Anche i gay a volte soffrono

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 24 maggio 2010, www.ilmattino.it

Si va ampliando una strana zona grigia nella libertà sessuale. Oggi si può cambiare sesso, applicare sul proprio corpo attributi sia maschili che femminili, affittare organi per la riproduzione, vendere seme, etc. Chi però abbia tendenze omosessuali che lo disturbino (al contrario dell’eterosessuale con lo stesso problema), rischia di non trovare un terapeuta che lo prenda in carico.
Sta crescendo infatti un rumoroso dibattito sull’illegalità delle terapie a persone omosessuali.
L’omosessualità, infatti (lo hanno dichiarato da qualche anno sia i principali manuali diagnostici che l’Organizzazione Mondiale sella Sanità), non è più una malattia. E allora perché prendere in terapia chi sia omosessuale, se non per pregiudizio ideologico, o affarismo? Leggi il resto dell’articolo

Nuove coppie: amore a distanza

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 17 maggio 2010, www.ilmattino.it

Ci sopportiamo sempre meno, e con sempre maggior fatica. Dopo le coppie free child, libere da figli (di cui questa rubrica s’è occupata tempo fa), ecco ora crescere quelle Living apart together (LAT), che cioè stanno insieme, ma in case diverse, ognuno per conto proprio. Una categoria in sviluppo, che comprende storie molto diverse. Unite da una comune preoccupazione: salvaguardare i propri spazi personali, le proprie abitudini, senza però rinunciare a una relazione affettiva stabile.
I Lat uniscono tipologie, caratteri, età, molto differenti tra loro. Si formano in modo particolarmente frequente nella seconda metà della vita, tra persone che hanno già avuto altri matrimoni o unioni, e che hanno sperimentato la difficoltà di far convivere a lungo l’affetto con abitudini, stili di vita, e gusti diversi.
Magari uno preferisce andare a letto presto e l’altro tardi; uno impazzisce per le partite e l’altra per i film d’amore; uno russa e l’altro non sopporta; uno (di solito lui) si alza spesso per andare in bagno, e l’altra ha il sonno leggero, e si sveglia. Cose che ci sono sempre state, e magari una volta erano oggetto di affettuose prese in giro; ma anche di scenate, sbuffi, malumori. Leggi il resto dell’articolo

Attraverso il senso di colpa. Per una terapia dell’anima

E’ uscito per le Edizioni San Paolo l’ultimo libro di Paolo Ferliga (www.paoloferliga.it): Attraverso il senso di colpa. Per una terapia dell’anima.
Pubblichiamo di seguito la Prefazione di Claudio Risé.

Il senso di colpa comincia molto prima della psicoanalisi, e il notarlo è uno dei non pochi meriti di questo libro. Basta ricordare il turbamento dei progenitori Adamo ed Eva, l’ingovernabile tormento di Giuda, il vagare folle di Oreste (limitandoci a tre vicende fondative della cultura ebraica, di quella cristiana e di quella greca), per vedere come questo sentimento e processo psicologico sia elemento costitutivo tanto di ogni cultura e civiltà, quanto della stessa personalità umana.
Esso, infatti, rappresenta lo strumento psicologico che consente all’essere umano di restare in contatto (e per così dire misurare, soffrendolo), col male che produce. E poiché, come giustamente ricorda lo psichiatra Gaetano Benedetti (che molto opportunamente Ferliga cita in esergo al libro): “tutti siamo (almeno nel pensiero e nell’inconscio) facitori di male”, l’attività psicologica svolta dal senso di colpa (col sentimento, il riconoscimento -più o meno esplicito-, e la misurazione del male compiuto), è indispensabile per garantire un certo equilibrio psichico, ed evitare la progressiva scissione tra il soggetto che fa il male e il suo rappresentante di superficie (l’ego, se proprio vogliamo un colpevole) che, invece, fa finta di nulla. Ricacciando il senso di colpa nell’inconscio, da dove puntualmente ritorna sotto forma di sintomi, somatizzazioni, nevrosi e disturbi psichici di diversa natura e intensità. Leggi il resto dell’articolo

Figli, droghe e alcol? Padri: dite no

Comunicazione a cura della Lista per il padre, già promotrice del “Documento per il padre“, e-mail: listaperilpadre@alice.it
(opuscolo a cura di Antonello Vanni)

Quando tuo figlio inizia a frequentare le scuole superiori – ma a volte prima – può incontrare l’alcol e le droghe. Curiosità, desiderio di provare nuove esperienze, inviti del gruppo dei pari, frequentazione di compagnie che assumono comportamenti a rischio dopo la scuola o nel fine settimana… ecco così nuove preoccupazioni per ogni genitore.

E adesso? “Dire no” può sembrarti poco, ma in realtà ciò che puoi dire e fare ha un grande impatto: secondo gli studi, infatti, man mano che i figli crescono cercano nei genitori guida e supporto (anche se non ti sembra). Da dove cominciare? Dall’essere un padre presente.

Comunica: parla ai tuoi figli e ascoltali: incoraggiali ad aprirsi per raccontarti cosa pensano di questi argomenti, soprattutto se la notte prima sono tornati a casa in uno stato diverso dal solito. In questo modo si può discutere apertamente e correttamente delle droghe e dell’alcol prima che diventino un problema. Leggi il resto dell’articolo

Viaggi senza genitori, test di maturità (per tutta la famiglia)

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 10 maggio 2010, www.ilmattino.it

Con l’avvicinarsi dell’estate arriva, in età sempre più precoce, il frequente annuncio dei figli: cari papà e mamma, quest’estate vado a spasso con gli amici. I genitori spesso si preoccupano, e hanno le loro ragioni. Psicologi e commentatori mettono a volte il fenomeno sul conto della crisi della famiglia, calderone che raccoglie un po’ di tutto, senza lasciar più distinguere bene i diversi ingredienti.
Ma cosa significano, in verità, queste più autonome e precoci vacanze dei figli? Saranno un’altra mazzata alla famiglia, o potrebbero magari essere un contributo dei ragazzi oggi fra i quindici e i venticinque anni a una famiglia diversa, magari migliore? Cosa significa, inoltre, il disorientamento che spesso coglie i genitori quando i figli annunciano la loro vacanza? Non rivela forse la scarsa consistenza della coppia, il fatto che tra padre e madre si è persa l’intimità,la confidenza, lo scambio? E che magari, spesso, i figli con le loro vacanze indipendenti fuggono da un simulacro familiare che sono proprio loro a tenere in piedi, perché la coppia, come contenuti affettivi, progettuali, comunicativi, non c’è più? Leggi il resto dell’articolo

Fortuna e cambiamento

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 3 maggio 2010, www.ilmattino.it

Nei tempi della crisi, Superenalotto, Gratta e vinci e altri giochi sono i luoghi della speranza. Virtù da coltivare, perché alimenta l’immaginazione, la gioia di vivere e così facendo aiuta a superare le difficoltà.
Come mai però, se il gioco allena all’ottimismo, la vincita porta invece con sé così tanti guai? Non solo in Italia, infatti, ma in tutto il mondo, i vincitori dei giochi di lotteria incontrano poi molto spesso periodi di tremende sfortune. E le grandi vincite vanno perse.
Il fatto è che il cambiamento è una sfida per la vita umana. Lo desideriamo ma facciamo fatica ad adattarcisi, a capire i prezzi che ci chiede. Leggi il resto dell’articolo