Il buon cittadino si forma a teatro

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 30 marzo 2009, www.ilmattino.it

Scrittori e politici discutono se lo Stato debba aiutare i teatri pubblici, o concentrarsi su scuola e università. Il dibattito rivela come si rischi di smarrire il significato formativo della rappresentazione teatrale. La cultura occidentale e la democrazia nascono ad Atene con il teatro e la tragedia, e così continuano, fino a Peter Brook. Gli statisti, da Elisabetta I a Charles De Gaulle, sostennero il teatro perché consapevoli che una nazione ha bisogno di palcoscenici quanto di scuole.
Nelle aule si imparano nozioni, leggi, fatti. A teatro, davanti a un palcoscenico, si condividono emozioni, si partecipa a storie, individuali e collettive. Il fondatore della pedagogia americana, John Dewey, diceva che ci sono due modi di apprendere qualcosa. Il più noto è quello di trasmettere nozioni: insegnarle, diffonderle, con la scuola, giornali o libri. Il modo più profondo però è quello di condividerle, partecipando assieme a un evento significativo: un rito, o una rappresentazione. Mentre il primo modo fornisce la trasmissione di fatti o notizie, il secondo (la «comunione») consente a chi partecipa di approfondire vissuti e sentimenti sulla vita e l’essere umano, indispensabili per la formazione dell’identità della persona. Leggi il resto dell’articolo

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Meno depressi, se la vita è una lotta

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 23 marzo 2009, www.ilmattino.it

Negli studi degli analisti le depressioni non stanno più aumentando, per la prima volta da anni. Lo stesso, sembra, per le forme di panico, le crisi gravi d’ansia. Se si eccettua il girone infernale dell’adolescenza, che ha i suoi specifici guai, dalla droga alla scuola esigente ma inefficiente, ai traumi post-separazione, sembrerebbe quasi che la gente stia un po’ meglio. Come mai? Si direbbe che anche questo è uno dei tanti effetti della crisi sulla psiche individuale e collettiva.
Le paure reali, infatti, cacciano quelle immaginarie. Il posto di lavoro incerto, il benessere in discussione, i risparmi decimati, tolgono vigore alla sindrome dell’automobilista terrorizzato, quello che non riesce più a far partire la macchina perché teme lo scontro, e svuotano la noia da week end, quando non si sa cosa fare. Leggi il resto dell’articolo

Il carattere solido degli italiani

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 16 marzo 2009, www.ilmattino.it

L’Italia regge la bufera meglio degli altri Paesi: l’ha confermato anche il Censis, con il suo segretario generale, Giuseppe De Rita, insospettabile di simpatie governative. Il che significa che, a far meglio, sono soprattutto gli italiani, e alcune loro caratteristiche innate, e spesso criticate.
Quali sono le qualità-difetti, che hanno protetto l’italiano, in questa come in altre precedenti crisi? La prima, che emerge da tutti i dati a disposizione, è che non è semplice dargliela a bere.
L’italiano si convince, ma fino a un certo punto. È questo che spiega, più di ogni altra cosa, il fatto che di «titoli tossici», i famosi «derivati» che hanno inguaiato mezzo mondo, qui ne siano stati venduti pochini. E solo a enti burocratici: comuni, enti previdenziali; quasi nulla a individui paganti di tasca loro, i quali non hanno abboccato. Leggi il resto dell’articolo

Sanremo, e gli ex gay

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 2 febbraio 2009, www.ilmattino.it

C’è un aspetto inquietante nella rissa sulla canzone di Povia per Sanremo, dedicata a Luca, che era gay, e ora non lo è più, e gli va bene così. Preoccupa la richiesta di proibire che si parli di gay che vogliono cambiare il proprio orientamento, e lo fanno. Narrare il percorso contrario, da etero a omosessuale, è invece visto come atto liberatorio, come viene detto con i premi al film Brokeback Mountain e a narrazioni simili, in libri, o film. Ma non c’è qui una (nuova) discriminazione?
La persona discriminata, quella di cui non si può parlare (perché la sua esistenza rompe gli schemi), in questo caso non è più il gay, ma l’ex, quello che ha cambiato il proprio orientamento sessuale. Eppure queste persone esistono, e il mettere il silenziatore alle loro storie priva anche le altre di una parte di libertà, se non altro di informazione. Leggi il resto dell’articolo

La benedizione dei figli: il dono dei padri che ritornano

(A cura di Antonello Vanni)

