Vacanze e solitudini

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 12 luglio 2010, www.ilmattino.it

Arrivano le vacanze e chi non sta benissimo comincia a stare un po’ peggio; come le cronache segnalano. Le ragioni sono molte. Il caldo, innanzitutto, è per il sistema nervoso e il tono dell’umore una prova più difficile del freddo: vengono accentuate sia le spinte maniacali, verso l’euforia, che quelle depressive. È insomma più complesso mantenere quella «linea mediana» dell’umore che alla luce estiva appare mediocre a antipatica, ma in realtà coincide con l’equilibrio psicologico.
Una delle prove più complesse è lo sconvolgimento dei ritmi abituali: sonno-veglia; ozio-divertimento-lavoro; immobilità-movimento; concentrazione-svago.
La modernità, con le sue vacanze prolungate per ragioni produttive e commerciali, ha ignorato la lezione delle culture tradizionali. Esse rovesciavano i ritmi di vita, ma solo per qualche giorno, come per il Carnevale o le feste agricole, ben sapendo che l’uscita dal ritmo quotidiano, se non limitata nel tempo, era per l’uomo fonte di stress e, potenzialmente, di disorientamento e spersonalizzazione.
La nostra psiche e il nostro cervello si sono sviluppati seguendo precisi ritmi che possono anche rovesciarsi ma per brevi periodi (ritualizzati con precisione nel tempo e nello spazio), che hanno la funzione di rappresentare l’eccezione che conferma la regola, rafforzandola (come il Carnevale con la Quaresima).
Le vacanze estive di oggi durano invece settimane e investono, potenzialmente, il mondo intero.
Il sistema delle comunicazioni ci spiega che possiamo andare dovunque, a fare qualsiasi cosa. Anche questo messaggio, contraddetto dai prezzi dei viaggi e soggiorni e dalle loro condizioni (sono note le avventure estreme di turisti che ogni anno si ritrovano abbandonati in qualche aeroporto o località imprecisata, senza saper come uscire dai guai), è fonte di ulteriori stress.
In realtà il mito delle vacanze globali, sollecitando fantasie di uguaglianza e affermazione sociale, mette poi duramente di fronte alle prove delle disuguaglianze, dei soldi che mancano, delle lingue non conosciute, delle abitudini alimentari e dei costumi diversi, insomma dello smarrimento identitario («non sono nessuno»), e della frustrazione.
C’è però un punto ancora più dolente nei periodi in cui si scatena l’immaginario delle vacanze, ed è (come dimostrano le cronache di questi giorni), quello dei sentimenti, dell’amore, del bisogno di riceverlo, e della disperazione per non averlo. Le vacanze sono (spesso, ma non sempre) molto piacevoli per chi le trascorre con la persona amata. Una fetta di popolazione per fortuna ancora vasta, ma che non corrisponde certo alla totalità. Per tutti gli altri, per coloro che non sopportano il proprio compagno/a, per molti single, per l’esercito degli abbandonati/e, le vacanze sono il momento, spesso spietato, del confronto con la propria solitudine affettiva: sono solo/a.
La visione euforica (anche se falsa) della società globalizzata, dove tutti sembrano essere in compagnia del resto del mondo, rende questo vissuto di abbandono ancora più inaccettabile. Nel ritmo di lavoro quotidiano, nelle piccole comunità dell’azienda, o dell’ufficio, la solitudine è meno assillante, maggiormente mediata da momenti di comunicazione (la mensa, la pausa caffé, le confidenze sulla serata), che coprono almeno in parte la percezione di essere soli, la rendono meno esasperata. Nel lungo periodo del divertimento obbligatorio, senza riti, e senza reti di protezione, la solitudine può invece mordere crudelmente chi la prova. Trasformando così l’avvicinarsi delle vacanze in un guaio. Per sé e per gli altri.

