Come scegliere la maschera giusta

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 23 febbraio 2009, www.ilmattino.it

Non sarà, probabilmente, un gran Carnevale. Non perché c’è la crisi; anzi quella spinge a divertirsi, proprio per uscirne, almeno per qualche ora. Il Carnevale è in difficoltà perché le persone fanno sempre più fatica a mettersi in maschera. Il gioco della maschera, infatti, diverte chi sa bene qual è il proprio vero volto. Questo, però, è proprio il problema dell’uomo di oggi: chi sono veramente? Qual è la mia vera identità? Se ti senti così, mascherarsi è angoscioso, non divertente.
È addirittura il problema del mondo globale, il cui vero eroe è l’«Arlecchino servitore di due padroni», non a caso uno degli spettacoli più rappresentati nel mondo intero. Il fatto è che nessuno oggi ha più un’identità così salda da riuscire a mettersi in maschera bene, e rendere credibile il proprio travestimento. Quando qualcuno ne è capace, come i finanzieri Bernard Madoff, o Allen Standford, mette in ginocchio furbi e sperimentati banchieri, fondi d’investimento, e opere pie, che se ne contendono i servizi, come i ricchi e vanitosi padroni dell’Arlecchino. Leggi il resto dell’articolo

I due volti del ritorno dei padri

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 16 febbraio 2009, www.ilmattino.it

I padri tornano in scena. Un papà molto determinato ha guidato in prima persona, con sconcertante certezza, il dramma di sua figlia Eluana. Padri meno ascoltati, separati o in famiglia, stanno organizzando incontri e dibattiti in decine di località italiane per il 19 marzo, festa del papà. Altri ancora si affacciano alle cronache, dal tredicenne inglese Alfie, ai padri tedeschi che protestano per non aver potuto salvare i loro figli dall’aborto. La paternità torna visibile. Non senza inquietudini.
Al padre come personaggio sociale non eravamo, infatti, più abituati. Almeno dagli anni 70 e dagli slogan «antipatriarcali» del femminismo, i padri non si erano più esposti in quanto tali come protagonisti di vicende pubbliche: temendo deplorazioni, si erano zittiti. La paternità era così progressivamente diventata un fantasma, di cui si sapeva poco, e cui si attribuivano di volta in volta qualità contraddittorie: l’autoritarismo, oppure la sdolcinatezza del «mammo», o anche il menefreghismo del metrosexual, nella cui vita il figlio sta tra la palestra e una conquista. Leggi il resto dell’articolo

La settimana per i padri

Lunedì 16 marzo ore 20.45 – c/o Cinema Teatro “Politeama” P.zza Mons.Bianchi – Manerbio (BS)

Conferenza sul tema del padre – Relazioni:

Il segno del padre nel destino dei figli e della comunità
Prof. Paolo Ferliga, docente di Storia e Filosofia al liceo classico “Arnaldo” di Brescia, docente di Psicologia dell’Educazione alla Facoltà di Medicina dell’Università di Milano Bicocca, psicoterapeuta, autore de “Il segno del padre” (Moretti & Vitali Ed.), www.paoloferliga.it

Adolescenti tra dipendenze e libertà: il ruolo del padre nella prevenzione
Prof. Antonello Vanni, educatore e studioso di problematiche adolescenziali, docente di Lettere, autore di “Adolescenti tra dipendenze e libertà. Manuale di prevenzione per genitori, educatori e insegnanti” (San Paolo Ed.), www.antonello-vanni.it

Introduzione: dr. Paolo Mombelli, psichiatra, psicoterapeuta Leggi il resto dell’articolo

Costruire speranze col dolore

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 9 febbraio 2009, www.ilmattino.it

Che fare dell’impressione dolorosa, dell’amarezza che lascia la visione di un notiziario, o la lettura di un giornale, in uno qualsiasi dei nostri giorni? Come reagisce la personalità alle notizie di continue violenze, alla penosa scelta tra vita medicalizzata e morte procurata, alla crisi che si aggrava, a migliaia di posti di lavoro distrutti, famiglie scivolate dal benessere alla povertà? Come sottrarsi alla depressione, alla perdita di speranza? Eppure è possibile, anzi necessario.
La comunicazione di massa ci mette a contatto, in modo a volte prepotente, col dolore attorno a noi. Questo ci tocca profondamente. Il problema diventa allora: come fare in modo che questa immersione continua nelle passioni collettive, anche tristi, diventi una risorsa per la personalità, anziché una perdita di energia? Come partecipare ai dolori collettivi senza venirne travolti? Innanzitutto è necessario non fuggire, non assumere un atteggiamento riduttivo, di superiore indifferenza. Leggi il resto dell’articolo

Eluana?

L’aggressione di Nettuno, la cannabis e una generazione di giovani in delirio

(Intervista a Claudio Risé, di Lucia Bellaspiga, da “Avvenire”, 3 febbraio 2009, www.avvenire.it)

Lo hanno fatto «per noia», per «finire la serata». E lo chiamano scherzo: «Cercavamo un barbone cui fare uno scherzo, uno che dorme per la strada… Volevamo provare una forte emozione». Così i tre folli di Nettuno hanno “spiegato” perché han dato fuoco a Navtej, immigrato senza tetto e senza lavoro che invano li supplicava di avere pietà. Parole che, commenta lo psicoterapeuta e scrittore Claudio Risé, rendono se possibile ancora più impressionante il gesto.

Possono ragazzi potenzialmente normali comportarsi in un modo tanto spietato? Che cosa sta accadendo alla nostra società?
Come ha dichiarato il generale dei carabinieri Vittorio Tomasone, non capire lo sfondo reale di questo atroce episodio sarebbe come non vedere ciò che succede attorno ai nostri giovani. Quanto è accaduto a Nettuno ci dice molto sulla realtà disastrosa di tanti ragazzi di oggi, sulla loro devastazione psicologica, affettiva e cognitiva…
Si tratta di un’azione terribile ma anche istruttiva, perché non è la prima volta che accade, anzi, ultimamente episodi simili si sono ripetuti: solo tre mesi fa a Rimini altri giovani hanno bruciato vivo un barbone italiano. Leggi il resto dell’articolo

Beccato a fumare? 500 euro o un percorso di cura al SerT

(Di Antonello Vanni, da “Il Sussidiario”, 2 febbraio 2009, www.ilsussidiario.net)

Padova, 31 gennaio 2009: in vigore un’ordinanza del Sindaco della città Flavio Zanonato: chi verrà colto in pubblico ad acquistare, detenere o utilizzare qualsiasi droga (spinello compreso) dovrà scegliere tra pagare una sanzione (500 euro) o sottoporsi obbligatoriamente ad un percorso di cura e riabilitazione presso un SerT. Secondo Zanonato l’obiettivo è combattere tutte le droghe, e il degrado che producono nella nostra comunità, con un’arma in più che si aggiunge a quella contro lo spaccio (già sanzionato dal codice penale): «È un piccolissimo strumento per combattere lo spaccio e la distribuzione di droghe, sostanze che distruggono i nostri giovani».
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