I luoghi storici della movida

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 28 luglio 2008, www.ilmattino.it

L’uomo si sta spersonalizzando, perde contenuti e identità. Questo, almeno, annunciava la sociologia fino a pochi anni fa (e molti ancora lo credono). Una delle prove di questo svuotamento era che nella vita delle persone i luoghi (spazi da sempre importanti per i gruppi sociali) perdevano importanza rispetto ai cosiddetti non luoghi: spazi di passaggio, anonimi, funzionali, veloci. In futuro, si temeva, ci si incontrerà solo in aeroporto e nei centri commerciali. Non è accaduto.
Sono stati soprattutto i giovani, nel mondo occidentale, a riproporre l’importanza ed il senso dei luoghi «storici». Dove, nelle varie città, ci si incontra da sempre. Tanto che uno dei problemi urbanistici più attuali è come evitare gli ingorghi, gli schiamazzi, il convulso affluire e defluire del «popolo della notte», composto in gran parte di giovani, dai luoghi e quartieri dove ci si è sempre incontrati. Leggi il resto dell’articolo

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Il senso della vacanza

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 21 luglio 2008, www.ilmattino.it

Perché in vacanza spesso non siamo contenti, o ci stanchiamo? A volte abbiamo scelto male, il tour operator, o la compagnia, non andavano bene. Di solito, però, il problema è un altro. Può anche darsi che il posto sia bello, la compagnia ottima, tutto insomma funzioni ma… non ci sentiamo a posto. E torniamo a casa più stanchi di quando siamo partiti. Come mai? Di solito, perché vogliamo «riempire» la vacanza di cose, eventi, persone. Mentre dovrebbe essere un’esperienza di vuoto.
La radice della parola vacanza è la stessa del latino vacuum, che significa, appunto, vuoto. Questo periodo può ristorarci proprio perché fa succedere un momento di svuotamento dagli impegni, incontri, pensieri, alla normale vita quotidiana, che invece è zeppa di tutte queste e altre cose.
La prima necessità della vacanza, per funzionare davvero, è dunque quella di cambiare la nostra vita di ogni giorno. Ciò viene sempre più spesso interpretato come un dover cambiare luogo, abitazione. Stiamo in città, e andiamo in un paese di mare, stiamo in Italia, e andiamo all’estero, convinti che questo cambiamento, di per sé, ci metta «in vacanza». Leggi il resto dell’articolo

Il teologo Mancuso, e i patiti della forza

Claudio Risé, da “Tempi”, 17 luglio 2008, www.tempi.it

Il teologo Vito Mancuso, molto amato non solo dal Foglio, dove scrive cose molto interessanti, sostiene che la forza costituisca il massimo interesse degli uomini e il vero principio che muove la loro storia. In questa convinzione ha dato pochi giorni fa un formidabile assist alla visione dell’uomo e della storia del Friedrich Nietzsche de L’Anticristo, associandosi al filosofo tedesco nell’invitare la Chiesa a parlare della forza, che veramente interessa agli uomini, invece di attardarsi nel riproporre testi e scritture polverose. Il che fa già venire un po’ i brividi: i Vangeli saranno tra quelle?
Mancuso ha citato come riconoscimento della forza anche l’attenta accoglienza riservata a Bush da Benedetto XVI, ben consapevole, sottolinea il teologo, di tutti i morti provocati dalla guerra in Iraq. Par di capire, dunque, che di un gesto di resa al principio della forza si sia trattato (in quello come in altri episodi politici ricordati da Mancuso), a conferma dell’irriducibile potenza della forza, alla quale tutti, Papa compreso, devono piegarsi. A meno di raccontare menzogne, quelle appunto di cui parla Nietzsche. Leggi il resto dell’articolo

Vacanze dei giovani, il rimedio all’ansia

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 14 luglio 2008, www.ilmattino.it

Le vacanze dei ragazzi, e dei giovani in generale, non sono mai state una passeggiata. La loro naturale e sacrosanta propensione per il piacere e l’avventura già tende a metterli in situazioni difficili. La preferenza giovanile per la notte poi (la dea che per i greci era madre di Thanatos, la morte) non fa che aumentarne i rischi. Ora però (la sorte di Federica è solo l’ultimo esempio), la situazione si fa più drammatica. E, alla vigilia della partenza dei figli, i genitori tremano. Il timore è realistico, e opportuno.
Solo gli stupidi non hanno paure: il «timor dei», di ciò che il destino ti può riservare, ha sempre fatto parte della saggezza. Non deve però trasformarsi nella generica e nevrotica «ansia», che ti toglie il respiro senza aiutarti a vedere meglio la situazione, ed è ben nota alla psicologia contemporanea.
Per coltivare un saggio timore, e non diventare ansiosi, può forse essere utile cercare di capire meglio (senza diventare preda di uno sgomento generico), perché le vacanze dei giovani d’oggi, siano le ferie di Federica, o il viaggio d’istruzione di Meredith, o i tanti viaggi oltreoceano di giovani curiosi e ritornati senza vita, abbiano troppo spesso un esito tragico. Leggi il resto dell’articolo

In vacanza dai pregiudizi: per ascoltare l’altro

Claudio Risé, da “Tempi”, 10 luglio 2008, www.tempi.it

Vorrei proporre a me stesso, e ai lettori, di andare in vacanza dai pregiudizi, dalle idee che abbiamo costituito sugli altri e sulle loro opinioni, e che dirigono i nostri comportamenti in modo automatico. Non è una proposta relativista: è solo perché, se non li ascoltiamo con la curiosità e l’innocenza di un bambino, non riusciamo a sentire cosa gli altri ci dicono.
Un esempio di vita quotidiana, per farmi capire. Qualche giorno fa incontro un gruppo di medici, che avevano voluto scambiare le mie opinioni ed esperienze di psicoterapeuta con le loro di cura del corpo. Persone interessate, sicuramente aperte, con una visione della vita, credo, non molto diversa dalla mia (molti anche lettori di questo giornale). Infatti scambio ricco e, mi è sembrato, appassionato. Non senza curiosi inciampi. Leggi il resto dell’articolo

Divorare tutto e il vuoto resta lì

Claudio Risé, da “Tempi”, 3 luglio 2008, www.tempi.it

Ci scrive una lettrice: «Di dipendenze da internet ce ne sono di tanti tipi, io vivo quella da eccesso di ricerca di informazioni. Non mi interessano i videogiochi, chat o altro. Ma di fronte a questo contenitore infinito di dati e notizie di ogni genere continuamente cerco, guardo, studio tutto quello che posso, tutto quello che non so – un universo di cose! Ho l’ansia di non sapere, di dover rincorrere qualcosa, non so bene che cosa, ma ho paura che mi scappi».
La lettrice ha naturalmente alcune ragioni biografiche che l’aiutano in questa direzione. Racconta: «Mi piace molto leggere; non ho potuto studiare granché e questo mi pesa; faccio un lavoro solitario al computer per otto ore di fila», e così via. La trappola in cui è caduta, però, non ha origini esclusivamente (forse neppure prevalentemente), personali.
Ci sono persone estremamente erudite che hanno la stessa dipendenza, e altre cui non capita niente del genere. Si tratta piuttosto, come dimostra la sua vastissima diffusione, di una patologia che ha origine nel modello di cultura proposto dalla coscienza collettiva, col quale tutti, in un modo o nell’altro, ci troviamo a doverci confrontare. Leggi il resto dell’articolo

Maturità drogate

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 30 giugno 2008, www.ilmattino.it

Un po’ di doping per reggere il periodo degli esami di maturità si è sempre usato. Quando li ho fatti io andava di moda il caffé freddo, o per chi si innervosiva troppo poderose brocche di te’, magari con pesche o arance. Ora invece vanno alla grande farmaci e droghe: valium per tranquillizzarsi ed evitare crisi di panico, cocaina per tirarsi su e rimanere svegli. Ma anche vari tipi di amfetamine, e farmaci di solito usati contro il morbo di Alzheimer, sempre per tenersi su di giri.
Sembra che il fenomeno riguardi ormai il 20% dei maturandi.
«Anche se gli insegnanti sembra non si accorgano di nulla – ha detto una studentessa – nelle scuole gira di tutto». Tra lo spaccio quotidiano negli istituti, e Internet, che in quanto a psicofarmaci e amfetamine è fornitissimo (cosa veramente ti venda poi, se le specialità dichiarate o altro, è un’altra questione), si trova tutto velocemente. Leggi il resto dell’articolo