L’aggressione di Nettuno, la cannabis e una generazione di giovani in delirio

(Intervista a Claudio Risé, di Lucia Bellaspiga, da “Avvenire”, 3 febbraio 2009, www.avvenire.it)

Lo hanno fatto «per noia», per «finire la serata». E lo chiamano scherzo: «Cercavamo un barbone cui fare uno scherzo, uno che dorme per la strada… Volevamo provare una forte emozione». Così i tre folli di Nettuno hanno “spiegato” perché han dato fuoco a Navtej, immigrato senza tetto e senza lavoro che invano li supplicava di avere pietà. Parole che, commenta lo psicoterapeuta e scrittore Claudio Risé, rendono se possibile ancora più impressionante il gesto.

Possono ragazzi potenzialmente normali comportarsi in un modo tanto spietato? Che cosa sta accadendo alla nostra società?
Come ha dichiarato il generale dei carabinieri Vittorio Tomasone, non capire lo sfondo reale di questo atroce episodio sarebbe come non vedere ciò che succede attorno ai nostri giovani. Quanto è accaduto a Nettuno ci dice molto sulla realtà disastrosa di tanti ragazzi di oggi, sulla loro devastazione psicologica, affettiva e cognitiva…
Si tratta di un’azione terribile ma anche istruttiva, perché non è la prima volta che accade, anzi, ultimamente episodi simili si sono ripetuti: solo tre mesi fa a Rimini altri giovani hanno bruciato vivo un barbone italiano.

Non uno straniero, in quel caso, ma pur sempre un debole, un emarginato. Ma che cosa li spinge a tanto?
Un preciso mixing di due sostanze, le più usate in fatti così devastanti: alcol e cannabis. Ogni volta che la cronaca racconta di delitti orrendi, immancabilmente si deve registrare l’uso combinato di queste due sostanze. Ma i media parlano sempre genericamente di “droga” anziché specificare che si tratta di cannabis, così in Italia si continua a pensare che si tratti di “droghe leggere” e il consumo cresce.
Nel resto del mondo si è già corsi ai ripari e con successo, perché tutte le statistiche provano che la cannabis è la droga più frequentemente associata ad atti di violenza. Infatti funziona su alcune zone del cervello che controllano i centri inibitori, e inoltre stimola proprio quel bisogno di «sensazioni forti» che i tre ragazzi di Nettuno hanno dichiarato esplicitamente. Quella «ricerca di emozioni» che hanno descritto è il frutto della cannabis.

Terrificante. E i nostri ragazzini hanno facile accesso a una droga del genere?
Mentre gli Usa già 10 anni fa hanno sferrato la loro guerra alla cannabis abbattendone l’uso del 25% e l’Europa si è mossa da 4-5 anni, in Italia regge la terminologia del ’68 di “droga leggera”, così siamo l’unico Paese in cui ad esempio non si procede sistematicamente con un prelievo del sangue per cercare tracce di cannabis di fronte a tutti i casi di violenza ma anche di incidenti d’auto.
Siamo preda di un’arretratezza spacciata per liberalismo: il punto è questo, ed è prettamente politico, chi dovrebbe agire e prendere le decisioni forti preferisce il solito indifferentismo… Lo hanno fatto tutti i governi.

Ma intanto l’emergenza educativa cresce: se i ragazzi cercano lo sballo attraverso alcol e canne, dietro c’è un vuoto spaventoso.
Emergenza educativa? Sì, certo, ma le responsabilità non sono tanto delle famiglie quanto delle autorità pubbliche. Infatti ogni ragazzino ha accesso alle canne già a scuola o in qualsiasi locale, e dopo che ne ha fatto uso anche solo tre volte la partita è già persa, è molto difficile tirarlo fuori.
Oggi in Italia il primo spinello si fuma sotto i 13 anni e le statistiche internazionali provano che, se l’assunzione inizia prima dei 15, nei prossimi 5 i danni psichici saranno gravissimi, e parlo di schizofrenia e psicosi. Io sono sconcertato dal silenzio dei media e dall’ignavia dei politici italiani.

Salvo poi inorridire tutti all’ennesimo bruciato vivo dal branco.
Che sia un immigrato o un italiano, purché solo e indifeso… È il “diverso” che evoca nell’immaginario le parti oscure di noi stessi.
Stiamo allevando una generazione di giovani in delirio, di psichicamente danneggiati, e insistere sul razzismo è spesso un alibi, il modo per non ammettere che abbiamo consegnato i nostri ragazzini ai mercanti di droga.

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13 Responses to L’aggressione di Nettuno, la cannabis e una generazione di giovani in delirio

  1. Daniele says:

    Credo che la formula intimista del giustificare tutto sotto l’etichetta da opinionisti “giovani senza valori”, “generazione x”, “generazione alcolica” sia una risorsa solo per i dossier e per chi vuole fare psicologia facile: ha ragione lei, Risé, quando dice che il punto è la carenza di valori “fallici” nella nostra cultura: un balordo non è complesso, non è un ribelle idealista e non è nemmeno un filosofo del Male, è solo un miserabile, prevedibile, bassissimo infame, che semplicemente non ha esempi di Uomini veri attorno.

  2. Ivano says:

    Segnalo questo recente articolo USA: ogni dollaro investito nella prevenzione ne fa risparmiare dieci all’amministrazione pubblica. Un’ottima cura anche in tempi di crisi
    http://www.jointogether.org/news/funding/trends/2009/funding-prevention-makes.html

  3. Fabia says:

    Quando ero adolescente, mi ricordo che spesso mia sorella magiore e suoi amici organizavano delle feste, dove c’era per forza l’erba,alcool e a volte cocaina; ero noiosa al loro parere perchè in queste feste stavo la piu parte del tempo in silenzio ad osservarli e sopratutto, anche quando ho mprovato a fumare una o due volte, dicevo ce era “una grande cavolata” e che si riempivano di tutto questo per dimenticare qualche cosa di loro,il vero problema che ogni giorno loro accantonavano. A tanti di loro mancava il padre o la madre o una cituazione difficile e dentro sentivo come pe me una solitudine di base profonda. Ceri di lo sono credo ancora soli o i tessi problemi irrisolti, altri sono morti. Oggi vedo i ragazzi diventati ancora più violenti e smarriti e sono certa che manca qualcosa di fondamentale ed imporante che chiamo casa, famiglia, radici…..

  4. mattia says:

    salve, ho constatato nelle sue affermazioni sull’utilizzo della cannabis una certa ignoranza,
    le offro qui sotto un link ad un’intervista fatta al professor Gessa, esperto neurologo.
    http://www.sims.it/gessa.htm
    buona lettura e buona giornata

  5. redazione says:

    Segnaliamo la Rete dell’IO Sociale: oltre la droga, dalla cura del tossico alla cura della società http://www.iosociale.it/lo_spinello.php
    In questo sito l’autore propone una pagina molto interessante, “Lo spinello di Troia”, in cui si evidenzia la somiglianza tra la fregatura che Ulisse ha portato a Troia con lo stratagemma del cavallo e la fregatura che il consumo di cannabis produce nei giovani, condotti così, appunto, alla rovina. Dice l’autore: “Ulisse usò la voglia di divertirsi dei troiani per espugnare la loro città; fingendo una fuga, dopo un lungo periodo di guerra, lasciò al nemico un bellissimo cavallo di legno. I troiani fecero festa e decisero di portare dentro le mura quello che interpretarono come un regalo, dimenticando che chi glielo aveva fatto, fino a poco prima, era il loro nemico.Allegria, feste, libagioni, divertimento, ignari che quel regalo conteneva un subdolo inganno: Ulisse stesso! Così è il THC, il principio attivo della cannabis. Poco importa se sia o no neurotossico (neanche l’eroina lo è) ma la sua azione è la più subdola fra tutte le altre sostanze….” (continua).
    Il sito propone anche un Progetto di legge riguardante l’utilizzo e la detenzione di stupefacenti in linea con le moderne tendenze internazionali, in particolare per quanto riguarda l’utilizzo dei test con funzione deterrente, che stanno riscuotendo un apprezzabile successo nella prevenzione attuata negli USA. Si veda http://www.iosociale.it/legge.php

  6. samuele says:

    L’International Narcotics Control Board ha pubblicato da pochi giorni il suo rapporto annuale: nuovo allarme contro il pericolo cannabis, sempre più potente. Se ne sconsiglia l’uso “ricreativo” e la coltivazione in casa spesso finalizzata ad avere una droga più forte, anche perché i semi vengono comprati in Internet, fatto che alcuni governi europei stanno tentando di combattere
    Il report in http://www.incb.org/incb/annual-report-2008.html

  7. ivano says:

    Alla cannabis già molto pericolosa si aggiungono ora queste cannabis sintetiche in vendita on line: lo riporta il Corriere della sera in
    http://www.corriere.it/salute/09_marzo_14/cannabis_bazzi_4494ceb2-1074-11de-a338-00144f02aabc.shtml

  8. ivano says:

    Obama Says No to Marijuana Legalization
    March 30, 2009

    Obama ha detto no alla legalizzazione cannabis

    President Barack Obama said no when asked by an online audience whether he would legalize, tax and regulate marijuana in order to boost the U.S. economy, the New York Times reported March 27.

    Obama’s recent online town hall meeting included a mix of questions from a live audience and the most popular questions among 100,000 submitted via the White House website. The question that received the most of 3.6 million votes cast was on marijuana legalization.

    “I don’t know what this says about the online audience,” Obama joked in response to the marijuana question, then added: “The answer is no, I don’t think that is a good strategy to grow the economy.”

    Later, White House Press Secretary Robert Gibbs said that legalization advocates had apparently organized an effort to generate votes in favor of the question.

  9. samu says:

    8 aprile 2009

    in un liceo di barletta
    Lezione antidroga in classe, ma il preside dice: «Ragazzi, la marijuana non fa male»
    Il capo di istituto rinviato a giudizio dal tri­bunale di Trani per istigazio­ne all’uso di stupefacenti nei confronti di minori

    TRANI — Mentre i carabi­nieri fanno lezione di legalità agli studenti di una scuola su­periore, spiegando loro gli ef­fetti nocivi delle sostanze stu­pefacenti sulla salute, inter­viene affermando che non è provato scientificamente che le droghe leggere abbiano ef­fetti nocivi. Autore dell’intervento che destò molto scalpore fu, poco più di due anni fa, il preside in persona del liceo scientifi­co Cafiero di Barletta, l’oggi 64enne Ruggiero Dicuonzo, che a partire dal prossimo 24 giugno sarà giudicato dal tri­bunale di Trani per istigazio­ne all’uso di stupefacenti nei confronti di minori o comun­que persone affidategli per ra­gioni di istruzione ed educa­zione. Il rinvio a giudizio è stato disposto ieri dal gup del tribunale di Trani, Grazia Ca­serta, su richiesta del pm Giu­seppe Maralfa che ha coordi­nato le indagini sul caso venu­to fuori durante un’assem­blea d’istituto del liceo nel gennaio 2007. In quell’occa­sione, l’allora capitano della compagnia dei carabinieri di Barletta, Michele Zampelli, nell’ambito di un incontro con gli studenti delle quinte classi, stava illustrando gli ef­fetti nocivi derivanti dall’as­sunzione di sostanze stupefa­centi e i canali del loro ap­provvigionamento e del suc­cessivo riciclaggio del denaro proveniente da questi traffici illeciti.

    Il professor Dicuonzo interruppe l’ufficiale dei cara­binieri, affermando che non concordava sulla pericolosità delle sostanze stupefacenti cosiddette leggere, in quanto non erano scientificamente provati gli effetti nocivi delle stesse sull’individuo e il fatto che possano dare, se assunte regolarmente e a lungo, as­suefazione. E per di più aveva affermato di averne provato di persona gli effetti e citato anche il caso di un suo amico che viveva in India e faceva uso, abitualmente, da anni di hashish e marijuana: la perso­na citata non solo non aveva problemi di salute, ma anzi di­mostrava particolare sensibi­lità nella musica e nella cultu­ra. Si era detto, infine, contra­rio al fatto di vietare la coltiva­zione della cannabis per uso personale. Di lì alla denuncia da parte dell’ufficiale dei cara­binieri il passo fu breve. Il professore davanti agli agenti di polizia, che vennero incari­cati delle indagini per ovvie questioni di opportunità es­sendo il denunciante un cara­biniere, negò di aver mai asse­rito di aver lui stesso usato so­stanze stupefacenti leggere. Ma spiegò di aver semplice­mente fatto presente, in occa­sione di quell’incontro a scuo­la, che esistevano altre corren­ti di pensiero in materia di stupefacenti.

    Ma quanto so­stenuto dall’ex capitano dei carabinieri di Barletta, venne confermato anche da alcuni studenti ascoltati dai poliziot­ti. Sebbene non si concordas­se sulla circostanza in cui le dichiarazione erano state re­se: secondo l’ufficiale duran­te un incontro sulla legalità, secondo il professore e anche gli studenti ascoltati durante una giornata informativa per il reclutamento nell’Arma. Ma indipendentemente dal contesto, non cambiava co­munque la platea: ragazzi del­l’ultimo anno di scuola supe­riore, la maggior dei quali mi­nori. Da qui la richiesta di rinvio a giudizio sostenuta dal sosti­tuto procuratore Maralfa, ac­colta ieri dal gup Caserta che ha ritenuto la necessità di ap­profondire la questione attra­verso il dibattimento, rinvian­do il professore a giudizio da­vanti al tribunale in composi­zione collegiale. Tutto questo nonostante la difesa, rappre­sentata dagli avvocati Rinal­do Alvisi e Arcangelo Cafiero, abbia sostenuto che in que­sto non si possa parlare di isti­gazione al consumo di stupe­facenti da parte del preside. In seguito al rinvio a giudi­zio, la condotta del professor Dicuonzo, che esercita anco­ra l’incarico di dirigente al li­ceo scientifico statale di Bar­letta, sarà segnalata – come da prassi – dall’autorità giudi­ziaria al ministero dell’Istru­zione perché assuma i provve­dimenti disciplinari del caso.

    Carmen Carbonara

  10. samu says:

    la BBC presenta il video che il Dipartimento della Salute inglese ha lanciato come campagna di dissuasione dall’uso di cannabis per i giovani. Presenta appunto quanto lei ha detto nel suo libro Cannabis. E’ meglio se gli italiani gli danno un’occhiata
    http://news.bbc.co.uk/2/hi/uk_news/7891878.stm

  11. samu says:

    La BBC lancia il video contro l’uso di cannabis del Dipartimento per la salute inglese. Presenta appunto quanto lei ha detto nel suo libro Cannabis. Sarebbe meglio gli italiani lo vedessero in
    http://news.bbc.co.uk/2/hi/uk_news/7891878.stm

  12. samuele says:

    Cannabis: alterazioni geniche DNA e cancro ai polmoni

    Fonte: Chemical Research in Toxicology

    Il fumo di cannabis altera la composizione genica del DNA aumentando il rischio di cancro. La dimostrazione della tossicità di questa sostanza giunge dai ricercatori del Department of Cancer Studies and Molecular Medicine dell’Università di Leicester (Regno Unito), che grazie a sofisticate metodiche analitiche che combinano metodi di cromatografia liquida e spettrometria di massa, sono riusciti a individuare le alterazioni del DNA provocate dal fumo di cannabis.
    Mentre è stato dimostrato che le sostanze tossiche sviluppate dal fumo di tabacco possono danneggiare il DNA e aumentare il rischio di sviluppare cancro ai polmoni, sinora non sussistevano prove evidenti degli effetti del fumo di cannabis e, in particolare, della tossicità dell’acetaldeide presente sia nel tabacco che nella marijuana.
    Lo studio, pubblicato su Chemical Research in Toxicology, ha dimostrato che il fumo di cannabis comporta significative implicazioni per la salute, soprattutto perché i consumatori tendono ad inalare il fumo in maniera più profonda rispetto ai fumatori di tabacco, aumentando i danni a carico del sistema respiratorio. Il danno provocato alle mucose bronchiali da 3 – 4 spinelli al giorno corrisponde a quello derivante da 20 o più sigarette al giorno. Infatti il fumo di cannabis, a causa di più bassi livelli di combustione, contiene il 50% in più di sostanze cancerogene rispetto al tabacco. I risultati dello studio, concludono i ricercatori, forniscono evidenze circa il danno potenziale del fumo di cannabis sul Dna e del fatto che il consumo di sigarette di marijuana è pericoloso per la salute poiché potrebbe innescare lo sviluppo di tumori.

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