La condotta non è più un fantasma

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 4 agosto 2008, www.ilmattino.it

Per dieci anni, dal 1998 (riforma della scuola del ministro Berlinguer) al 2008, abbiamo finto che la condotta non incidesse sul profitto scolastico, e la formazione educativa. I risultati sono visibili in centinaia di filmati su YouTube, ma anche in infinite notizie di cronaca, processi, e provvedimenti amministrativi. Che parlano di scuole allagate, stupri di classe, insulti, molestie, spaccio. Assieme al voto, era infatti scomparsa anche la differenza tra buona e cattiva condotta. Ora il tabù è caduto, e la condotta torna ad essere nominata, valutata, e votata. Chi non arriverà alla sufficienza, passerà dei guai.
Anche se (ed è un apprezzabile tratto realistico delle nuove misure) senza retorica. Per continuare tranquillamente gli studi, infatti, non sarà più necessario il disprezzato otto in condotta di una volta, ma basterà la sufficienza: il sei. Si esce così dall’epoca lontana dell’obbligatoria condotta eccellente (il nove), ed insieme dalla recente utopia dell’irrilevanza dei comportamenti.
Mantenere a scuola una condotta sufficientemente buona, per un adolescente non è mai stato semplice. Non si esige quindi l’eccellenza, ma una normale sufficienza. È certamente un buon approccio, che riequilibra (almeno da questo punta di vista) la scuola italiana, sempre in bilico tra la grandiosità del suo passato «idealista» e la miseria attuale.
Accettare di affrontare la questione della condotta, da parte del ministro Mariastella Gelmini, è molto di più che adottare una misura indispensabile all’ordine pubblico nelle scuole. La condotta, infatti, che rimanda al latino sapersi condurre, guidare (aspetto fondamentale della cura e controllo di sé), è elemento centrale nello sviluppo della personalità, e quindi nella formazione educativa. L’abolizione della condotta fu l’atto, col quale il ministro per l’Istruzione rimosse l’intera questione dell’educazione al controllo ed alla guida di sé, che non sapeva come affrontare. La questione della «buona» condotta richiede, infatti, uno sguardo laico, non ideologico.
È buona la condotta che consente la formazione di un individuo libero, nel rispetto delle regole a tutela di sé e degli altri. Queste però sono categorie liberali, proprie di quella che dai marxisti veniva chiamata «scuola borghese», che loro volevano appunto cambiare. Eliminare la condotta, per concentrarsi sul profitto (che naturalmente invece crollò, assieme alla condotta), doveva, nella visione dei marxisti che si occuparono della scuola italiana, depurarla degli aspetti culturali e comportamentali «borghesi», tradizionali, per esaltare invece le potenzialità formative delle nuove masse popolari. Lo studente non doveva essere valutato nel suo obbedire a regole «borghesi», ma nella sua capacità di apprendimento. Era una visione parziale e superficiale, come tutte quelle ideologiche, che non teneva conto della fondamentale importanza, in ogni formazione educativa, dell’imparare a mediare tra norma e pulsione, tra spinta individuale e richieste dell’istituzione e del gruppo.
Se non sai venire a patti con le regole proposte dall’istituzione scuola, qualsiasi sia in quel momento il suo orientamento, difficilmente saprai mediare con le tue pulsioni, e condurti (appunto) al conseguimento di obiettivi più vasti.
Questa consapevolezza è propria della posizione laica e liberale, mentre viene negata da ogni posizione ideologica, di destra o sinistra che sia. Il ritorno della condotta potrebbe segnare dunque la fine della «fase ideologico-infantile» della scuola italiana, ed il suo ingresso nel realismo della maturità.

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2 Responses to La condotta non è più un fantasma

  1. Roberto L. Ziani says:

    Verissimo, era un classico della scuola intesa come esamificio il motto “teste ben riempite” anzichè “teste ben fatte”, con l’attenzione quantitativa sul nozionismo e la rimozione totale di ogni altro aspetto dello studente come individuo problematico. Speriamo davvero che si badi un po’ di più alla formazione umana di questi virgulti che la tecnofollia sta traviando a tutto andare.
    Saluti a tutti.
    RLZ

  2. Paola says:

    Ciao! sono arrivata qui per caso dal blog di Nessie. Mi interessa molto l’argomento. Quest’anno nella classe di mio figlio sono stati bocciati 4 bravi ragazzi. Quattro ragazzi dei quali 2 non hanno MAI avuto debiti e tutti e quattro MAI avuto meno di otto in condotta. Insomma, i classici quattro bravi ragazzi che hanno preso qualche “scivolone” in filosofia o in storia e qualcuno, al massimo in matematica.
    Che dire? In tempi di bullismo pare molto strano che quest’anno caschino teste a caso, forse proprio dove c’è una condotta persino troppo buona nei confronti di insegnanti incapaci e/o assenti. Una lotta intestina col Preside che salomonicamente ha deciso di fissare la data degli esami a luglio, per non scontentare i professori riottosi che anelavano vacanze lunghe? Può essere, sta di fatto che a oggi, in Italia, bulli vanno avanti e ragazzi rispettosi restano indietro. I compiti d’esame sono stati “appallottolati”, i docenti si sono “menati” e i ragazzi…..? Sono senza parole, mio figlio va bene a scuola, ma questa….E’ UNA SCUOLA??!?
    L’Istituto è il Liceo Scientifico Marconi-Delpino e si trova a Chiavari (GE).

    p.s. molti ragazzi, in altre classi, sono stati promossi con 3+ di matematica!!
    LA CONDOTTA VA INSEGNATA E PRETESA INNANZITUTTO DAI SEDICENTI DOCENTI. Tutta gente figlia del ’68. Devastanti, altro che 6 in condotta.

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