Le storie che insegnano

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 29 settembre 2008, www.ilmattino.it

Si è discusso moltissimo di grembiulini, e di maestro unico. Argomenti importanti, che però toccavano aspetti relativamente esterni al «core business» della scuola: gli allievi, e la loro capacità/disponibilità ad apprendere. Come si fa ad insegnare qualcosa a un bambino, e poi a un adolescente? A quali condizioni lo studente si rende disponibile ad apprendere, organizzare le idee, mettere a fuoco un linguaggio? La funzione, e la difficoltà della scuola, infatti, è proprio questa.
Ammesso che i maestri sappiano cosa devono insegnare, la parte più difficile è però far loro capire come farlo. Mentre moltissimi sembrano disposti a scendere in piazza in nome della lotta ai grembiuli, e, naturalmente, della pluralità dei maestri (che significa anche moltiplicazione dei posti), pochi sembrano interessati alle condizioni psicologiche che rendono possibile l’apprendimento. Leggi il resto dell’articolo

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La società al femminile? Una fregatura

Claudio Risé, da “Il Giornale”, 22 settembre 2008, www.ilgiornale.it

La “società femminilizzata” è una grandissima fregatura per tutti, uomini e donne. Le donne perché sono state spodestate anche della loro “regalità” domestica, ormai contesa da maschi petulanti, che sanno tenere la cucina spesso meglio di loro.
I maschi perché ricacciati dal circo politico-mediatico (del resto ancora in gran parte maschile) nel girone dei violenti, gente da sottoporre a schedature di massa del DNA, come propongono le Commissarie Europee, o da non lasciar viaggiare accanto a bambini soli, come prevede British Airways.
Donne spregiudicatamente sfruttate sul lavoro, come i maschi, e uomini controllati e tenuti in permanenza sotto lo stigma del pregiudizio sociale: questo, e non altro, è la “società femminilizzata” sviluppatasi in modo accelerato dagli anni 70 in poi. Leggi il resto dell’articolo

Quando il risparmio impazzisce

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli”, 22 settembre 2008, www.ilmattino.it

Le tempeste che agitano i mercati finanziari dimostrano una verità paradossale, vera nella vita economica, ma anche in quella psicologica ed affettiva: i grandi disastri non nascono dai debiti, ma dal risparmio. Le grandi banche fallite negli Stati Uniti (e nel mondo) non sono state rovinate da debiti non pagati dalle industrie, ma dalla pessima gestione che hanno dato agli enormi risparmi loro affidati. Anche la psiche si scompensa più facilmente risparmiando, che investendo generosamente.
Se si scorrono le cronache del disastro, si scopre che le banche che hanno rischiato di rovinare il pianeta non si sono svenate per finanziare imprese poi entrate in difficoltà. Hanno sperperato i soldi dei risparmiatori, vendendo loro stravaganti scommesse, presentate sotto la forma di tranquille obbligazioni. Che naturalmente nel momento in cui i sottoscrittori non sono più accorsi a frotte (per via della crisi del mercato immobiliare), non hanno più potuto essere onorate. Leggi il resto dell’articolo

Train surfing: la passione su tavola che diventa angoscia

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 15 settembre 2008, www.ilmattino.it

Si chiama «train surfing»: i ragazzi d’oggi lo praticano ovunque, dal metrò di Londra, alla provincia italiana, alle metropoli africane. Consiste nel correre in piedi sui tetti delle carrozze di un treno in corsa, o del metrò. Si impara a fare train surfing anche sui vagoni fermi, di notte: così si sono fulminati due ragazzi quest’estate, in una deserta stazione del nord Italia.
Il tetto della carrozza come tavola di surf, la velocità, la morte dietro l’angolo. Questo li eccita. Perché? La ricerca del pericolo gioca un ruolo centrale in questo ultimo grido del malessere giovanile. Lo spiegano decine di filmati su YouTube, diario dei sogni e dei malesseri contemporanei. Leggi il resto dell’articolo

Il rifiuto del cibo

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 8 settembre 2008, www.ilmattino.it

Cinque europei su cento non mangiano quasi nulla, oppure troppo. Sono sempre più numerose le persone che non riescono ad alimentare correttamente il proprio corpo, fino a mettere in pericolo prima la salute, poi la stessa sopravvivenza.
All’origine di queste difficoltà non ci sono più problemi economici (come ancora all’inizio del secolo scorso) ma psichici. Le persone possono comprarsi anche molto cibo, ma poi preferiscono buttarlo via che mangiarlo, vomitarlo, piuttosto che digerirlo.
Come se uscire dalla minaccia della fame, possibilità sempre incombente fino a poco più di cinquant’anni fa, avesse portato con sé la perdita della spinta a nutrirsi. Che invece di essere un fatto naturale, istintivo, come nel bambino appena nato, diventa (assieme a tanti altri comportamenti una volta «automatici»), una possibilità tra altre, come quella di non alimentarsi affatto. Una scelta che per essere compiuta richiede elementi che apparentemente non c’entrano affatto con il cibo, come assenza di traumi infantili e famiglie ben funzionanti. Leggi il resto dell’articolo

In cammino con i senza patria

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 1 settembre 2008, www.ilmattino.it

Come mai i cristiani si definiscono senza patria? Proprio loro, accusati da intellettuali e filosofi di voler comandare su politica, economia e coscienze?
«Uomini senza patria», del fondatore di Comunione e liberazione, Luigi Giussani, ha infatti concluso il Meeting di Rimini di quest’anno (settecentomila partecipanti: numerosi, per degli apolidi). Come se i ciellini capissero oggi meglio le parole del fondatore: «Voi non avete patria, perché non siete assimilabili a questa società».
La questione, però, va ben oltre Cl. È curioso, e gravido di conseguenze, fin dalla nascita del cristianesimo, che la religione oggi più diffusa nel mondo, non si riconosca in una «patria». Questo spiega anche l’insofferenza dei suoi molti nemici. Un potere delocalizzato è più inquietante (ed anche interessante), di qualsiasi impero. Leggi il resto dell’articolo