Nuove trasgressioni, vecchie schiavitù

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 1 febbraio 2010, www.ilmattino.it

Le sentenze della Corte di Cassazione italiana sono spesso ritenute strane, fuori del tempo, oppure troppo avveniriste. Una fra le più recenti però, la condanna per estorsione di un uomo che minacciava di rivelare alla madre dell’amante la loro relazione segreta, potrebbe frenare il crescente tentativo di coartare la libertà personale, rendendo pubblici rapporti clandestini. Un fenomeno in crescita, che sta mettendo a dura prova l’equilibrio di molte persone e molti nuclei familiari.
Le vittime appartengono ad ogni categoria: mogli e mariti infedeli, figli e figlie trasgressive, dipendenti minacciati di smascheramento di fronte agli imprenditori, e capi d’impresa la cui reputazione vacillerebbe dopo le rivelazioni.
L’inchiesta sulle attività fotografiche di Fabrizio Corona ha mostrato le insidie e i ricatti che accompagnano il mondo dei vip. Anche gli uomini e le donne della strada però, (e forse soprattutto loro), potrebbero avere la vita distrutta da rivelazioni private non accettate nel proprio ambiente familiare o professionale. Moltissimi adolescenti sono ricattati grazie a foto intime scattate a loro insaputa, o contro la loro volontà.
L’esito di questi ricatti è stato spesso tragico (il suicidio, o una rovinosa fuga da casa), e non sempre l’episodio che lo ha provocato è venuto alla luce, e punito. A volte il ricattatore vince, e tiene nelle mani la propria vittima per anni, ottenendo denaro, sesso, od altre prestazioni, spesso illegali.
Tra gli adulti poi la casistica è infinita, ben più ampia dal ristretto gruppo di celebrità tenute sotto tiro da fotografi spregiudicati e dallo star system. La psicoterapia vede queste storie di paura e disorientamento quando la vittima, frastornata, ha il coraggio di incontrare lo psicologo per cercare dentro di sé la giusta risposta alla violenza subita, con gravi danni. Appaiono così matrimoni a pezzi, o a rischio di finirci, rapporti coi genitori o coi figli gravemente compromessi, carriere spezzate, reputazioni rovinate. Una materia gravida di dolori e di scompensi psicologici che, se non trattata con attenzione e delicatezza, può portare la persona a perdere ogni autostima, ed ogni speranza per il futuro. Il tutto molto lontano dal brillìo delle vicende dello star system, del resto spesso altrettanto (o ancor più) folli dal punto di vista strettamente psichico.
Il fenomeno devastante del coartare la volontà altrui attraverso la rivelazione di comportamenti censurabili o inaspettati ha conosciuto una forte impennata per l’allentamento di molte forme di autocontrollo, indotto da una maggiore libertà sessuale, e soprattutto per la popolarità guadagnata da Internet, dalla rete, e dalle infinite forme di incontro che essa propone, in modo apparentemente riservato e segreto. Negli incontri intimi che seguono però a quello virtuale in chat o sul social network, la vita reale della persona viene almeno in parte svelata, e con essa i possibili destinatari delle rivelazioni che l’amante deluso, o il corrispondente abusante, o semplicemente il truffatore, potrebbe fare.
A questo punto il giovane o l’adulto che vuole uscire da una relazione pericolosa, o da un’abitudine deviante e distruttiva è nelle mani dell’altro, a meno che goda di un equilibrio psichico di ferro e di una situazione affettiva o professionale a prova di bomba (condizione assai rara).
La sentenza della Cassazione ha ora fornito alle vittime un indispensabile strumento di difesa. Costumi meno controllati richiedono infatti una più attenta difesa delle libertà personale. Perché la trasgressione non diventi una nuova schiavitù.

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