L’infelicità femminile

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 28 settembre 2009, www.ilmattino.it

L’infelicità femminile è in aumento, in tutto il mondo. Storie come quella di Erika, la giovane donna che ha ucciso i suoi figli, e se stessa, sono sempre più frequenti, non solo in Italia. Queste vicende non rivelano solo un interiore «male oscuro», ma una condizione femminile vissuta sempre più frequentemente come pesante, senza veri piaceri e consolazioni.
Da quando e perché ciò accade? Secondo le statistiche su opinioni e umori dei diversi gruppi sociali (come il General Social Survey americano, ed altri), tutto cominciò nei primi anni 70.
In Europa è arrivato un po’ dopo. All’inizio degli anni 70 si era ancora in piena euforia femminista, e le donne, anche se non felicissime, ancora sognavano un mondo migliore. È quando è sembrato che l’avessero conquistato che è cominciata la delusione. Leggi il resto dell’articolo

Quando il consumatore è narcisista

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 21 settembre 2009, www.ilmattino.it

È passato un anno dalla dichiarazione ufficiale di inizio della crisi economica, e ora nuove autorevoli assicurazioni la danno per finita, seppur con ferite che si rimargineranno lentamente. Speriamo che sia così. Rimane però un problema psicologico e culturale (oltre che economico): abbiamo imparato la lezione? Sapremo evitare quei comportamenti che generarono le famose «bolle» (da quella immobiliare a quella dei «derivati»), il cui scoppio paralizzò poi mercati, e produzione?
Non è un problema teorico, riservato alle dispute degli economisti. È una necessità pratica, per non ritrovarsi tra qualche anno con un’altra generazione di giovani dirigenti bruciata in tutte le capitali economiche occidentali, masse di risparmiatori rovinate da speculazioni insensate, e eserciti di disoccupati dovunque. Leggi il resto dell’articolo

Il corpo in vendita dei giovani

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 14 settembre 2009, www.ilmattino.it

Il rapporto degli adolescenti con il proprio corpo diventa sempre più fragile. Così, il reparto di Pediatria e dell’Area Adolescenza dell’Ospedale Fatebenefratelli di Milano ha raccolto nel giro di un anno precisi racconti di ragazzine che si erano lasciate fotografare seminude, o avevano offerto prestazioni sessuali nel bagno delle scuole, in cambio di i-pod, scarpe o abiti firmati. Ancora una volta il corpo viene ceduto in cambio di accessori per l’immagine. Come mai questo accade?
Evidentemente perché il corpo stesso, la sua integrità e privatezza vengono da queste ragazze considerati meno importanti di simboli di status tipo l’i-pod, e gli oggetti di abbigliamento firmati. Come se per loro l’importanza del corpo vero e proprio diminuisse, mentre aumenta quella di ciò che lo copre, o attira su di esso lo sguardo degli altri. Leggi il resto dell’articolo

Gli adolescenti e la cultura sessuale

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 7 settembre 2009, www.ilmattino.it

Adolescenze turbate. Prima e dopo la ragazzina di Scampia, ogni giorno della scorsa settimana ha visto, in ogni parte d’Italia, adolescenti appena uscite dall’infanzia aggredite e violentate da coetanei, spesso guidati da un capo branco poco più grande. Il fenomeno, d’altra parte, da tempo si impone all’attenzione delle famiglie, degli educatori, della società.
Oggi chi entra nell’adolescenza è spesso potenziale preda del «gruppo dei pari», da cui si aspetterebbe protezione e amicizia. La tendenza non risparmia neppure i giovani maschi, che spesso diventano bersaglio sessuale di gruppi di coetanei carnefici. Leggi il resto dell’articolo

Iniziativa anno scolastico 2009/2010. Padri: da settembre siate presenti nella vita scolastica dei figli

Comunicazione a cura della Lista per il padre, già promotrice del “Documento per il padre“, e-mail: listaperilpadre@alice.it

Figli e figlie desiderano l’affetto e l’attenzione premurosa della figura paterna: hanno bisogno di padri capaci di essere buoni modelli e di offrire validi suggerimenti per il loro futuro. Ricerche e studi dicono che la presenza del padre è insostituibile nel preparare i giovani ad entrare con serenità nella vita, infatti:

quando i padri sono presenti nella vita scolastica dei figli i buoni risultati aumentano mentre le difficoltà e i problemi diminuiscono.

Lo sai che i figli con padri “assenti” riportano voti più bassi nei test di lettura e matematica, vengono maggiormente bocciati e abbandonano più spesso gli studi? E che rientrano più frequentemente nel numero degli studenti con problemi di comportamento (dalla demotivazione ai vandalismi, dal bullismo all’uso di droghe)?
Sai, invece, che la presenza del padre favorisce nei figli l’assunzione di comportamenti più responsabili e rispettosi, uno sviluppo significativo delle capacità linguistiche e di abilità cognitive come il problem solving o la concentrazione, e quindi il conseguimento di maggiore successo scolastico e più elevati livelli accademici?

Da dove cominciare? Accompagna più spesso i tuoi figli a scuola, dialoga e studia con loro quando puoi, insegnagli a gestire il tempo per evitare che lo perdano tra pc, tv e videogames, fai capire l’importanza dell’attività fisica e del riposo nei giusti orari serali, incontra gli insegnanti e informati su programmi e obiettivi prefissati, partecipa e collabora alle attività proposte dalla scuola, conosci gli altri genitori per dare voce alle vostre preoccupazioni e aspettative educative.
Padre: sii più presente per il bene dei tuoi figli.

Lista per il padre

Stampa, pubblica e diffondi il volantino «Anno Scolastico 2009/2010: “Padri: da settembre siate più presenti nella vita scolastica dei vostri figli”» in .pdfclicca qui

Leggi e comunica la tua adesione al “Documento per il padre” – clicca qui

Per maggiori informazioni scrivi a listaperilpadre@alice.it

Vacanze finite, ora cambiamo tutto

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 31 agosto 2009, www.ilmattino.it

Stavolta si torna davvero. Nel giro di 15 giorni saremo tutti ai nostri posti, giovani e adulti. Non sarà proprio una passeggiata. Lunghe o corte, riuscite o problematiche, le vacanze ci hanno comunque abituato a produrre di meno, a dedicarci a quello che vogliamo noi, più che a quello che ci viene richiesto dagli altri, a lasciare la mente più libera, più disponibile a raccogliere l’intuizione o il desiderio del momento. Adesso tutto questo è finito. Come affrontare questo cambiamento?
Far finta di nulla non serve. La fatica, il disappunto, l’insicurezza, rifiutati dalla coscienza, scivolerebbero nell’inconscio, e da lì riapparirebbero sotto forma di brutti sogni (nel caso migliore), o, più spesso, di cattivo umore, depressioni, gastriti, ed altro. Meglio dunque guardare in faccia la realtà, compresa la nostra nostalgia del far niente, e cercare il modo di stare il meglio possibile. Come? Leggi il resto dell’articolo