Maturità drogate

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 30 giugno 2008, www.ilmattino.it

Un po’ di doping per reggere il periodo degli esami di maturità si è sempre usato. Quando li ho fatti io andava di moda il caffé freddo, o per chi si innervosiva troppo poderose brocche di te’, magari con pesche o arance. Ora invece vanno alla grande farmaci e droghe: valium per tranquillizzarsi ed evitare crisi di panico, cocaina per tirarsi su e rimanere svegli. Ma anche vari tipi di amfetamine, e farmaci di solito usati contro il morbo di Alzheimer, sempre per tenersi su di giri.
Sembra che il fenomeno riguardi ormai il 20% dei maturandi.
«Anche se gli insegnanti sembra non si accorgano di nulla – ha detto una studentessa – nelle scuole gira di tutto». Tra lo spaccio quotidiano negli istituti, e Internet, che in quanto a psicofarmaci e amfetamine è fornitissimo (cosa veramente ti venda poi, se le specialità dichiarate o altro, è un’altra questione), si trova tutto velocemente.
Del resto, anche la Relazione annuale al Parlamento sullo stato delle tossicodipendenze in Italia, presentata la scorsa settimana in Parlamento dal sottosegretario alla salute, Carlo Giovanardi, conferma indirettamente la diffusione del doping attraverso sostanze: lo scorso anno sono aumentati del 6% i decessi dovuti all’abuso di droga, negli ultimi 5 anni il consumo di sostanze stupefacenti è continuamente cresciuto; sono in aumento i soggetti segnalati per droga e le denunce per reati connessi; diminuiscono i prezzi di cocaina ed eroina per attirare nuovi consumatori, mentre aumenta il prezzo della cannabis, la droga di gran lunga più usata e pista di lancio verso le altre, tuttora in continua espansione; sale infine l’impegno economico che il nostro Paese deve affrontare per i soggetti in cura presso i diversi servizi, Sert e comunità.
Si conferma, insomma, la visione di una vita sostenuta dall’utilizzo continuo di sostanze, usate vuoi come “sostegno” per la prova, che come accompagnamento e amplificazione delle esperienze ricreative e di piacere.
«Molti di noi utilizzano queste sostanze non solo per le prove d’esame, ma anche per divertirsi il fine settimana», ha dichiarato alla stampa un altro studente. Come ha raccontato il rocker Kurt Cobain parlando della sua vita: «da ragazzo mi davano il Ritalin perché ero un bambino iperattivo, poi ho continuato a prendere le amfetamine che c’erano dentro, a cui ero abituato, e infine sono passato all’eroina».
I “grandi”, gli adulti, non sono diversi da questi “toxic children”, da quest’infanzia intossicata. Il ministro Giovanardi ha confermato che anche in Parlamento si consumano droghe, pur negando che ne faccia uso la maggior parte dei deputati. La scrittrice Isabella Bossi Fedrigotti, commentando i dati sull’uso di droga dai giovani in Alto Adige, ha ricordato (sottolineando il fondamentale ruolo dell’esempio), che non solo popolarissimi divi dello spettacolo, ma moltissimi sportivi si sono rivelati consumatori di sostanze alteranti il normale funzionamento psicofisico. Come stupirsi se i ragazzi imitano questo eroi che il nostro tempo copre di successo e denaro?
A sostenere lo sviluppo nell’uso delle varie droghe, assunte per gli usi più diversi, per superare un esame o per divertirsi, è però un vissuto, che i giovani condividono con gli adulti tossici come loro, deputati o campioni che siano. Si tratta dell’insicurezza. La sensazione che, se non ci “si fa”, non ce la si può fare. Una fortissima debolezza, che invece di essere umilmente registrata, e combattuta con la preparazione e l’allenamento alle prove, viene “rimossa” con l’euforia artificiale della droga. Come dimostra il suo uso alla maturità.

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One Response to Maturità drogate

  1. Roberto L. Ziani says:

    Daccordo sull’influsso del cattivo (impunito/impunibile) esempio, ma io aggiungo anche che molti ricorrono al doping per (mutatis mutandis, certo) lo stesso motivo per cui si passa col rosso: per guadagnare tempo, trovare scorciatoie, risparmiare la fatica dell’attesa e della dedizione. Filosofia vigliacchetta. Generazioni intere hanno affrontato prove difficili soffrendo, talora fallendo, riprovando, e facendocela: solo le più recenti vogliono non fallire mai, non perdere tempo in approfondimenti, ecc. E via con la chimica (che – lo sanno anche i sassi – di qua ti aiuta e di là ti guasta, ma tanto si troverà ben un’altra pasticca che corregge gli effetti collaterali della prima, no?). Caratteri deboli immersi in un clima esageratamente competitivo.
    RLZ

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