Sangue versato e carte bollate

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 25 ottobre 2010, www.ilmattino.it

Lo Stato non può sempre nascondersi dietro procedure burocratiche, spacciandole per leggi. Ci sono casi in cui deve scoprirsi, e dire come la pensa. È quanto sta accadendo per il brigatista Prospero Gallinari, che dopo 30 anni dei vari ergastoli che sta scontando, ha chiesto la liberazione condizionale, utilizzando la legge che lo prevede come molti suoi compagni delle Br hanno già fatto, e ottenuto. Lo Stato in questi casi domanda ai parenti delle vittime se perdonano l’assassino.
La cosa avviene con una trafila burocratica fredda e impersonale, priva di ogni proporzione con la gravità e il senso dei fatti su cui decide. Mostra bene quindi come le procedure burocratiche siano inadatte a dirimere questioni che per l’uomo si collocano nella sfera del sacro, come quelle che riguardano il sangue versato, il sacrificio della vita, i vissuti dei superstiti. Leggi il resto dell’articolo

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Il Padre rimosso

(di Claudio Risé, da “L’Osservatore Romano”, 17 ottobre 2010, www.vatican.va)

“Mi aveva fatto venire i nervi”, si è giustificato l’uomo che ha ridotto in coma un tassista a Milano. “Mi ha insultato, e ho sbroccato”, ha spiegato il giovane che con un pugno ha ucciso un’infermiera a Roma. Per capire cosa stia accadendo si comincia a parlare di pulsioni (come ha fatto il sociologo Giuseppe De Rita sul “Corriere della Sera” del 13 ottobre). Un concetto psicologico abbastanza specifico, che indica le spinte istintuali dirette a soddisfare immediatamente un bisogno della persona.
Il discorso si fa così più concreto: ci sono spinte, bisogni reattivi, spesso irrazionali, legati alla sfera dell’aggressività, che escono con più frequenza e forza di prima, suscitando inoltre sempre meno reazioni nei presenti, che raramente, e tardi, intervengono per fermarle. A cosa è dovuto, però, il diffondersi di manifestazioni incontrollate di spinte distruttive?
Si ha l’impressione di assistere all’organizzazione di un intero sistema della violenza pulsionale: c’è lo scoppio aggressivo, agito da una o più persone; l’evitamento da parte dei presenti, che pensano solo a non essere coinvolti (o a guardare da postazioni sicure, se la situazione lo consente, soddisfacendo altre pulsioni, voyeuristiche); e infine l’utilizzo spettacolare realizzato dai media dell’effetto di orrore, ma anche di altre sensazioni di natura pulsionale, istintivo-emotiva piuttosto torbide.

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Le donne senza storie vincono

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 18 ottobre 2010, www.ilmattino.it

È il momento delle donne senza storie, che vengono da lavori concreti, a volte umili, e fanno poca attenzione all’immagine e molta al buonsenso. Il palcoscenico lo lasciano alle star; loro fanno i passi che poi segneranno la storia delle famiglie, a volte dell’economia. Ferdinand Piech, maggiore azionista della più grande azienda automobilistica del mondo, la Wolkswagen-Porsche-Audi-Skoda etc., ha designato come erede dell’azienda la moglie Ursula, già baby sitter di casa e da anni sua principale consigliera.
Ma non è il solo. Gli uomini con responsabilità cercano donne solide.
Le due maggiori aziende editoriali tedesche, Springer e Bertelsmann, sono già nelle mani di due donne così, poche storie e molto lavoro. Axel Springer, editore del potente settimanale Der Spiegel e di mille altre cose, ha sposato una ragazza alla pari, che oggi dirige tutte le sue aziende, ispira il cambio dei direttori, controlla le spese e gli investimenti, insomma fa il capo. E l’altro gigante editoriale tedesco, Bertelsmann, è guidato con mano salda da una donna assunta come centralinista, e poi sposata dal proprietario, Reinarhd Mohn. Leggi il resto dell’articolo

Il Super Io del consumatore incallito

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 11 ottobre 2010, www.ilmattino.it

Cosa hanno in comune stipendi e bonus milionari di banchieri e industriali in tempi di crisi, movida cittadina e libertinaggi del sabato sera, e volgarità di politici e vip di varia estrazione?
Secondo alcuni, tutti questi comportamenti denuncerebbero la generale mancanza di «senso del dovere», vale a dire quella funzione di autocontrollo psicologico che la psicoanalisi ha da tempo chiamato Super Io. È diffusa anzi l’impressione che nella postmodernità il Super Io sia addirittura morto.
In questa sua estinzione il Super Io avrebbe seguito il destino di Dio stesso, di cui per certi aspetti era un rappresentante nella psiche umana.
La morte di Dio annunciata da Nietzsche a fine ottocento, avrebbe poi inevitabilmente provocato l’estinzione del senso del dovere, del Super Io, e del senso di colpa conseguente alla sua violazione. L’uomo esprimerebbe così in questi comportamenti (ed in altri considerati fino a poco fa come fortemente trasgressivi) la propria nuova libertà. Ma è veramente così? Leggi il resto dell’articolo

La lealtà rende più dei veleni

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 4 ottobre 2010, www.ilmattino.it

Veleni e fango sono tra le parole più usate per descrivere la politica italiana. I primi riguardano le insinuazioni personali che da noi accompagnano i dibattiti politici; il secondo le macchie gettate da queste polemiche sui protagonisti della vita pubblica.
La gente si è abituata: è delusa, ma non sembra davvero scossa. Nel mondo, però, la lealtà allo Stato da parte di politici e amministratori pubblici è considerata un indicatore importante della salute e solidità di una nazione.
È quindi il caso di domandarsi quale possa essere, nel medio periodo, l’effetto di questo stile di dibattito e azione politica sull’intero paese. L’osservazione psicologica, ad esempio, mostra con chiarezza come la dinamicità sia degli individui che dei gruppi sia legata al loro possedere obiettivi condivisi, e alla loro fiducia in un gruppo dirigente che permetta loro di conseguirli.
Vilfredo Pareto, nei suoi classici studi di sociologia ed economia politica, aveva osservato, già nel secolo scorso, come la sfiducia nelle qualità dei gruppi dirigenti portasse ad un rallentamento economico e ad una sorta di depressione di massa. In effetti le sue analisi furono poi confermate dal sorgere dei totalitarismi, che egli continuò a studiare dalla Svizzera, in cui si era nel frattempo trasferito.
Queste osservazioni non erano influenzate da moralismi, anzi Pareto polemizzava volentieri contro il “mito virtuista” del politico appunto virtuoso, cui preferiva quello efficiente. Si è tuttavia sempre dovuto notare come, appunto, “veleni” e “fango” deprimessero e rallentassero lo sviluppo sociale, economico e culturale, rendendo più difficile ai cittadini l’individuazione di obiettivi convincenti da perseguire, e di leader in grado di realizzarli. Leggi il resto dell’articolo