Quel saggio e ben informato “no” alla cannabis

Claudio Risé, da “Avvenire”, 25 aprile 2008, www.avvenire.it

Coltivare cannabis in casa propria rimane un illecito penale: l’ha stabilito la Cassazione convocata a sezioni unite dal suo primo presidente Vincenzo Carbone. La pressione per liberalizzare, sul piano della giurisprudenza, la coltivazione domestica era stata molto forte. Ora forse arriveranno, per il presidente e tutta la Corte, accuse di arretratezza.
Si tratta, in realtà, di una sentenza molto aggiornata, che forse tiene anche conto dei recenti richiami dell’Organizzazione mondiale della Sanità, e dell’Osservatorio europeo sulla droghe, a quei Paesi, come l’Italia, in cui il consumo di droghe, e di cannabis, invece di diminuire, ha continuato ad aumentare, con elevati danni personali e sociali.
Ogni giorno, del resto, si intensificano nel mondo dichiarazioni di categorie, o istituzioni, prima ‘liberali’, che chiedono ai poteri pubblici più consapevolezza nei confronti della crescente pericolosità della cannabis , la sostanza illecita più diffusa nel mondo, la più legata ad atti di violenza, e pista di lancio per tutte le altre droghe. Gli ultimi sono stati gli infermieri inglesi, che hanno chiesto con urgenza di togliere la cannabis dalle droghe di tipo C, le meno pericolose, perché la situazione nei reparti ospedalieri dove essi lavorano prova ogni giorno il contrario. La stessa richiesta era stata sollevata un anno fa dal quotidiano Indipendent, che chiese scusa ai propri lettori per essersi battuto in passato per la derubricazione della cannabis in quanto innocua: i dati di cronaca lo avevano smentito. Qualche settimane fa poi, il Governo americano ha diffuso il documento «What Works» (cos’è che funziona nella lotta alla droga), spiegando come aveva ridotto, dal 2001, del 24% l’uso di tutte le droghe illecite, del 25% quello di marijuana, del 54% quello di ecstasy, del 60% quello di Lsd, del 15% quello di alcol. Il primo strumento è stato un forte e inequivocabile supporto legislativo, seguito da una capillare campagna di informazione sui danni della droga, e controlli random sul suo uso tra i giovani, nella scuola e sul lavoro.
Particolarmente alta, in tutto il mondo, è diventata proprio l’attenzione alla coltivazione personale di cannabis. È anche in questo modo infatti, utilizzando fitofarmaci, fertilizzanti, e privilegiando le piante femmine, senza semi, che si ottengono concentrazioni di Thc (tetraidrocannabinolo, il principio attivo della cannabis) pari al 35%: spinelli-bomba che distruggono il cervello, e anche il corpo. Per ottenerli, indoor, tra le mura domestiche, si possono utilizzare anche speciali lampade, assieme a sistemi di controllo dell’idratazione e dei ritmi di fioritura. I semi si comprano facilmente nei mercati specializzati (notissimo quello di Bologna), finora in Italia pubblicizzati con affissioni stradali, e privi di qualsiasi controllo, o su Internet.
È anche così, tra le mura domestiche, che nasce oggi la nuova cannabis, il new skunk. La saggia decisione della Suprema Corte può ostacolare questa tendenza.

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18 Responses to Quel saggio e ben informato “no” alla cannabis

  1. samubrac says:

    Grazie per l’articolo. Proprio il 25 aprile 2008 in prima pagina dell’ufficio sulle droghe dell’Onu è stato pubblicato un nuovo articolo
    Cannabis: perché dobbiamo preoccuparci. Vengono presentati proprio i dati che lei dice: la cannabis sta mettendo in allerta numerosi Paesi.
    L’articolo è in
    http://www.unodc.org/unodc/index.html

    ma copio qui

    Why should we care about cannabis?

    Cannabisplants Afghanistan. Photo: A. Scotti25 April 2008 – Approximately 4 per cent of the world’s adults – some 162 million people – use cannabis every year, making it the world’s most widely used illicit drug. In some countries, more than half of all young people have tried it. In spite of this high rate of usage, many basic facts about cannabis remain obscure. Of particular concern are the recent growth in the drug’s potency, and mounting questions about the role of cannabis in mental illnesses.

    In recent years, research has demonstrated that cannabis is becoming more potent. Studies done in key markets such as the Netherlands, the United States and Canada, for example, have shown that the potency of sinsemilla cannabis, made from the unfertilized buds of the female plant, has doubled. The market for this high-potency, indoor-produced variety appears to be growing in many key consumption countries. As the drug grows stronger, users consequently experience more powerful – and dangerous – psychological effects. Emerging research indicates that cannabis consumption may have greater mental health implications than previously believed.

    Although it is often seen as a less harmful drug, cannabis use poses several health risks. Even when used only once, cannabis may lead to panic attacks, paranoia, psychotic symptoms and other negative acute effects. The drug may also precipitate psychosis in vulnerable individuals and intensify symptoms in diagnosed schizophrenics. As it is mostly smoked and contain high levels of tar, cannabis additionally puts users at an increased risk of lung cancer and other respiratory diseases.

    The risk of becoming dependent on cannabis is also higher than most casual users suspect. Regular users risk developing psychological dependence to the point where they cannot quit even when the drug use starts to negatively impact in other areas of their lives, such as work and personal relations. Around 9 per cent of those who try cannabis are unable to stop using it, and demand for treatment for cannabis-related problems has increased in recent years in the US and Europe.

    UNODC’s expert Ted Leggett answers questions (mp3 file) from teenagers on cannabis.

  2. ivano says:

    E’ molto importante che i genitori, gli insegnanti, tutti finalmente in Italia ascoltino la nuova intervista, 25 aprile 2008, a Ted Legget, l’esperto dell’Onu, che spiega la pericolosità della cannabis e risponde a una serie di domande che tornano anche spesso nelle domande dei nostri ragazzi.
    In mp3 download in
    [audio src="http://www.unodc.org/documents/audio/drugseries/Cannabis.mp3" /]

  3. chiara mini says:

    Mafie, spacciatori e immigrati clandestini saranno molto contenti: una simile sentenza li avvantaggia (senza fare nulla per risolvere l’eventuale problema del consumo).

  4. Matteo says:

    Si può saperne di più del documento “What works”?

  5. Redazione says:

    In realtà avviene l’opposto di quanto dice Chiara: l’intelligence americana ha dimostrato che favorire la coltivazione indoor o domestica è favorire gli spacciatori e i criminali, che hanno capito che coltivarla “a casa” è il modo migliore per sfuggire ai controlli, agli sradicamenti e alle vigilanze sulle coltivazioni.
    Si veda l’url sotto alla voce indoor cultivation.

    http://www.justice.gov/ndic/pubs22/22486/cannabis.htm#Indoor

  6. redazione says:

    Il documento “What works” del marzo 2008 è una sintesi offerta esplicitamente dal governo Usa alla comunità internazionale che spiega le modalità/strategie di prevenzione con cui negli Stati Uniti si è riusciti a far sì che 650 mila giovani all’anno si droghino (un tasso record negli ultimi decenni).
    Il punto di lavoro centrale è stato diminuire l’uso di marijuana, ritenuta la droga che accompagna ed inizia sempre alle altre droghe, con ampie campagne mediatiche (proprio quelle richieste dall’UE sull’informazione che manca) e coinvolgimento a 360 gradi di scuole, genitori, istituzioni e comunità locali su tutto il territorio. Speriamo che qualcuno in Italia lo legga come hanno fatto altri Paesi europei come la Francia e l’Inghilterra
    si trova in
    http://www.whitehousedrugpolicy.gov/publications/global%5Fagainst%5Fmeth/whatworks.pdf

  7. samubrac says:

    La marijuana potenziata di cui lei parla nel suo libro “Cannabis” è sempre più una realtà agli occhi increduli degli italiani

    24-04-2008, ore 14:17:30

    Italia. Maxi sequestro di Skunk, la marijuana super potente

    I carabinieri del comando provinciale di Torino e del Gruppo di Aosta hanno arrestato due corrieri di droga che trasportavano sul loro camion, provenienti dal Belgio, 15 kg di ‘Skunk’, la super-marijuana il cui principio attivo e’ quattro volte superiore alla marijuana in circolazione in Italia. In carcere sono finiti due autotrasportatori, un italiano e un marocchino, residenti in provincia di Modena. ‘Gli arresti – sottolineano i carabinieri – sono maturati nell’ambito di un piu’ ampio servizio su scala regionale finalizzato al controllo della sicurezza stradale, in particolare dei veicoli provenienti dai valichi di frontiera italo-francesi’. La droga sequestrata vale circa 900 mila euro. E’ stato un recupero record per il Piemonte ed e’ uno dei piu’ importanti sequestri a livello nazionale di questo tipo di droga.
    La droga e’ stata sequestrata sabato scorso al traforo del Monte Bianco: i carabinieri hanno fermato al mattino un tir olandese e lo hanno condotto all’autoporto di Pollein per una perquisizione. La ‘skunk’ era divisa in 13 pacchi, nascosti in mezzo al carico, ed e’ stata trovata con l’ausilio di unita’ cinofile.
    Per traffico internazionale di droga i carabinieri hanno quindi arrestato un italiano e un marocchino che erano a bordo del tir. Maggiori dettagli sull’operazione saranno forniti in mattinata.
    La marijuana di tipo skunk (dall’inglese ‘puzzola’) e’ una varieta’ di Cannabis creata negli anni ’80 ed e’ un incrocio tra Cannabis sativa e Cannabis indica. E’ attualmente una delle varieta’ piu’ diffuse al mondo.

    I ragazzi devono stare molto attenti ed evitare assolutamente di fumare e consumare skunk, la droga ribattezzata come super-marijuana perche’ contenente un principio attivo quattro volte superiore a quello della cannabis attualmente in commercio. A lanciare l’avvertimento e’ Piegiorgio Zuccaro, direttore dell’Osservatorio fumo, alcol e droga dell’Istituto superiore di sanita’ (Iss). ‘Si tratta di un tipo di droga – spiega Zuccaro – che esiste gia’ da diversi anni, proveniente in particolare dalla Gran Bretagna. Questo di oggi pero’ e’ il primo grosso sequestro in Italia. Non sappiamo se cio’ voglia dire che sia l’inizio della sua invasione nel nostro Paese, o se rimarra’ a livelli consistenti ma comunque ‘controllati”. Per quanto riguarda gli effetti sulla salute, Zuccaro mette in guardia. ‘Qualsiasi droga, piu’ e’ concentrata, piu’ e’ pericolosa – continua – Un principio che vale per tutte le droghe e a cui non sfugge anche lo skunk. Se negli spinelli attuali c’e’ il 5-6% di marijuana, in quelli fatti con lo skunk la quantita’ sale al 20%. I danni quindi, a parita’ di quantita’, sono maggiori. Il rischio e’ quello di maggiori allucinazioni e problemi al sistema nervoso centrale’. Si tratta pero’ di una droga ‘nuova’, di cui quindi si sa poco, anche sugli effetti. ‘Un motivo in piu’ – aggiunge Zuccaro – per non consumarla. Avvertimento che vale ovviamente per tutte le droghe. I ragazzi possono accorgersi di fumare skunk gia’ alla prima boccata, il cui effetto e’ dieci volte piu’ forte di quello di un normale spinello’. Oltre alla supermarijuana, il mercato degli stupefacenti si e’ arricchito negli ultimi anni di nuovi prodotti, come le cosiddette smart drug, o droghe furbe, perche’ fuori dalle classificazioni in vigore. Si tratta di sostanze per lo piu’ di origine vegetale, che si possono acquistare a costi contenuti in negozi specializzati, su Internet, o in erboristeria, consumate soprattutto dagli studenti sotto-esame e da uomini di 40-60 anni come simil-Viagra. Cosi’ come c’e’ da stare attenti, conclude Zuccaro, ‘a tutte quelle sostanze, legali e illegali, che circolano e si acquistano su internet, come farmaci e anabolizzanti, di cui in molti casi non si conoscono la composizione e gli effetti. Bisogna fidarsi solo di cio’ che e’ prescritto dal medico e venduto in farmacia’.

    Invia per email

    Versione stampabile

  8. piera says:

    Il messaggio/programma “Drug Prevention and Information Program” lanciato da poco dall’UE si trova in http://ec.europa.eu/justice_home/funding/drugs/funding_drugs_en.htm

  9. piera says:

    Il Dronet di Verona ha tradotto e pubblicato la prima pagina che ora è sul sito dell’Onu

    Perchè dovremmo preoccuparci per la cannabis?

    30-04-2008 Circa il 4% degli adulti nel mondo, quindi 162 milioni di persone, utilizzano almeno una volta all’anno la cannabis, rendendola così la droga illecita più utilizzata tra tutte. In alcuni paesi poi, dalle ricerche emerge che più della metà dei giovani l’hanno provata almeno una volta nella vita. In realtà, nonostante sia così impiegata, molte problematiche legate a questa sostanza non sono ancora state indagate. In particolare, d’interesse sono il potenziamento che ha subito negli ultimi anni e il legame esistente tra cannabis e malattia mentale. La ricerca ha dimostrato infatti che la cannabis è diventata più pericolosa. Studi di mercato compiuti tra i Paesi Bassi, gli Stati Uniti e il Canada, per esempio, hanno dimostrato che la potenza della cannabis sinsemilla, ricavata dalla fertilizzazione dei germogli della pianta femmina, si è raddoppiata. Questo ha come conseguenza che gli utenti avvertono, nell’utilizzo, effetti psicologici più potenti. Dalle ricerche effettuate emerge come gli effetti della cannabis sulla salute del sistema nervoso centrale possano essere molto più importanti rispetto a quello che si era sempre creduto
    L’utilizzo di questa sostanza comporta notevoli rischi per la salute, anche quando viene utilizzata una sola volta. La cannabis infatti può dare effetti negativi, come ad esempio attacchi di panico, paranoia, sintomi psicotici ed altri effetti acuti sfavorevoli. La droga può precipitare in psicosi negli individui più vulnerabili, e intensificare i sintomi in pazienti con diagnosi di schizofrenia. La cannabis inoltre è maggiormente affumicata rispetto al tabacco, e contiene livelli più elevati di catrame, quindi mette gli utenti a rischio di cancro polmonare e altre malattie respiratorie. Inoltre i ricercatori hanno dimostrato che il rischio di diventare psicologicamente dipendenti è superiore rispetto a quanto si pensava. Gli utenti infatti utilizzano la cannabis, e non riescono a rinunciarvi nemmeno quando inizia ad influenzare negativamente altre aree della loro vita, come ad esempio il lavoro e i rapporti personali. Circa il 9% di coloro che fanno uso di cannabis diventano dipendenti, e negli ultimi anni in Europa e negli Stai Uniti è aumentata la richiesta di trattamento per i problemi cannabis-correlati.
    Staff Dronet

    CATEGORIA: Internazionali TIPO: Notizia/informazione FONTE: United Nations Office on Drugs and Crime

  10. antonello says:

    Negli Usa l’associazione genitori e insegnanti ufficiale ha dedicato una nuova aggiornata pagina ai pericoli della marijuana nei ragazzi con importanti info x genitori e insegnanti, nuovi articoli sulla relazione con la depressione adolescenziale, e testimonianze di genitori che raccontano i problemi avuti con i figli
    in
    http://www.theantidrug.com/drug_info/drug-info-truth-about-marijuana.asp

  11. piera says:

