I maschi e la riproduzione. Riflessioni su ragioni e forme di una crisi

(di Claudio Risé, da “I Quaderni di Scienza & Vita”, 22 aprile 2008, www.comitatoscienzaevita.it)

L’impotenza aumenta, la sterilità anche, la libido cala. Sono fenomeni noti, in continuo (fino ad ora) peggioramento, come mostrano gli articoli e i dati presentati in questo fascicolo.
I fattori che incidono negativamente sulla sterilità sono molteplici, ma la loro presentazione è spesso condizionata dall’ottica del modello culturale dominante, che tende a “tacere” gli effetti di comportamenti e sostanze ostinatamente considerati “leggeri”, abbondantemente tollerate dai gruppi dirigenti, anche se dal punto di vista scientifico sono ormai noti i loro effetti “pesanti”.

Continua a leggere

Annunci

3 Responses to I maschi e la riproduzione. Riflessioni su ragioni e forme di una crisi

  1. Redazione says:

    CALENDARIO DI GIOVANNI BELARDINELLI

    (dal Corriere della Sera 30/05/2008)

    Cannabis sterile

    Poche immagini sono più ostinatamente radicate nella nostra cultura di quella relativa alla pianta simbolo del sessantotto, la marijuana; poche cose riteniamo più ovvie del fatto che qualche “canna” non ha mai fatto male a nessuno. Eppure vari studi internazionali hanno da tempo reso noto il contrario, documentando i rischi per la salute dovuti all’uso di cannabis; ma tendiamo ad ignorarlo prigionieri come siamo della vecchia immagine gioiosamente libertaria della marijuana. E’ anche per questo, perchè contraddice una tale immagine, che merita di essere segnalato ciò che scrive sull’ultimo dei quaderni dell’Associazione “Scienza & Vita” lo psicoanlista Claudio Risé, rivelando come ricerche analoghe svolte in Irlanda e in Italia, abbiano accertato che tra le cause dell’aumentata sterilità maschile va incluso anche il diffuso consumo di marijuana. Prendere atto di dati del genere, non rappresenta, in fondo, (anche) un piccolo contributo ad una celebrazione non agiografica del quarantennale del sessantotto?

  2. armando says:

    “l’ingrediente attivo della cannabis (THC) ostacola la mobilità degli spermatozoi, diminuendone la capacità di penetrare la cellula uovo per fertilizzarla” ..
    Leggendo mi veniva in mente che la penetrazione maschile è stata definita come violenza in sè, e dunque ogni figlio concepito in modo naturale come frutto, per questa concezione ideologica, di violenza oppressiva.
    A sentire tutto quello che i media raccontano del maschile, della sua prepotenza, arroganza, dei suoi supposti privilegi, viene da chiedersi immediatamente quanto di quella ideologia sia penetrata nel profondo della psiche collettiva, femminile ma anche maschile. Sotto accusa sono finiti anche i tradizionali comportamenti degli uomini che precedono, per favorirla, la penetrazione: corteggiamento, avances, omaggi indesiderati, perfino gli sguardi, e non solo ciò che potrebbe essere considerato stalking, reato peraltro impalpabile e indefinibile se non rispetto alla percezione soggettiva femminile.
    Medea sembra aver preso il potere, dunque, e simmetricamente gli uomini si aggirano incerti come mendicando un suo segno di benevolenza. Ma la cosa più annichilente per noi maschi, è che abbiamo contribuito in modo determinante.Attivamente facendoci noi stessi promotori di quelle idee, o in modo passivo, opportunistico, rinunciando ad esprimere quello che dentro di noi pure sentivamo come giusto.
    A quarant’anni dal celebrato 68, come dice anche l’articolo del Corriere, spero i nostri figli o nipoti riescano a rendersi conto dei guasti della mia generazione come noi facemmo coi nostri padri. Avrebbero molte più ragioni delle nostre, vista la devastazione che abbiamo contribuito a produrre.
    E’ amaro dirlo, ma è così.
    armando

  3. paolo ferliga says:

    Nella dipendenza dalla cannabis, come in ogni dipendenza grave, si esprime l’aspetto passivo e sterile tipico del nichilismo dilagante nella postmodernità. Ma anche la crisi profonda del maschio contemporaneo che sperimento personalmente nella relazione con i pazienti e con gli studenti delle scuole superiori. Sia come insegnante che come psicoterapeuta trovo di fondamentale importanza l’analisi che Risé ci continua a proporre e in particolare il riferimento alla dimensione simbolica e archetipica espresso in questo saggio. Grazie!
    Paolo Ferliga

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: