hotmail.it

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