Il corpo e la psiche dei giovani

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 14 dicembre 2009, www.ilmattino.it

È opportuno che i governi intervengano impedendo o sollecitando nei giovani minori decisioni importanti per il loro corpo e la loro psiche? Due casi attuali. Da una parte il disegno di legge che in Italia vieterà alle minorenni le protesi al seno per fini estetici. Dall’altro la forte pressione in altri Paesi fatta fin dall’età scolare sugli allievi per informarli dei diversi orientamenti sessuali, e spingerli a fare outing nel caso si ritengano gay. In Italia, la Regione Toscana ha votato già anni fa una legge per spingere ed agevolare questa decisione.
Ora in Svizzera, nel Canton Ticino, è in atto un acceso dibattito sull’introduzione nelle scuole di materiale didattico dedicato all’opportunità del dichiararsi gay per allievi che riconoscano in sé questo orientamento.
Alcuni giornali mi hanno chiesto cosa ne penso e vorrei rispondere su queste colonne.
Le ultime ricerche nelle neuroscienze sembrano aver accertato che il cervello umano non può considerarsi pienamente formato fino ai trent’anni. La notizia ha fatto un certo scalpore, ma non è affatto sorprendente per chi, come lo psicoterapeuta, è quotidianamente in contatto con la mobilità della psiche (e quindi anche del cervello) dell’essere umano, il quale, già adulto, sente spesso il bisogno di cambiare nel giro di pochi anni, la propria vita.
Questi cambiamenti, spesso apparentemente innescati da un nuovo amore, un diverso posto di lavoro, un trauma, o una convinzione morale o estetica, si sviluppano contemporaneamente a modifiche nel funzionamento delle sinapsi cerebrali, che a loro volta rafforzano i nuovi comportamenti.
Il benessere, e addirittura la felicità dell’essere umano sono dunque agevolati da una personalità ed un corpo aperti alle diverse opzioni che possono maturare nella persona nel corso della sua piena maturazione.
È quindi importante che l’individuo mantenga il più a lungo possibile uno sguardo aperto sulle proprie vocazioni affettive, sessuali e professionali, in modo da cogliere e valorizzare nel corso del tempo il senso complessivo delle esperienze accumulate. In particolare, è assolutamente necessario che la persona non compia scelte troppo incisive o determinanti sulla propria vita nell’adolescenza, quando la personalità è bombardata da stimoli esterni ed interni di ogni genere, che dovrebbe prima digerire e metabolizzare, dandosi il tempo di vedere cosa poi produrranno.
Ad esempio nella nostra società dell’immagine, e durante le tempeste ormonali dell’adolescenza, la dimensione del seno può diventare un cruccio, o un obiettivo, che in seguito rientra o si modifica. In quei casi l’intervento con una plastica o protesi, mentre il cervello e la personalità sono ancora in mutamento, genera il più delle volte un senso di insicurezza (spesso inconscio), che riemerge spesso nel bisogno di fare nuovi interventi, sulla stessa zona o in altre, e nello sviluppo della sensazione (più o meno angosciante) di «non essere se stessi».
La ragazza che, desiderato un grande seno, se ne può sentire poi ingombrata, e chi l’ha voluto ridurre, può rimpiangere l’abbondanza perduta.
Così nell’orientamento sessuale lo scambiare la «fase omosessuale» dell’inizio adolescenza, e la sua nota predilezione e interesse per il proprio sesso, per un orientamento di vita, può spingere a collocarsi in una posizione affettiva od erotica che poi si rivela non essere la propria. Per questo, culture meno frettolose della nostra hanno sempre istituito una «zona di protezione» per l’adolescente, naturale soggetto di sperimentazione, e non di scelte definitive.

Annunci

5 Responses to Il corpo e la psiche dei giovani

  1. Giulia says:

    “Le ultime ricerche nelle neuroscienze sembrano aver accertato che il cervello umano non può considerarsi pienamente formato fino ai trent’anni”. Mentre sono pienamente d’accordo con tutto il resto dell’articolo sul rimandare almeno alla maggiore età le scelte importanti di cui sopra, su questa maturità intorno ai trenta’anni mi chiedo: riguardo una scelta altrettanto importante come il matrimonio, sarebbe dunque opportuno aspettare il raggiungimento di quell’età? Immagino di sì. E la mia personale esperienza, in effetti, conferma. Peccato che “ai miei tempi” ci fosse un personaggio, il buon Giacomo Contri (per chi lo conosce), molto stimato tra i miei amici, che difendeva il matrimonio a quindici anni. Per non perdere tempo, diceva. Boh, non ho mai capito che significa. Già è una fatica mostruosa restare con l’uomo che si è sposato a venticinque, se poi dovessi pensare che avrei potuto sposare dieci anni prima il “morosino” del quindici anni, mi viene freddo…quel che mi piaceva di lui erano la sua faccia butterata dall’acne e la sua moto. Un po’ misera come premessa per una vita da vivere insieme…
    Giulia

  2. L’altro ieri scrivevo dell’effetto che hanno le parole sui cervelli “non formati” citando il blog. E’ curioso trovarci oggi questo articolo che parla di cervelli “non formati”.

    Le neuroscienze studiano la parte fisica del sistema nervoso, vero? Che relazione hanno con la capacità di scegliere o di riconoscere?

    Sono più propensa a credere che la capacità di prendere decisioni dipenda principalmente dall’educazione. Se non fosse così, non mi spiegherei la vita dei secoli passati – quando ci si sposava anche a quindici anni e a sedici si poteva regnare o diventare santi o soldati.
    Non sarà che il cervello si modifica a causa delle decisioni che prendiamo?

    Saltando di palo in frasca: ma non è mica razionale che si facciano leggi per certe cose. A questo punto diventano accettabili anche le leggi suntuarie.

  3. Giulia says:

    Io invece non scrivo nulla, non vivo nei secoli passati ma adesso, e per la mia esperienza dico questo: meglio riflettere bene sulle scelte importanti (tutte) che si fanno. Anche se capisco che chi non ha famiglia fa fatica a capire. In quel “passato” al quale tanto spesso ci si rifà, mancava il grande fratello, i quotidiani che si dedicano al gossip, il parlamentare trans e tante altre belle cose tutt’altro di aiuto ai futuri sposi e genitori, e fanno sì che, oggi come oggi, sia meglio pensare una volta di più che una volta di meno.
    Giulia

  4. Redazione says:

    Per Umberta, le capacità di scegliere e di riconoscere, come tante altre, sono anche condizionate dallo sviluppo ( o decadenza) delle sinapsi che continua tutta la vita, sotto l’impulso, ad esempio, delle abitudini, e della sensibilizzazione dei diversi terminali nervosi. L’educazione, come lo sport, la ginnastica, il lavoro (ed anche il sesso, la pratica religiosa, e insomma le principali attività umane), provocano uno sviluppo cerebrale che è, insieme, anche sviluppo affettivo e cognitivo. Ad un’operazione educativa, o ginnica, riuscita, corrisponde anche un determinato sviluppo di zone e connessioni cerebrali. Come Freud aveva intuito, ed ora le neuroscienze stanno dimostrando, gli atteggiamenti e comportamenti della psiche hanno una precisa (anche se finora solo parzialmente studiata) corrispondenza organica. Con questo non voglio dire che la psiche sia organicamente determinata, ma che c’è continua interazione tra i due campi, con sviluppi corrispondenti nell’uno e nell’altro. E’ appunto il fenomeno della plasticità cerebrale. Certamente le decisioni che prendiamo modificano il nostro cervello; se le prendiamo troppo presto però (soprattutto in una soceità globale e complessa come quella di oggi), possono mancarci informazioni preziose, che daranno forse al nostro sviluppo un carattere troppo unilaterale e ristretto, oppure ci forniranno un equilibrio di personalità fragile e a rischio. Alessando ha certo conquistato il mondo in un baleno, poi però l’ha perso in un lampo, assieme con la vita. La massima greca ” Colui che è amato dagli Dei muore giovane ” è un detto sapienziale, ma forse anche l’espressione del complesso del “Puer” che presiedeva a molta parte di quella cultura (e in parte anche della nostra).
    Infine: credo sia giusto proteggere i minorenni dalle loro ovvie pulsioni autodistruttive, e consegnarli alla “maggiore età” ( per quel poco che può significare visto quanto abbiamo detto prima sul continuo sviluppo umano), con un corpo il meno possibile matoriato, ed una libertà di orientarsi dove parrà loro giusto, usando di un bagaglio informativo ed esistenziale il più ampio possibile. Saluti, Claudio

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: