Come scegliere la maschera giusta

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 23 febbraio 2009, www.ilmattino.it

Non sarà, probabilmente, un gran Carnevale. Non perché c’è la crisi; anzi quella spinge a divertirsi, proprio per uscirne, almeno per qualche ora. Il Carnevale è in difficoltà perché le persone fanno sempre più fatica a mettersi in maschera. Il gioco della maschera, infatti, diverte chi sa bene qual è il proprio vero volto. Questo, però, è proprio il problema dell’uomo di oggi: chi sono veramente? Qual è la mia vera identità? Se ti senti così, mascherarsi è angoscioso, non divertente.
È addirittura il problema del mondo globale, il cui vero eroe è l’«Arlecchino servitore di due padroni», non a caso uno degli spettacoli più rappresentati nel mondo intero. Il fatto è che nessuno oggi ha più un’identità così salda da riuscire a mettersi in maschera bene, e rendere credibile il proprio travestimento. Quando qualcuno ne è capace, come i finanzieri Bernard Madoff, o Allen Standford, mette in ginocchio furbi e sperimentati banchieri, fondi d’investimento, e opere pie, che se ne contendono i servizi, come i ricchi e vanitosi padroni dell’Arlecchino.
L’uomo moderno non riesce, di solito, a mascherarsi bene, perché ignora il suo vero volto. Lo sanno bene gli psicoanalisti. L’angoscia più diffusa non è quella di divertirsi in modo strano, ma di non sapere cosa ti fa godere. «Non so cosa mi faccia davvero piacere», è un’ammissione frequentemente pronunciata nei loro studi. Ma se non sai cosa ti piace, non sai neppure chi sei, perché il desiderio e il piacere sono precisi (ancorché mutevoli) rivelatori dell’identità. Anch’essa, d’altra parte, non sarebbe mai troppo rigida, fissa, ma invece un po’ cangiante, appunto come le maschere. Mentre l’individuo della tarda modernità è sempre alla ricerca di identità ben stabilite. Ruoli precisi e codificati, come in azienda. Quindi non osa mai mettersi in maschera, e non impara mai cosa veramente gli piace, e chi è.
L’addestramento alla maschera sarebbe, invece, un’ottima terapia. Ci vuole però coraggio, mettersene magari una che forse non è proprio la tua, ma intanto vedi come ti trovi in quei panni, osservi, sperimenti.
Carl Gustav Jung, fondatore della psicologia analitica, lo chiamava il problema della Persona (o maschera sociale). Ogni maschera, infatti, ha due parti, una rivolta verso l’interno, la tua faccia, e una verso l’esterno, gli altri. Gli artigiani più apprezzati erano quelli che all’interno riproducevano fedelmente i lineamenti del cliente, e all’esterno raggiungevano la massima espressività verso gli spettatori. Naturalmente il problema più difficile è quello dell’interno, della fedeltà ai lineamenti. Soprattutto quando, come nei disturbi della Persona, oggi assai frequenti, l’individuo quei lineamenti non ha ancora imparato a riconoscerli. Oppure quando, come nella personalità dell’adolescente, quei lineamenti non si sono ancora ben formati.
Sappiamo bene che oggi l’adolescenza dura molto a lungo e, per tutto quel periodo, l’individuo ha comunque bisogno di una maschera con la quale presentarsi agli altri (professori, oggetti di desiderio, datori di lavoro), anche se i suoi lineamenti veri non li conosce ancora perfettamente. L’uso della maschera lo aiuterebbe a riconoscere qual è la propria vera parte.
Gradualmente, nell’addestramento psicologico e sociale alla maschera, impari qual è veramente il tuo volto all’interno, e quindi anche come è meglio presentarti all’esterno, nelle varie circostanze. Bisogna però che la società diventi davvero flessibile e democratica, e non si scandalizzi quando qualcuno si strappa una maschera che non va più bene, e la butta via. Come canta Povia.

Annunci

2 Responses to Come scegliere la maschera giusta

  1. Daniele says:

    Anche per i samurai indossare la maschera dell’elmo era un rituale. Più modernamente, possiamo prendere anche l’esempio dei supereroi: in questo caso, la maschera, il costume da eroe è il Sé Superiore del personaggio, e il pinco pallino, viceversa, è il volto di carne e la maschera per quando l’eroe vuol passare da persona qualunque. Si rimanda anche a Kill Bill vol.2 nella scena in cui Bill spiega come interpreta Superman e Clark Kent.

  2. linda says:

    Mi piacerebbe sapere quale correlazione ritiene ci sia tra “maschera” ed identità.
    Cordialmente

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: