Carissimo Toro ti amo. Quindi ti uccido

(Di Claudio Risé, da “Il Giornale”, 30 luglio 2010, www.ilgiornale.it)

No, caro fratello oscuro, toro amatissimo, noi che ti vogliamo bene davvero non permetteremo che ti trasformino in una razza in via d‘estinzione, produttrice di carne esotica, da allevare e uccidere silenziosamente, senza offrirti neppure un momento di gloria e di divertimento. Senza darti la chance di calpestarci per qualche stradina mediterranea, o di incornarci, se non saremo noi i più svelti a ficcarti una banderilla nel fianco.
Forse è vero, come ha detto la scrittrice di gialli Alicia Gimenez, che noi siamo “gente che socialmente non ha molto da fare. Gente di destra, all’antica. Oggi la sinistra è anticorrida”. Sarà anche come dice questa signora dabbene, ma noi ti amiamo. Proprio perché, al contrario della signora e gli altri animalisti, non pensiamo affatto di essere animali.
Siamo uomini, fatti a immagine e somiglianza di Dio, con un Io pensante, e cosciente (anche se loro scrivono che la coscienza noi non l’abbiamo, siamo al di sotto, dalla parte “delle cose più degradanti”, come ha detto José Rull, partito nazionalista catalano).
Ed è proprio perché uomini, diversi da te, dalla tua oscurità misteriosa, che ti amiamo; come si ama il diverso, che rappresenta parti tue ma è altro da te, lontano. Anche quando con un guizzo improvviso raggiunge il matador e lo incorna. Leggi il resto dell’articolo

Annunci

Divorziare da vecchi

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 26 luglio 2010, www.ilmattino.it

Fino a non moltissimi anni fa la persona che fra i 40 e i 50 anni si ritrovava ancora al di fuori del matrimonio era considerata sfavorita, in difficoltà. Il maturo “scapolone”, o la “zitella” erano viste di solito come immagini dell’insuccesso affettivo, che la maggior parte dei giovani cercava di evitare.
La solitudine – si pensava – non si addice ai capelli grigi.
Oggi invece continua ad aumentare il numero degli sposati che, fra i 40 e i 50 anni, decidono di uscire dal matrimonio.
A giudicare dalle ultime rilevazioni dell’ISTAT, relative al 2008, separazione e divorzio sono sempre meno misure riparatrici di un errore giovanile, e sempre di più “mature” decisioni di uscire dal legame coniugale e dalla famiglia che si era costruita nella prima metà della vita. Leggi il resto dell’articolo

Austerità e cambiamento

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 19 luglio 2010, www.ilmattino.it

L’incertezza è il tempo del malessere. I comportamenti anomali, i disagi psicologici più insidiosi, individuali e collettivi, si sviluppano quando non riusciamo a capire se siamo nell’abbondanza o nella povertà, nello sviluppo o nel declino. Da questo punto di vista, la recente dichiarazione del ministro dell’Economia Giulio Tremonti: «L’austerità è una necessità e una responsabilità per tutti», apre per gli italiani un quadro psicologico preciso, in cui collocare le proprie esperienze.
Il ministro ha voluto «volare basso», dicendo di non sapere se l’austerità sia un’ideologia. Forse potrebbe essere anche interpretata così (e ciò sarebbe pericoloso), ma quel che è certo è che si tratta invece di una condizione, una situazione concreta, cui non ci si può sottrarre e che può quindi aiutare ognuno di noi a misurare le proprie forze e verificare il proprio stile di vita. Non è piacevole, tuttavia sapere quale fosse la situazione del Paese e di tutti era assolutamente necessario; impopolare ma opportuno. Leggi il resto dell’articolo

Vacanze e solitudini

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 12 luglio 2010, www.ilmattino.it

Arrivano le vacanze e chi non sta benissimo comincia a stare un po’ peggio; come le cronache segnalano. Le ragioni sono molte. Il caldo, innanzitutto, è per il sistema nervoso e il tono dell’umore una prova più difficile del freddo: vengono accentuate sia le spinte maniacali, verso l’euforia, che quelle depressive. È insomma più complesso mantenere quella «linea mediana» dell’umore che alla luce estiva appare mediocre a antipatica, ma in realtà coincide con l’equilibrio psicologico.
Una delle prove più complesse è lo sconvolgimento dei ritmi abituali: sonno-veglia; ozio-divertimento-lavoro; immobilità-movimento; concentrazione-svago.
La modernità, con le sue vacanze prolungate per ragioni produttive e commerciali, ha ignorato la lezione delle culture tradizionali. Esse rovesciavano i ritmi di vita, ma solo per qualche giorno, come per il Carnevale o le feste agricole, ben sapendo che l’uscita dal ritmo quotidiano, se non limitata nel tempo, era per l’uomo fonte di stress e, potenzialmente, di disorientamento e spersonalizzazione. Leggi il resto dell’articolo

Ronaldo, papà solo. O solo papà?

(Intervista a Claudio Risé, di Alessandro Stoppa, da “Tracce”, 8 luglio 2010, www.tracce.it)

L’ex Pallone d’Oro ha un figlio. E lo crescerà da single, per scelta. Un modello di famiglia sempre più diffuso. Ma essere padri e madri è solo «questione di ruoli», come ha scritto qualcuno? Ne abbiamo parlato con lo psicanalista Claudio Risé

Cristiano Ronaldo annuncia al mondo via Facebook che è diventato padre. Crescerà suo figlio da solo. E la madre (probabilmente “in affitto”) resterà ignota e lontana. Il tempo di un post in rete e il bomber del Real Madrid polverizza il pensiero dei Mondiali e diventa un euforico ragazzo-padre. Il resto del mondo piomba nel caos delle opinioni. Degno di nota, il focus realizzato da Repubblica all’indomani della notizia. L’ampio servizio rivela che nel nostro Paese sono 350mila gli uomini che crescono un figlio in solitudine. Il che è considerato «la nuova rivoluzione delle famiglie in Italia». Addirittura.
Snocciolati i dati in crescita (+23% in 5 anni), un paio di nomi famosi e di riferimenti cinematografici, l’analisi del fenomeno approda a questa conclusione: «Il bambino ha bisogno di un adulto, poco importa se si tratta di un padre o di una madre: non conta chi sia, ma come svolge il suo ruolo». La sfida per un genitore è dedotta da quanto segue: «Essere al tempo stesso papà e mamma». Le analisi di carta lasciano il tempo che trovano. Ma oggi l’essere padre e madre è vissuto e concepito davvero così? Lo abbiamo chiesto a Claudio Risé, psicanalista e scrittore, autore di numerosi libri sulla paternità e sulla nascita (cfr. www.claudio-rise.it).

Nel dibattito pubblico sembra che non sia necessaria la presenza di un padre e di una madre, per educare. Sono considerati come dei ruoli.
È in atto da anni una massiccia campagna di persuasione sull’inutilità della coppia genitoriale. La sua funzione può essere svolta, secondo questa tesi, da una o più persone, non importa di quale sesso, e non necessariamente legate al processo che ha portato alla generazione del bimbo. La tesi è essenzialmente funzionale all’avvento della società post-naturale, con elementi sempre più spesso ed ampiamente “fabbricati” (anche riferiti all’essere umano), e organizzata sempre più secondo dispositivi burocratici (autorizzazioni amministrative, legislative, o giudiziarie). Piuttosto che secondo i processi naturali e simbolici, che hanno tradizionalmente ed universalmente presieduto alla trasmissione della vita e della crescita dell’essere umano. Leggi il resto dell’articolo

La nostalgia d’amore degli adolescenti

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 5 luglio 2010, www.ilmattino.it

Forse il cinismo ha davvero stancato le nuove generazioni. Le strade delle città sono piene di: «Ti amo, mia principessa», di scritte-ricordo del primo bacio tra i due, di scuse di maschi forse anche troppo inginocchiati.
Comunque il bullo, il menefreghista, il villano, va poco, e solo tra le ragazze un po’ problematiche. Le altre vogliono amore, fedeltà, sentimento, come quelli offerti dai fidanzati-vampiri degli ultimi, gettonatissimi, film. È corsa all’innocenza anche tra i maschi.
Anche fra i ragazzi, infatti, tramonta l’interesse per le mini-vamp, e torna il fascino della ragazzina acqua e sapone. Con una moda dove i pantaloni sono stati sostituiti da gonnelline svolazzanti, pizzi, volants, fiocchi e fiocchetti; tutti trucchi conosciuti alla perfezione più che dalle mamme di queste adolescenti, dalle loro nonne.
Nei gadget, che subito approfittano ed amplificano le tendenza in atto, trionfano quindi cuoricini, cerchietti, dolci mostrini e vampiri tenerissimi. Tramontano invece piercing e tatuaggi, soprattutto quelli pesanti e a sfondo sadomaso, diventati appannaggio ormai di ristretti gruppi di appassionati. Leggi il resto dell’articolo