Advertisements

5 Responses to Vacanze e solitudini

  1. Sergio says:

    Concordo al 100%, infatti, anche per me, che andrò in ferie la prossima settimana (e per tre settimane, dato che l’azienda in cui lavoro chiude), l’avvicinarsi del ‘meritato riposo’ è fonte di stress, rabbia e amarezza, dato che oltre a non avere i soldi per andare da nessuna parte, non ho neppure nessuno con cui condividere questi giorni di ferie, essendo single.
    Tra l’altro, il vivere da soli, porta a girare senza meta ed a spendere continuamente denaro in bar, pizzerie, ristoranti e pub, ed in passato anche in prostitute, che per un certo periodo della vita sono state la mia rovina economica (mi ci sono indebitato, ed ora sto cercando di uscirne fuori). Prostitute che in quel periodo frequentai solo per via della mia solitudine sentimentale e consequenzialmente sessuale. Le confesso che a volte vorrei fuggire da questa folle società, dalla quale ho avuto tutto a livello materiale, ma nulla dal punto di vista affettivo.

  2. Alessandro says:

    E’ vero caro Prof.; anche per me, fra due settimane cominciano le tanto attese ferie, ma più si avvicina il momento, più mi sento a disagio. Da una lato, sicuramente c’è la voglia di staccare dal lavoro, dall’ufficio, con le sue storture e relazioni non proprio psicologicamente sane; quindi recuperare energie e “cambiare aria”. D’altra parte però, essendo single, ed avendo passato i 30 anni, non mi sento di fare quello che facevo fino all’età di 24-25, e cioè girare come un forsennato tra discoteche e pub alla ricerca di prede femminili, con la solita triste conclusione, ed un vuoto dentro alla fine delle 3-4 sere di passione, dove la magia svanisce, e tristemente ognuno prende la sua strada, e si ritorna soli, vuoti. Proprio ieri mettina, un mio carissimo amico di infanzia, con cui ci vediamo poco perché la vita ci ha portato vivere in città lontane, mi dice: “Sandro, il prossimo sabato c’è la notte bianca, perché non ci raggiungi?”. Ecco: fino a qualche anno fa, non ci avrei pensato due volte, ma oggi, non è che mi entusiasmi molto.
    Allora quest’anno pensavo di cambiare l’abitudine, e fare una vacanza diversa: ho pensato un bel monastero, dalle parti di Assisi, o Lourdes. Sento infatti da molto tempo l’esigenza di pace, di raccogliermi; di prendermi cura di me stesso, cosa che sono riuscito a fare pochissime volte nella vita. Quando penso anche a tutte quelle volte che mi sono buttato via, e le altre dove ho fatto soffrire, ed ho sofferto moltissimo, in relazioni assurde, direi oggi a 30 e più anni, mi sento veramente male, vuoto.
    Chissà che non possa essere quindi una buona idea.
    Con stima.
    Alessandro

  3. Redazione says:

    Ottima idea il convento (X Alessandro, ma anche Sergio)!. Tra l’altro sono tutti in posti bellissimi, il cibo è fatto da loro, con roba genuina, e se sono giusti invece che con la televisione ( che non c’è), si cena mentre un frate legge passi della Regola di San Benedetto, un testo che si mangia tutti quelli della Facoltà di psiicologia). Raccomando quelli che curano bene , e in modo completo, la liturgia delle ore, in gregoriano ( e consiglio di seguirla il più possibile, tranne quelle in piena notte). Chi crede prega, e chi non crede comunque vola alto. Auguri, Claudio

  4. Alessandro says:

    Sono contento nel vedere come questo mio proposito si da lei supportato caldamente.
    La ringrazio per gli auguri.
    Alessandro

  5. Federico says:

    Io faccio brevi periodi di vacanze durante tutto l’anno.
    Pochi giorni in cui celebro il rito dell’incontro coi miei amici che abitano lontano (da berlino fino agli urali)
    L’incontro, la cena insieme, imparare le nuove parole tedesche o russe.

    Il suo articolo mi ha fatto riflettere sul fatto della ritualità.

    Specialmente in Russia, ma anche in Norvegia, il problema del non sono nessuno, non esiste, vista l’indole delle persone che vivono lì.

    Da quando ho smesso di andare in giro per pub alla ricerca di un improbabile fidanzata sto decisamente meglio.

    Anche io sono un frequentatore di conventi.

    Anche io sono un frequentatore

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: