La vecchiaia interiore dei giovani e le mode distruttive

Claudio Risé, da “Tempi”, 29 maggio 2008, www.tempi.it

Di cosa è fatto questo essere “vecchi dentro”, come ha detto Benedetto XVI a Genova, che consuma prematuramente e progressivamente spegne la vita di molti giovani di oggi? Cos’è questa tendenza a farsi “parassiti”, come li ha definiti il parroco di Niscemi, con una parola in realtà molto precisa e pregnante?
Dal punto di vista dell’esistenza profonda, si tratta certo, come ha precisato il Papa Benedetto, del mancato incontro con Gesù. Se non vedi la via, la verità, la vita, questa avvizzisce e si spegne. Tuttavia, anche in fasi storiche meno materialistiche di quelle che stiamo vivendo, l’incontro con Dio è per un giovane sì sempre alle porte, ma anche una grazia spesso rinviata, a volte respinta da una serie di richiami “del mondo”, che ti prende, ti distrae, ti alletta e alla fine ti delude e ti svuota. Prima di svuotarti, però, c’è spesso stata una “pienezza” giovanile, sempre parziale, a volte scellerata o pazza, come nella vita e nell’opera di Rimbaud, che però illustrava anche potentemente la bellezza della vita, e la ricerca del suo senso. Perché invece oggi la scelleratezza giovanile è così stanca, mortifera, priva di energia, vecchia? “Parassitaria”, come dice l’acuto parroco? Leggi il resto dell’articolo

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Educare alla responsabilità

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 26 maggio 2008, www.ilmattino.it

Di fronte all’orda di ragazzi che drogati o ubriachi travolgono inermi passanti, a quelli che ne seviziano altri più deboli, documentando magari il tutto su YouTube, ai tanti coinvolti in atti di bullismo individuale o di gruppo, qualcuno vorrebbe rimettere in circolazione, nella già intasata scuola italiana, un vecchio fantasma: l’insegnamento di educazione civica. Siamo sicuri che servirebbe a qualcosa? C’era già, e non ha certo lasciato un segno indelebile in chi lo ha ricevuto.
I ragazzi la Costituzione la studiano già nei corsi di diritto, il Codice della strada ancora prima, per la patente del primo motorino. Un’ulteriore illustrazione delle norme (con relative fotocopie e quiz) non cambierebbe nulla. I ragazzi le conoscono, ma non gliene importa nulla. Le violano in continuazione, non per ignoranza ma per l’indifferenza che nasce dal non ricevere invece insegnamenti e nozioni su un altro aspetto ben più profondamente formativo che l’«educazione civica»: il principio di responsabilità. Che, pur essendo il perno della vita sociale dell’individuo, lo studente non sente mai nominare da quando entra a scuola, a quando ne esce, magari con laurea. Il ministro per l’Istruzione, Mariastella Gelmini, ha fatto molto bene nelle funzioni finora ricoperte. Presti dunque attenzione a questo «buco nero» nella formazione dello studente italiano. Leggi il resto dell’articolo

Lo Stato, gli “irregolari” e la barbarie

Claudio Risé, da “Tempi”, 22 maggio 2008, www.tempi.it

La menzogna dello Stato prepara la barbarie di domani. L’indifferenza e superficialità verso l’immigrazione, spacciata dallo Stato italiano per accoglienza e apertura, ha creato l’habitat ottimale per i raid anti immigrati di questi giorni a Ponticelli (Napoli), che domani potrebbero moltiplicarsi altrove. Far finta di niente e non proporre regole, da parte di chi ha per funzione l’attenzione e l’offerta di norme, come appunto lo Stato (o i genitori), tradisce la propria ragione di essere e abbandona gli altri che gli sono affidati.
Nella vicenda dell’immigrazione, il non dare regole e il non applicarle ha tradito sia i cittadini dello Stato sia i migranti che vi si sono installati, al di fuori di norme, possibilità di vita e servizi adeguati alla loro sopravvivenza e convivenza con i cittadini residenti. Leggi il resto dell’articolo

