La «fabbrica culturale» che rimuove vita & morte

(Claudio Risé, da "Avvenire", Inserto "E’ vita", 29 gennaio 2009, www.avvenire.it) Alla vigilia della XXXI Giornata per la vita esce il libro «Questioni di vita e di morte» (edito da Ares), una raccolta di dieci interviste sui temi di etica e di diritto naturale raccolte da Tommaso Scandroglio. Dall’aborto alla fecondazione assistita, passando per le coppie di fatto e l’eutanasia, il volume affronta temi più che mai attuali, dentro e fuori dal nostro Paese. Qui di seguito pubblichiamo alcuni stralci della prefazione del libro, firmata da Claudio Risé, che riflette sui modelli culturali che si affermano sull’inizio e la fine della vita.

Il modello culturale dominante non ama le questioni di vita e di morte. Ne parla, naturalmente: tutti i temi dei capitoli di questo prezioso testo occupano ogni giorno pagine di giornali, trasmissioni televisive, discussioni parlamentari, convegni. Ma come se ne parla? Riducendo la vita, e la morte, a costume, discorso, ‘fabbricazione culturale’, dispositivo giuridico-amministrativo. Alla fine di tutti questi ‘discorsi’ socialmente accettati e promossi, la vita, e la morte, con la loro chiarezza e semplice umanità (e insieme la loro profondità e il loro mistero), non ci sono più. Al loro posto c’è il succedersi delle descrizioni di costume, l’ipnosi dei comportamenti quali che siano, la celebrazione delle tecniche. Leggi il resto dell’articolo

Procreazione, amore e calcolo

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 26 gennaio 2009, www.ilmattino.it

La nascita di un bambino si può decidere razionalmente, come altri eventi della vita, per esempio l’acquisto di una casa o contrarre un mutuo? Di certo, nel corso della storia umana, la procreazione è diventata sempre più consapevole e motivata. Quali sono però le conseguenze di questo secolare processo, bruscamente accelerato negli ultimi quarant’anni? Ne parleranno da giovedì al Maschio Angioino gli studiosi convenuti a Napoli per discutere di «Procreazione tra fantasma e desiderio».
È proprio lì infatti, nella zona fluida tra conscio e inconscio, razionalità e passione, calcolo e spinta emotiva, che si collocano le esperienze umane che portano alla riproduzione. Leggi il resto dell’articolo

Costruire una vita felice nella forza elementare della vita

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 19 gennaio 2009, www.ilmattino.it

I bravi ragazzi ci sono ancora. Le loro buone azioni, però, fanno notizia per un solo giorno, diventano un breve spot pubblicitario sul «bene», per lasciar subito spazio alle consuete celebrazioni dei soliti «cattivi e cattive ragazze» che, come dicono molte pubblicità: «Vanno dappertutto».
Come mai questo diverso trattamento del sistema di comunicazione, che a parole deplora il male, ma poi non si occupa granché di chi lo contrasta, non presenta la sua vita come esempio per gli altri? Prendiamo la storia di Ermir.
Diciassette anni, vive e studia al quartiere Laurentino di Roma, dove è arrivato dall’Albania 10 anni fa con la mamma, che ha potuto allora ricongiungersi al marito, meccanico. Ermir qualche giorno fa ha rischiato di farsi ammazzare per difendere un compagno, aggredito sul campo di basket del liceo da tre bulli con coltello e pistola. Un fendente gli ha perforato il polmone; è grave, ma ce la farà. Leggi il resto dell’articolo

Servirsi del clima per stare meglio

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 12 gennaio 2009, www.ilmattino.it

Forse il «riscaldamento globale» non ci sarà. Alcuni meteorologi, ambientalisti convinti, hanno comunicato con imbarazzo che i ghiacci sono tornati ai livelli di alcuni decenni fa. Nel frattempo, fa piuttosto freddo, nevica molto, e piove abbondantemente.
Il nostro immaginario, che stava sviluppando fantasie tropicali, è di nuovo alle prese col gelo ed altri guai invernali. La psiche collettiva è abbastanza disorientata e confusa. Come condursi in scenari ambientali così mobili e incerti?
Il tempo, quello che fa e quello che ci si aspetta, pesa molto sulla psicologia dei popoli. I riti agresti, le danze della pioggia, i sacrifici perché il sole non si spenga, raccontano come le manifestazioni climatiche abbiano sempre ed ovunque preoccupato l’uomo. Esse, infatti, si collocano tra i fenomeni incontrollabili dell’esistenza, quelli che influenzano fortemente la vita dell’uomo, ma sono scarsamente condizionabili da lui. Leggi il resto dell’articolo

Negli Usa i “tossici” sono diminuiti, e in Italia come sarà il 2009?

(Di Antonello Vanni, autore di Adolescenti tra dipendenze e libertà. Manuale di prevenzione per genitori, educatori e insegnanti, Edizioni San Paolo, pubblicazione prevista per gennaio 2009)

Capodanno felice in Usa: un milione di giovani in meno oggi usa droghe rispetto al 2001. Lo dicono i dati presentati da pochi giorni alla Casa Bianca e disponibili in due comunicati dell’Office of National Drug Control Policy. Vediamo i dati del primo comunicato Reducing Drug Use in America [leggi qui]: il 25% di adolescenti in meno usa droghe rispetto al 2001; il consumo di cannabis è calato del 25%, quello di metamfetamine del 50%, di ecstasy del 50% e di steroidi del 33%. Le buone notizie poi non riguardano solo le droghe “illegali” ma tutte le sostanze psicoattive: l’uso giovanile di alcol è diminuito del 21%, quello di sigarette del 38%. E ancora: in calo la cocaina presso gli adulti nel mondo del lavoro: negli ultimi due anni si è registrata infatti una diminuzione dei test positivi a questa droga pari al 38%.
Quelli qui presentati sono certamente dati eccezionali ma non sono impossibili da raggiungere: sono il frutto di un impegno intenzionale e costante volto a migliorare la realtà giovanile, nel desiderio di tutelarla dai rischi mortali di tutte le droghe.
[leggi tutto l’articolo su Il Sussidiario.net]

L’impossibilità di prevedere il futuro

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 5 gennaio 2008, www.ilmattino.it

Inizio d’anno, tempo di previsioni. Quanto, però, sono fondate? Quindici giorni fa tutti assicuravano, in Italia, e in Occidente, un drastico calo nelle vendite natalizie. Non è stato quasi mai così, anche se solo negli Stati Uniti (dove peraltro si temeva il crollo maggiore), ci sono stati feriti gravi per la ressa degli acquirenti all’apertura dei grandi magazzini. Il futuro, anche vicino, si rivela ancora impenetrabile, seppur scrutato da esperti. Allora perché continuare a spiarlo?
Il fatto è che l’uomo rinuncia con difficoltà all’ipotesi che il domani sia già scritto, e che quindi la riuscita della vita dipenda solo dall’indovinare la soluzione, in realtà già stabilita. A molti questa specie di scommessa sembra più accettabile e facile che riconoscere invece che tutto è in continuo movimento, e quindi il successo è piuttosto legato alla prontezza nell’adattarsi alle circostanze, alla determinazione nel continuare a costruire giorno per giorno, disponibili ad adattare, modificare, disfare, ricominciare. Leggi il resto dell’articolo