Educare i figli mettendo al centro i genitori

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 24 agosto 2009, www.ilmattino.it

Dove abbiamo sbagliato? E’ questa (anche quando non pronunciata) la domanda più presente alla mente dei genitori dei tantissimi ragazzi che in tutto il mondo occidentale hanno passato l’estate ubriacandosi e drogandosi, evitando per di più ogni sport e disciplina fisica. Molti di loro (sono i casi più semplici anche se poi rimediare non è facile) riconosceranno di aver mancato per disinteresse e disattenzione.
Più in difficoltà sono però gli altri (la maggioranza): i bravi genitori. Quelli attenti al profitto scolastico, alla buona salute, che suggeriscono ai figli consigli e direttive positive. Ma che hanno ugualmente vissuto vacanze inquiete, sapendoli tra un festival hip hop ed uno reggae, tra fiumi di droga birra e superalcolici, con altri accanto a loro che stavano male. Leggi il resto dell’articolo

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Vacanza evento, o affidamento alla vita

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 17 agosto 2009, www.ilmattino.it

Per la maggior parte delle persone un po’ di vacanza è già trascorsa; ancora una manciata di giorni, e si torna a casa. Come impiegare al meglio il tempo che resta, evitando la «sindrome da vacanza insoddisfacente» che perseguita al ritorno una parte consistente di vacanzieri?
La proposta dello psicoterapeuta è banale, ma precisa: non cercate di migliorare la situazione, di lanciarvi in nuove iniziative, tra le mille proposte del mercato. Fermatevi, riposate, fate finalmente vacanza. Una parola che fin dall’origine latina rimanda a un tempo di vuoto, di assenza, di impegni mancanti, tolti dalla routine della vita quotidiana. Mentre poi nel nostro modello di cultura, sovrabbondante di oggetti, di impegni, di consumi, di presenze, di attività, anche questo periodo si è riempito di moltissime cose: viaggi, sport, avventure sentimentali, incontri di mille tipi. Leggi il resto dell’articolo

Lo “sballo” come modo di vita

(Intervista a Claudio Risé, di Enrico Lenzi, da “Avvenire”, 12 agosto 2009, www.avvenire.it)

«Se non si prende atto della diffusione delle sostanze stupefacenti in quasi la metà dei nostri giovani, non si affronta realisticamente quella che chiamiamo emergenza educativa». Non usa giri di parole Claudio Risé, psicoterapeuta e psicologo. «Non si possono ignorare in questo dibattito i molti problemi comportamentali e psichici che riscontriamo in una fetta della popolazione giovanile» aggiunge.
Nel mirino del psicoterapeuta vi è in particolare la diffusione della cannabis, «considerata una droga leggera, quasi facesse meno male delle altre, mentre al contrario la letteratura medica internazionale dice con chiarezza le devastazioni psicologiche e cerebrali che genera». E cita indagini e studi dell’Organizzazione mondiale della sanità, che parlano «di un consumo di cannabis già intorno ai tredici anni e comunque prima dei quindici. Le ricerche psichiatriche hanno dimostrato come l’assunzione a quell’età aumenti fortemente il rischio, a partire dai cinque anni successi, dello sviluppo di gravi patologie psichiatriche: psicosi e schizofrenia». Leggi il resto dell’articolo

Il Superenalotto e l’isola del tesoro

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 10 agosto 2009, www.ilmattino.it

Pensatori autorevoli, statistici e matematici hanno anche recentemente spiegato perché giocare alle lotterie, come il Superenalotto, sia del tutto irrazionale e privo di senso, visto che le probabilità di vincita sono grottescamente vicine allo zero. Dunque persone e popoli dediti a questi giochi, come gli italiani, sensibili da sempre a queste passioni, rivelerebbero in questo modo un lato infantile, un poco lodevole legame col pensiero magico. Ma siamo sicuri che sia davvero così?
La frequentazione attenta di qualsiasi botteghino dove si vendano biglietti delle magalotterie ci fornisce informazioni diverse. L’atmosfera è positiva, piuttosto elettrica, ma cordiale. Già lì, mentre paga, la gente ha l’aria di divertirsi, cosa non frequentissima nell’attuale società di massa, e comunque indice di salute mentale. I posti malsani sono quelli dove la gente è spinta a soffrire, non quelli dove si diverte. Piacere, e tormento, segnano la linea divisoria tra salute psichica, e malattia. Leggi il resto dell’articolo

Tornano gli schiaffi ai figli

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 3 agosto 2009, www.ilmattino.it

Si torna a parlare di schiaffi nell’educazione. L’occasione è l’iniziativa di un nuovo referendum, in Nuova Zelanda, per abrogare quello di due anni fa che aveva appunto proibito le botte. Ci si chiede se sia sensato mettere in forse il divieto di punizioni corporali verso i minori. È questo un terreno sul quale l’esperienza psicoterapeutica ha però qualcosa da dire. Le storie che raccontano i pazienti sono infatti più sfaccettate della naturale ripugnanza verso la violenza ai bambini.
Sono molte, infatti, le persone che raccontano di rapporti coi genitori dove l’ultima parola era sempre lo schiaffo (o peggio). Quando in queste punizioni c’era compiacimento da parte dei grandi, le ferite sono rimaste sull’anima di chi le ha ricevute. Leggi il resto dell’articolo