Il ritorno della tavola conviviale

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 24 novembre 2008, www.ilmattino.it

Si torna a tavola. Negli anni iperconsumisti ed iperproduttivi, in casa non ci si riuniva quasi più attorno a questo vecchio mobile. Non c’era tempo. Fuori, i tavoli dei ristoranti per Vip, adeguandosi, si stavano trasformando in vistosi ma isolati palcoscenici per coppie in cerca di intimità pubblicizzata, destinata a promuovere l’immagine. Ora il contrordine. Nei ristoranti più accurati arriva la «tavola conviviale», dove si pranza in gruppo. Ci si siede, e a tavola ci si conosce.
Non si tratta di una novità assoluta. In Francia, dove la tradizione della convivialità è forte e collaudata nei secoli, la «table d’hote», la tavola per gli ospiti, è da tempo immemorabile una tradizione delle migliori locande, che divennero poi i «relais et chateaux» negli anni del benessere di massa. Leggi il resto dell’articolo

Parsifal – Prossimi appuntamenti

Che il tuo coraggio sia accompagnato dalla pietàStoria archetipica e di formazione, Parsifal narra le vicende di un giovane uomo (cavaliere) che, orfano di padre perché morto in battaglia, si trova a rapportarsi con il mondo solo con l’aiuto del “femminile” della madre, vedova disperata che cerca di proteggere ossessivamente il figlio da ogni fatica e da ogni pericolo.
Grazie all’incontro con i cavalieri, Parsifal decide di allontanarsi da lei e di buttarsi finalmente nel desiderio, nella vita.
Sprovvisto di una guida paterna che gli indichi i limiti e che gli offra un’identità, solo al termine di un drammatico percorso personale Parsifal, ritrovando il p-Padre e il suo amore, riuscirà a compiere la realizzazione piena della sua vita.

PROSSIME REPLICHE DELLO SPETTACOLO DI DAVIDE GIANDRINI

– 11 dicembre teatro piazza dei mestieri TORINO
– 03 gennaio teatro comunale di PAULLO MILANO
– 14 marzo per i MASCHI SELVATICI (da confermare)
– 15 marzo teatro parrocchiale di BIZZOZZERO VARESE

Liberamente tratto da Parsifal – l’iniziazione maschile all’amore di Claudio Risé

Scritto e interpretato da Davide Giandrini

Con la consulenza di Claudio Risé e la regia di Franco Palmieri

Io sono accoglienzaRicchissimo nella vicenda, nelle ambientazioni, nel numero dei personaggi e nel loro continuo rimando simbolico è essenzialmente un viaggio nell’iniziazione maschile all’amore sensuale, cruento, molto doloroso, comico, profondissimo.
Parsifal è un bambino padrone del mondo, che camminando impara, lentamente si piega, finalmente piange e umile si rialza col viso da uomo.
È il passo oltre il proprio ego, è un abbraccio alla vita, a Dio.
Provocazione vera all’uomo, a quello di oggi più che a quello di ieri, Parsifal è una vittoria.
Una vittoria del grido sul capriccio della responsabilità sul piagnisteo del lasciare sul trattenere.
Del buttarsi nel desiderio sul timore.
Storia di una conversione.

La forma dello Spettacolo di Davide Giandrini è quella del monologo, dove lo spiegarsi del racconto viene rappresentato attraverso l’interpretazione dei personaggi.

Per info: www.davidegiandrini.itsegreteriagiandrini@fastwebnet.it

E la bolla sentimentale scoppia

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 17 novembre 2008, www.ilmattino.it

Il mondo ha scoperto di vivere al di sopra dei propri mezzi, e ha frenato bruscamente. Accade con regolarità, dopo un lungo sviluppo, seguito per solito da una fase diversa, quella della stagnazione, o recessione. Nella quale anche la psiche individuale scopre, di solito, di essersi abituata a spendere più energie di quelle disponibili, e corre ai ripari.
Quali sono gli ambiti in cui la contabilità energetica individuale segnala più spesso eccessi, invitando a un maggiore realismo?
Quello economico è il più facile da individuare; infatti lì gli effetti sono più rapidi, subito segnalati dalle rilevazioni sulle spese e sui consumi. Le persone si accorgono di aver seguito stili di vita sproporzionati ai mezzi effettivamente disponibili, e corrono ai ripari. Il bilancio dei costi e dei benefici segnala regolarmente investimenti eccessivi verso l’esterno, l’immagine, il far colpo sugli altri, il tenere il passo dei conoscenti di maggior prestigio e mezzi, a detrimento del piano personale, dei gusti più intimi, degli affetti, delle abitudini tradizionali. Leggi il resto dell’articolo

Un sogno non solo americano

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 10 novembre 2008, www.ilmattino.it

Il sogno non è solo americano. Oggi tutto il mondo ha bisogno di sognarlo. Quel sogno è indispensabile per muovere la realtà, darle slancio, ispirarla, anche nel senso di darle speranza.
Sognare non riguarda solo l’evasione, la notte, ma soprattutto la vita quotidiana, che dai sogni trae le intuizioni migliori. Ecco perché tutto il mondo, che non sognava più da un pezzo, aveva bisogno di fare un sogno come quello che l’America gli ha regalato, e gliene è grato, anche un po’ commosso.
Quali sono gli elementi principali del sogno Barack Obama, e a quali passioni corrispondono? Innanzitutto c’è la passione dell’eguaglianza, nel senso di uguale dignità e possibilità di affermazione per tutti gli esseri umani. Un sogno che oggi molti, in tutto il mondo, sentivano il bisogno di godersi. Da quando l’ideologia socialista (che nell’800/’900 aveva annunciato l’eguaglianza) era precipitata nel socialismo reale, nei Gulag e nell’oppressione dei popoli conquistati con l’Armata Rossa, l’eguale valore di ogni essere umano aveva perso forza e attrattiva, sia nei modelli culturali proposti che nelle ricette della politica. Mentre i paesi socialisti si logoravano, nel mondo il sogno dell’eguaglianza venne gradualmente occupato dal mito dell’affermazione individuale, delle grandi ricchezze di pochi eletti, dei vip, distantissimi dai comuni mortali, delle cui privilegiate (e spesso sgangherate) vicende i più sfortunati si nutrivano avidamente, spiandole dai media, dai gossip, dalle sitcom. Leggi il resto dell’articolo

Fine dell’abbondanza, e dell’esibizione

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 3 novembre 2008, www.ilmattino.it

Negli ultimi giorni le piazze italiane sono diventate teatro di vari tipi di proteste. L’osservazione della psiche, del profondo, mostra però una tendenza diversa da ciò che appare all’esterno e viene ripreso dai telegiornali. Quella non di esporsi, ma piuttosto di ripararsi, non di gridare, ma di ascoltare con attenzione i segnali dell’ambiente circostante, per capire cosa sarà meglio fare. Del resto questa tendenza, più cauta, è in sintonia innanzitutto con la stagione: l’autunno. Un tempo che alla psiche umana suggerisce più volentieri rientri in casa, anziché discese in strada.
Certo, ci fu anche l’«autunno caldo» del 1969. Ma fu l’ultimo frutto importante della «primavera del ’68», e sarebbe comunque finito in tutt’altro modo se non avesse coinciso con un periodo di sviluppo economico, dei commerci e dei consumi, che convinse tutti ad accettare ogni richiesta avanzata dalle piazze e dalle organizzazioni sindacali e studentesche.
Nell’espansione, tutto cresce: richieste e concessioni. Ci si azzuffa, ma lo spirito del tempo lo prevede e lo consente. Leggi il resto dell’articolo