L’identità perduta delle donne

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 19 maggio 2008, www.ilmattino.it

Sul tavolo dei nuovi governanti europei c’è, in testa alle priorità, il crescente malessere dei loro cittadini, uomini e donne. Alcuni hanno già messo a tema la questione, come il nuovo sindaco di Londra Boris Johnson, affermando che il soggetto maggiormente a rischio è oggi il maschio bianco (già dirlo è politicamente scorretto). In effetti trova più difficilmente lavoro, ha la più elevata propensione al suicidio, muore prima. Anche le donne però se la passano tutt’altro che bene.
Già da molti mesi si sapeva che l’aumento delle donne tra i consumatori di droghe e sostanze eccitanti era molto più forte di quello dei maschi, anche se rimangono loro i maggiori consumatori. Inoltre, una volta instaurata la dipendenza, è più difficile che ne escano, droghe e alcool riattivano forme di anoressia e disagi prima latenti, e rendono molto difficile alla giovane donna la ricostruzione di un’esistenza normale. Leggi il resto dell’articolo

La storia di Sergio Nardelli, uno dei tanti papà disperati

Claudio Risé, da “Tempi”, 15 maggio 2008, www.tempi.it

Una lettera come troppe altre, con conclusione diversa. «Quando scopri che il coniuge ti tradisce: dolore, umiliazione, paura per la famiglia. Le chiedi: “Ma cosa stai facendo?”, e senti rispondere: “Chi, io? Niente, perché?”. Nega tutto. Metti il telefono sotto controllo: è tutto vero, e anche peggio. Discussioni, litigi, ho subìto quattro aggressioni con il coltello, lei ha persino minacciato di gettare dal sesto piano la mia bambina. Le ho detto: “Per il bene dei figli, vattene!”. E sono finito in carcere con l’accusa di abusi sessuali su mia figlia di 9 anni e altre di violenza e maltrattamenti. Il quinto giorno in prigione un giudice mi dice: “Lei abusa della sua figlia minore”. Io, guardandolo negli occhi, dico: “Perché sono qui?”, e il giudice: “Perché lei abusa di sua figlia minore”. Scoppio in singhiozzi, non capivo le domande del giudice, non ricordo cosa ho risposto, ma alla fine dell’interrogatorio il giudice ha detto: “Rimandatelo a casa questo qui”. Leggi il resto dell’articolo

Una questione attuale. Anzi, futura

(Di Giulia Galeotti, da “L’Osservatore Romano”, www.vatican.va, 11 maggio 2008)

Un convegno riuscito per una grande enciclica. Il congresso internazionale sull’Humanae vitae, che si è chiuso questo sabato con l’udienza del Papa, ha dimostrato la portata profetica del documento di Paolo VI con interventi che “L’Osservatore Romano” ha anticipato lo scorso 9 maggio. Contestatissima sia dentro che fuori la Chiesa quando uscì (e negli anni successivi), l’Humanae vitae ha infatti colto molti nodi cruciali che avrebbero segnato il tempo futuro. Così, in solitudine, ma animato dalla forza consapevole di ciò che sosteneva, Paolo VI ha disposto l’elaborazione di un testo di cui, qualche giorno dopo l’uscita, scrisse “la voce della nostra coscienza, interrogata lungamente davanti a Dio, ci ha indotto a rivolgere alla Chiesa e al mondo questa parola”. Una parola che proprio sul foglio vaticano Jean Guitton definì ferme, mais non fermée (Giovanni Maria Vian).
Volgarmente chiamata l'”Enciclica della pillola” e spesso presa a emblema della chiusura e dell’intransigenza ecclesiale in materia sessuale, l’Humanae vitae in realtà si pone al crocevia di un dibattito che va avanti da tempo, tra l’ossessione del controllo delle nascite – ancora erroneamente convinta della rapida diminuzione delle risorse, a fronte di una popolazione in minaccioso aumento – e la posizione della Chiesa, nel suo messaggio di amore e accoglienza alla vita. Leggi il resto dell’articolo

Fortune e guai dei figli del desiderio

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 12 maggio 2008, www.ilmattino.it

Siamo nel tempo dei «figli desiderati». I bambini vengono sempre più accuratamente programmati in base all’età dei genitori, la loro condizione economica, di lavoro, le disponibilità di spazio, e mille altre circostanze, compreso, a volte, il segno astrologico del nascituro. Come stanno poi, però, questi nuovi «figli del desiderio»? Che rapporto hanno con la vita, gli altri, e con i loro genitori?
I dati forniti da statistiche, cronache e osservazioni cliniche, sono sorprendenti. Uno dei maggiori esperti di questo fenomeno, il sociologo e demografo francese Yves Yonnet, ha spiegato due giorni fa, in un convegno internazionale alla Pontificia Università Lateranense (per i 40 anni dell’enciclica Humanae vitae), che si tratta di un vero mutamento antropologico. Leggi il resto dell’articolo

Slancio ideale, please

Claudio Risé, da “Tempi”, 8 maggio 2008, www.tempi.it

Molto è cambiato, nella geografia politica italiana, nelle ultime tre settimane. Il popolo degli elettori non poteva essere più chiaro: sul fatto che vuole un netto cambiamento, e in che direzione lo vuole. Anche le foto dei politici sono di un’eloquenza disarmante: nei volti finalmente radiosi e allegri dei vincitori, e in quelli spaventati e confusi dei vinti.
È triste che qualcuno soffra, ma è certamente un bene che dalle facce si capisca ciò che sta accadendo. Non sono mai stato un ammiratore delle imperscrutabili facce democristiane, che hanno inquietato la mia infanzia e adolescenza. Le ritenevo un furto di informazioni. Le facce devono dire, comunicare ciò che sta accadendo. Adesso finalmente lo fanno. Tanta salute in più per tutti, a cominciare dal sistema politico. Leggi il resto dell’articolo

La sconfitta della politica senza allegria, e senza speranze

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 5 maggio 2008, www.ilmattino.it

A volte sembra che la storia politica cambi bruscamente strada. Il crollo della sinistra nel giro di un anno, in Francia e Italia, ripetuto a Londra, test per l’intera Inghilterra, ha colpito molti osservatori. Il sociologo Anthony Giddens, già consigliere di Blair, ha notato che dei quindici fondatori dell’Europa, a fine degli anni ’90, tredici erano guidati dalla sinistra. Oggi sono solo due, Spagna e Inghilterra, e quest’ultima forse ancora per poco. È davvero finita un’epoca?
Forse. Oggi il gioco politico non è più tra due modelli, quello capitalista e quello socialista, ma è tutto all’interno del capitalismo e del mercato. Tuttavia dietro a questi cambi di direzione della politica europea c’è anche altro. Leggi il resto dell’articolo

Dopo trent’anni di “uome”, la verità indicibile: le donne hanno voglia di fare i bambini

Claudio Risé, da “Tempi”, 1 maggio 2008, www.tempi.it

Ormai i dati sono fin troppi. Il modello della donna cattiva e vincente, della “Uoma”, come la chiamava un settimanale femminile italiano nei propri manifesti pubblicitari alla ricerca di uno sperato (ma mancato) rilancio, della donna-Ego, che calpesta il mondo pur di affermare se stessa, si è rivelato per le donne una straordinaria fregatura. Molte hanno ormai fatto tutto quello che il sistema culturale ha loro proposto: messo se stesse al primo posto rispetto a tutti gli altri, limitato le proprie disponibilità sentimentali, rimandato nell’avere bambini, abortito quando sembrava opportuno.
Ora si ritrovano, in tutto l’Occidente, spesso sole e infelici, a volte i bambini non arrivano più, o loro non ce la fanno più ad averli, gli uomini sono stati allontanati, ma non ne vengono altri, la solitudine morde, cattiva, e buona parte della vita è passata. La carriera a volte è arrivata, ma nel suo tipico modo: viene e poi se ne va, ti lascia ancora prima che tu possa farne veramente qualcosa, come del resto capita, da sempre, alla gran parte degli uomini. Leggi il resto dell’articolo