Mentre su più fronti continuano nella nostra società, e spesso nella voce frastornante dei media, l’attacco e la denigrazione contro la figura paterna, si diffonde invece in tutta Italia con un silenzio che esprime autentica devozione il “Rito della Benedizione chiesta al Padre dai padri per i propri figli”. Lo spunto iniziale è venuto dalla “Lista per il padre” (nel riferimento al Documento per il padre) e dall’associazione dei “Maschi Selvatici” che hanno promosso il primo di questi momenti nell’aprile 2008 presso il Santuario Madonna della Neve di Adro (Brescia) come risposta/proposta alla cultura contro i padri e i figli, e nella consapevolezza che questo rito è “il gesto, concreto ed insieme fortemente simbolico, attraverso il quale i padri riconoscono che il valore della paternità è responsabilità affettiva ed educativa, che deriva il proprio senso originario dalla paternità di Dio, a Cui tutte le creature appartengono e dal Quale ci vengono affidate” (http://maschiselvatici.blogsome.com/2008/03/26/rito-della-benedizione-dei-figli-chiesta-dai-padri).
Nell’aprile 2008 il Rito è stato celebrato anche a Roma presso la Chiesa di S. Ottavio, su proposta della “Lista per il padre” e con organizzazione a cura di Vincenzo Spavone della GeSeF (Genitori Separati dai Figli www.gesef.it), un’associazione di genitori separati dai figli (a seguito di separazione coniugale/divorzio o altro provvedimento giudiziario) che dal 1994 si adopera efficacemente nel chiedere adeguate modifiche legislative delle norme e delle prassi che regolano attualmente separazione/divorzio ed affido minori, nel “difendere il diritto/dovere dei genitori non affidatari (solitamente i padri ndr.) a mantenere ed assolvere il proprio ruolo genitoriale”, nel “rimuovere ogni causa e condizione di iniquità e disagio manifesta nell’attuale procedura di separazione coniugale ed affido minori”, allo scopo di “tutelare il diritto dei bambini a vivere nella propria famiglia e mantenere relazioni affettive significative e costanti con entrambi i genitori anche in caso di separazione/divorzio degli stessi”: tutti impegni che la GeSef ha condotto con determinazione fino alla più recente manifestazione di fronte al Ministero della Giustizia di Roma (25 febbraio 2009) per richiedere il Tribunale Unico della Famiglia e l’abolizione dei tribunali minorili (competenze civili) contro la persecuzione giudiziaria ed i falsi abusi sui minori contro l’operato dei servizi sociali. Leggi il resto dell’articolo

Sogni casalinghi per i figli della crisi

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 9 marzo 2009, www.ilmattino.it

Anche se gli episodi di cronaca fanno grande impressione, la devianza giovanile perde, complessivamente, slancio e attrattiva. Come illustrato, naturalmente, dallo star system, dove tra i giovani vende, e vince premi, l’acqua e sapone Arisa, con i suoi occhialoni, cantando come ami sognare «una casa/con un balconcino con le piante/ e un angolo cottura bello grande». Aspirazione per nulla trasgressiva, o eversiva. A cosa dobbiamo questa imprevista mutazione nei sogni e stili giovanili?
Anche questa è una conseguenza di ciò che sta accadendo nel mondo. Quando le risorse diminuiscono bruscamente, a essere abbandonati (o almeno a ridursi notevolmente) sono innanzitutto i comportamenti estremi, quelli più lontani da dove scorre il flusso vitale. Come nelle piante: quando una rosa si ammala, il giardiniere comincia a tagliare le propaggini più lontane, per ridare vitalità al fusto. Leggi il resto dell’articolo

Chi è il Maschio Selvatico?

(A cura della Redazione)

Il modello tradizionale di maschio è in crisi da anni, come ci spiegano sociologi, psicologi e persino sessuologi. Non tutti però si rassegnano all’idea che la maschilità di sempre non possa più riproporsi in una società di tipo occidentale…

Gianluca Nicoletti intervista Claudio Risé e Paolo Ferliga, per la trasmissione Melog 2.0, di Radio 24.

Ascolta la trasmissione radiofonica del 3 marzo 2009 sul sito di Radio 24: clicca qui

Oppure scarica l’Audio dal sito di Claudio Risé: link

La crisi economico-sociale e le virtù dell’etica

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 2 marzo 2009, www.ilmattino.it

L’etica non sarà nei prossimi anni solo una parola alla moda. Diventerà anche uno dei principali criteri di orientamento nella politica economica, negli investimenti, nei comportamenti individuali e collettivi. Basta contare quante volte i riferimenti all’etica compaiono nei discorsi del nuovo presidente degli Stati Uniti. Non si tratta di idealismo, o non solo. Il fatto è che non ci sono più soldi, e l’immoralità costa molto. Mentre con la virtù si risparmia, e alla lunga si guadagna.
Non a caso l’attuale crisi ha svelato comportamenti poco virtuosi, spesso truffaldini. Dai bonus milionari ai dirigenti, anche quando facevano perdere alle aziende un sacco di soldi, alle vere e proprie truffe, con miliardi che andavano a finire in ville, yachts da sogno e aerei privati, anziché nelle Borse come veniva detto agli investitori. Leggi il resto dell’articolo