Come imparare dai fallimenti

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 29 marzo 2010, www.ilmattino.it

Nei giorni verso Pasqua, in tempi più attenti all’interiorità, ci si dedicava a meditazioni e riflessioni particolari. La più praticata aveva il suo apice nel venerdì santo, e riguardava il fallimento.
Oggi perdere, fallire, è considerato solo un errore. Siamo una società (e una cultura), acquisitiva, convinta che tutto avvenga attraverso nuove conquiste e mai per perdite, sconfitte.
Eppure la personalità, gli Stati, ed ogni organismo, crescono anche con gli sbagli e i fallimenti.
Il più clamoroso dei quali viene appunto celebrato nel venerdì di Pasqua. Leggi il resto dell’articolo

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Cosa c’è dietro alle sette

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 22 marzo 2010, www.ilmattino.it

Quante sono in Italia le persone in stato di schiavitù psicologica?
Qualche dato è emerso pochi giorni fa, quando l’Immortale, capo della setta R. E. Maya, è stato accusato di promettere di cambiare il karma delle persone in cambio di denaro, e attraverso rapporti sessuali con madri e figlie, ancora bambine. Un milione e mezzo l’anno sono le vittime di abusi e malversazioni, secondo i dati dell’Associazione familiari vittime delle sette (Favis), e il Centro Studi Nuove Religioni (Cesnur).
Il numero delle persone la cui vita è però alterata e condizionata da sette e gruppi a sfondo magico è più elevato. Ben dieci milioni di italiani danno un grande spazio nella propria vita a guru e indovini, dal sapere bizzarro e distaccato da qualsiasi tradizione religiosa, o esoterica. Leggi il resto dell’articolo

Il papà è indispensabile alla crescita dei figli

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 15 marzo 2010, www.ilmattino.it

Fra poco, a San Giuseppe, si festeggerà la «Festa del papà». Le maestre, che constatano quotidianamente i guai prodotti nei figli dall’assenza del padre, di rado si azzardano a proporre pensierini o lavori sul tema, per non allargare la ferita di chi il papà non ce l’ha. Le mamme, quando tutto funziona in famiglia (ma è raro), a volte un po’ di festa la preparano, se riescono a farcela stare tra lavoro, cura dei figli, casa. Ma, festa a parte, che succede oggi a padre e paternità? Sono in molti a celebrare la prossima estinzione del padre.
È di pochi giorni fa la notizia che alla Clinica Mangiagalli di Milano, punto di osservazione significativo delle tendenze nelle nascite e nelle relazioni familiari, l’otto per cento dei neonati risulta senza papà, il quale non viene dichiarato in alcun modo. Leggi il resto dell’articolo

L’effetto degli scandali nella psiche individuale e collettiva

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 8 marzo 2010, www.ilmattino.it

Che effetto ha sulla psiche individuale e collettiva l’enfasi data dai media alle storie di corruzione, e agli usi e costumi dei corrotti o supposti tali?
A giudicare da sogni e vissuti riferiti in psicoterapia parrebbe che trascrizioni di conversazioni senza scrupoli, ricostruzioni dettagliate di abitudini perverse e illegali generino soprattutto un vissuto depressivo. Le persone si sentono come accerchiate dal male, ed hanno l’impressione che non ci sia nulla da fare per cambiare la situazione.
Questa sensazione è generata sia dal ripetersi incessante di questo tipo di episodi, sia dal fatto che finora la maggior parte delle persone presentate inizialmente come colpevoli è stata poi assolta nei diversi livelli di giudizio. Ciò crea spaesamento e depressione un po’ in tutti. Sia in coloro che ritengono gli indiziati colpevoli, e dunque pensano che i giudici che li mandano assolti non rispettino la verità. Sia in chi crede invece al verdetto di innocenza (che spesso si aspetta fin dall’inizio della vicenda), e trae dall’accaduto il senso di una grande ingiustizia verso chi era stato accusato a torto, e verso il pubblico, indotto in ogni modo a credere nella colpevolezza. Leggi il resto dell’articolo

Basta dark, ai giovani torna il sorriso

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 1 marzo 2010, www.ilmattino.it

Tutto va di male in peggio? Così parrebbe. Ma ci sono anche segni diversi. Soprattutto tra i più giovani, nelle loro tendenze e le loro mode.
Sembra che tra i giovanissimi si cominci ad averne abbastanza con l’autodistruzione e il cinismo. Diversi fenomeni paiono rivalutare le emozioni e il cuore rispetto al pensiero freddo e ideologico, il sorriso e l’umorismo invece della mistica del funereo, il colore invece del nero, l’attenzione al sacro piuttosto che il disprezzo verso di esso.
Un esempio significativo: il gruppo dei ragazzi tra i 14 e i 16 anni è l’unico in cui nell’ultimo anno è diminuito l’incremento dell’uso di sostanze stupefacenti, dalla cannabis alla cocaina. Se si considera che è proprio quella l’età in cui l’inizio dell’abitudine allo spinello fa i danni più gravi al sistema nervoso e al cervello, col rischio di successive malattie come psicosi e schizofrenia, questi segni di cambiamento fra i ragazzi fanno pensare ad una reazione istintiva di autoconservazione. Tanto più che fanno tutto da soli: l’Italia è l’unico Paese in cui non si sono svolte grandi campagne pubbliche contro questa sostanza, malgrado gli allarmi di scienziati ed epidemiologi. Leggi il resto dell’articolo