    13-05-2008, ore 17:21:52

    Usa. Fumatori pesanti di cannabis a rischio per cuore e cervello

    Non solo problemi di memoria e apprendimento. Sembra infatti che l’abitudine a fumare marijuana esponga, nel tempo, i consumatori al rischio di attacco cardiaco e ictus. Il principio attivo della marijuana (Thc o delta-9-tetraidrocannabinolo) e’ chiamato in causa da diversi anni dai ricercatori, perche’ si lega ai recettori dei cannabinoidi, localizzati su diversi tipi di cellule in vari organi. Scienziati del team di Jean Lud Cadet del National Institute on Drug Abuse del Nih di Baltimora (Usa) hanno esaminato l’effetto pesante e persistente dell’uso di cannabis, per capire se poteva essere associato a modificazioni di alcune proteine del sangue. Gli studiosi volevano capire anche se queste anomalie potevano essere collegate ad altri effetti collaterali della marijuana. Cosi’ il team ha esaminato 18 forti consumatori di spinelli da diversi anni, confrontandoli con 24 volontari che non si erano mai fatti le canne. Nello studio non sono state incluse persone con problemi medici o psichiatrici importanti, o altre dipendenze. I medici hanno misurato le proteine nel sangue usando un nuovo metodo, un chip proteico che ha il potenziale di identificare in un colpo solo diverse proteine. Questa tecnica ha mostrato che l’apolipoproteina C-III presenta aumenti significativi nelle persone che abusano di marijuana. L’ApoC-III appartiene a una grande famiglia di proteine che interagisce con i lipidi e li aiuta a muoversi dentro e fuori dalle cellule. Insomma, e’ una sostanza chiave, coinvolta nel trasporto dei trigliceridi: ritarda il loro metabolismo. Un aumento nei livelli di questa sostanza nel sangue, inoltre, si verifica in parallelo con quello dei trigliceridi. E dunque, anche se al momento non sappiamo come l’uso pesante di marijuana possa far impennare l’apoC-III, questa proteina potrebbe essere fra i colpevoli dell’aumentato rischio di attacco cardiaco e ictus che si registra in alcuni forti consumatori.

  12. paolo says:

    1-05-2008, ore 09:03:28

    Usa. Depressione, gioventu’ e droga: un trio indissolubile per la Casa Bianca

    Secondo uno studio della Casa Bianca, non c’è niente di peggio che essere giovani, depressi e fumatori di spinelli. In quale ordine vadano questi tre fattori, è tutto da vedere. Certo, si finisce presto malati di mente e, se non suicidi, almeno un pensierino sull’estremo gesto lo si fa.
    Lo studio, pubblicato venerdi’ 9 maggio, mostra che un sedicenne depresso ha il doppio di probabilità di far uso di marijuana rispetto al coetaneo che guarda più fiducioso alla vita: il rapporto è di 21 a 12%. Ma, appunto, potremmo chiedere, fosse veritiera questa statistica, se uno è triste perché fuma o piuttosto se fuma perché è triste. Non c’è problema per il White House Office of National Drug Control Policy: fumare marijuana porta sempre al peggio, fino ad aumentare del 40% i rischi di disordini mentali. Eppure, deve riconscere il medesimo studio, che l’uso di marijuana tra i 13-19enni è sceso del 25% dal 2001.

  13. samubrac says:

    08-05-2008, ore 17:48:08

    Italia. Verona. Serpelloni: ‘il Governo consideri la cannabis droga pericolosa’, ma e’ gia’ cosi’

    L’Italia dovrebbe seguire l’esempio della Gran Bretagna e considerare la cannabis come droga altamente pericolosa: e’ quanto sostiene Giovanni Serpelloni, direttore del Progetto Regionale sulle Dipendenze e del Dipartimento delle Dipendenze Ulss 20 di Verona, citando il Ministro degli Interni britannico, Jacqui Smith, che ha proposto di riclassificare la cannabis da droga a bassa pericolosita’ di classe C a droga ad alta pericolosita’ di classe B. ‘Questa scelta – afferma Serpelloni – e’ perfettamente coerente con le evidenze scientifiche sui danni cerebrali che il Thc (il principio attivo della cannabis, ndr) e’ in grado di produrre e che sono stati ben documentati anche con le nuove tecnologie del neuroimaging. Mi auguro che questo orientamento presto venga adottato anche in Italia. Abbiamo sempre sostenuto che l’uso di cannabis comporta notevoli rischi per la salute e puo’ provocare gravi malattie psichiche e alterazioni di importantissime funzioni psichiche, modificando la personalita’ di chi la usa’. Secondo il medico ‘e’ necessario come istituzioni dare un messaggio chiaro e inequivocabile alle giovani generazioni sulle sostanze stupefacenti, che sono tutte tossiche per il nostro cervello e in grado di alterare anche permanentemente le normali funzioni psichiche della persona. Sulla base di questo si devono creare condizioni di tutela della salute dei cittadini, soprattutto se minorenni, che ne vietino esplicitamente l’uso e la circolazione’.
    Tutte le associazione di medici ed operatori delle tossicodipendenze della Gran Bretagna si sono dichiarate contrarie alla decisione del Governo Brown.
    In Italia il possesso o la vendita di cannabis e’ punita gia’ al pari dell’eroina.

  14. antone says:

    GB; cannabis è droga ad alta pericolosità: nuova proposta di riclassificazione in classe “B”

    12-05-2008

    Il Ministro degli Interni del governo britannico, Jacqui Smith, ha proposto di riclassificare la cannabis da droga di classe C, a bassa pericolosità, a droga di classe B, ad alta pericolosità, secondo quanto riportato dalla testata giornalistica
    “The Guardian” (http://www.guardian.co.uk/society/2008/may/07/drugsandalcohol.drugspolicy).
    La decisione nasce in seguito all’allarme lanciato dal governo inglese in merito alla forte diffusione dell’uso di skunk, una tipologia di cannabis molto più potente e dannosa, che rappresenta la droga “di inizio” tra i giovani, e alla necessità di mandare un messaggio inequivocabile e contrario all’uso di sostanze stupefacenti. Il governo infatti è intenzionato ad inasprire le leggi per l’uso di cannabis, soprattutto in presenza di aggravanti quali disordine pubblico e microcriminalità.
    Il recente rapporto al Parlamento dell’Advisory Council on the Misure of Drugs (ACMD) rivela che l’80% della cannabis sequestrata appartiene alla varietà della marijuana, piuttosto che alla resina di hashish, molto più potente e con un contenuto di principio attivo (THC) due volte e mezzo superiore rispetto all’hashish. Una forte preoccupazione è espressa, infatti, in merito ai notevoli rischi per la salute e ai gravi sintomi psicotici che l’uso di cannabis comporta.

    Staff Dronet

    CATEGORIA: Internazionali TIPO: Notizia/informazione FONTE: The Guardian/ANSA

  15. antone says:

    ecco il guardian

    Government set to defy its own experts and upgrade cannabis again

    · Smith to cite concern over drug’s increased strength
    · But survey of GPs shows no links to mental illness

    * Alan Travis, home affairs editor
    * The Guardian,
    * Wednesday May 7 2008
    * Article history

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    Close
    This article appeared in the Guardian on Wednesday May 07 2008 on p2 of the Top stories section. It was last updated at 00:11 on May 07 2008.

    The home secretary, Jacqui Smith, will today stress the dangers of more potent strains of cannabis as she is expected to defy medical opinion by announcing that the drug will be upgraded from class C to class B.

    Smith is expected to justify her decision by highlighting the strength of “skunk” strains of herbal cannabis now widely available. Gordon Brown last week warned of the “more lethal quality” of much of the cannabis now available, described it as a gateway drug, and said that reclassification was needed to “send a message to young people that it was unacceptable”.

    The decision flies in the face of recommendations to be published today by the government’s scientific experts, the Advisory Council on the Misuse of Drugs, that cannabis should remain class C.

    The ACMD was asked last July by Smith to take their third look at cannabis classification in recent years. While acknowledging that cannabis use had fallen significantly since David Blunkett’s decision in 2004 to downgrade cannabis from class B to class C, she said there was real public concern about the potential mental health effects, particularly of stronger forms.

    The ACMD held a special session in February and heard evidence that 80% of cannabis seized from users was of the herbal variety rather than resin. Experts said the potency of homegrown herbal cannabis tended to be two and a half times that of imported resin. But they said users now often moderated their intake.

    They were also told that the incidence of new schizophrenia cases reported to GPs had gone down, not up, between 1998 and 2005, indicating a weak link between increased potency and use in the past two decades and mental health problems.

    The Association of Chief Police Officers confirmed to the Guardian last week that they intend to retain their “confiscate and warn” policy for most who are found with a small amount of cannabis, although some chief constables want to see a fine imposed instead.

    It is expected that reclassification will, however, lead to tougher enforcement in cases where there are aggravating factors such as public disorder or evidence of organised crime, for example involvement in large-scale cannabis growing. Since cannabis was downgraded in 2004 the proportion of young people using it has fallen each year from 25.3% in 2003-4 to 20.9% now. Among those aged 16 to 59, the proportion over the same period has fallen from 10.8% to 8.2%, according to the British Crime Survey.

    Campaigners for drug law reform have questioned the relevance of the drug classification system, which dates back to 1971.

    Roger Howard, chief executive of the UK Drug Policy Commission, and a former government drugs adviser, said last week that this case underlined the muddle at the heart of government over the purpose of a drug classification system which was unlikely ever to be able to “send a message to young people”. Since cannabis had moved from class B to class C, the number of schoolchildren who think it is fine to try cannabis had halved, he said.

    Brown’s decision to overturn the advice of his own drug experts by pressing ahead with a tougher policy on cannabis could still face a high court challenge from campaigners. Any such challenge would have to demonstrate that ministers took the decision to upgrade cannabis without fully considering the ACMD’s report. The Guardian understands that at the ACMD meeting, the 23 medical and drug experts heard a presentation on the possible mental health impacts of stronger cannabis from psychologist Dr Martin Frisher of Keele University pharmacy school. The presentation used unpublished data from a confidential report he has drawn up for the Home Office.

    He and his colleague, Professor Ilana Crome of Keele’s academic psychiatry unit, used data from 183 GP practices across Britain between 1996 and 2005 to work out whether schizophrenia is on the rise, and whether it can be linked to the increase in cannabis use since the 1970s.

    Their paper found that between 1996 and 2005 there had been significant reductions in the prevalence of schizophrenia. From 2000 onwards there were also significant reductions in the prevalence of psychosis.

    The authors say this data is “not consistent with the hypothesis that increasing cannabis use in earlier decades is associated with increasing schizophrenia or psychoses from the mid-1990s onwards”.

  16. samubrac says:

    2008-05-20 17:09 ansa
    PROVA LO SPINELLO, MALORE DAVANTI SCUOLA
    VENEZIA – Una tredicenne si è sentita male dopo aver accettato una ‘sigaretta’ da un compagno mentre aspettava di entrare a scuola, a Mestre. La ragazza ha dovuto fare ricorso alle cure mediche per un sospetto collasso ed è stata trasportata all’ospedale.

    La Polizia ha individuato il ragazzo, di 14 anni, che aveva dato alla compagna la sigaretta che – secondo le prime ipotesi – avrebbe potuto contenere qualche sostanza stupefacente. Nei suoi confronti, non è scattata alcuna denuncia. Il fatto è accaduto sabato scorso – ma ne dà notizia il Gazzettino – davanti a una scuola media a Mestre. Mentre la ragazza aspettava con le amiche di entrare è stata avvicinata da un compagno che le ha proposto di fumare e lei, pare per la prima volta, ha accettato.

    Subito dopo, però, è sbiancata in volto ed è svenuta. Mentre veniva soccorsa e trasportata all’ospedale, da dove è stata dimessa alcune ore dopo, la preside ha chiamato la Polizia. La ragazza è tornata già a scuola, in una realtà dove da anni vengono portati avanti percorsi formativi per mettere in guardia gli studenti dall’uso di sostanze stupefacenti o abusi di alcol. Nell’istituto è attivo anche uno spazio ascolto per studenti e genitori per monitorare le possibili situazioni a rischio ed essere più vicini ai giovani.

  17. According to your information that is very simple and clearly understand for students to grip. Thanks for your research on academic knowledge.

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