La pornografia come fuga dalla realtà

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 26 aprile 2010, www.ilmattino.it

Cosa accade a una persona che, giorno dopo giorno, aumenta il tempo passato al computer, girando per siti pornografici e scaricando immagini e file dove il protagonista è sempre lo stesso: il sesso?
Sembra una domanda banale, con una risposta semplice: cerca eccitazione, forse perché vive un periodo di digiuno sessuale, o di frustrazione affettiva.
L’inchiesta Sec sulla Borsa americana fornisce una risposta più precisa. Il sesso virtuale è un modo per sfuggire a una realtà angosciosa. Leggi il resto dell’articolo

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Attraverso il senso di colpa. Incontro-presentazione a Milano

Le Edizioni San Paolo e la Libreria Paoline di Milano presentano:

ATTRAVERSO IL SENSO DI COLPA. PER UNA TERAPIA DELL’ANIMA

(di Paolo Ferliga, Edizioni San Paolo, 2010)

Mercoledì 28 aprile 2010 – ore 18.00

presso lo Spazio Lamm (accanto alla Libreria Paoline)
Via F. Albani, 21 – Milano

Interverrà Claudio Risé

Sarà presente l’Autore
Paolo Ferliga.

Per ulteriori informazioni visita www.paoloferliga.it

Bimbi obesi, la cura si chiama affetto

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 19 aprile 2010, www.ilmattino.it

Uno dei segni più chiari dell’amore per i bambini è l’attenzione dei genitori a che mangino cose buone, che non fanno male, ed in quantità equilibrata, né poco né troppo. Da questo punto di vista (e da altri), non sembra che l’Occidente ami davvero i suoi figli.
Dovunque infatti, in Europa e Nord America una buona percentuale di loro è soprappeso, quando non obesa, perché mangia troppo, e male. Un’abitudine che rischia di ridurre di molto (circa il 30%), il loro potenziale di vita.
In Italia, un quarto degli allievi di terza elementare è sovrappeso, e più della metà di questi sono obesi.
Nell’insieme della popolazione infantile, uno su tre ha problemi derivanti da alimentazione eccessiva, e di cattiva qualità.
Come mai i bambini sono così voraci, e scelgono così male i loro cibi? E perché noi non li aiutiamo a mangiare meglio? Leggi il resto dell’articolo

Lavorare tutta la vita, godendosela

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 12 aprile 2010, www.ilmattino.it

Tra le industrie in pieno sviluppo, c’è quella della seconda metà della vita: come prepararvisi, cosa farne, come organizzarla. In poco più di mezzo secolo, questo periodo dell’esistenza, è diventato, da geniale intuizione dello psicologo Carl Gustav Jung (il primo che l’ha nettamente distinto dal resto della vita), un fenomeno economico, sociale, mediatico.
Comincia a circa 35 anni, e va avanti fino alla fine, cioè (con le attuali aspettative di vita), ben più del doppio della prima. Jung la «scoperse», notando che i pazienti da quell’età in poi sviluppano problemi diversi da quelli dei ventenni. Mentre i giovani sono proiettati verso l’esterno (la carriera, la coppia, la casa, il successo, lo status sociale), dai trentacinque anni (circa) in poi la psiche presenta, in modi diversi per ognuno, una domanda di senso dell’esistenza, che pone problemi, e inquietudini diverse. Leggi il resto dell’articolo

Territorio e comunità tornano di moda

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 6 aprile 2010, www.ilmattino.it

Con sorpresa di molti, due antiche parole stanno tornando di moda nella politica, cultura, economia, e nella vita della società. Sono: territorio e comunità. Banche e partiti vengono apprezzati se mantengono rapporti col territorio, e nella società si sviluppano molteplici comunità, da quelle internettistiche, a quelle culturali, religiose e perfino culinarie. Eppure solo dieci anni fa, queste due parole erano considerate tabù, retaggio di un passato cancellato dalla globalizzazione.
Oggi gli istituti di credito legati al territorio sono quelli più solidi, i partiti con radicamenti locali guadagnano voti, i cibi tradizionali sono quelli più apprezzati e la rete che li appoggia e promuove, quella dello slow food, rappresenta una delle iniziative economiche e culturali di maggior successo, non solo in Italia, ma in tutta Europa.
La fine delle storie locali che molti prevedevano per il mondo ormai globalizzato non c’è stata. Anzi è accaduto esattamente il contrario. Leggi il resto dell’articolo

Zygmunt Bauman: l’individuo tra comunità e solitudine

Alcune tardive traduzioni, assieme alla pubblicazione di lavori recentissimi, presentano ormai ampiamente in Italia Zygmunt Bauman, uno dei più interessanti osservatori contemporanei della società postmoderna, e delle sue patologie. Bauman, i cui lavori sulla globalizzazione non sembrano purtroppo familiarissimi agli italici Social Forum, restii a studiare i temi in nome dei quali chiedono la parola, è un pensatore drammatico.
Egli rappresenta bene l’impasse in cui si trova gran parte del pensiero di formazione marxista, quando studia la società postmoderna. E’ visibile la perturbante nostalgia di un nemico, che ora non ha più bisogno della tua subalternità. E quindi della tua alleanza. Leggi il resto dell’articolo

Serge Latouche: l’economia che ammala

(di Claudio Risé, da Fondazione Liberal , n. 8, gennaio 2002, Fondazione Liberal, www.liberalfondazione.it)

C’è una relazione tra il nostro pensiero economico e il malessere psichico? Qualsiasi coscienzioso operatore della psiche si pone un giorno o l’altro questa domanda, perché coscienza e inconscio denunciano in continuazione la sproporzione tra le preoccupazioni legate ai meccanismi economici, e quelle affettive e istintuali nella vita dell’individuo, e le nevrosi che da questo squilibrio insorgono.
E’ sempre più raro infatti il caso di malesseri prodotti da divieti simbolici (come il complesso di Edipo, su cui si regge gran parte della psicoanalisi classica). Mentre invece sono sempre più frequenti le nevrosi prodotte da dispositivi o orientamenti economici (ad esempio: consuma quanto è socialmente richiesto, e guadagna di conseguenza), a detrimento dei bisogni e desideri affettivi, e/o istintuali.
Curiosamente però, l’approfondimento di questo squilibrio, e delle sue ragioni, è pressoché assente dalla riflessione psicologica, apparentemente impegnata nella costruzione di una babelica nosografia e tipologia del malessere, quasi che il nominarne accuratemente le manifestazioni equivalga a curarlo, o farlo sparire. Leggi il resto dell’articolo